Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (543 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 188 del 08/04/2009


PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulla questione di fiducia.

D'UBALDO (PD). L'apposizione della questione di fiducia limita lo spazio di discussione del disegno di legge, originariamente finalizzato all'erogazione di incentivi al comparto automobilistico e degli elettrodomestici ma trasformato dal passaggio parlamentare in un assemblaggio di norme eterogenee. Occorre anzitutto chiedersi se il metodo adottato sia adeguato ad uscire da una crisi che ha dimensioni planetarie. Malgrado alcuni segnali positivi, non si è restaurato un clima di fiducia nei mercati, neanche in Paesi, come la Gran Bretagna, dove l'impegno dei Governi è stato diretto e massiccio. In Italia, con il decreto-legge in esame si intende ricorrere al ruolo degli enti locali per rilanciare le attività produttive, ma lo si fa con misure inefficaci e senza i necessari più cospicui investimenti. Il provvedimento contiene inoltre norme contraddittorie, perché se da un lato i Comuni virtuosi possono derogare al patto di stabilità e dilatare la spesa, dall'altro le Regioni dovrebbero rimodulare al ribasso il loro patto; occorre pertanto interrogarsi sulle ragioni di tale rigidità. Oggi si raccolgono le conseguenze della finanza creativa del passato; infatti, senza il forte indebitamento e il ricorso a plurime fonti di finanziamento, oggi gli enti locali avrebbero potuto essere delle leve per il rilancio dell'economia. (Applausi dal Gruppo PD).

NEROZZI (PD). La discussione sul decreto-legge in esame rischia di essere surreale, perché nel tempo si sono succedute misure parziali e inadeguate; inoltre, ancora una volta non è data la possibilità di modificare il provvedimento. La crisi si sta manifestando in forme sempre più drammatiche (perdita di posti di lavoro, aumento del tasso di disoccupazione, cospicuo incremento del ricorso alla cassa integrazione) ed i settori più colpiti sono quelli metalmeccanico, metallurgico, chimico, dei trasporti e delle comunicazioni; tutte le Regioni sono interessate a tale fenomeno e da più parti si richiede il raddoppio delle settimane di cassa integrazione. A fronte di tale situazione, gli interventi a sostegno del comparto automobilistico, che pure sono condivisibili, appaiono tardivi. Dalla manifestazione che si è svolta sabato scorso, i lavoratori colpiti dalla crisi economica hanno rivolto al Governo un invito per l'apertura di un confronto, senza tuttavia ottenere una risposta positiva. Non si comprende la riluttanza dell'Esecutivo di fronte alle proposte messe in campo dal PD, peraltro ampiamente sostenibili dal punto di vista finanziario, come l'estensione della cassa integrazione guadagni, l'assegno di disoccupazione, la moratoria dei licenziamenti per tutto il 2009 dei precari della pubblica amministrazione, la tassazione straordinaria dei redditi più elevati. Occorre altresì rilevare che risorse significative potrebbero essere recuperate attraverso la lotta all'evasione fiscale, ed invece nel provvedimento sono state inserite disposizioni premiali a favore dei produttori di latte che non hanno rispettato le quote. Il Governo non ha saputo prevedere gli effetti della crisi economica e non si dimostra in grado di mettere in atto politiche volte a fronteggiarla. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

DE CASTRO (PD). Il decreto-legge n. 5 del 2009, in cui è peraltro confluita la disciplina di rateizzazione del debito del settore lattiero-caseario originariamente contenuta in altro decreto-legge poi ritirato dal Governo, non prevede norme finalizzate al rilancio dei comparti agricolo e della pesca, a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi. Il settore versa in una condizione di grave difficoltà; a causa di inefficienze strutturali amplificate dalla crisi, ma anche in seguito alla diminuzione dei prezzi, i redditi degli agricoltori sono infatti in calo, molti posti di lavoro sono a rischio e numerose imprese possono uscire dal mercato. In questa fase si rende dunque necessaria una strategia di medio-lungo termine che assicuri agevolazioni e sgravi fiscali ai lavoratori e garantisca interventi strutturali profondi. In materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito, il Partito Democratico non avrebbe mai modificato la legge n. 119 del 2003, che all'epoca venne votata dall'intero schieramento politico e che ha prodotto buoni risultati. Pur manifestando la propria disponibilità a risolvere l'annosa questione delle quote latte, insieme alle altre forze di opposizione e alla maggior parte delle organizzazioni professionali il PD ha espresso la sua ferma contrarietà alle disposizioni elaborate dal Governo, riuscendo ad ottenere il ritorno alle misure contenute nel testo approvato dal Senato. Nonostante gli aggiustamenti che sono stati apportati, il testo appare ancora ingiusto, perché non è stata accolta la maggior parte delle proposte di modifica presentate dall'opposizione, con il consenso del mondo produttivo e della maggioranza delle Regioni, finalizzate a tutelare i tantissimi allevatori onesti che nel corso degli anni hanno rispettato le regole ed agito nella legalità. (Applausi dal Gruppo PD).

BUGNANO (IdV). Il Governo ha posto la questione di fiducia su temi che non appartengono alla polemica politica, ma che riguardano l'intero Paese e pertanto meriterebbero una discussione approfondita, anche nel merito delle proposte emendative dell'opposizione. Peraltro, il provvedimento in esame, benché animato da buone intenzioni, risulta inadeguato, in particolare con riferimento alle piccole e medie imprese, che storicamente, esercitando la loro attività nei settori che caratterizzano il made in Italy, hanno sostenuto lo sviluppo del Paese e connotato il sistema economico italiano insieme alle microimprese; inoltre, se la globalizzazione ha contribuito a diffondere la crisi, la flessibilità propria di queste aziende ha consentito di cogliere le opportunità offerte dal mercato. Appaiono inadeguate le risposte fornite al problema dell'erogazione del credito per le piccole e medie imprese; infatti, visto che le ridotte dimensioni dell'azienda limitano il ricorso all'autofinanziamento, diventa essenziale il finanziamento di tipo bancario e pertanto occorre migliorare la capacità degli istituti di credito di valutare il rating tecnologico delle imprese, il contenuto innovativo dei loro progetti e i relativi potenziali ritorni sull'economia. Annuncia infine il voto contrario del Gruppo Italia dei Valori perché il Governo si è sottratto ad un confronto positivo e costruttivo per l'individuazione di possibili soluzioni della crisi. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

FILIPPI Marco (PD). Ponendo la questione di fiducia, il Governo ha nuovamente leso le prerogative del Parlamento e le possibilità di introdurre modifiche e miglioramenti al decreto-legge in esame; inoltre, introducendo norme che non riguardano la crisi economica, come quelle riguardanti il settore dei trasporti e delle infrastrutture, il provvedimento è diventato motivo di divisione anziché di convergenza. In particolare, vanno stigmatizzate le norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale, la previsione che i contratti di servizio relativi al trasporto ferroviario abbiano durata minima non inferiore a sei anni, rinnovabili di altri sei, la sospensione fino a dopo le elezioni dell'applicazione delle ingiuste e propagandistiche norme sul servizio di autotrasporto a noleggio con conducente; inoltre, vengono riconosciute somme modeste a titolo di risarcimento agli obbligazionisti di Alitalia, ricorrendo ancora una volta impropriamente ai fondi FAS, quando sarebbe stato possibile modificare le fonti di copertura e dare maggior consistenza a tali risarcimenti. (Applausi dal Gruppo PD).

GRANAIOLA (PD). Il sesto provvedimento anticrisi adottato dal Governo in carica è insufficiente e disorganico, non essendo sostenuto da una strategia complessiva per affrontare la recessione economica e le difficoltà crescenti delle famiglie e delle imprese. A fronte del vistoso calo della produzione industriale e del sensibile aumento della disoccupazione, un Esecutivo responsabile avrebbe dovuto potenziare gli ammortizzatori sociali, sostenere i redditi più bassi e salvaguardare i servizi pubblici. Invece, le norme relative ai servizi accessori sono confuse e parziali, le risorse stanziate a sostegno delle aziende sono esigue, l'utilizzo del Fondo per le aree sottoutilizzare priva il Mezzogiorno di risorse necessarie, le norme sui distretti e la rete di imprese rischiano di sovrapporsi alla disciplina di altro disegno di legge. Il settore turistico-alberghiero, che potrebbe trainare la ripresa, è particolarmente trascurato: nonostante le mirabolanti promesse, Governo e maggioranza hanno tagliato risorse e hanno rifiutato le proposte dell'opposizione in materia di revisione dei canoni concessori, riclassificazione delle zone demaniali, credito d'imposta per la riqualificazione alberghiera. (Applausi dal Gruppo PD).

FONTANA (PD). Esprime delusione e disagio per la condotta del Governo che comprime i tempi di esame di un provvedimento importante, ricorrendo alla fiducia, e calpesta le regole istituzionali, operando una forzatura e inserendo in un provvedimento anticrisi, estraneo al settore agricolo, il decreto-legge sulle quote latte, che ha generato tensioni all'interno della stessa maggioranza ed è decaduto grazie alle proteste degli allevatori e all'azione dell'opposizione. A fronte di dati allarmanti sul ricorso straordinario alla cassa integrazione guadagni, le misure economico-sociali del Governo, che ha rifiutato le proposte del PD in tema di sostegno al reddito e ammortizzatori sociali, appaiono parziali, tardive e inefficaci. Particolarmente grave è la linea ondivaga sulla rinegoziazione del patto di stabilità interno, che potrebbe costituire una leva per rilanciare l'economia ed è strumento indispensabile per alleviare i Comuni e gli Enti locali, chiamati a fronteggiare un impoverimento crescente. (Applausi dal Gruppo PD).

MURA (LNP). Il provvedimento, che è parte di un più ampio pacchetto di misure anticrisi, è destinato a sostenere settori industriali in crisi, quali il tessile e l'automobilistico. Particolarmente importanti sono le norme in materia di detrazione delle spese per ristrutturazioni edilizie, mobili ed elettrodomestici, di fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di credito d'imposta all'export, di reti di impresa e sostegno alla capacità innovativa e alla competitività. La Lega Nord ha contribuito alla stesura del provvedimento, ottenendo la revisione, a vantaggio dei Comuni virtuosi, del patto di stabilità interno, la disciplina in materia di quote latte, la semplificazione delle procedure inerenti gli ammortizzatori sociali. La crisi economica trae origine da un processo troppo rapido di globalizzazione e da abusi del sistema finanziario: è dunque da salutare con favore la decisione di destinare le misure di sostegno solo alle imprese che non delocalizzano la produzione.

TOMASELLI (PD). Ponendo la questione di fiducia su un provvedimento omnibus che assorbe un precedente decreto-legge non convertito, il Governo infligge l'ennesima mortificazione al Parlamento, che appare svuotato delle proprie prerogative. I segnali di recessione economica erano chiaramente leggibili un anno fa: l'Esecutivo ha colpevolmente sottovalutato la portata della crisi, non ha avuto una chiara visione delle priorità ed è stato incapace di approntare un piano di interventi tempestivo e corredato di adeguate risorse finanziarie.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.