BRICOLO (LNP). Signora Presidente, colleghi senatori, voglio anzitutto ringraziare il ministro Maroni per la puntuale e precisa informativa che ha reso oggi al Senato, con la quale ha ribadito la linea del Governo in materia di contrasto alla criminalità e all'immigrazione clandestina. Una linea gradita - è giusto ricordarlo - alla stragrande maggioranza dei cittadini che vivono in questo Paese e per la quale oggi il presidente di Confindustria Marcegaglia si è complimentata con il ministro Maroni. E molti complimenti arrivano anche dalla stragrande maggioranza delle associazioni di categoria. Ma è importante ricordare che sono i cittadini che in questo momento danno forza e sostegno al Governo in questa sua azione di contrasto alla criminalità e all'immigrazione clandestina.
L'avevamo detto l'anno scorso in campagna elettorale. Volevamo portare sicurezza in questo Paese. Era uno dei temi più scottanti. Si veniva da un Governo Prodi che non aveva fatto nulla di concreto, se non chiacchiere in Parlamento, per il contrasto alla criminalità. Si doveva dunque partire da zero. Il ministro Maroni, cui faccio i complimenti di tutti i senatori della Lega, ha iniziato a lavorare in un settore veramente difficile, che registrava tante aspettative e attese da parte dei cittadini. Il lavoro è stato fatto in silenzio, cercando in tutti i modi - è giusto ricordarlo - di evitare polemiche. Insomma, poche chiacchiere e, ad un anno di distanza, tanti fatti, perché questi sono i risultati (Applausi dal Gruppo LNP) che oggi possiamo presentare al Parlamento.
L'informativa del Ministro è stata richiesta dai Gruppi dell'opposizione. Stavo però pensando di richiederla come Gruppo della Lega, perché non abbiamo nulla da nascondere. Il Governo sta operando nella piena legalità, quella legalità che si vuole portare anche nel nostro Paese. Era dunque giusto venire in Parlamento ad informare correttamente i cittadini che tutte le procedure adottate fino ad adesso sono corrette, soprattutto per quanto riguarda i respingimenti, tanto criticati dalla sinistra.
Voglio citare alcuni articoli usciti sui giornali in questo Paese, soprattutto a firma non di un deputato della Lega, ma del procuratore generale della Repubblica di Venezia. In uno di questi, il cui titolo è «Finalmente l'Italia ha le frontiere», leggiamo: «Il Ministro dell'interno, respingendo gli immigrati in mare, ha adottato una procedura che viene riconosciuta valida anche in altri Paesi dell'Unione europea» e «Maroni non viola nessun diritto umano». Lo stesso concetto è riportato in un altro articolo, sempre del procuratore generale della Repubblica di Venezia: si tratta di una lettera inviata ad un giornale, quindi pubblica e che tutti possono leggere, che poi farò circolare ai magistrati presenti nelle file dell'opposizione qui al Senato...
MARITATI (PD). Preferiamo le norme!
BRICOLO (LNP). Leggiamo: "Migranti, l'Italia non viola le regole". Ed ancora: "L'ONU non può imporre l'accoglimento indiscriminato di tutti" e "Tutti gli Stati, europei e non, applicano da tempo la linea del respingimento alla frontiera".
Oggi ci criticate perché da pochi giorni il Governo ha dato attuazione ad un accordo che comunque - è giusto ricordarlo - aveva visto l'inizio del suo iter con i Governi precedenti, anche di centrosinistra, che più volte avevano instaurato contatti con un Governo libico per arrivare appunto al blocco dei flussi migratori che interessavano la Libia e le nostre coste. Oggi ci criticate perché abbiamo iniziato la politica dei restringimenti.
Potrei leggere notizie di centinaia di agenzie dove fino a pochi giorni fa la stragrande maggioranza di chi si occupa di immigrazione all'interno delle file del centrosinistra criticava questo Governo perché non era riuscito a bloccare i flussi migratori in entrata. Ricordo anche che la stragrande maggioranza dei Paesi europei sta dando luogo a questi restringimenti da tempo: la Spagna ne ha respinti 10.000 solo nell'ultimo anno e mai dall'opposizione è arrivata alcuna critica, forse perché in Spagna c'è Zapatero, che è di sinistra, per cui bisogna nascondere ciò che accade negli altri Paesi europei.
Fino ad ora noi ne abbiamo respinti qualche centinaio, però si sono bloccati i flussi. Ha fatto bene il ministro Maroni a ricordarlo: il Centro di Lampedusa è vuoto. Vi lamentavate tanto per i problemi degli immigrati clandestini in quei centri ed ora quello di Lampedusa è vuoto. E quante vite umane sono state salvate bloccando i barconi, le carrette del mare in arrivo sulle nostre coste! Quanti immigrati sono morti annegati a causa del naufragio delle imbarcazioni che arrivavano sulle nostre coste! (Applausi LNP).
Sono gli altri Paesi europei a dire che questa nei fatti è la linea da percorrere, una linea che vuole portare il rispetto della legalità in questo Paese. Colleghi, non è carità. Non sono principi caritatevoli quelli che avete sempre adottato voi, facendo entrare tutti.
LIVI BACCI (PD). Ma dove!
BRICOLO (LNP). Si fanno entrare, come prevede anche il principio della Bossi-Fini, coloro che veramente poi si possono integrare, coloro ai quali si può dare un posto di lavoro, un tetto sotto cui vivere. Far entrare tutti e lasciarli vivere sotto i ponti, nell'indigenza, senza permettere di avere uno stipendio ed un lavoro regolare così da integrarsi, non è carità!
Come ha ricordato prima il ministro Maroni, questo non serve altro che ad aumentare un disagio all'interno delle popolazioni, soprattutto nelle periferie delle grandi città; un disagio che sarà evitato da queste regole certe.
Lo ha ricordato anche il ministro Bossi quando qualcuno dall'opposizione diceva che questa era una legge razzista. Questa non è una legge razzista e andrà invece ad evitare problemi che potrebbero nascere se nel Paese non vi sono regole serie e chiare per tutte le persone che vogliono entrare.
Ricordo anche, visto che lo dite ogni giorno ai telegiornali e nelle vostre interviste, che stiamo vivendo un momento di crisi economica che non ha precedenti nel nostro Paese. Molte aziende stanno chiudendo, con posti di lavoro a rischio di tantissimi lavoratori che vivono in Italia. Allora non è più pensabile far entrare tutti. Le regole certe devono valere anche per tutelare il posto di lavoro, la dignità di un lavoro della gente, dei cittadini che vivono nel Paese.
Questo noi lo abbiamo sempre detto, abbiamo le idee molto chiare, non ci vergogniamo di ripeterlo in Parlamento; ha fatto benissimo oggi il ministro Maroni a venire in Aula a spiegare qual è la linea del Governo e a ribadire questa linea di severità, questa linea che ha abbandonato per sempre il buonismo del passato che ha creato solo problemi e li ha aumentati, per portare finalmente delle regole serie e certe.
Ha fatto bene il ministro Maroni, visto che siamo di fronte ad una tornata elettorale importante per l'Europa, a ricordare anche l'impegno che l'Europa deve prendere, un impegno più chiaro. Il nostro Paese purtroppo è costretto ad affrontare questi problemi da solo, considerata anche la sua posizione geografica che lo vede, all'interno del Mediterraneo, il Paese più appetibile per gli arrivi, più vicino ai Paesi nordafricani per l'arrivo appunto di questi flussi migratori. L'Europa deve svolgere un'azione comune ed è quello che il Paese chiederà agli altri partner europei nei prossimi Consigli europei, nelle prossime riunioni internazionali, perché è evidente a tutti che questo non è un problema che riguarda solo l'Italia, ma riguarda tutti, e che però noi siamo costretti ad affrontare in prima persona.
L'agenzia europea FRONTEX, che finora ha fatto poco (è giusto ricordarlo), può essere lo strumento per arrivare a questi respingimenti, che già avvengono - ripeto - nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, come la Spagna e la Grecia, con 110.000 respingimenti solo nell'ultimo anno; è un Paese vicino a noi, sempre nel cuore del Mediterraneo.
Le cose si possono fare, come ha ricordato il ministro Maroni, nel rispetto anche dei diritti delle persone, dei diritti dei migranti; nessuno li vuole negare. È chiaro però che non si deve dare l'illusione a tutti di arrivare nel nostro Paese per poi farli vivere nell'illegalità. Molto spesso, cari colleghi, queste persone sono costrette ad entrare nel mondo della criminalità per poter sopravvivere; lo sappiamo benissimo, basta entrare nelle nostre carceri. La stragrande maggioranza delle persone che in questo momento sono presenti nelle nostre carceri, soprattutto al Nord, più del 70 per cento riguarda clandestini che per vivere si sono specializzati nello spaccio di droga, nello sfruttamento della prostituzione, nelle rapine, nei furti negli appartamenti.
Potremmo evitare tutto ciò regolando gli immigrati che vengono a casa nostra, pensando di affrontare questa crisi tutelando prima gli interessi dei nostri lavoratori e poi, quando avremo le risorse necessarie, eventualmente allargando gli sforzi anche a chi chiede aiuto al nostro Paese. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Finocchiaro. Ne ha facoltà.