PITTONI (LNP). Signor Presidente, signor Ministro, colleghi senatori, innanzitutto voglio esprimere la vicinanza del Gruppo dei senatori della Lega Nord ai familiari delle vittime del disastro dell'Abruzzo. Di fronte a catastrofi come questa le uniche regole possibili sono silenzio e rispetto. Il silenzio, perché davanti alla morte le polemiche si riducono ad una mera azione di sciacallaggio. Il rispetto, perché è l'unico atteggiamento accettabile di fronte a chi ha perso in modo così traumatico i propri cari e le proprie cose.
La Lega Nord è con quei tantissimi cittadini che si stanno adoperando per lenire le sofferenze di queste popolazioni tanto dolorosamente colpite. È un fatto che, non appena apprese le proporzioni del disastro abruzzese, la mobilitazione è stata generale. Moltissime persone, animate solo da grande spirito di solidarietà, insieme ad associazioni, istituzioni, enti locali, tutti si sono messi a disposizione per aiutare le popolazioni colpite dal sisma, chi inviando viveri, chi recandosi sul posto di persona, chi donando sangue o denaro. Davvero un grande slancio di generosità.
E per questo voglio ringraziare, insieme alla Protezione civile e ai tanti volontari (non solo del nostro Paese), tutte le forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri, Corpo forestale dello Stato, Guardia di finanza, Esercito, i nostri Alpini), chi presta servizio nella sanità a tutti i livelli (amministratori, sindaci, presidenti, assessori e consiglieri di maggioranza e opposizione di tutti i Comuni, Province e Regioni). Tutti in questo momento si stanno muovendo per alleviare le sofferenze delle popolazioni dell'Abruzzo.
Intervengo io, a nome del mio Gruppo, in quanto vengo dal Friuli, la Regione padana che, per averlo provato sulla propria pelle, ha un'idea ben chiara della portata del dramma che si sta vivendo in quelle zone. Il 6 maggio del 1976 ero tra coloro che hanno vissuto in prima persona l'incubo di quel tremendo minuto di furia della natura, che sembrava non finire mai. Un rumore crescente fino a diventare assordante, nel buio più totale, con la netta sensazione che l'abitazione stesse crollando, anche se nel mio caso, per fortuna, non è stato così.
Memore di quell'esperienza, lunedì, appena dall'Abruzzo sono arrivate le prime notizie, tutto il Nord insieme al resto del Paese si è mosso con volontari, Vigili del fuoco, unità cinofile e tecnici attrezzati di mezzi motorizzati, cucine da campo, ambulanze e fuoristrada, come le popolazioni della nostra penisola sanno fare nei momenti davvero duri.
Ed è qui che si misura la forza di un Paese. Se si sanno individuare obiettivi comuni e ci si muove nella stessa direzione, si vince. Come Lega Nord ci stiamo battendo, cercando di coinvolgere anche le altre forze politiche per arrivare a uno Stato federale, dove a tutti i livelli chi amministra è responsabile delle proprie azioni e quindi ne risponde.
In passato, forse, non c'è stata particolare attenzione alla prevenzione. Ecco, per il futuro sarà un nostro preciso impegno vigilare sul rispetto delle regole. Ogni opera, pubblica o privata che sia, deve avere ben chiaro il nome di chi ne è responsabile.
Per intanto siamo soddisfatti di come in questa emergenza si sta muovendo il Governo e, in particolare, il nostro Roberto Maroni, Ministro dell'interno, che ha fornito i primi numeri dell'emergenza. Già il primo giorno, nel giro di poche ore, erano confluiti per prestare soccorso all'Aquila, da varie parti del Paese, 1.500 vigili del fuoco, centinaia di poliziotti e carabinieri. Gli sfollati vengono sistemati in alberghi e in strutture già costruite o in corso di costruzione. La situazione, insomma, è sotto controllo.
Fanno la loro parte - lasciatecelo ricordare - anche le associazioni vicine al nostro movimento, non solo provenienti dal Nord, ma anche dai territori prossimi alle zone colpite. Ne andiamo fieri.
Verrà poi il momento di quantificare i danni. Sono già stati stanziati per i provvedimenti più urgenti 30 milioni di euro. Domani, in Consiglio dei ministri, con un quadro più chiaro sia per quanto riguarda la portata del disastro sia sulla disponibilità di risorse strutturali, si parlerà concretamente delle cifre da mettere a disposizione.
Per la ricostruzione degli edifici il modello ideale cui ispirarsi è forse proprio quello del Friuli, dopo il terremoto del 1976, caratterizzato da una particolare unitarietà di obiettivi fra le diverse parti in causa. Unità d'intenti culminata con l'emanazione - avvenuta solo 7 giorni dopo il sisma - del decreto-legge che ha permesso ai Comuni di scegliere autonomamente quali operazioni attuare per la ricostruzione territoriale, sapendo di avere alle spalle istituzioni come Regione e Governo pronte a condividere le scelte. Grazie a un'attenta e oculata gestione delle risorse, dopo soli dieci anni i Comuni più colpiti erano già ricostruiti.
Come già annunciato dal Presidente del nostro Gruppo, Federico Bricolo, i senatori della Lega Nord aderiscono all'iniziativa del presidente Schifani per una raccolta di fondi a sostegno delle famiglie colpite dal sisma. Riteniamo infatti che mai come in questo momento sia giusto dare un segnale concreto di solidarietà a chi sta soffrendo. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marini. Ne ha facoltà.