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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 155 del 19/02/2009


D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signora Presidente, concordo pienamente con quanto il presidente Follini ha detto ora e non ho molto da aggiungere al problema che è stato posto. Indipendentemente dell'opinione che ciascuno di noi può avere sul rapporto tra istituzioni, tra poteri dello Stato, è chiaro che ciò che viene evidenziato è, da un lato, una questione di credibilità della funzione di giurisdizione interna del Senato e, dall'altro, una questione di utilità anche per il collega parlamentare delle decisioni assunte in quest'Aula.

Il punto di fondo è che vi è una giurisprudenza della Corte costituzionale, ormai costante dal 2000, che in tema di interpretazione dell'articolo 68 della Costituzione sull'insindacabilità lega le condotte che i parlamentari tengono al di fuori dell'Aula parlamentare alla loro attività interna al Senato o alla Camera. In altri termini, se un senatore, in un comizio, in una trasmissione televisiva o in qualsiasi occasione pubblica, formula un'opinione che possa essere oggetto di sindacato giurisdizionale, di per sé la qualifica di parlamentare non fa scattare automaticamente l'insindacabilità; vi è la necessità che la dichiarazione o il comportamento siano collegati in maniera specifica ad un'attività parlamentare: un atto ispettivo, un'iniziativa legislativa o quant'altro.

Poiché è così da nove anni a questa parte, per nove anni la Corte costituzionale ha dato torto al Parlamento ogni qualvolta questo abbia dichiarato l'insindacabilità di un parlamentare al di fuori dalle ipotesi espressamente previste dalla Corte, il che ha comportato oneri aggiuntivi a carico del Parlamento e ovviamente un calo del livello della credibilità delle decisioni che noi assumiamo. Ciò anche con riguardo - soprattutto con riguardo - a tutte quelle ipotesi nelle quali invece la dichiarazione di insindacabilità, che legittimamente il Parlamento esprime nell'esercizio delle proprie prerogative costituzionali, è fondata a tutela della libertà di esercizio della funzione parlamentare.

Il tema che il presidente Follini ha sollevato, quindi, non può essere oggetto di un conflitto tra diverse opinioni politiche e parlamentari. Il tema è molto più concreto e pragmatico, se così vogliamo dire, di quanto non appaia: benché ognuno di noi possa avere la propria opinione sulla Corte o su una determinata decisione, vogliamo continuare a farci condannare per quei casi che costantemente la Corte costituzionale censura?

Abbiamo due strade, possiamo cambiare rotta. Questo è il senso della mia proposta di questione sospensiva QS1. La illustro sulla prima deliberazione, ma il discorso vale per tutte le altre, signora Presidente: quindi, se tardo un minuto è proprio per evitare di perderne di più dopo. Abbiamo, dicevo, due strade: o modifichiamo l'articolo 68 e precisiamo che l'insindacabilità riguarda anche, in maniera generale, l'attività parlamentare extra moenia; oppure, fin quando questo non avviene, dobbiamo attenerci alle sentenze della Corte costituzionale.

Per questa ragione mi sono permesso, prendendo spunto dal presidente Follini, che ringrazio, di avanzare la proposta di questione sospensiva. Altrimenti anche il lavoro che svolgiamo in Giunta rischia di non avere alcun valore o significato, perché rischiamo di non mettere l'Aula nelle condizioni di deliberare nel modo più corretto possibile sotto il profilo istituzionale. La richiesta che avanzo con la questione sospensiva di alcune delle relazioni iscritte all'ordine del giorno punta sostanzialmente a non esaminare tutti quei casi rispetto ai quali è certo, per le sentenze costanti della Corte costituzionale, che la stessa ci darà torto, limitando la nostra attività solo ed esclusivamente a quei casi in cui è invece giusto che i colleghi abbiano la copertura della insindacabilità perché rientrano nell'ambito delle previsioni costituzionali, così come interpretate dalla Corte.

Questo è il senso della mia proposta e mi auguro che i colleghi ne possano far tesoro. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut e del senatore Oliva).