Per fatto personale
LUSI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUSI (PD). Signor Presidente, ho chiesto di parlare per fatto personale alla fine della seduta, come previsto peraltro dal Regolamento, anche per non perdere ulteriore tempo durante i lavori dell'Assemblea sul disegno di legge di conversione del decreto.
Signor Presidente, il sottosegretario Menia, presente in rappresentanza del Governo, si è permesso di usare una frase nei confronti dei parlamentari, in particolare di coloro che stavano illustrando gli emendamenti, che non è concessa a nessun membro del Governo. La funzione di presentare emendamenti, difenderli, votarli e fare la propria dichiarazione di voto sugli stessi è una delle prerogative dei parlamentari eletti dal popolo, indipendentemente dalla legge in vigore in questo momento. Nessun rappresentante del Governo può permettersi il lusso di venire in un'Aula del Parlamento a dire che il parlamentare, nell'illustrazione e nella difesa di un suo emendamento, sta facendo un'operazione del più uno, dell'aggiungere, del chiedere sempre di più.
È evidente che la mia reazione dal banco, scomposta perché fuori misura, quando si riferiva alla parola nullo, si rivolgeva ad un comportamento politicamente nullo del Sottosegretario che rappresenta il Governo. Egli rappresenta il Governo di questo Paese, non rappresenta se stesso.
Signor Presidente, questo andava censurato, ancorché nelle forme lievi e sempre politicamente parlando, perché nessun rappresentante del Governo può dire ad un parlamentare che nell'esercizio del suo mandato sta esagerando o sta andando fuori misura, a meno che questo non sia vero e, nella fattispecie, non lo era. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Senatore Lusi, nel dibattito parlamentare si esprimono due tipi di valutazioni, che si possono condividere o no dal punto di vista della correttezza e dell'appropriatezza, ma che sono valutazioni politiche, pesanti o meno, e valutazioni di tipo personale e offensivo, che non possono essere consentite e quindi devono essere sanzionate.
Al di là della valutazione che ognuno può fare, il giudizio espresso dal Sottosegretario era un giudizio di merito, politico, che si può legittimamente non condividere, e non spetta alla Presidenza condividere o meno certi giudizi nello svolgimento del proprio ruolo. La valutazione era di tipo politico e non su altro piano. Senatore Lusi, l'intervento di poc'anzi era certamente di carattere politico, vertendo sul ruolo del parlamentare e sul significato degli emendamenti: di questo tenore era l'intervento che avrebbe dovuto svolgere in precedenza.