ORSI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORSI (PdL). Signor Presidente, colleghi, sono sinceramente stupito di questa obiezione, perché lo scopo dell'emendamento 2.270 è quello di ricondurre alla medesima condizione una procedura espropriativa sui generis, nella quale l'atto approvativo del progetto comporta la variante urbanistica, quindi la valorizzazione delle aree, rispetto a quanto ordinariamente avviene nei procedimenti di espropriazione per la realizzazione di opere pubbliche nei quali, come è stato correttamente ricordato, si fa la stima del valore venale del bene espropriato, non già in funzione del bene e dell'infrastruttura pubbliche che si realizzano, ma in funzione della destinazione d'uso in essere rispetto ai piani regolatori in quel momento.
Consentire una valutazione in funzione delle opere che si costruiscono nell'interesse primario della popolazione dell'Abruzzo provocherebbe, rispetto a questi espropri rapportati all'ordinario, un indebito arricchimento che credo debba essere preso in considerazione anche per il fatto che l'approvazione dei progetti non certifica l'immediata funzione residenziale degli stessi. Infatti, in questo momento si tratta di realizzare opere di interesse pubblico e, quindi, paragonabili ad una infrastruttura, una strada, un'opera di necessità per la collettività e a questo regime è corretto richiamarsi senza avere corsie diverse o, in maniera ancora più discutibile, una diversità di trattamento rispetto a quanto regolarmente avviene.