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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 214 del 25/05/2009


LI GOTTI (IdV). Signora Presidente, abbiamo ascoltato con molta attenzione le comunicazioni del Ministro dell'interno che hanno confermato i nostri dubbi su ciò che è stato fatto e su ciò che si intende fare anche nel futuro. In verità, il ministro Maroni ha fatto riferimento ad un quadro normativo internazionale, il quale però fa una differenza - che invece non si è colta nell'intervento del signor Ministro - tra allontanamento, respingimento e intercettamento in alto mare. Si tratta, infatti, di tre cose diverse: l'allontanamento riguarda l'immigrato che irregolarmente è nel nostro Paese; il respingimento è qualcosa che avviene alla frontiera; l'intercettamento avviene in acque internazionali.

Per l'intercettamento in acque internazionali lei stesso, signor Ministro, ha fatto riferimento agli accordi internazionali, che prevedono che i natanti intercettati in acque internazionali possono essere riaccompagnati in un porto vicino, su richiesta del natante intercettato. Non esiste cioè un respingimento in alto mare; in acque internazionali non esiste la possibilità del respingimento: esiste la possibilità del riaccompagnamento, su richiesta del natante intercettato. Né peraltro gli accordi siglati in Europa a seguito del Patto europeo sull'immigrazione e sull'asilo dicono questo. Il Patto europeo sull'immigrazione e sull'asilo fissa un punto, ossia combattere l'immigrazione clandestina, in particolare assicurando il ritorno nel loro Paese di origine degli stranieri in posizione irregolare. Quindi, non c'entra nulla con il respingimento e non c'entra nulla con l'aver intercettato un natante in acque internazionali. Il ritorno significa che lo straniero irregolare è nel nostro Paese e quindi il Patto europeo al quale noi ci ispiriamo riguarda esclusivamente lo straniero che si trova irregolarmente nel Paese. E questo Patto europeo è stato recepito dalle conclusioni del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2008, che prevede qualcosa che dovrà farsi; ossia ad ottobre 2008 ci si impegna al programma di lavoro dell'Unione europea, programma che la Commissione proporrà nel maggio 2009 e che sarà oggetto di un dibattito annuale a decorrere dal giugno del 2010.

Di quale Patto internazionale europeo stiamo parlando? Anche l'Accordo stipulato con la Libia, all'articolo 19, parla di intese tra la Libia e l'Unione europea che non esistono. Non esistono intese: l'Unione europea non ha intese con la Libia.

Ciò che lei doveva dirci, signor Ministro, sono le modalità con cui è stata attuata questa pratica e l'impegno che lei assume di continuarla a praticare. Ma, nel momento in cui nelle acque internazionali viene intercettato un natante e le persone a bordo vengono fatte trasbordare sulla nostra nave, in base alla legge, sono nel territorio italiano (perché i natanti e gli aeromobili sono territorio dello Stato) e in quel momento non esiste più il respingimento, esiste solo la procedura di allontanamento, con tutto ciò che essa presuppone: ossia la verifica individuale degli eventuali diritti di asilo e di tutta la posizione che porta poi all'allontanamento degli irregolari dal nostro Paese. La nave italiana, in qualunque acqua si trovi, è territorio italiano. Voi invece che cosa avete fatto? Avete intercettato dei natanti, in un caso nelle acque territoriali libiche (e avete fatto salire gli occupanti su un nave italiana, quindi in territorio italiano, e poi li avete portati in Libia), in un altro caso nelle acque territoriali maltesi (stessa procedura per gli occupanti, poi sbarcati in Libia), in un altro ancora in acque internazionali (facendo salire gli occupanti su navi italiane e portandoli in Libia).

Questo è al di fuori di qualunque norma di diritto internazionale. Ci sarà quindi un motivo per cui l'ONU e l'Europa protestano. Protestano perché l'Italia sta applicando una procedura che non è prevista dal sistema normativo. Questo non significa che il problema non debba essere affrontato con serietà. La parola rigore introduce un criterio di valore nell'applicazione della norma (norma da applicare con rigore o con dolcezza). Parlerei piuttosto di applicazione puntuale della normativa, ma della normativa.

Lei su questo non ha fornito risposte. Erano questi gli interrogativi che c'eravamo posti e che ci si è posti a livello internazionale. L'Italia sta rispettando il diritto internazionale o sta procedendo attraverso un'interpretazione assurda delle norme? Sapete che per gli irregolari intercettati in acque internazionali e fatti salire a bordo di navi italiane, quindi sul territorio italiano, contro la loro volontà e portati in un altro Paese, si potrebbe configurare il reato di sequestro di persona? (Commenti dai banchi della maggioranza). Come no! Pensateci. Il diritto è questo. Il diritto è proprio questo. Se quello è territorio italiano - perché, lo ripeto ancora, la nave è territorio italiano - si applicano le leggi italiane, quindi si deve consentire ad una persona la possibilità di esprimersi, di scegliere, di optare, di avanzare domanda.

E voi questo non l'avete assicurato, peraltro violando un altro principio riconosciuto dalla Carta di Nizza finanche nel 2000, ossia che il respingimento è sempre individuale e non collettivo. Il respingimento collettivo non esiste. Non si prendono in massa le persone, facendole poi salire sulla nave e accompagnandole a loro insaputa da qualche parte. Le cronache hanno raccontato di questi disgraziati, sfruttati dalle organizzazioni criminali che, nel momento in cui si sono accorti di essere rientrati dal punto dove erano partiti, urlavano la loro disperazione e chiedevano aiuto ai fratelli italiani, perché pensavano di essere arrivati in Italia e invece erano tornati al punto di partenza. Di loro volontà? Su loro richiesta? Ma questo ci volete far credere?

Ora il rigore, che io chiamerei puntualità di applicazione della legge, significa che debbono applicarsi le leggi e non inventarsi le leggi. In questo frangente l'Italia, Paese del diritto, si sta inventando un diritto internazionale, che pagheremo dinanzi al mondo. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bricolo. Ne ha facoltà.