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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 188 del 08/04/2009


GRAMAZIO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

il decreto legislativo 102 del 2004 (Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a norma dell'art. 1, comma 2 lettera i) della legge 7 marzo 2003, n. 38) recepisce gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato in agricoltura e nella zootecnia, adeguando il sistema normativo italiano alle direttive vigenti nell'ambito dell'Unione europea, per gli interventi a sostegno dei suddetti settori in caso di calamità naturali o eventi eccezionali che colpiscano le produzioni, le strutture e le infrastrutture agricole e zootecniche;

la principale finalità della predetta normativa è costituita, pertanto, dalla promozione degli interventi di prevenzione per far fronte ai suddetti eventi ed alle loro conseguenze;

sono quindi previsti, in via prioritaria, incentivi per favorire la stipula di contratti di assicurazione per le produzioni, le strutture, gli eventi e i rischi che, sulla base di una valutazione per aree omogenee, siano considerati assicurabili;

l'elencazione di detti aiuti compensativi è indicata all'articolo 5 sotto la rubrica "interventi per favorire la ripresa dell'attività produttiva";

le imprese agricole, in caso di mancata sottoscrizione di apposita polizza assicurativa, qualora venissero colpite da calamità naturale o da eventi epizootici non potranno beneficiare di alcun aiuto pubblico ex post e, pertanto, il sistema introdotto dal decreto legislativo, di fatto, instaura un regime di assicurazione "obbligatoria" per tutti gli operatori del settore agricolo - zootecnico;

il contributo statale sui premi inerenti le suddette polizze di assicurazione varia in base alla tipologia delle coperture, ma per quel che qui interessa, è previsto fino al 50 per cento, per le coperture del settore zootecnico;

nella descritta situazione di mercato l'Associazione italiana allevatori (AIA), ente con funzioni e finalità pubbliche, in contrasto con le normative italiane ed europee di settore, ha predisposto un accordo-quadro al fine di divenire, unitamente ad alcune società di assicurazione "amiche" e broker "amici", l'interlocutore unico di dette coperture e, di conseguenza, il gestore dei relativi contributi pubblici;

tale obiettivo si è potuto realizzare attraverso il coinvolgimento dell'Associazione nazionale consorzi di difesa (ASNACODI) e degli stessi consorzi di difesa, in quanto detti enti, anch'essi con finalità e funzione pubbliche, sono incaricati di promuovere la sottoscrizione dei contratti assicurativi collettivi, nonché attraverso il coinvolgimento delle Associazioni provinciale allevatori (APA) e delle Associazioni regionale allevatori (ARA), che costituiscono la struttura territoriale dell'AIA;

l'ASNACODI - attraverso i consorzi di difesa - è in grado di controllare l'offerta assicurativa mentre l'AIA - attraverso le Associazioni territoriali - è in grado di controllare la domanda dei propri associati - allevatori;

nonostante le ben note difficoltà delle aziende zootecniche per i problemi della ridotta redditività, l'AIA preferisce dedicarsi ad esercitare pressioni sulle proprie organizzazioni territoriali nel corso delle assemblee, affinché contribuiscano fattivamente alla realizzazione del progetto, giungendo perfino ad invitare i rappresentanti delle società private affinché reclamizzino il loro prodotto; a giudizio dell'interrogante, evidente è lo scopo di eliminare o limitare al massimo la concorrenza all'interno del mercato assicurativo inerente il settore agricolo-zootecnico, in modo tale da poter far transitare la rilevantissima quantità di contratti assicurativi finanziati con fondi pubblici in un'unica compagnia di assicurazione (prima Assicurazione rischi agricoli (ARA) 1857 ora sostituita dal FATA), anche attraverso l'intermediazione di un unico broker;

la situazione è degenerata in Piemonte dove la legislazione regionale prevedeva che tali tipologie di contratti passassero attraverso un ente pubblico appositamente costituito il Consorzio di smaltimento dei rifiuti di origine animale CO.SM.AN. che non solo è formato sostanzialmente da soggetti provenienti dalle organizzazioni territoriali facenti capo all'AIA e all'ASNACODI, ma per lungo tempo ha avuto la propria sede operativa presso l'Associazione regionale allevatori del Piemonte, a conferma degli stretti legami fra il CO.SM.AN. ed il mondo AIA,

l'interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che la Procura della Repubblica di Torino da mesi sta svolgendo indagini sulla regolarità di alcune gare svolte dal C.O.SMA.N, così come riportato dalla stampa locale e nazionale;

se sia a conoscenza dell'attività svolta dall'AIA ed ASNACODI volta a monopolizzare il mercato delle coperture in ambito zootecnico; attività particolarmente grave se si considerano i compiti istituzionali di AIA e di ASNACODI e il fatto che fanno parte della commissione tecnica che affianca il Ministro stesso per il Piano assicurativo annuale; commissione tecnica nella quale risiedono - guarda caso - rappresentanti delle società assicuratrici che si sono succedute nel tempo quali delegatarie delle polizze costituenti l'accordo - quadro sottoscritto dall'AIA e dall'ASNACODI;

se risulti che i suddetti enti e/o le loro organizzazioni territoriali ricevano direttamente dalle compagnie assicurative o da intermediari, senza alcuna gara ad evidenza pubblica, provvigioni per l'attività di intermediazione, svolta dalle APA, anche in questo caso in spregio all'attuale legge (confronta il Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005) in quanto non iscritti nel Registro unico degli intermediari;

quali provvedimenti intenda assumere per evitare il reiterarsi di simili comportamenti e per ripristinare, anche in detto settore, un regime di sana concorrenza fra i vari operatori, che consentirebbe allo Stato e agli allevatori italiani un consistente risparmio sui premi rispettivamente pagati.

(4-01367)