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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 214 del 25/05/2009


BASTICO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il Consiglio dei ministri del 18 dicembre 2008 ha avviato l'esame dei regolamenti di riordino relativi all'istruzione tecnica, professionale e liceale, in attuazione all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (la cosiddetta "manovra d'estate");

il Governo, pur avendo deciso di rinviare all'anno scolastico 2010-2011 l'avvio della riforma della scuola secondaria superiore, ha proseguito l'iter di approvazione dei suddetti regolamenti senza contemplare però alcun confronto reale con le forze politiche e le parti sociali;

secondo quanto riportato da testi diffusi sui siti web dei sindacati e delle associazioni di categoria, il Ministero, ha fatto pervenire una nuova bozza del regolamento sull'istruzione tecnica al Consiglio nazionale della pubblica istruzione, che ne sta elaborando il previsto parere;

nella "nuova" bozza di Regolamento si confermerebbe la configurazione dell'istruzione tecnica in due settori, economico e tecnologico, rispettivamente suddivisi in due e nove indirizzi (per il settore economico si prevedono gli indirizzi di amministrazione, finanza e marketing e di turismo, mentre per quello tecnologico gli indirizzi sono: meccanica, meccatronica ed energia, trasporti e logistica, elettronica ed elettrotecnica, informatica e telecomunicazioni, grafica e comunicazione, chimica, materiali e biotecnologie, tessile abbigliamento e moda, agraria e agroindustria, costruzioni, ambiente e territorio);

novità di rilievo sono da registrarsi, invece, sulle modalità di avvio della riforma, poiché si prevede che gli istituti tecnici "sono riorganizzati e potenziati a partire dalle prime e dalle seconde classi funzionanti nell'anno scolastico 2010/2011 secondo le norme contenute nel presente regolamento. Nel medesimo anno scolastico le terze classi proseguono secondo i piani di studio previgenti con un orario complessivo annuale delle lezioni di 1056 ore, corrispondente a 32 ore settimanali; le quarte e le quinte proseguono secondo i piani di studio e gli orari previsti dall'ordinamento previgente";

è altresì stabilito che "Con successivo decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, avente natura non regolamentare, previo parere della Conferenza Stato, Regioni e Province autonome di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti (...) i criteri per il raccordo tra il previgente ordinamento e quello previsto dal (...) regolamento per accompagnarne il passaggio nelle seconde classi funzionanti nell'anno scolastico 2010/2011, nelle quali si completa l'assolvimento dell'obbligo di istruzione; la rideterminazione dei quadri orario a partire dalle terze classi degli istituti tecnici funzionanti nell'anno scolastico 2010/2011, secondo il previgente ordinamento, con un orario complessivo annuale corrispondente a 32 ore settimanali";

all'interrogante appare grave che il nuovo ordinamento non si applichi solo alle prime classi, ma anche alle seconde: oltre a costituire una scelta inedita a qualsiasi processo di riforma scolastica poiché lo studente ha diritto a compiere il proprio percorso di istruzione secondo le modalità inizialmente prescelte, questa decisione disattende il patto educativo tra scuola, genitori e studenti, come peraltro già accaduto con l'abolizione delle compresenze in tutte le cinque classi della scuola primaria;

altrettanto grave, e sostanzialmente inattuabile, appare all'interrogante la norma che riguarda le future terze classi, che pur proseguendo secondo i piani di studio già vigenti, vedranno drasticamente ridotto il loro quadro orario (di 4-6-8 ore) senza precisa indicazione dei criteri che dovrebbero presiedere a tale taglio;

gli attuali indirizzi dell'istruzione tecnica sono numerosi (oltre 400) e frammentati con duplicazioni non corrispondenti alle esigenze del mondo del lavoro, pare però difficile che i soli 11 indirizzi previsti possano ricomprendere le molte positive sperimentazioni (quali il liceo scientifico tecnologico) così come le specializzazioni di "nicchia" di estremo valore per il Paese,

si chiede di sapere se le notizie citate in premessa corrispondano al vero e, in questo caso, quali conseguenti correttivi il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché con la nuova riforma non si deprima il sistema dell'istruzione tecnica, ma lo si valorizzi e lo si potenzi secondo gli indirizzi della Commissione istruzione tecnica presieduta dal professor De Toni, nominata dal Ministro pro tempore Fioroni.

(4-01544)