DE ANGELIS - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i rapporti con le Regioni - Premesso che:
la Regione Lazio ha dato parere favorevole alla realizzazione dei porti turistici di Fiumicino, Formia e Civitavecchia;
nella realizzazione di detti progetti sarebbero coinvolte società private;
i lavori per il porto turistico di Fiumicino dovrebbero durare 6 anni, dal 2009 al 2014, per un costo complessivo di 325 milioni di euro e dovrebbe creare fino a 2.000 posti di lavoro;
il progetto prevede di realizzare a Fiumicino il porto più grande previsto nella rete di portualità italiana;
il progetto per il porto turistico di Formia ha registrato il parere negativo della Provincia di Latina;
il progetto del porto turistico di Civitavecchia dovrebbe essere realizzato da una società mista in quote uguali tra i soci;
considerato che:
la Regione Lazio, per la realizzazione del porto turistico di Formia - il progetto del Gruppo Ranucci - avrebbe previsto la possibilità di modificare la destinazione dell'attuale piazzale a servizio della nuova banchina commerciale e direzionale del costruendo porto turistico; inoltre la Regione avrebbe autorizzato l'utilizzo di un'area demaniale per fini privati ovvero l'avrebbe concessa al nuovo gestore del porto per 50 anni;
la Regione Lazio, per la realizzazione del porto turistico di Civitavecchia da parte della società Porto del Tirreno, avrebbe dato parere favorevole all'utilizzo di aree riservate al porto commerciale da destinare ad edilizia residenziale e commerciale;
la Regione , per la realizzazione del porto turistico di Fiumicino, avrebbe approvato un aumento di volumetria commerciale residenziale assolutamente rilevante ma non compatibile con il piano paesistico regionale - in particolare il porto turistico di Fiumicino dovrebbe essere realizzato alla foce del Tevere che già ospita altri tre porti realizzati (Ostia, porto canale e porto canale Fiumicino) e due in corso di realizzazione (il porto turistico in parola e il nuovo porto commerciale di Fiumicino);
preso atto che:
la Conferenza dei servizi aveva dato parere favorevole alla realizzazione del porto turistico di Anzio;
la Regione Lazio, al contrario, ha rilevato la presenza di irregolarità nella procedura riguardante detto porto stante la prevista realizzazione di parti a destinazione commerciale da riconsegnare poi all'amministrazione pubblica, da realizzarsi anche con il concorso di capitali comunali;
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva invece ritenuto corretta tale procedura;
la Regione Lazio, pur in presenza di decreto interministeriale di compatibilità ambientale, ha richiesto un'ulteriore procedura di Via;
la Regione ha ritenuto inadeguato il progetto a causa dei mancati lavori di sistemazione e potenziamento della viabilità di collegamento con il porto;
infine, ha rilevato negativamente l'esistenza di alcuni capannoni che impedivano la vista del mare (contrariamente a quanto deliberato per il porto di Fiumicino) e la mancata approvazione del piano economico da parte dell'agenzia del demanio (è noto che il piano economico è esaminato in sede di Conferenza dei servizi),
l'interrogante chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di tutto quanto sopra riportato:
se intendano intervenire , ciascuno per quanto di competenza, al fine di verificare i criteri e le procedure in base ai quali si è proceduto all'approvazione e/o alla bocciatura di taluni progetti riguardanti la realizzazione dei porti
turistici indicati;
se siano a conoscenza dello stato attuale di avanzamento dei lavori relativi ai porti turistici medesimi;
se siano a conoscenza di eventuali iniziative finalizzate al controllo e alle necessarie verifiche di regolarità e, in caso negativo, se intendano attivarsi per promuovere le opportune attività di
vigilanza;
se ritengano doveroso procedere ad un'analisi complessiva delle opere e dei progetti già realizzati o da realizzare alla foce del Tevere in modo da salvaguardare l'intera area attraverso l'utilizzo
degli strumenti idonei a verificare l'impatto ambientale delle opere medesime.
(3-00563)
GERMONTANI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
lungo via del Benefizio, antica e prestigiosa strada di San Faustino Rubiera posto nel territorio comunale di Rubiera (Reggio Emilia), era presente un ponte sopraelevato alla carreggiata autostradale, il quale serviva numerosi poderi ed abitazioni poste nelle vicinanze;
l'importanza della suddetta strada è dimostrata dal mantenimento del passaggio della stessa sia durante la realizzazione dell'autostrada negli anni '50, che durante i lavori di ampliamento della terza corsia negli anni '70;
in virtù della creazione della nuova linea TAV è stato demolito il predetto ponte ed è iniziata la realizzazione di un sottopassaggio;
per le opere da realizzarsi nel comune di Rubiera la TAV ha stanziato 4.500.000 euro di cui 900.000 sono stati impiegati per la realizzazione del predetto sottopassaggio;
nel 2001 e nel 2002 si è proceduto all'espropriazione ed all'occupazione d'urgenza di terreni e porzioni di aree al fine di predisporre e porre in essere i lavori per la realizzazione della linea TAV e per la creazione del sottopasso citato;
dopo aver completato quasi interamente l'opera, si è deciso di sospendere la costruzione del sottopassaggio, procedendo alla sua copertura; in particolare tutte le opere e le strutture realizzate non sono state rimosse né demolite, ma semplicemente coperte da terra al solo fine di nascondere il misfatto, con ulteriori ingenti costi;
ad oggi gli agricoltori della zona per raggiungere i fondi allungano il percorso di circa 3-4 chilometri, dovendosi immettere anche sulla strada provinciale, con i disagi che questo comporta alla normale circolazione che viene rallentata a causa del transito di mezzi agricoli;
tutti i cittadini che hanno poderi in quella zona hanno interesse legittimo alla realizzazione del sottopassaggio lungo via del Benefizio, poiché tale via di comunicazione è pubblica ed utilizzata da un elevato numero di persone,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per portare a termine i lavori per il sottopassaggio lungo via del Benefizio, anche in considerazione degli ingenti denari pubblici già spesi;
se non si intenda effettuare un'indagine approfondita volta ad acquisire le motivazioni che hanno portato alla sospensione dei lavori.
(3-00564)
MONGIELLO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il 20 ottobre 2004, la signora Tartaglia coniugata con Pasquale Tonti, ex coadiutore amministrativo contabile dell'Ufficio territoriale del Governo di Foggia e deceduto in data 24 gennaio 2004, presentava istanza al Ministero dell'interno per il riconoscimento di interdipendenza tra l'infermità sofferta dal proprio coniuge "profondo stato ansioso depressivo" (ascritta alla quinta categoria Tab. A con verbale Commissione medica ospedaliera di Bari n. 439 del 10 settembre 2004) e quella che ne provoca il decesso "embolia bilaterale massiva polmonare da trombosi del plesso periprostatico", in quanto da ritenersi in rapporto di casualità con il servizio prestato come ampiamente documentato nella competente relazione medica;
nella medesima data la signora Tartaglia presentava ulteriore istanza nella quale richiede l'equo indennizzo e la pensione di privilegio spettante;
in data 28 giugno 2006 la Commissione medica dell'ospedale militare di Bari esaminava le richieste e la relativa documentazione medica ed emetteva giudizio riassunto nella formula "la causa di morte è sì conseguente all'infermità oggetto dell'istanza e si identifica con essa";
successivamente la signora Tartaglia inviava il verbale del parere emesso dalla Commissione, n. prot. 902, al Ministero dell'interno - Area V Direzione centrale R.U. di Roma- per le conseguenti determinazioni amministrative;
secondo quanto risulta all'interrogante, il Comitato di verifica per le cause di servizio (verbale n. 572 del 28 dicembre 2007) non ha riconosciuto l'interdipendenza fra le citate patologie, e conseguentemente rigettato l'istanza della signora Anna Maria Tartaglia, ma alla data di oggi nessuna comunicazione al riguardo è stata notificata alla stessa,
si chiede di sapere quali misure e provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di dare piena attuazione al regolare procedimento di notificazione delle determinazioni assunte, consentendo così alla signora Tartaglia di poter presentare eventuale ricorso avverso tali determinazioni e con ciò corrispondendo alle legittime aspettative della stessa che vive insieme a sua figlia, studentessa universitaria, con una pensione di solo 450 euro al mese.
(3-00565)
DI GIROLAMO Leopoldo - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
domenica 22 febbraio 2009 su diversi organi di stampa nazionale è apparsa la notizia secondo la quale, mercoledì 25 febbraio sarebbe stata stilata la lista definitiva dei nuovi Centri di identificazione ed espulsione (CIE) che il Governo vorrebbe aprire in alcune regioni italiane, notizia poi rilanciata dalla stampa locale;
tra le città candidate ad ospitare i nuovi Centri vi sarebbe anche Terni, nella quale verrebbe attrezzato un CIE destinato ad ospitare almeno 200 immigrati;
in città, da parte delle istituzioni e della comunità stessa, è emersa una forte contrarietà alla realizzazione del Centro, sia perché non si condivide la scelta politica dei CIE, sia perché non c'è stata alcuna concertazione con gli enti locali. Il Consiglio comunale di Terni ha votato un ordine del giorno che esprime profondo dissenso verso questa scelta;
considerato che:
in una telefonata al Sindaco della città di Terni, il Ministro dell'interno ha affermato che la città non rientra nella lista dei siti prescelti,
si chiede di sapere se corrisponda al vero la notizia che la città di Terni è fra quelle indicate nella proposta selezionata dal Prefetto Morcone, capo del Dipartimento delle libertà civili ed immigrazione, e quali decisioni intenda adottare nel merito il Ministro in indirizzo.
(3-00567)
FISTAROL - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
il 12 dicembre 2008 è stato raggiunto in seno al Consiglio europeo l'accordo sul pacchetto clima ed energia 20-20-20. L'accordo prevede, da parte dei Paesi membri dell'Unione europea, entro il 2020, la riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas serra, l'aumento dell'efficienza energetica del 20 per cento e il raggiungimento della quota del 20 per cento di fonti di energia alternative;
l'Italia non riuscirà a raggiungere gli obiettivi posti dal "pacchetto 20-20-20", come sottolinea lo studio McKinsey-Enel sulle misure più efficaci per la lotta al cambiamento climatico, presentato in un recente convegno di Confindustria a Roma;
anche immaginando tutti gli interventi possibili, perfino ipotizzando che in un decennio si riesca ad avviare un primo reattore nucleare, nel 2020 l'Italia continuerà ad immettere nell'aria circa 45 milioni di tonnellate di anidride carbonica di troppo. In cifre: 524 milioni di tonnellate emesse contro i 480 milioni massimi chiesti dall'Europa;
il Presidente americano ha stanziato 15 miliardi di dollari annui per lo sviluppo delle energie rinnovabili, ha deciso la creazione di un fondo privato per la ricerca con una dotazione di almeno 10 miliardi di dollari e ha pensato a misure di politica industriale molto concrete per l'utilizzo di questi investimenti, fissando, infine, un limite temporale compatibile con la realizzazione di tali misure, ossia il 2030;
l'Italia, almeno per il settore fotovoltaico, ha enormi potenzialità, ma le autorità regionali sono sommerse di richieste per 20 gigawatt, di cui una gran parte si ritiene non verrà mai approvata per motivi tecnico-procedurali burocratici;
in Italia i tempi e le procedure burocratiche necessarie ad avere le autorizzazioni a costruire sono le più lunghe d'Europa, minimo un anno, con punte anche di tre o quattro anni, senza contare le richieste di allacciamento alla rete;
oggi in Italia la tassazione sulle società di energia solare grava per il 33 per cento, contro il 25 per cento della Germania e il 19 per cento della Spagna;
da qualche mese il Governo ha, inoltre, introdotto l'imposta comunale sugli immobili sugli impianti fotovoltaici, che grava per una quota compresa tra lo 0,4 per cento e lo 0,6 per cento del valore corrispondente a 20-30 euro per K/MW l'anno,
si chiede di sapere come i Ministri in indirizzo intendano procedere per introdurre alcune misure, come una riduzione fiscale in linea con le tariffe degli altri Paesi europei, come l'eliminazione dell'ICI e l'armonizzazione dei processi autorizzativi per l'ottenimento delle autorizzazioni a costruire, per fare in modo che la rincorsa alle energie fotovoltaiche, che ben si adatta all'ottimo irraggiamento solare dell'Italia, possa essere il volano per lo sviluppo economico e aiutare a raggiungere gli obiettivi del pacchetto clima ed energia sottoscritti in sede europea, cercando nel contempo di ridurre al massimo le sanzioni previste.
(3-00568)