GARAVAGLIA Mariapia - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del lavoro, della salute e delle politiche sociali e per i beni e le attività culturali - Premesso che:
la Regione Veneto, in accordo con i Comuni di Vigasio e Trevenzuolo (Verona), ha previsto l'urbanizzazione di un'area denominata "MotorCity", attualmente a destinazione agricola, di circa 4.600.000 metri quadrati in prossimità del confine lombardo e della provincia di Mantova;
l'intervento dovrebbe ospitare un autodromo, un centro ludico e un centro commerciale. Gli investimenti previsti sono quantificati in circa 1.600 milioni di euro e l'operazione rappresenterebbe la terza grande opera del Veneto dopo il passante di Mestre e il MOSE;
data l'importanza dell'intervento, la Provincia di Mantova ha domandato, senza mai aver avuto risposta, di essere coinvolta nel procedimento amministrativo. Tale richiesta è supportata dai principi generali della Convenzione di Aarhus, cui si fa esplicito riferimento all'art. 3-sexies del decreto legislativo n. 152 del 2006, come introdotto dall'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 4 del 2008, di partecipazione ai procedimenti che possono avere un effetto sull'ambiente;
tale richiesta si è resa necessaria per valutare: il traffico veicolare e in generale gli effetti sulla mobilità delle persone e delle merci, che viene stimato dai proponenti l'intervento, in 50.000-70.000 veicoli giorno con un accesso di circa 25.000.000 persone anno; le emissioni in atmosfera da traffico, da impianti a combustione ed altre fonti inquinanti; gli impatti paesaggistici e ambientali sulle aree naturali protette; le ripercussioni sulle attività economiche agricole, artigianali e commerciali; gli effetti sull'assetto sociale, demografico e di identità dei territori;
considerato che:
l'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV), a seguito di una richiesta scritta del consigliere comunale di Vigasio, Cesare Nicolis, ha effettuato una campagna di monitoraggio sulla qualità dell'aria del comune di Trevenzuolo e redatto una stima delle emissioni da traffico veicolare indotto dalla prevista realizzazione del complesso "MotorCity". Nella nota dell'ARPAV, prot. N. 37050/2008 del 17 marzo 2008 si legge: "l'andamento delle concentrazioni di PM10 è molto simile a Trevenzuolo e Verona. Trevenzuolo e Vigasio e i restanti comuni della pianura veronese sono inseriti in "zona A" tendenzialmente a rischio di superamento dei limiti di PM10" ed ancora "la stima delle emissioni dovute a traffico veicolare attuale e previsto dopo la realizzazione del complesso MotorCity sono pari a circa 6 volte le attuali";
il servizio di viabilità dell'amministrazione provinciale di Verona prevede un rilevante bacino di utenza individuato nel raggio di circa 250-300 chilometri,
si chiede di conoscere:
se il Governo ritenga corretto escludere totalmente dal procedimento amministrativo la Regione Lombardia e l'amministrazione provinciale di Mantova, considerando che il confine lombardo non dista più di 5 chilometri dal futuro insediamento;
se corrisponda al vero quanto affermato in un comunicato stampa di Legambiente Verona secondo cui la commissione per la VIA della provincia di Verona in data 18 luglio 2008 avesse espresso un parere negativo al progetto e che, a seguito delle controdeduzioni dei proponenti pervenute in data 22 luglio 2008 e ad un'audizione quantomeno anomala del presidente Rosele avvenuta in data 23 luglio 2008, detto parere della commissione in data 24 luglio 2008 sarebbe divenuto favorevole;
se il Ministro per i beni e le attività culturali intenda esercitare le funzioni di vigilanza attribuitegli ai sensi dell'art. 5, commi 6 e 7, del decreto legislativo n. 42 del 2004;
se corrisponda al vero che la società autostradale A22 del Brennero non ha previsto nessuno stanziamento e comunque che non esiste alcuna presa in esame del progetto per potenziare gli accessi alla autostrada ed opere accessorie per fluidificare il traffico che genererà "MotorCity", al contrario di quanto deliberato dal Consiglio provinciale di Verona nella delibera n. 27 del 8 aprile 2009 che approva uno schema di accordo di programma al cui art. 1 è previsto un nuovo casello autostradale sulla A22 nel comune di Vigasio che dovrebbe avere 29 porte e l'allargamento di quello esistente nel comune di Nogarole Rocca;
se il Governo non ritenga che oltre a non tenere compiutamente in considerazione le conseguenze sull'ambiente e sulla prevenzione di danni alla salute, non sia stata ampiamente calpestata l'autonomia di tutte le istituzioni locali coinvolte.
(4-01543)
BASTICO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il Consiglio dei ministri del 18 dicembre 2008 ha avviato l'esame dei regolamenti di riordino relativi all'istruzione tecnica, professionale e liceale, in attuazione all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (la cosiddetta "manovra d'estate");
il Governo, pur avendo deciso di rinviare all'anno scolastico 2010-2011 l'avvio della riforma della scuola secondaria superiore, ha proseguito l'iter di approvazione dei suddetti regolamenti senza contemplare però alcun confronto reale con le forze politiche e le parti sociali;
secondo quanto riportato da testi diffusi sui siti web dei sindacati e delle associazioni di categoria, il Ministero, ha fatto pervenire una nuova bozza del regolamento sull'istruzione tecnica al Consiglio nazionale della pubblica istruzione, che ne sta elaborando il previsto parere;
nella "nuova" bozza di Regolamento si confermerebbe la configurazione dell'istruzione tecnica in due settori, economico e tecnologico, rispettivamente suddivisi in due e nove indirizzi (per il settore economico si prevedono gli indirizzi di amministrazione, finanza e marketing e di turismo, mentre per quello tecnologico gli indirizzi sono: meccanica, meccatronica ed energia, trasporti e logistica, elettronica ed elettrotecnica, informatica e telecomunicazioni, grafica e comunicazione, chimica, materiali e biotecnologie, tessile abbigliamento e moda, agraria e agroindustria, costruzioni, ambiente e territorio);
novità di rilievo sono da registrarsi, invece, sulle modalità di avvio della riforma, poiché si prevede che gli istituti tecnici "sono riorganizzati e potenziati a partire dalle prime e dalle seconde classi funzionanti nell'anno scolastico 2010/2011 secondo le norme contenute nel presente regolamento. Nel medesimo anno scolastico le terze classi proseguono secondo i piani di studio previgenti con un orario complessivo annuale delle lezioni di 1056 ore, corrispondente a 32 ore settimanali; le quarte e le quinte proseguono secondo i piani di studio e gli orari previsti dall'ordinamento previgente";
è altresì stabilito che "Con successivo decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, avente natura non regolamentare, previo parere della Conferenza Stato, Regioni e Province autonome di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti (...) i criteri per il raccordo tra il previgente ordinamento e quello previsto dal (...) regolamento per accompagnarne il passaggio nelle seconde classi funzionanti nell'anno scolastico 2010/2011, nelle quali si completa l'assolvimento dell'obbligo di istruzione; la rideterminazione dei quadri orario a partire dalle terze classi degli istituti tecnici funzionanti nell'anno scolastico 2010/2011, secondo il previgente ordinamento, con un orario complessivo annuale corrispondente a 32 ore settimanali";
all'interrogante appare grave che il nuovo ordinamento non si applichi solo alle prime classi, ma anche alle seconde: oltre a costituire una scelta inedita a qualsiasi processo di riforma scolastica poiché lo studente ha diritto a compiere il proprio percorso di istruzione secondo le modalità inizialmente prescelte, questa decisione disattende il patto educativo tra scuola, genitori e studenti, come peraltro già accaduto con l'abolizione delle compresenze in tutte le cinque classi della scuola primaria;
altrettanto grave, e sostanzialmente inattuabile, appare all'interrogante la norma che riguarda le future terze classi, che pur proseguendo secondo i piani di studio già vigenti, vedranno drasticamente ridotto il loro quadro orario (di 4-6-8 ore) senza precisa indicazione dei criteri che dovrebbero presiedere a tale taglio;
gli attuali indirizzi dell'istruzione tecnica sono numerosi (oltre 400) e frammentati con duplicazioni non corrispondenti alle esigenze del mondo del lavoro, pare però difficile che i soli 11 indirizzi previsti possano ricomprendere le molte positive sperimentazioni (quali il liceo scientifico tecnologico) così come le specializzazioni di "nicchia" di estremo valore per il Paese,
si chiede di sapere se le notizie citate in premessa corrispondano al vero e, in questo caso, quali conseguenti correttivi il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché con la nuova riforma non si deprima il sistema dell'istruzione tecnica, ma lo si valorizzi e lo si potenzi secondo gli indirizzi della Commissione istruzione tecnica presieduta dal professor De Toni, nominata dal Ministro pro tempore Fioroni.
(4-01544)
BALBONI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il 6-7 giugno 2009 i cittadini del comune di Ostellato (Ferrara) sono chiamati alle urne per la elezione del sindaco;
il Sindaco attualmente in carica è stato eletto, cinque anni fa, da una coalizione di centro-sinistra, e di recente è diventato anche il Segretario provinciale del Partito Democratico (PD);
per tale ragione quest'ultimo ha deciso di non ricandidarsi, ma è comunque rimasto in carica per l'ordinaria amministrazione;
le liste che concorrono per l'elezione del nuovo Sindaco sono due, la prima guidata dal PD e la seconda dal Popolo delle Libertà (PDL);
considerato che sembrerebbe che, alcuni giorni dopo la presentazione della lista del PDL, uno dei sottoscrittori della stessa sia stato contattato dal Sindaco in carica -nonché Segretario provinciale del PD- al fine di avere conto del fatto che avesse sottoscritto la lista del centro-destra, mentre cinque anni fa aveva sottoscritto quella del centro-sinistra,
l'interrogante chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda disporre accertamenti al fine di stabilire se del nominativo del sottoscrittore della lista del centro-destra siano venute a conoscenza persone estranee alla commissione elettorale e, in caso affermativo, come sia potuto accadere e se si tratti di un singolo caso o dell'intera lista;
se il e quali iniziative intenda porre in essere al fine di evitare che episodi analoghi a quello riportato, in futuro, abbiano a ripetersi.
(4-01545)
COMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e per i beni e le attività culturali - Premesso che:
il 30 maggio 2009 scadono i termini per le candidature alla carica di direttore generale dell'Unesco;
da notizia stampa si apprende la candidatura di Farouk Hosny, Ministro per la cultura dell'Egitto,
Farouk Hosny si è espresso nel corso degli ultimi anni ripetutamente con frasi faziose e aggressive contro la cultura dello Stato di Israele, ha manifestato pubblicamente il proposito esplicito di promuovere atti di distruzione del patrimonio culturale dello Stato di Israele, ha istigato alla violenta negazione della cultura di Israele fino ad incitare pubblicamente a bruciarne i libri ed ha evocato complotti degli ebrei nel mondo a sostegno di Israele con toni esplicitamente antisemiti;
le voci autorevoli del premio Nobel Elie Wiesel, del filosofo Bernard-Henri Lévy, del regista Claude Lanzmann hanno riportato ampia documentazione delle sue affermazioni intolleranti e dei suoi appelli all'odio ed hanno richiesto ai Governi di tutti i Paesi che amano la libertà di opporsi alla possibile elezione alla carica predetta di Farouk Hosny, elezione che screditerebbe il ruolo dell'Unesco quale organizzazione di tutela della cultura nel mondo,
l'interrogante chiede di sapere quali siano le valutazioni del Governo in merito a quanto sopra prospettato.
(4-01546)