la riforma dell'Università non condivisa dal Partito dell'interrogante ha comportato l'assunzione dei primi provvedimenti connessi quali lo sblocco dei bandi per le scuole di specializzazioni mediche nei quali sono evidenti le notevoli discrasie tra fabbisogno e finanziamenti con copertura dei fabbisogni che oscillano dal 10 al 50 per cento in diverse specialità essenziali per il Servizio Sanitario Nazionale quali l'anestesia e rianimazione, medicina di comunità, tossicologia, l'istituenda medicina d'emergenza-urgenza, eccetera, finanziando 5.000 posti rispetto agli oltre 8.000 chiesti dalle Regioni;
si condividono le garanzie sulla revisione dei meccanismi di assegnazione dei posti nelle scuole che dal prossimo anno avverrà rigorosamente con una preintesa tra Regioni, il Ministero del lavoro e il Ministero dell'istruzione;
il provvedimento emanato dal Ministro in indirizzo sulle scuole di specializzazione in medicina ha stabilito che quelle con due o meno specializzandi siano accorpate ad altre nell'ambito della stessa regione;
purtroppo il citato provvedimento penalizza fortemente l'Università Avogadro del Piemonte Orientale di Novara che perderà l'autonomia di otto specialità importanti e di tradizione quali: anatomia patologica, chirurgia maxillo-facciale, dermatologia, neurologia, otorino, patologia clinica, radioterapia e urologia e, delle dieci specialità promesse, ne è istituita una sola con gravi ripercussioni sugli studenti che avranno un'offerta formativa ridotta, e l'ateneo rischia di veder ridotti sensibilmente gli studenti che non si iscriveranno più per non dover poi trasferirsi per completare gli studi;
in conseguenza di tale provvedimento l'ospedale universitario maggiore della Carità di Novara avrà meno medici al lavoro nei reparti e vedrà limitato il principio "didattica e assistenza assieme", con gravi ripercussioni anche per la città, penalizzando duramente un' Università in forte crescita;
il giorno 6 aprile 2009 è stato raggiunto un compromesso tra i Rettori dell'Università di Torino e quella di Novara dopo il taglio operato dal Governo di otto scuole di specializzazione in Medicina che non può essere esaustivo, poiché le scuole a Novara non esisteranno più perché tutte saranno accorpate a Torino e i posti per gli studenti novaresi saranno conservati come "distacco" su tale accordo il Rettore dell'Università di Novara ha richiesto che l'accordo sia sottoscritto formalmente il 7 aprile 2009 e poi richiamato nel bando in pubblicazione;
il senato accademico dell'Università di Torino non ha condiviso l'accordo sopra indicato e conseguentemente il Rettore dell'Università di Torino non ha potuto sottoscriverlo;
si rende indispensabile e urgente intervenire per sottoscrivere sin d'ora l'accordo sopra richiamato e poi ripristinare e consentire che già con il prossimo anno scolastico presso l'Università Avogadro del Piemonte Orientale di Novara si riprenda la gestione diretta delle scuole di specializzazione in medicina com'è sempre stato sino allo scorso anno, perché ciò è essenziale per il buon funzionamento dei reparti dell'Ospedale universitario maggiore della Carità di Novara;
l'Azienda ospedaliera di Novara è il secondo polo formativo della Regione e all'ottavo posto nazionale per patologie trattate ed è pesantemente penalizzata per quanto riguarda l'assetto assistenziale presente e futuro,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, ritenga opportuno intervenire immediatamente sull'Università di Torino perché sottoscriva da subito l'accordo raggiunto dai due Rettori delle Università di Torino e di Novara per l'avvio delle scuole di specializzazione in medicina in Piemonte;
se ritenga opportuno intervenire affinché tempestivamente modificati gli indirizzi dati sulle scuole di specializzazione in medicina consentendo che tutte le Università quali quella dell'Avogadro del Piemonte Orientale di Novara possano, già a partire dal prossimo anno scolastico, riprendere e ampliare la gestione diretta delle scuole stesse, com'è sempre stato sino all'anno 2007-2008 perché essenziale, nelle fattispecie di cui si tratta, all'assetto assistenziale presente e futuro dei reparti dell'Ospedale universitario maggiore della Carità di Novara.
(4-01380)