NEROZZI (PD). Signor Presidente, la discussione che stiamo svolgendo rischia di apparire, per varie ragioni, del tutto surreale. Infatti, abbiamo perso il conto dei provvedimenti adottati dal Governo per contrastare la crisi, provvedimenti parziali e sempre più inadeguati e drammaticamente in ritardo. Una politica dei coriandoli, qualcuno l'ha definita, ma i coriandoli vanno bene per le feste e qui non c'è proprio nulla da festeggiare.
È una discussione surreale perché è l'ennesima volta - ho perso il conto anche di questo - che discutiamo di un provvedimento "prendere o lasciare" e sappiamo già in partenza che questo sarà un dibattito che non porterà a nessuna modifica della situazione.
Noi ci siamo e non rinunciamo a dire le nostre ragioni perché abbiamo la presunzione di parlare ad una parte grande del Paese.
I dati a nostra disposizione mostrano una realtà ogni giorno più drammatica.
Alcuni istituti di ricerca hanno elaborato delle analisi che prevedono entro il 2010 oltre un milione di posti di lavoro persi nel triennio, mentre alla fine di questo anno i disoccupati in più sarebbero circa 500.000, con un tasso di disoccupazione che dovrebbe salire a oltre il 9 per cento, e al 10 per cento nel 2010, a fronte del 7,4 per cento del 2008. Più di questi numeri parlano le file dei cittadini comuni, per lo più anziani, davanti alle mense della Caritas e addirittura gli aumenti dei furti di alimenti nei supermercati.
È bene ricordare che, anche per quei lavoratori che sono in cassa integrazione, il rischio di trovarsi nella fascia della povertà è sempre più reale. Gli ultimi dati della cassa integrazione mostrano un aumento superiore al 200 per cento, con picchi del 300 per cento per alcuni comparti produttivi. Le peggiori situazioni investono il metalmeccanico (più 782 per cento), il metallurgico (più 768 per cento), il chimico (più 591 per cento) e i trasporti e la comunicazione (con più dell'851 per cento). Sono sostanzialmente colpite tutte le Regioni italiane. Le 52 settimane di cassa integrazione stanno per esaurirsi; da più parti viene richiesto al Governo di raddoppiarle: sarebbe una cosa giusta e necessaria.
Se alcune misure presenti nel decreto sono condivisibili - penso al settore dell'auto - ci domandiamo perché non siano state introdotte prima, in tempo per provare ad interrompere questo disastro. Una misura come quella relativa ai LSU della scuola, che è positiva e di cui apprezziamo l'inserimento in questo decreto, è però scritta in un modo che si presta a molte interpretazioni.
Sabato scorso si è svolta a Roma una grande manifestazione di lavoratori, di un pezzo del nostro Paese che soffre quotidianamente in prima persona questa crisi. Da quella manifestazione è arrivato un invito al Governo: apriamo un tavolo di confronto, uniamo le forze. A questa richiesta, tutt'altro che evasiva, si è risposto parlando di scampagnate e di tavolini rivoltati. Siamo - lasciatemelo dire - all'irresponsabilità, siamo al contrario di ciò che un Governo dovrebbe fare in questa situazione.
Noi, come PD, abbiamo avanzato delle proposte concrete e sostenibili finanziariamente. Penso all'estensione della cassa integrazione, all'assegno di disoccupazione e ancora alla proposta di una moratoria contro il licenziamento per tutto il 2009 dei precari della pubblica amministrazione. Si tratta di una proposta che coglie un dramma reale che rischia di investire circa 400.000 lavoratori. Inoltre, abbiamo proposto una tassazione straordinaria per i redditi più alti, a cominciare da quelli dei parlamentari.
Abbiamo promosso una battaglia parlamentare che alla Camera ha dato luogo all'approvazione, con il consenso della maggioranza, di una mozione per rendere meno stringente il Patto di stabilità degli enti locali, anche se il giorno dopo tale proposta è stata messa in discussione.
Ora ci aspettiamo i fatti. Centinaia di imprese rischiano di chiudere a causa dei mancati pagamenti degli enti locali e dell'inasprimento delle linee di credito degli istituti bancari. Facciamo in modo di evitare di spendere soldi pubblici in ammortizzatori sociali nei casi in cui è lo Stato a chiudere le aziende; e comunque evitiamo che queste aziende chiudano. Il nostro è un pacchetto di proposte concrete, semplici e sostenibili finanziariamente.
Il ministro Sacconi ha più volte detto che esistono 32 miliardi per gli ammortizzatori sociali, tra fondi ordinari e straordinari. Non si comprende allora la reticenza del Governo ad assumere le nostre proposte che, tra l'altro, non arriverebbero a costare queste cifre. Se il problema è la copertura, anche a rischio di essere tacciato di demagogia, non posso non ricordarvi che in questo Paese esiste una sacca enorme di evasione fiscale. Sarà il caso di far pagare in Italia solamente i 200.000 contribuenti che dichiarano più di 120.000 euro lordi annui; sarà il caso di far pagare quei signori prima o poi.
Lo so, è facile demagogia, ma certo la battaglia all'evasione senza più controllo sugli assegni e la cancellazione dall'elenco dei fornitori oggi sarà più difficile di ieri. Certamente l'aver voluto premiare i produttori di latte che non hanno rispettato le regole, a scapito dei tanti che le hanno rispettate pagando in proprio, non è il modo migliore per inviare un messaggio di serietà al Paese.
Alle nostre proposte avete risposto con misure parziali, inadeguate, tardive. Credo che avesse ragione il ministro Tremonti quando pochi giorni fa ha sostenuto che chi non ha saputo prevedere il disastro non può essere in grado di prevedere il futuro.
Voi non siete stati in grado di prevedere il disastro, visto che tra le prime azioni assunte dal Governo avete pensato bene di detassare gli straordinari e cancellare l'ICI per le case di lusso, e non potete quindi prevedere il futuro, né siete in grado di mettere in campo una politica adeguata per il presente di questa crisi. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Castro. Ne ha facoltà.