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Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 174 del 18/03/2009


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza della vice presidente MAURO

La seduta inizia alle ore 9,35.

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del 12 marzo.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,40 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Seguito della discussione delle mozioni nn. 93 (testo 2), 102 e 105, sulla lotta contro l'AIDS

Approvazione delle mozioni nn. 93 (testo 2) e 102 (testo 2). Reiezione della mozione n. 105

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta di ieri i presentatori hanno illustrato le mozioni ed hanno avuto luogo la discussione e la replica del Governo. Passa quindi alla votazione delle mozioni.

FOSSON (UDC-SVP-Aut). Annuncia il voto favorevole del Gruppo sulle mozioni nn. 93 (testo 2) e 102.

ASTORE (IdV). Desta meraviglia il parere negativo espresso dal rappresentante del Governo sulla mozione n. 105, presentata dal Gruppo Italia dei Valori, in considerazione del fatto che la critica alla politica governativa sui clandestini in essa contenuta è presente anche nella mozione n. 102, su cui è stato espresso invece un parere favorevole. La mozione n. 105 contiene proposte significative, tra cui l'adozione di un piano nazionale volto a promuovere l'informazione e l'accesso ai test e ai servizi in materia di AIDS, l'attuazione di un'ampia strategia di prevenzione rivolta soprattutto ai giovani e l'invito a stanziare adeguate risorse sia al fine di aiutare i Paesi dove l'emergenza è più grave, sia al fine di sostenere ed incentivare la sperimentazione e la ricerca scientifica. La mozione chiede inoltre al Governo di espungere dall'ordinamento la norma che consente ai medici di denunciare gli stranieri irregolari, unendosi così ad una richiesta che proviene da gran parte della società civile e dalle stesse gerarchie ecclesiastiche; tale norma produce infatti una sostanziale esclusione dei clandestini dall'assistenza sanitaria e pertanto, oltre ad essere profondamente ingiusta e sbagliata, rischia di favorire la diffusione e il contagio di malattie infettive tra la popolazione. Il Gruppo Italia dei Valori voterà pertanto a favore della mozione n. 105, nonché delle mozioni nn. 93 (testo 2) e 102. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

FAZIO, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Il Governo terrà in considerazione le proposte contenute nella mozione n. 105, ma non può accettare l'impegno ad espungere dall'ordinamento una norma attualmente oggetto di esame da parte del Parlamento.

RIZZI (LNP). Il Gruppo Lega Nord Padania voterà a favore della mozione n. 93 (testo 2) e, se verranno accolte le modifiche proposte dal Governo, come è caldamente auspicabile, della mozione n. 102. Essi impegnano il Governo ad una decisa azione di contrasto nei confronti dell'AIDS, una malattia purtroppo estremamente diffusa tra la popolazione, sebbene si stimi che solo la metà dei sieropositivi abbiano consapevolezza del loro stato, ed ancora lontana dall'essere debellata, nonostante i progressi compiuti nella terapia consentano oggi a chi viene contagiato di avere un'elevata speranza di vita. Appare positiva, da questo punto di vista, la decisione del Governo di ripristinare la Commissione nazionale per la lotta contro l'AIDS, così come è auspicabile l'adozione di interventi volti a favorire l'accesso ai test e l'avvio di ulteriori campagne di informazione e prevenzione. Non è invece accettabile un passaggio della mozione n. 105 dell'Italia dei Valori che propone di eliminare la norma che consente ai medici di denunciare gli stranieri irregolari. La Lega Nord si è battuta affinché la clandestinità diventasse un reato e ritiene pertanto che la sua segnalazione sia un dovere civico da parte di chiunque, soprattutto se svolge le funzioni di pubblico ufficiale; ai clandestini non viene assolutamente negata l'assistenza sanitaria, né si favorisce in tal modo la diffusione del contagio di malattie infettive, le quali spesso vengono portate in Italia proprio dagli immigrati irregolari e si diffondono a causa delle precarie condizioni igienico-sanitarie in cui essi vivono. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

BASSOLI (PD). Nel dichiarare voto favorevole alle mozioni, sottolinea che l'atto di indirizzo del PD, accettato dal Governo, prevede espressamente che le misure di prevenzione siano rivolte a tutti i cittadini stranieri. L'accesso al test per la diagnosi precoce dell'infezione da HIV è importante, ma bisogna intervenire anche sul piano della sensibilizzazione e dell'informazione, contrastando la convinzione errata che la patologia sia circoscritta ai Paesi del terzo mondo e aumentando la consapevolezza che la malattia non è stata né debellata né contenuta e che la sottovalutazione dei rischi favorisce la sua diffusione. L'annunciata ricostituzione della Commissione per la lotta all'AIDS è un fatto positivo: è auspicabile che il Governo aggiorni la strategia per la prevenzione e predisponga un piano organico di interventi per la prevenzione, l'informazione, la ricerca, il sostegno alle associazioni di volontariato, con particolare attenzione per gli immigrati e per l'educazione sessuale dei giovani. (Applausi dal Gruppo PD).

GHIGO (PdL). Nel dichiarare voto favorevole sulla mozione n. 93 (testo 2), sottolinea che essa non si limita ad enunciare principi e a formulare auspici, ma tende a rendere operativi gli indirizzi deliberati dal Parlamento europeo in tema di diffusione del test per la diagnosi precoce della sieropositività. L'atto di indirizzo, infatti, impegna il Governo a migliorare l'informazione e la prevenzione rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili e a dare mandato ad un organo tecnico, la Commissione nazionale per la lotta contro l'AIDS, di elaborare, entro sei mesi, linee guida per facilitare l'accesso al test, individuare i gruppi sociali più vulnerabili e tutelare il diritto alla riservatezza. Il Governo dovrà inoltre presentare al Parlamento una relazione annuale sull'applicazione delle linee guida elaborate dalla Commissione. Il Gruppo voterà a favore anche della mozione 1-00102 e concorda con la posizione assunta dal Governo nei confronti della mozione dell'Italia dei Valori. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Avverte che le mozioni saranno votate secondo l'ordine di presentazione.

Il Senato approva la mozione 1-00093 (testo 2).

BIANCHI (PD). Accetta la modifica proposta dal Governo alla mozione n. 102. (v. testo 2 nell'allegato A)

Il Senato approva la mozione 1-00102 (testo 2) e respinge la mozione 1-00105.

Dibattito sugli strumenti della legislazione

PRESIDENTE. Ricorda che, in base alle deliberazioni della Conferenza dei Capigruppo, ciascun Gruppo ha a disposizione venti minuti. Dichiara aperto il dibattito.

BODEGA (LNP). Il dibattito sugli strumenti di legislazione è stato richiesto dalla senatrice Finocchiaro dopo le polemiche suscitate da alcune affermazioni del Presidente del Consiglio, che sono state dettate non da disprezzo per la democrazia bensì da premura istituzionale. L'onorevole Berlusconi, infatti, ha proposto provocatoriamente di limitare il voto ai Capigruppo per richiamare la necessità di riforme costituzionali e regolamentari che accelerino i lavori parlamentari. In Europa l'Italia vanta un triste primato per improduttività legislativa a fronte di un elevato numero di parlamentari: si comprende perciò il frequente ricorso, da parte di Governi di entrambi gli schieramenti, allo strumento della decretazione d'urgenza che assicura una corsia preferenziale ai provvedimenti nei limiti stabiliti dalla Costituzione. La Lega Nord è favorevole a proposte che migliorino l'efficienza del Parlamento nella prospettiva di un assetto federale dello Stato e nella piena garanzia dei principi di democrazia e libertà. Saluta quindi con favore il mutato orientamento del PD che, dopo aver contrastato la riforma costituzionale varata dal centrodestra nella XIV legislatura, si è convinto della necessità di ridurre il numero dei parlamentari. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Messina).

PROCACCI (PD). Invocando il rispetto del ruolo del Parlamento da parte del Governo, la senatrice Finocchiaro ha sollevato un problema politico serio, che attiene ai principi fondamentali della democrazia: considerata l'importanza del tema, sarebbe stato preferibile che a presiedere la seduta fosse l'onorevole Schifani. La legislatura in corso si caratterizza per l'abuso di decreti-legge, adottati in assenza dei presupposti costituzionali, per l'eccesso di deleghe, conferite al Governo senza indicazioni specifiche e introdotte surrettiziamente nei disegni di legge, per il varo di numerosi provvedimenti omnibus. Il presidente Fini è intervenuto pubblicamente e a più riprese per difendere la dignità e le prerogative della Camera dei deputati: chiede alla Presidenza del Senato di adottare analoghe iniziative. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Astore e Peterlini).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). A fronte dell'ampia maggioranza presente in entrambi i rami del Parlamento e della composizione dell'Esecutivo, i cui membri godono della sua piena fiducia, il Presidente del Consiglio è nelle condizioni di governare in modo spedito ed efficiente. L'attività parlamentare è infatti completamente assorbita dall'esame di atti di provenienza governativa: nessun alibi di natura istituzionale può dunque nascondere le difficoltà politiche, i ritardi o le mancanze della maggioranza e dell'Esecutivo. Va però riscontrato, tanto nella presente legislatura quanto nelle precedenti, un abuso della decretazione d'urgenza, della decretazione delegata e dello strumento della questione di fiducia, che segnala un cambiamento nel rapporto tra Parlamento e Governo di cui va preso atto. È dunque opportuno prendere nuovamente in considerazione la cosiddetta bozza Violante, proposta nella passata legislatura, per varare una riforma costituzionale ampiamente condivisa e rendere il sistema politico più efficiente. Occorre inoltre rivedere il procedimento legislativo, evitando però di introdurre surrettiziamente attraverso la modifica dei Regolamenti parlamentari riforme che avrebbero bisogno di una novella costituzionale, e valorizzare opportunamente il ruolo e il lavoro delle Commissioni permanenti. A tal fine auspica un maggior ricorso all'esame dei disegni di legge in sede redigente, che riserva al solo lavoro di Commissione la votazione degli emendamenti, specialmente per i provvedimenti ritenuti più urgenti dal Governo, evitando così il ricorso alla decretazione d'urgenza o al voto di fiducia. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD. Congratulazioni).

Presidenza del presidente SCHIFANI

LONGO (PdL). Il senatore Procacci si è inopportunamente lamentato nel suo intervento del fatto che a presiedere l'Aula fosse la vice presidente Mauro in luogo del presidente Schifani: desidera pertanto esprimere piena considerazione per il lavoro e il ruolo della vice presidente Mauro. (Applausi dal Gruppo PdL).

MAZZATORTA (LNP). La preminenza istituzionale del Parlamento va difesa dagli attacchi demagogici di chi lamenta ingiustamente un deficit di rappresentatività e considera i parlamentari una casta elitaria distante dai bisogni dei cittadini: va a tal proposito rilevato che l'attuale legge elettorale ha contribuito a migliorare l'azione del Parlamento, consentendo una semplificazione del sistema e maggiore stabilità. Occorre invece intervenire per superare il bicameralismo perfetto, fonte di inutili ritardi, per creare una Camera delle autonomie che rappresenti le istanze dei territori e dei popoli, e creare uno Stato federale e leggero, che si occupi di normare in modo chiaro e trasparente i settori principali della vita associata. È però innegabile che l'evoluzione del sistema politico ha fatto sì che il decreto-legge divenisse strumento indispensabile per l'attuazione dell'indirizzo politico del Governo: pertanto si rende necessaria una manutenzione dei Regolamenti parlamentari, che contribuisca ad un bilanciamento tra il rispetto del ruolo del Parlamento e l'esigenza del Governo di attuare il proprio programma. In particolare è opportuno valorizzare il ruolo delle Commissioni permanenti, diminuendo il loro numero e modificandone le competenze, affinché ognuna di esse corrisponda ad un determinato Ministero. È inoltre necessario creare uno Statuto dell'opposizione, che consenta utili forme di collaborazione e riconosca il ruolo e il contributo della minoranza. (Applausi dai Gruppi LNP e del senatore Musi. Congratulazioni).

QUAGLIARIELLO (PdL). Il ruolo del Governo, compresso negli anni dell'Italia liberale tra il potere del monarca e quello del Parlamento, è stato per comprensibili ragioni storiche affievolito dalla Costituzione repubblicana, che non contempla alcuna forma di legittimazione diretta da parte della sovranità popolare. L'utilizzo dei decreti-legge ha costituito dunque lo strumento utilizzato dai vari Governi per attuare il proprio programma senza farsi troppo condizionare dal ruolo preponderante dei partiti durante la cosiddetta Prima Repubblica, e per evitare la paralisi decisionale a causata dalla disomogeneità delle coalizioni di governo, come accaduto nella precedente legislatura. Nella legislatura attuale, a seguito della semplificazione del quadro politico, il decreto-legge costituisce invece un mezzo per attuare, sia pure in modo improprio, il fine legittimo e doveroso di trasformare la volontà popolare in concreta azione di Governo. Non si può dunque pensare di tornare ad un parlamentarismo di natura consociativa, che è stato in parte responsabile dell'accumularsi dell'enorme debito pubblico italiano, ma occorre addivenire ad un nuovo patto tra maggioranza e opposizione, che superi la situazione attuale. In particolare è necessaria una riforma dei Regolamenti parlamentari, svincolata dalla riforma costituzionale che necessita di tempi più lunghi, che garantisca al Governo tempi certi per l'attuazione del programma, alla maggioranza di esercitare una funzione critica nei confronti dell'Esecutivo senza sciogliere necessariamente il vincolo fiduciario che li lega e all'opposizione di testimoniare la propria alterità e di svolgere appieno il proprio indispensabile ruolo di controllo e di garanzia. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PARDI (IdV). I dati relativi alla produzione legislativa negli ultimi mesi evidenziano il sostanziale esproprio del Parlamento dell'attività legislativa, trasferita in capo al Governo. Ciò è dimostrato in primo luogo dall'uso, molto maggiore rispetto alla precedente legislatura e improprio rispetto ai limiti costituzionalmente fissati, della decretazione d'urgenza. La prassi invalsa, infatti, è stata quella di ricorrervi per operare forzature politiche, tentando di imporre alle Camere il punto di vista del Governo anche su questioni non necessariamente urgenti, come avvenuto con il tardivo tentativo operato sul caso Englaro; il medesimo obiettivo hanno avuto gli stravolgimenti del contenuto originario dei decreti-legge, operati in corso d'opera dal Governo con emendamenti volti ad introdurre argomenti eterogenei. Peraltro, i decreti presentati alle Camere spesso sono stati accompagnati da relazioni tecniche non sufficientemente approfondite sui profili della copertura ed in taluni casi la relazione tecnica non è stata addirittura presentata. Tutti questi atti, accompagnati dal ricorso frequente e immotivato alla questione di fiducia, hanno impedito ai parlamentari di esercitare le proprie prerogative in termini di esame e modifica degli atti normativi. In secondo luogo, il Governo ha accentuato l'utilizzo della delega legislativa, inserita perfino in decreti-legge, e dei provvedimenti omnibus, che affrontano in modo disordinato e difficilmente controllabile dal Parlamento una pluralità di materie. Le distorsioni provocate da questo modo di concepire l'attività legislativa sono evidenti: la legislazione ambientale, per esempio, è di fatto sottratta al parlamento dal 2004 e lo sarà fino al 2010. Il problema non è la velocizzazione delle procedure, poiché, quando ha voluto, il Governo ha ottenuto una corsia di preferenza nell'esame di disegni di legge ordinari, come avvenuto per il provvedimento teso a salvare il presidente Berlusconi da procedimenti penali in corso. Non sono mai stati presi in esame, invece, i provvedimenti di iniziativa popolare, su cui richiama anche l'attenzione della Presidenza. (Applausi dal Gruppo IdV). Chiede che il testo integrale dell'intervento sia allegato ai Resoconti della seduta. (v. Allegato B).

DIVINA (LNP). Parlamento e Governo hanno il dovere di rispettare i ruoli loro assegnati dalla Costituzione: il primo deve dare con tempestività ed efficienza al Paese soluzione legislativa ai gravi problemi che lo affliggono; il Governo deve affrontare le urgenze che emergono con frequenza. Occorre pertanto procedere ad una revisione delle modalità del lavoro parlamentare, in primo luogo, valorizzando l'attività delle Commissioni, riflettendo sulla possibilità che, in tale sede, si possa ricorrere al voto da parte del Capogruppo, anche al fine di evitare i disguidi causati attualmente dalla sovrapposizione degli incarichi dei senatori in diverse Commissioni. Si potrebbero altresì prevedere tempi certi per l'esame dei provvedimenti in Commissione, al termine dei quali procedere in ogni caso all'esame in Aula, nonché assegnare una corsia preferenziale ai provvedimenti sottoscritti da tutti i Capigruppo e prevedere una periodica calendarizzazione dei disegni di legge presentati dall'opposizione. In un'ottica di rispetto del lavoro di Aula, il Governo dovrebbe garantire l'ottemperanza agli impegni assunti con l'accoglimento di ordini del giorno, magari limitando il numero di ordini del giorno che è possibile presentare da parte dei parlamentari in sede di esame di un provvedimento. Per dare maggiore efficacia all'operato delle istituzioni, occorre però procedere alla riforma in senso federale dell'ordinamento costituzionale, passando in particolare ad un monocameralismo specializzato per tematiche e a ridurre il numero dei parlamentari. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

ZANDA (PD). La questione centrale che il Partito Democratico ha voluto focalizzare con la discussione in atto è l'incostituzionalità della decisione assunta dal Governo, chiaramente affermata dal Presidente del Consiglio in più occasioni, di governare mediante il ricorso dalla decretazione d'urgenza. L'abuso nell'utilizzo di tale strumento pone interrogativi circa l'esistenza ancora in Italia della separazione, costituzionalmente disciplinata e propria di uno Stato democratico, tra potere esecutivo e legislativo. Non esiste infatti alcun problema di farraginosità o lungaggini parlamentari, considerato che i tempi dilatati delle discussioni sono dovuti spesso all'attività emendativa del Governo in corso di esame parlamentare motivata dalla necessità di colmare le lacune presenti fin dall'inizio nei provvedimenti presentati dallo stesso Esecutivo. Anche la richiesta di far votare il solo Capogruppo per accelerare l'iter parlamentare pare un pretesto ascrivibile piuttosto alla difficoltà da parte del Governo di serrare le fila della propria maggioranza. Peraltro, il Partito Democratico si è sempre mostrato favorevole ad una riforma dei Regolamenti parlamentari e in tal senso ha apprezzato l'appello del presidente Schifani ad una revisione condivisa, ma non è sufficiente la modifica dei Regolamenti se non si ritorna ad una cultura della legittimità costituzionale. Il Presidente del Consiglio, infatti, avvalendosi della sua larga maggioranza e dei suoi poteri in campo economico e sui mezzi di comunicazione, sta tentando di cambiare la Costituzione senza passare per le Aule parlamentari, sta erodendo la natura democratica dell'ordinamento istituzionale. La sua assenza nel dibattito odierno nega all'opposizione una possibilità di risposta ed è, peraltro, un segno ulteriore del suo disprezzo verso il Parlamento. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).

GASPARRI (PdL). Il punto centrale dell'importante dibattito odierno è costituito dall'esigenza di garantire al Governo la possibilità di attuare pienamente e concretamente il proprio programma, in base al quale esso è stato liberamente scelto dalla maggioranza dei cittadini e della cui realizzazione dovrà rispondere ai cittadini stessi in occasione delle future consultazioni elettorali. L'attuazione del programma di Governo, se necessario anche attraverso il ricorso alla decretazione d'urgenza e al voto di fiducia, è la suprema affermazione del principio democratico; il rispetto delle regole e delle procedure è senz'altro un dovere irrinunciabile, ma non può soffocare il diritto dei cittadini a veder realizzato il programma che hanno scelto. Nelle condizioni attuali, il ricorso alla decretazione d'urgenza appare in taluni casi addirittura preferibile rispetto al procedimento ordinario, in quanto garantisce ai cittadini maggiore certezza dei tempi. È necessario pertanto che la Costituzione e i Regolamenti parlamentari siano modificati e adeguati al mutato contesto politico e all'attuale funzionamento del sistema democratico. Tra le riforme più importanti dovrebbero esservi, a livello costituzionale, l'elezione diretta del premier e la riduzione del numero dei parlamentari; su quest'ultimo la maggioranza di centrodestra aveva già provveduto nel 2006, con un ampio disegno di modifica della Costituzione cui il centrosinistra si oppose con forza e che fu respinto dal referendum confermativo. Sul piano regolamentare si dovrebbero invece prevedere tempi certi per l'esame in Aula dei provvedimenti giudicati di particolare rilevanza dall'Esecutivo. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Ringrazia in premessa il Presidente del Senato, la Conferenza dei Capigruppo e il Gruppo Partito Democratico per aver promosso l'odierno dibattito su un tema di estrema rilevanza, relativo al ruolo del Parlamento, del Governo e del Presidente del Consiglio nelle attuali condizioni interne ed internazionali. L'esame dei dati numerici rivela che il Governo non ha abusato della decretazione d'urgenza rispetto ai precedenti Esecutivi; i decreti-legge rappresentano un terzo degli atti finora adottati dal Consiglio dei Ministri e meno della metà dei provvedimenti legislativi discussi e approvati dal Parlamento. Quest'ultimo si è avvalso ampiamente, anche su proposta dell'opposizione, della facoltà di modificare il testo dei decreti-legge, dei quali è stato sempre rigorosamente verificato il possesso dei requisiti costituzionali di necessità ed urgenza; inoltre, il ricorso del Governo ai maxiemendamenti e ai voti di fiducia è stato finora molto contenuto. Il fatto poi che la maggior parte dei disegni di legge ordinari che giungono all'approvazione finale siano di iniziativa governativa rientra in una prassi consolidata da tempo e risponde ad una fisiologica dialettica tra i poteri esecutivo e legislativo. Nonostante tutto questo, il Governo riconosce la sussistenza dei problemi che sono stati sollevati nel corso del dibattito, relativi all'eccessiva lentezza dell'ordinaria attività legislativa parlamentare, che non consente di fornire risposte tempestive ai problemi e alle esigenze reali dei cittadini, e, più in generale, allo scostamento che si è determinato tra le regole scritte e le modalità effettive di funzionamento delle istituzioni; è per questo che il presidente Berlusconi ha deciso di intervenire sulla materia e di porre al Parlamento e al Paese il tema della cosiddetta democrazia decidente. A tali problemi è possibile porre rimedio solo attraverso la modifica della Costituzione e dei Regolamenti parlamentari, cui è giusto che il Parlamento provveda in piena e totale libertà. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Fosson).

PROCACCI (PD). Intervenendo a titolo personale, osserva che la sua richiesta di presenza in Aula del presidente Schifani, in qualità di seconda carica dello Stato e di garante degli equilibri costituzionali, era dovuta all'eccezionale rilievo politico ed istituzionale del dibattito odierno. Aggiunge di non aver inteso in alcun modo mancare di rispetto alla Presidenza di turno o ai colleghi senatori e di aver trovato pertanto inappropriate e disdicevoli le parole utilizzate dal senatore Longo. (Applausi dai Gruppi PD e UDC-SVP-Aut e del senatore De Toni).

PRESIDENTE. Sottolinea che il fatto di essere giunto in Aula in leggero ritardo è stato dovuto ad un errata previsione dei tempi di inizio del dibattito e non certo ad una sottovalutazione dell'estrema rilevanza dei temi in discussione. Ringrazia quindi il ministro Vito e i senatori intervenuti e si unisce all'auspicio di un sollecito avvio dell'esame di proposte di modifica del Regolamento del Senato, annunciando l'intenzione di convocare a breve la Giunta per il Regolamento. Vi è urgente esigenza di una semplificazione complessiva del sistema istituzionale e costituzionale, che tuttavia garantisca adeguati spazi di discussione all'opposizione, come l'attuale Presidenza ha sempre cercato di fare. Dichiara quindi chiuso il dibattito.

Commemorazione di Chiara Lubich

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea) Ad un anno dalla sua scomparsa, ricorda la figura di Chiara Lubich, fondatrice dell'Opera di Maria, movimento di natura ecclesiale e sociale ispirato da una spiritualità dell'unità del genere umano che in anni più recenti ha assunto un carattere politico, proponendo la riscoperta della fraternità come categoria fondamentale per lo sviluppo della democrazia. La ricerca del dialogo, all'interno della Chiesa cattolica, tra le diverse confessioni religiose e con persone di convinzioni non religiose, è ciò che caratterizza maggiormente il lascito della Lubich. Rivolge un caldo augurio di buon lavoro a Maria Emmaus Voce, oggi presidente del Movimento dei focolari, come viene comunemente chiamato, che, adoperandosi per la pace e l'unità tra i popoli, rappresenta una speranza per il mondo intero. (Generali applausi).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Ricorda Chiara Lubich che trovò la vocazione durante il bombardamento della sua città natale e, insieme al deputato Igino Giordani, fondò il Movimento dei focolari, teso a perseguire la fraternità universale, l'unità tra i cristiani, il dialogo interreligioso, il confronto con i non credenti. Nell'attuale scenario di crisi economica e di inasprimento dei conflitti religiosi, l'insegnamento di Chiara Lubich si rivela prezioso: il progetto, sperimentato in Brasile, di realizzare un'economia di comunione, rappresenta un'alternativa al modello consumistico e diseguale, incentrato sulla crescita del profitto. (Applausi).

DE TONI (IdV). Ripercorre le tappe fondamentali della biografia di Chiara Lubich, dalla folgorazione avuta durante la guerra alla fondazione di un movimento ecclesiale teso a illuminare la società attraverso la riscoperta del messaggio evangelico, dalla sperimentazione in Brasile di un'economia di comunione alla più recente creazione di un movimento politico che nell'unità scorge la fonte di nuove relazioni sociali. (Applausi).

TORRI (LNP). E' commosso e onorato di commemorare Chiara Lubich, una delle personalità spirituali di maggiore rilievo del Novecento, di cui ricorda in particolare l'incrollabile fede, la scelta di vivere vicino alle persone sofferenti, la fondazione di un movimento capace di farsi laboratorio di pratiche sociali ed economiche innovative e solidali. (Applausi).

BAIO (PD). Cresciuta in una realtà povera e sofferente per gli orrori della guerra, Chiara Lubich ha seguito l'insegnamento di Cristo dedicandosi alla cura dei poveri, all'ascolto degli altri, alla riscoperta della fraternità come categoria politica che consente di individuare il bene comune e di scalfire l'odio e l'indifferenza. (Applausi). Consegna il testo dell'intervento affinché sia pubblicato in allegato al Resoconto. (v. Allegato B)

SANTINI (PdL). Ricorda lo straordinario percorso umano e spirituale di Chiara Lubich. Insieme al Movimento dei focolari, da lei fondato, ha promosso i valori spirituali dell'unità e della fraternità, ha favorito il dialogo interecumenico, ha contribuito alla diffusione della fede nei Paesi dell'Europa dell'Est negli anni '60 ed ha operato nel mondo della cultura e del sociale, introducendo nei Paesi più poveri la cosiddetta economia di comunione. Il suo operato si è spesso rivolto al mondo della politica, con la creazione del Movimento politico dell'unità, a cui aderiscono vari soggetti politici in tutto il mondo e la presentazione nel 2000 del Patto di fraternità per l'Italia, contenente una visione alta e nobile dell'agire pubblico. (Applausi).

Presidenza del vice presidente CHITI

Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione

PRESIDENTE. Avverte che a conclusione della votazione sulle questioni incidentali relative al disegno di legge in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate si terrà la riunione della Conferenza dei Capigruppo, che si svolgerà in concomitanza con i lavori dell'Assemblea.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(1341-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento nell'anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

MALAN, relatore. Il disegno di legge, già approvato in prima lettura dal Senato, consente l'accorpamento del primo turno delle elezioni amministrative e delle elezioni europee del prossimo giugno, permettendo così un notevole risparmio, e agevola l'esercizio del voto per alcune categorie di cittadini temporaneamente residenti all'estero. La Camera dei deputati ha soppresso l'articolo, inserito in prima lettura dal Senato, che consente di accedere al rimborso elettorale a tutti i partiti che abbiano raggiunto almeno il 2 per cento dei suffragi, tornando al testo originario del decreto, che ne prevede la distribuzione tra le sole forze politiche che abbiano superato la soglia di sbarramento del 4 per cento. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

D'ALI' (PdL). Ricorda di aver presentato dei subemendamenti alle proposte emendative dell'opposizione che sono state, a suo avviso opportunamente, ritenute inammissibili.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

OLIVA, segretario. Dà lettura del parere espresso dalla 5aCommissione sul disegno di legge in esame. (v. Resoconto stenografico).

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, avvertendo che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati. Ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, sono inammissibili l'ordine del giorno G1.1 e gli emendamenti 1.1 e 1.0.2 in quanto non fanno riferimento né si trovano in correlazione con l'unica modifica introdotta dalla Camera dei deputati, relativa alla soppressione dell'articolo 1-bis sui contributi per le elezioni europee.

FINOCCHIARO (PD). L'articolo 104 del Regolamento fa riferimento alla sola attività emendativa e, comportando una restrizione delle facoltà dei singoli parlamentari, non può essere oggetto di interpretazione estensiva o analogica. Dunque almeno l'ordine del giorno G1.1, che impegna il Governo ad accorpare le consultazioni referendarie a quelle europee ed amministrative, evitando così un inutile sperpero di risorse pubbliche, non avrebbe dovuto essere considerato inammissibile. L'articolo 97 del Regolamento prevede infatti che gli ordini del giorno siano considerati improponibili solo se formulati in termini sconvenienti o estranei all'oggetto della discussione. Rileva infine che il Governo non ha ancora risposto alla richiesta di quantificare gli oneri derivanti dal mancato accorpamento del referendum alle elezioni europee e amministrative. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore D'Alia).

PRESIDENTE. Secondo l'interpretazione fornita dalla Presidenza anche l'ordine del giorno va considerato inammissibile, in quanto l'articolo 104 del Regolamento prevede che si possa deliberare e discutere solo delle modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Procede dunque all'esame dell'emendamento tendente ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 1 del decreto-legge.

VITA (PD). L'emendamento 1.0.1 mira a reintrodurre l'articolo eliminato dalla Camera dei deputati secondo cui il rimborso elettorale per le elezioni europee, il cui ammontare complessivo non viene aumentato, viene diviso tra tutti i partiti che abbiano ottenuto almeno il 2 per cento dei suffragi. Una norma analoga è presente ad esempio in Germania, in cui è previsto uno sbarramento del 5 per cento per accedere alla distribuzione dei seggi, ma in cui il rimborso elettorale spetta anche alle liste che hanno raccolto una percentuale di consensi nettamente inferiore.

MALAN, relatore. Pur essendosi espresso a favore dell'emendamento in prima lettura, non può che prendere atto dell'esplicito diniego della Camera dei deputati. Quanto al costo del non accorpamento delle consultazioni referendarie con le prossime elezioni europee ed amministrative, auspica che il Governo possa fornire quanto prima una quantificazione degli oneri, ma ritiene che la spesa derivante sia comunque molto inferiore alle stime che vengono spesso citate dai senatori dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PdL).

DAVICO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprime parere conforme a quello del relatore sull'emendamento 1.0.1, stante la natura politica delle argomentazioni addotte. Quanto alle stime, è difficile fare delle previsioni, trattandosi di operazione complessa stante l'imputazione dei costi a diversi soggetti istituzionali. E' possibile affermare soltanto che, il costo fisso per il referendum, è di 240 milioni di euro; per il resto si tratta di costi a consuntivo, che non possibile definire in questa fase con precisione.

PISTORIO (Misto-MPA). Dichiara il voto favorevole all'emendamento 1.0.1, di cui chiede la votazione con il sistema elettronico, stigmatizzando la responsabilità politica che la maggioranza si è assunta alla Camera cancellando la norma che si tenta di ripristinare. Il rimborso elettorale, che è questione diversa dalla rappresentanza, è un elemento importante per la vita democratica, in particolare dei piccoli partiti caratterizzati da radicamento territoriale, e la soglia percentuale che era stata stabilita nella norma approvata in prima lettura al Senato garantiva circa l'erogazione a movimenti rappresentativi. Per tali motivi preannuncia il voto contrario al disegno di legge.

Con votazione nominale elettronica, il Senato respinge l'emendamento 1.0.1.

PRESIDENTE. Conferma l'inammissibilità dell'ordine del giorno G1.1 (v. testo 2 nell'Allegato A) anche nel testo modificato pervenuto alla Presidenza. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

MORANDO (PD). La decisione assunta dalla Presidenza è tecnicamente sbagliata. La nuova formulazione dell'ordine del giorno G1.1 infatti è riferibile al disegno di legge nel testo modificato approvato dalla Camera e tiene conto quindi dei risparmi che sono intervenuti a seguito delle modifiche apportate da quel ramo del Parlamento, chiedendo di adottare una decisione sull'election day che consentirebbe ulteriori risparmi. (Applausi dal Gruppo PD).

MALAN (PdL). Il fondo previsto dalla legge n. 515 del 1993 è erogato a prescindere dal numero di partiti o movimenti che vi concorrano, quindi non si determina alcun aggravio di costi riportando al 4 per cento la soglia per usufruirne. (Applausi dal Gruppo PdL. Commenti del senatore Morando).

PRESIDENTE. Le valutazioni della Presidenza riguardo all'ordine del giorno prescindono da quelle di natura politica effettuate dal senatore Morando. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Passa alla votazione finale.

PERDUCA (PD). Nel dichiarare il voto di astensione della delegazione radicale, stigmatizza il contenuto del disegno di legge, che non offre garanzie sullo svolgimento democratico delle prossime consultazioni elettorali e non dispone neanche una definizione delle spese che dovranno essere sostenute, come dovrebbe essere dovuto ai cittadini. (Applausi della senatrice Poretti).

Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, con votazione nominale elettronica, il Senato approva il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 14,02.