il lavoro per ogni cittadino rappresenta un'opportunità di realizzazione, di crescita sociale e culturale, è la fonte di sostentamento per sé e per la propria famiglia che consente di collocarsi nella società e che fa acquisire ruolo sociale e dignità;
le morti bianche, gli infortuni sul lavoro che causano disabilità, le malattie che in tanti contraggono per l'esposizione a sostanze chimiche più o meno corrosive o tossiche, le radiazioni nocive, le polveri tossiche che causano croniche patologie dalle quali non si può guarire sono però spesso il prezzo insopportabile da pagare per i lavoratori;
fra le diverse categorie a rischio c'è quella degli operatori sanitari a cui sono state riscontrate infezioni quali l'epatite o la cirrosi da HBV o HCV;
non è mai stato precisato il numero di cittadini e operatori danneggiati da sangue infetto; tuttavia la legge n. 210 del 92 consente di ottenere un indennizzo da parte dello Stato a titolo di solidarietà sociale e non per risarcimento del danno, grazie ad un assegno bimestrale, vitalizio, diverso per importo in base alla gravità dell'infermità riportata;
la legge che ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della salute per non aver controllato plasma ed emoderivati ha previsto forme di risarcimento per i vaccinati, gli emofiliaci, i talassemici e i trasfusi occasionali e, in seguito a sentenza della Corte costituzionale del 2002 n. 476, ha inserito fra i beneficiari coloro che hanno subito nell'esercizio delle proprie mansioni il danno, ma non coloro ai quali le carenze dei controlli hanno causato la malattia;
chi ha contratto per motivi di lavoro l'HIV, l'HBC, l'HCV o la cirrosi epatica incorre nei termini di prescrizione dell'INAIL, contrariamente a quanto avviene per coloro che hanno subito danni dall'amianto o dalle radiazioni per i quali tali termini sono stati eliminati,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover assumere iniziative volte ad eliminare questa discriminazione - tenuto conto anche del ristretto numero di operatori sanitari interessati - e consentire a coloro ai quali il danno è stato causato nell'esercizio delle proprie mansioni di beneficiare di un congruo indennizzo economico e porre fine, così, ad una palese ingiustizia.
(3-00678)