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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 155 del 19/02/2009


Seguito della discussione del disegno di legge:

(1341) Conversione in legge del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento nell'anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie (Relazione orale) (ore 10,39)

 

Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento nell'anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1341.

Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Ricordo che nella seduta pomeridiana di ieri sono stati illustrati gli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge e sono stati accantonati gli emendamenti riferiti agli articoli 1 e 2.

Comunico che il relatore ha presentato l'emendamento 1.0.300, in sostituzione dell'emendamento 1.300 (testo corretto), del quale si sta procedendo alla distribuzione.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.

MALAN, relatore. Signora Presidente, vorrei illustrare molto rapidamente anche il contenuto dell'emendamento 1.0.300. (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a prendere posto per consentire a tutti di ascoltare il relatore.

 

MALAN, relatore. L'emendamento 1.300 (testo corretto) che era stato presentato ieri e al quale questo emendamento fa seguito, conteneva una norma transitoria che si riferiva soltanto alle consultazioni che si devono tenere nel corso di quest'anno. Con l'emendamento 1.0.300, invece, si interviene modificando le norme che si riferiscono, appunto, alle dimensioni del simbolo che compare sulle schede elettorali, che passa in tutti i quattro casi presi in esame da 20 a 30 millimetri di diametro allo scopo di favorire una maggiore chiarezza.

I commi 1 e 2 dell'emendamento si riferiscono alle elezioni europee e alla Tabella B allegata alla legge 24 gennaio 1979, n. 18. I successivi tre commi si riferiscono, rispettivamente, alle norme sulle elezioni nei Comuni sotto i 15.000 abitanti, sulle elezioni nei Comuni sopra i 15.000 abitanti e sulle elezioni provinciali. Su questo emendamento esprimo naturalmente parere favorevole.

Sull'emendamento 1.0.5, a firma del senatore Gasbarri, esprimo parere contrario, mentre sull'emendamento 1.0.100, a firma dei senatori Vita e Nerozzi, esprimo parere favorevole. In caso di approvazione del succitato emendamento, risulterebbero preclusi gli emendamenti 1.0.101 e 1.0.102, sui quali esprimo parere contrario.

DAVICO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PISTORIO (Misto-MPA). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 1.0.101 e 1.0.102.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Metto ai voti l'emendamento 1.0.300, presentato dal relatore.

È approvato.

Gli emendamenti 1.0.1 e 1.0.2 sono improponibili.

Metto ai voti l'emendamento 1.0.5, presentato dal senatore Gasbarri.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 1.0.100, presentato dal senatore Vita e da altri senatori.

È approvato.

 

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge.

MALAN, relatore. Per quanto riguarda gli emendamenti all'articolo 2, mi pare che siano tutti inammissibili o rechino il parere contrario della 5ª Commissione.

 

PRESIDENTE. È rimasto solo l'emendamento 2.300.

 

MALAN, relatore. Sull'emendamento 2.300, a mia firma, naturalmente esprimo parere favorevole. Ricordo che si tratta delle sezioni che si istituiscono all'estero per i cittadini italiani, per le sole elezioni del Parlamento europeo, per coloro che non optano per votare per i rappresentanti del Paese presso il quale risiedono.

DAVICO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 2.300.

PRESIDENTE. L'emendamento 2.100 è improponibile.

Metto ai voti l'emendamento 2.300, presentato dal relatore.

È approvato.

 

Gli emendamenti 2.0.103 e 2.0.104 sono improponibili.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge.

MALAN, relatore. Credo di non sbagliare dicendo che gli emendamenti riferiti all'articolo 3 sono tutti improponibili o con il parere contrario della 5ª Commissione. Su tutti, comunque, il mio parere è contrario.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 3.100 è improcedibile.

Gli emendamenti 3.0.3, 3.0.100, 3.0.101 e 3.0.102 sono improponibili.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge.

MALAN, relatore. Sull'emendamento 4.0.101, vorrei fare una precisazione. Mentre il riferimento all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa è corretto, per l'acronimo corrispondente (OSCE) nello stampato vi è un errore tipografico. Con questa precisazione, il parere è favorevole.

Ugualmente esprimo parere favorevole sull'emendamento 4.300, da me presentato, che prevede una clausola per la copertura finanziaria.

DAVICO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.300, presentato dal relatore.

È approvato.

 

Gli emendamenti 4.0.1, 4.0.2 e 4.0.100 sono improponibili.

Metto ai voti l'emendamento 4.0.101 (testo corretto), presentato dalla senatrice Boldi e da altri senatori.

È approvato.

Passiamo alla votazione finale.

CECCANTI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CECCANTI (PD). Signora Presidente, come avevamo già detto ieri nel corso della votazione sul disegno di legge n. 1360, ci eravamo assunti tutti un impegno in merito alle schede elettorali, proprio per consentire che le eventuali aggregazioni di liste avessero simboli visibili. Inoltre, ci eravamo impegnati a ragionare affinché la soglia del finanziamento fosse più ragionevole e diversificata rispetto a quella dei seggi. Pertanto, risulta confermato che l'impressione di blindatura tra le grandi forze politiche, che alcuni avevano erroneamente avuto, non aveva ragion d'essere perché abbiamo tenuto presenti anche le altre istanze.

Vorrei però aggiungere che il Governo si è impegnato in varie sedi su alcune questioni, ma restiamo in attesa degli atti concreti. Mi riferisco, innanzitutto, al problema della pubblicizzazione. È già stato realizzato uno spot sul diritto di voto dei cittadini comunitari residenti in Italia, i quali entro il 9 marzo devono far pervenire al comune di residenza la richiesta per esercitare tale diritto. Lo spot è stato realizzato nella lingua italiana ed in quella inglese. Molte di queste persone, però, non parlano né l'una né l'altra. Pertanto, invito il Governo a dare migliore diffusione a questa opportunità.

Si pone poi anche il problema dell'esercizio del diritto di voto da parte dei malati gravi non trasportabili. Siamo tutti interessati a che l'Italia abbia un tasso elevato di partecipazione alle elezioni europee; invitiamo quindi il Governo a provvedere in tal senso. (Applausi del senatore Malan).

BATTAGLIA (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BATTAGLIA (PdL). Signora Presidente, rinuncio al mio intervento ma intendo consegnare alla Presidenza il testo scritto della dichiarazione di voto favorevole del Gruppo PdL, affinché sia allegato al resoconto della seduta odierna.

 

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

 

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

 

PERDUCA (PD). Signora Presidente, solo la dichiarazione di voto del senatore Ceccanti ha trasformato il mio voto contrario in una astensione.

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento nell'anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie», con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).