PRESIDENTE. Passa alla votazione delle mozioni.
PETERLINI (UDC-SVP-Aut). Il Gruppo, per sottolineare l'importanza della coesione del Parlamento di fronte alla crisi economica globale, voterà a favore di tutte le mozioni che, pur con alcune differenze, condividono alcune richieste qualificanti. Apprezza dunque lo sforzo del Governo teso a sottolineare i punti di convergenza presenti nei vari testi ed auspica che esso si faccia promotore di un forte impegno internazionale per creare un nuovo sistema di regole globali e contrastare la crisi, generata proprio dall'eccesso di fiducia nella capacità dei mercati di autoregolarsi e dalla conseguente messa in discussione del sistema regolatorio stabilito nella Conferenza di Bretton Woods. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD).
LANNUTTI (IdV). La crisi economica è figlia dell'ideologia liberista statunitense dominante negli ultimi decenni e capace di contagiare anche larghi settori dell'opinione pubblica progressista, che in nome della capacità di autoregolazione dei mercati ha causato lo smantellamento della presenza pubblica nell'economia e lo stravolgimento dei principi fondanti del liberalismo, quali l'equilibrio tra i poteri, la condivisione dell'etica pubblica e l'autorevolezza delle istituzioni di controllo. La crisi origina infatti dalla subalternità delle autorità di regolazione nei confronti delle grandi imprese e dal corto circuito tra mondo della finanza e mondo della politica, derivante dalle presenza di molteplici conflitti di interesse, da cui non è esente nemmeno la nuova amministrazione statunitense. Dopo aver chiesto un'attenta vigilanza sull'utilizzo dello strumento dei cosiddetti Tremonti bond, per assicurarsi che la liquidità fluisca verso le piccole e medie imprese, si rammarica che il Parlamento non sia riuscito ad attuare una più ampia e significativa convergenza, presentando una mozione unitaria. (Applausi dal Gruppo IdV, PD e UDC-SVP-Aut).
Presidenza della vice presidente BONINO
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Esprime soddisfazione per la presenza nelle varie mozioni di significativi punti di convergenza, che testimoniano una consapevolezza comune dei problemi che il Paese sarà chiamato ad affrontare. Il nodo centrale della crisi è infatti costituito dalla contrazione del credito nei confronti delle imprese, specialmente di quelle medie e piccole, tanto che la stessa Banca centrale europea, che pure ha tardato nel tagliare il tasso di interesse, ha invitato le banche a far fluire liquidità verso il sistema imprenditoriale. A fronte dell'innegabile stretta creditizia in corso, appare dunque opportuno approntare misure in favore del mondo produttivo: si potrebbe ad esempio prevedere una revisione congiunturale degli indicatori di affidabilità delle imprese per favorirne l'accesso al credito, modificare il patto di stabilità interno per stimolare gli investimenti o rivedere gli studi di settore. Occorre però guardare con ottimismo al futuro dell'economia del Paese, che può vantare un alto tasso di risparmio privato, un sistema di banche popolari e cooperative affidabile e diffuso nel territorio, una solida presenza del settore manifatturiero ed ampi margini di manovra per diminuire gli sprechi e migliorare l'efficienza della spesa pubblica, attraverso l'attuazione del federalismo. (Applausi dal Gruppo LNP).
MORANDO (PD). La crisi dell'economia mondiale affonda le radici in alcuni squilibri fondamentali: l'esplosione delle disuguaglianze sociali, l'indebitamento dell'economia statunitense, il surplus di risparmio in Cina. I rimedi per rendere più sostenibile il capitalismo contemporaneo consistono quindi nell'aumento dei consumi nei Paesi emergenti, nella crescita degli investimenti privati e pubblici, nel perseguimento di obiettivi di giustizia sociale nelle sedi di governo globale dell'economia. Dopo ritardi e incertezze, nel recente vertice del G7 sono emerse alcune proposte, ma il carattere inedito della crisi impone la ricerca di strategie innovative. Il Gruppo del PD non accoglie le modifiche suggerite dal Governo perché ritiene irrinunciabili proposte quali l'istituzione in sede di Nazioni Unite di un Consiglio permanente per lo sviluppo sostenibile, la gestione coordinata a livello europeo dell'emissione di titoli del debito pubblico e il finanziamento di progetti infrastrutturali attraverso l'emissione di eurobond, l'adozione di una manovra finanziaria aggiuntiva che affronti con coraggio il problema dell'esclusione sociale, la ricollocazione sul mercato delle banche ripulite dai titoli tossici. (Applausi dal Gruppo PD).
BALDASSARRI (PdL). Nel dichiarare voto favorevole alla mozione n. 36 (testo 2), ricorda che le proposte del Gruppo si articolano su tre livelli. A livello internazionale si propone una riforma del Fondo monetario internazionale e delle istituzioni dell'economia mondiale per integrare i Paesi emergenti, stabilizzare i cambi, controllare la liquidità complessiva. A livello europeo, si propone di modificare il Patto di stabilità e di crescita al fine di favorire la spesa per investimenti, di raccordare la politica antiflazionistica della Banca centrale europea con l'andamento dell'economia reale e di garantire i prestiti interbancari per restituire fiducia agli operatori. A livello nazionale, si suggerisce al Governo di rafforzare la stabilità patrimoniale delle banche, di prevedere una garanzia pubblica sui nuovi prestiti e di liquidare i crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione. Non voterà a favore della mozione del PD perché la previsione di un intervento a sostegno dell'economia pari ad un punto di PIL è al tempo stesso insufficiente e negativa, determinando per l'anno in corso un aumento del deficit. La mozione del PdL, invece, prevede che le misure di sostegno alle famiglie e alle imprese siano finanziate tramite la riduzione della spesa corrente. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PETERLINI (UDC-SVP-Aut), il Senato approva la mozione n. 29 (testo 2). Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), è respinta la mozione n. 32 (testo 3). Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato approva la mozione n. 33 (testo 2). E' quindi approvata la mozione n. 35 (testo 3). Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste rispettivamente dai senatori FERRARA (PdL) e PETERLINI (UDC-SVP-Aut), il Senato approva quindi le mozioni nn. 36 (testo 2) e 90 (testo 2).