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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 188 del 08/04/2009


VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, come è noto nella notte tra il 5 e il 6 aprile, alle ore 3,32, un fenomeno sismico di magnitudo 5,8 della scala Richter ha colpito il territorio della Provincia dell'Aquila e di altri Comuni della Regione Abruzzo, seguito da successive scosse di forte intensità.

In particolare, nella giornata di ieri 7 aprile e nella scorsa notte si sono verificate ulteriori scosse, di cui le più rilevanti si sono manifestate rispettivamente alle ore 11,38 (di magnitudo 4,7), alle ore 19,47 (di magnitudo 5,3) e alle ore 23,34 (di magnitudo 4.2).

L'evento sismico ha purtroppo provocato crolli diffusi in numerosi Comuni della Provincia dell'Aquila ed in altri Comuni della Regione Abruzzo, causando la perdita di numerose vite umane, numerosi feriti e, data l'estensione dell'evento, il conseguente sgombero di numerosissimi immobili. Ad oggi, il numero dei decessi è purtroppo salito a 250, di cui nel pomeriggio di ieri 17 vittime risultavano ancora in attesa di identificazione da parte della polizia scientifica e dal GIS dell'Arma dei carabinieri.

Data la gravità della situazione, per interpretare il sentimento diffuso in tutto il Paese di profonda commozione, il Consiglio dei ministri si accinge a dichiarare per le prossime giornate una giornata di lutto nazionale.

Attualmente i dispersi risultano 11, i feriti allo stato 1.179, di cui 179 più gravi e perciò trasferiti in strutture ospedaliere fuori della Regione. Circa 150 infine - questa è la notizia più sollevante - sono state le persone estratte vive dalle macerie.

La notizia della gravità dell'evento ha superato i confini nazionali tanto che sinora sono state 35 le Nazioni che hanno offerto al nostro Paese la propria solidarietà nel fronteggiare un'emergenza così grave.

Darò ora conto, Presidente, dello straordinario impegno e dell'immediata attivazione da parte del nostro sistema della Protezione civile e dello straordinario impegno che si sta ininterrottamente manifestando dalle ore 4 dell'altra notte da parte di tutti gli uomini delle Forze armate, delle forze dell'ordine, Polizia e Carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale, Vigili del fuoco e degli uomini del volontariato. A queste straordinarie persone, Presidente, a nome del Governo, ma so di poter interpretare anche il sentimento suo, dell'Assemblea e del Paese, intendiamo rivolgere il nostro più sentito ringraziamento. (Generali applausi).

A seguito dell'immediata comunicazione da parte dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia relativo all'evento sismico sono state immediatamente contattate tutte le sale operative delle strutture presenti nella sala situazione Italia del Dipartimento della protezione civile e, data l'estrema gravità della situazione apparsa subito tale, alle ore 4 del 6 aprile è stato convocato il Comitato operativo della Protezione civile, presieduto dal dottor Guido Bertolaso, a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti delle componenti e delle strutture operative di Protezione civile. Da tale momento la riunione del Comitato operativo è stata ininterrottamente attiva, e lo è tuttora.

Dalle prime ed immediate verifiche effettuate sul territorio sono stati registrati crolli in particolare nel centro storico del capoluogo aquilano ed in numerosi centri minori e limitrofi all'Aquila, tra i quali maggiormente a Paganica, Fossa e Poggio Licenze. Successivamente si è avuta notizia della quasi totale distruzione del centro storico di Onna.

Nel corso della mattina sono subito partiti nove nuclei di Protezione civile diretti nelle località maggiormente colpite e sono state attivate tutte le colonne mobili dei Vigili del fuoco - che intendo qui ringraziare - da tutte le Regioni italiane, ad eccezione naturalmente di quelle della Sicilia e della Sardegna per evidenti ragioni logistiche.

Presso la sede della scuola della Guardia di finanza dell'Aquila è stata istituita la Direzione comando e controllo e successivamente all'Aquila, San Demetrio, Pizzoli, Rocca di Mezzo e Paganica sono stati istituiti 5 centri operativi misti che ospitano 31 aree di ricovero. Possiamo quindi dire che, grazie a questa immediata mobilitazione, è stato prestato immediatamente soccorso e le popolazioni colpite dal terremoto hanno avuto l'immediata percezione della presenza dello Stato. Alle ore 7,30 il dottor Bertolaso, accompagnato dal vice capo della Polizia, dal commissario della Croce rossa italiana, dal capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e da un ulteriore team del Dipartimento nazionale della protezione civile, ha effettuato la prima ricognizione in elicottero sulle aeree interessate dal sisma, mentre sono stati attivati i primi interventi di assistenza alla popolazione colpita.

Sono state allestite 20 tendopoli per un totale di più di 2.416 tende per ospitare fino a 14.500 persone. Si è provveduto ad assicurare la distribuzione giornaliera di circa 18.000 pasti, assicurati da 25 cucine da campo e le persone attualmente assistite sono circa 18.000. Inoltre, già dal 6 aprile la città di Pescasseroli ha reso disponibili 4.000 posti letto in alberghi e campeggi per gli abitanti della Provincia dell'Aquila ed al momento risulta che 907 persone sono ospitate in strutture alberghiere.

Per quanto riguarda le risorse messe a disposizione dalle strutture operative di protezione civile impegnate in emergenza, si evidenzia che al 7 aprile il numero del personale del Dipartimento della protezione civile impiegato nell'attività di coordinamento e verifica dei danni risultava essere di circa 110 unità, mentre il numero delle forze impiegate dall'intero sistema di Protezione civile ammonta a circa 8.000 con la presenza di persone provenienti da 12 Regioni.

Dalle prime ore del mattino del 6 aprile erano disponibili al decollo 59 mezzi aerei a cui si sono aggiunti 9 mezzi aerei già operativi, diventati rispettivamente il giorno seguente 25 ed 11 sono stati quelli impiegati nell'emergenza.

Particolarmente importante è stato l'apporto fornito dalle Forze armate. Tale contributo si è materializzato, sin dalle prime ore dell'emergenza, stante la presenza nella Regione Abruzzo di reparti delle Forze armate dislocati in forma stanziale, con l'intervento di squadre e mezzi specialistici per la ricognizione ed il primo soccorso tratti dal 9° Reggimento alpini e dal 33° Reggimento di artiglieria terrestre "Acqui" con sede all'Aquila e del 123° Reggimento con sede a Chieti. A questi, nel prosieguo dell'emergenza, si sono aggiunti via via assetti specialistici terrestri ed aerei che hanno consentito la costituzione di ben tre task force di Esercito, Marina ed Aeronautica, per un totale di 1.530 unità di personale impiegate e dotate di 96 mezzi speciali (escavatori, ruspe, torri di illuminazione); 104 mezzi ruotati; 20 elicotteri e 7 aerei (mezzi tuttora impiegati nelle zone colpite dal sisma)

Inoltre, l'Esercito, per eventuali ulteriori concorsi in campo sanitario da schierare in zona, ha approntato e resi disponibili un centro sanitario campale per il ricovero e cura ed un posto di medicazione avanzato. Ai suddetti concorsi si è aggiunto l'immediato intervento del personale dell'Arma dei carabinieri, inquadrato nel Comando regionale "Abruzzo", che è stato via via rinforzato da altri 300 Carabinieri provenienti da Regioni limitrofe, nonché dagli assetti specialistici fatti affluire in zona, comprendenti, tra gli altri, 7 unità cinofile per la ricerca di dispersi; 1 nucleo per l'identificazione delle vittime di disastri; un'aliquota del Comando carabinieri per la tutela della salute (in particolare addetta al controllo della salubrità delle acque); 16 stazioni mobili in sostituzione delle caserme particolarmente danneggiate, che sono state dislocate nelle località specificatamente colpite dal sisma; 2 elicotteri impiegati in volo con compiti di ricognizione e trasmissione delle immagini; inoltre, nuclei di collegamento dotati di apparati satellitari avanzati sono anche essi presenti nelle zone colpite dal sisma.

Come dicevo, è stato particolarmente importante inoltre, sin dall'inizio della gestione dell'emergenza, il ruolo dei Vigili del fuoco. Alle ore 7 del 6 aprile erano già presenti sul posto circa 300 uomini, con circa 100 mezzi operativi. Per effettuare le ricognizioni delle aree sinistrate e per soccorrere i superstiti, alle prime luci dell'alba, appena è stato possibile, sono decollati 4 elicotteri provenienti dai reparti volo di Pescara, Bologna e Roma, con equipaggio integrato con aerosoccorritori dei Vigili del fuoco, specializzati in tecniche speleo-alpinistiche.

Nelle ore successive, le forze in campo sono ulteriormente aumentate, sino ad arrivare, intorno alle ore 18, a circa 1.200 unità operative, con oltre 600 mezzi impegnati sul territorio.

Contemporaneamente sono state impiegate le colonne mobili operative del Corpo nazionale dei vigili del fuoco della Toscana e dell'Emilia-Romagna. Sempre alle ore 18 il Corpo aveva anche reso operativi circa 50 funzionari tecnici specializzati in verifiche della stabilità delle strutture, 40 mezzi speciali movimento terra, 40 unità cinofile, 13 squadre, per un totale di oltre 90 unità specializzate in tecniche speleo-alpino-fluviali, 6 squadre specialistiche per la ricerca delle persone sotto le macerie con attrezzature specifiche di alta tecnologia, quali geofoni, termocamere, attrezzature per il taglio del cemento armato. Moltissime sono state quindi le persone soccorse e messe in sicurezza, delle quali, come dicevo prima, oltre 100 estratte vive dalle macerie.

Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha allestito quattro campi base presso la scuola della Guardia di finanza, in località Coppito, in provincia dell'Aquila, a Pizzoli-Arischia, nel campo sportivo di Barisciano ed a Monticchio.

Alle 18 del 7 aprile, cioè alla data di ieri, risultavano operanti sul territorio colpito dal terremoto 168 sezioni operative provenienti da tutte le Regioni d'Italia, per un totale di 2.386 unità operative, con 83 funzionari tecnici direttivi (ingegneri ed architetti), 13 squadre (per un totale di 90 unità specializzate), 6 squadre specialistiche per la ricerca delle persone sotto le macerie.

Vengono attualmente impiegati circa 1.000 mezzi, tra cui 51 mezzi speciali movimento terra e relative strutture di supporto, 24 autoscale, 8 autogru, 30 torri faro, 3 mezzi mobili attrezzati per la trasmissione satellitare, 3 ponti radio mobili e 4 elicotteri. Si sta predisponendo l'invio di 3 autobotti per la fornitura di 52.000 litri di acqua potabile provenienti dai comandi della Campania, 1 autobotte di gasolio per automezzi dal comando di Asti, e 2 autobotti per combustibile avio dai comandi di Bologna e di Pescara.

Per quanto riguarda l'impiego delle Forze di polizia, altra struttura operativa, alle ore 14 del 7 aprile scorso nelle zone colpite dall'evento calamitoso, erano presenti 1.724 unità, di cui 566 della Polizia di Stato, 460 dell'Arma dei carabinieri, 318 della Guardia di finanza. Alla stessa data erano anche operative 380 unità del Corpo forestale dello Stato.

Per garantire l'ordine pubblico e per le esigenze di soccorso risultano anche impiegate 220 unità dei reparti mobili di Roma, Napoli, Bologna, Bari e della scuola di Senigallia. Sono state impiegate oltre 30 pattuglie per gli interventi di soccorso e la gestione della viabilità, mentre è stato disposto l'invio di ulteriori 26 pattuglie di rinforzo provenienti dai compartimenti del Lazio, delle Marche, della Toscana, della Campania, del Molise e dell'Umbria. Inoltre, dalle prime ore del mattino del 6 aprile erano disponibili al decollo 59 mezzi aerei, a cui si sono aggiunti il giorno successivo 9 mezzi aerei già operativi e 11 impiegati nell'emergenza.

Relativamente, poi, al contributo fornito dal mondo del volontariato, dai dati in possesso del Dipartimento della protezione civile, risulta che nella giornata di ieri il numero delle organizzazioni nazionali di volontariato di protezione civile attivate assommava a 17, per un totale di 941 unità operative presenti in loco, raggiunte da un primo scaglione di 245 unità e, successivamente, da un altro scaglione composto da 243 unità, affiancate dalla Croce rossa italiana e dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. A tali forze vanno aggiunti i volontari delle colonne mobili di soccorso aggregati a quelle dei vigili urbani provenienti dalle diverse Regioni del nostro Paese. Il Comune di Roma ha messo a disposizione i mezzi della propria colonna mobile.

Per quanto riguarda i servizi essenziali alla popolazione, sulla rete elettrica dell'Aquila già da ieri risultavano disalimentate solo circa 4.000 utenze, mentre si segnalavano criticità limitate relative alla capacità telefonica della rete mobile che si sta provvedendo a ripristinare con interventi di riparazione e di potenziamento finalizzati ad aumentare sensibilmente la capacità di traffico telefonico. La società ENEL ha messo a disposizione 30 gruppi elettrogeni per alimentare una tendopoli da 10.000 persone.

Sono stati, inoltre, predisposti mezzi mobili sostitutivi dei servizi postali pronti ad essere inviati in loco laddove risultasse necessario, in quanto 51 uffici postali presenti nella zona dell'evento sono in fase di verifica di agibilità post-sisma.

L'evento in questione - come sempre accade in questi casi - ha determinato carenze idriche in tutti i Comuni del teramano a nord del comprensorio gestito dall'Azienda acquedottistica, mentre per evidenti ragioni di sicurezza e prudenza la rete del gas è stata disalimentata su richiesta dei Vigili del fuoco.

Per quanto concerne la viabilità sulla cui funzionalità, già dal pomeriggio del 6 aprile sono stati avviati gli accertamenti di sicurezza. Ad oggi la A24 nel tratto Roma-L'Aquila è interdetta solo ai mezzi superiori alle 7,5 tonnellate per facilitare il transito dei mezzi di soccorso, mentre è completamente chiuso al traffico solo il tratto tra Aquila Ovest e Assergi in entrambe le direzioni solo per motivi tecnici. La A25 è ancora interdetta solo al traffico pesante e nel tratto tra Pratola e Bussi Popoli è interrotta per verifiche tecniche. Gravi lesioni strutturali continuano ad interessare la strada statale 5 Tiburtina Valeria, che dal pomeriggio del 6 aprile risulta interrotta dal chilometro 160 al chilometro 169 per la caduta di massi con conseguente deviazione del traffico sulla strada provinciale 9, mentre dal chilometro 176 al chilometro 176,4 è inibita al traffico a causa di un cedimento strutturale in località Corfinio con conseguente deviazione del traffico sulla strada statale 5-dir.

Il traffico sulla strada statale 696 risulta tuttora rallentato per la presenza di massi sulla carreggiata e la strada statale 81 in località Penne S. Andrea per la presenza di una chiesa pericolante.

Per quanto concerne il traffico su rotaia, lo stesso pomeriggio le Ferrovie dello Stato hanno comunicato che rimaneva interrotto il traffico sulla linea proveniente da Sulmona e su quella per L'Aquila, mentre già dalle ore 20 del 6 aprile sono stati completamente ripristinati i collegamenti tra Roma e L'Aquila.

A seguito delle forti scosse verificatesi ieri ed in particolare a seguito di quella manifestatasi alle ore 23,34, le Ferrovie dello Stato hanno dovuto provvedere a verificare lo stato di sicurezza di alcuni ponti della Provincia, bloccando il transito di quattro convogli di cui uno prima del ponte ferroviario che insiste sul tratto di territorio sito tra Scafa e Torre dei Passeri. In proposito, preme evidenziare che la società della rete Ferrovie italiane ha messo a disposizione otto carrozze letto e una carrozza ferroviaria per la preparazione di pasti caldi, nonché due treni, situati rispettivamente uno a Pescara e l'altro a Roma, con la possibilità di ospitare circa 400 passeggeri ciascuno.

Infine, si rende noto che già a partire dalla giornata odierna verrà avviata l'attività di analisi, verifica e stima dei danni. Per effettuare, dunque, la verifica dell'agibilità degli edifici è stata costituita una commissione mista che, per le relative operazioni potrà contare sulla collaborazione di 1.000-1.500 tecnici specializzati, composta anche da rappresentanti del Ministero dei beni culturali per i danni che sono stati recati allo straordinario patrimonio artistico, archeologico e culturale della nostra Regione Abruzzo.

Queste sono state le immediate iniziative, tuttora in corso, assunte sul fronte del soccorso e della verifica dei danni. Darò ora brevemente conto, Presidente e onorevoli senatori, delle iniziative assunte dal Governo.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha rinunciato ad andare al previsto summit a Mosca per potersi recare già nelle primissime ore del giorno del sisma nel Comune dell'Aquila, per salvaguardare l'incolumità dei cittadini coinvolti e favorire il repentino ritorno alle loro normali condizioni di vita, ha provveduto a nominare nella stessa notte in cui si è verificato il sisma, in qualità di commissario delegato per l'adozione di ogni indispensabile iniziativa, il capo del Dipartimento della protezione civile.

Nella stessa giornata di lunedì è stato convocato in seduta straordinaria, e si è riunito alle ore 19, il Consiglio dei ministri, che ha proceduto alla dichiarazione dello stato di emergenza, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge n. 225 del 1992. Il Consiglio dei ministri ha anche provveduto a nominare il nuovo prefetto dell'Aquila, sulla persona del dottor Franco Gabrielli, che ha immediatamente raggiunto la città abruzzese. La nomina si è resa necessaria a seguito del pensionamento del precedente titolare, avvenuto il 1° aprile scorso. Nel corso della stessa giornata è stata emanata l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3753, recante i primi interventi per fronteggiare l'evento.

Al commissario delegato, dottor Guido Bertolaso, è stato assegnato il compito di assicurare ogni forma di tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate, nonché ogni misura idonea al superamento del contesto emergenziale per la salvaguardia delle vite umane.

Tra l'altro, il provvedimento citato autorizza il Presidente della Regione Abruzzo ed i sindaci dei Comuni interessati ad avviare tutte le attività urgenti a garantire il necessario sostegno alla popolazione ed un'adeguata sistemazione per tutti quei cittadini impossibilitati a rientrare nelle loro abitazioni.

Presso ciascun Comune sono stati già costituiti gruppi di rilevamento per censire lo stato di agibilità degli edifici pubblici e privati. Tali gruppi sono composti da tecnici qualificati appartenenti alle amministrazioni dello Stato e agli enti pubblici. Tra le altre iniziative indispensabili per favorire un rapido ritorno alla vita ordinaria, nell'ordinanza è stata concessa al Dipartimento della protezione civile l'autorizzazione a ricevere e impiegare per i predetti fini le risorse derivanti dalle donazioni e dagli atti di liberalità che numerosissimi stanno pervenendo da tutto il territorio del nostro Paese, nonché altre misure per assicurare la sospensione dei termini degli adempimenti tributari, previdenziali e contributivi.

Con l'occasione, Presidente, mi permetta di ringraziare a nome del Governo lei e tutti gli onorevoli senatori per la nobile iniziativa, che ha poc'anzi annunciato, di contribuire in maniera così rilevante a favore delle popolazioni interessate dal sisma.

Il Governo, nelle prossime ore e nelle prossime giornate, a partire dalla riunione del Consiglio dei ministri che si terrà domattina, assumerà inoltre, attraverso gli opportuni strumenti, tutte le altre iniziative urgenti ritenute indispensabili.

Signor Presidente, come ha ricordato anche lei poco fa nel messaggio di cordoglio che ha pronunciato di fronte all'Assemblea, è nei momenti tragici che l'Italia dimostra di essere una Nazione con straordinarie virtù morali e civili. La prova di coesione e partecipazione civile e morale che sta emergendo deve necessariamente trovare corrispondenza nella risposta che le istituzioni saranno in grado di porre in essere.

Ringrazio per questo tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, dell'intero Parlamento per il clima di profondo rispetto, partecipazione e leale collaborazione con il Governo che si sta realizzando in questi giorni. Credo che questo sia il modo migliore, insieme a quello auspicato dalle popolazioni locali, per iniziare immediatamente, in uno spirito di leale collaborazione, il processo di ricostruzione nella Regione abruzzese. (Generali applausi).