Passiamo alla votazione finale.
PEDICA (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEDICA (IdV). Signora Presidente, signori colleghi, la criminalità organizzata rappresenta senz'altro una delle piaghe più pericolose e difficili da estirpare per la società attuale. Nella forma internazionale, la criminalità organizzata si avvale dei canali di scambio dell'economia illegale e delle difformità tra i vari sistemi nazionali di lotta all'eversione per sfuggire ai controlli. Pertanto, è davvero benvenuto il tentativo da parte italiana di coordinare il proprio sforzo con quello degli altri Stati nella repressione dei fenomeni criminali.
L'Italia dei Valori ritiene che tale sforzo si sarebbe dovuto compiere attraverso l'armonizzazione dei sistemi penali giudiziari e la formulazione di accordi multilaterali. Questi princìpi sono infatti alla base delle modalità di cooperazione nella lotta alla criminalità che sono state istituite in ambito europeo.
A livello comunitario, gli strumenti approntati sono molti. Fra i più importanti si potrebbero citare l'EUROPOL, l'ufficio europeo di polizia; l'EUROJUST, che si interessa alla cooperazione giudiziaria contro le forme gravi di criminalità; l'RGE, la rete giudiziaria europea in materia penale. Si pensi poi nel complesso alla strategia antiterrorismo attuata tramite il controllo delle frontiere con FRONTEX, con il mandato di arresto europeo e con le squadre investigative comuni. In questo senso l'attività di prevenzione è fondamentale ed i sistemi di comunicazione e lo scambio di informazioni possono giocare un ruolo importante nell'estirpare i fenomeni criminali.
Tuttavia, proprio perché si tratta di tessere una rete volta allo scambio di informazioni sensibili in quanto potenzialmente utilizzabili al fine di punire i responsabili dei reati eventualmente commessi, tale cooperazione, multilaterale o bilaterale che sia, non può avvenire a discapito delle tutele giuridiche che lo Stato italiano deve garantire a ciascun cittadino e a ciascun individuo e nel caso dell'accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa queste tutele giuridiche difettano sensibilmente.
Ho sottolineato, in discussione generale, come l'Accordo risulti vago nella determinazione dei meccanismi volti allo scambio di informazioni e alla politica investigativa. Il Gruppo Italia dei Valori ha evidenziato - lo abbiamo fatto anche in Commissione - come manchi una clausola che condizioni la cooperazione del nostro Governo con quello russo al rispetto dei diritti umani. Di qui la nostra sollecitazione al Governo: una sollecitazione - lo abbiamo detto anche ieri - di una opposizione responsabile, di una opposizione costruttiva. Noi diamo un'indicazione di merito: vogliamo parlare di questa mancanza di indicazione sul rispetto dei diritti umani, che il nostro partito vuole invece sollecitare.
Ho sottolineato anche come tutta l'implementazione spetti al solo Ministero dell'interno, con il rischio di una personalizzazione delle relazioni con l'estero, di un sovraccarico delle funzioni del Ministero. A tale riguardo noi avevamo offerto uno spunto di riflessione: sappiamo che in sede di ratifica l'Accordo è immodificabile, ma volevamo sottolineare questi concetti.
Abbiamo infine mostrato come sia pericolosa la possibilità offerta che, per casi che la Federazione russa discrezionalmente ritenga urgenti, le richieste di cooperazione possano avvenire anche solo per via orale e informale.
Per tutti questi motivi, cari colleghi, gestire la materia giudiziaria e di polizia in un modo che è essenzialmente diplomatico, senza alcuna forma di responsabilità verso i cittadini e senza alcun rispetto per le garanzie giurisdizionali poste dal nostro ordinamento, risulta problematico per il partito dell'Italia dei Valori, che fa del rispetto della legge il suo a priori.
Mi sembra inoltre il caso di sottolineare il fatto che ancora una volta, dopo la conclusione del Trattato con la Libia, il Governo firma trattati con Paesi poco democratici, senza sfruttare l'occasione per imporre loro il rispetto di determinati standard democratici, soprattutto per quanto attiene - lo ribadisco - i diritti umani. Negli ultimi quindici anni la prassi degli Stati e delle organizzazioni internazionali e sovranazionali di condizionare al rispetto dei diritti umani e della democrazia gli accordi, commerciali e non, con Paesi terzi ha conosciuto una grande espansione.
Questo principio è denominato, in termini europeistici, clausola di condizionalità. Ma l'Italia con questo accordo del 2003 e con quello libico del 2008 si è sottratta a questa prassi perché, nel firmare gli accordi internazionali, ha preferito perseguire altri interessi, economici o politici, ma sicuramente estranei al bene pubblico: nel caso libico, il guadagno di determinate imprese; nel caso russo, oggi in discussione, i rapporti personali ed intimi tra il nostro Premier ed il presidente Putin.
Eppure la politica estera dovrebbe essere condotta dagli Stati, cari colleghi, non dai premier; dovrebbe avvenire tramite canali diplomatici ufficiali, non con telefonate dalla costa Smeralda. Lo ha sottolineato anche il presidente Napolitano nei suoi frequenti moniti in tal senso.
Colleghi, che altro dire? Analizziamo e riflettiamo. Le ratifiche vanno sempre votate con senso di responsabilità e noi voteremo favorevolmente alla ratifica. Tuttavia, con questo senso di responsabilità vogliamo anche sollecitare il Parlamento ad agire in modo responsabile nelle prossime ratifiche, coinvolgendo il Parlamento, creando una discussione all'interno delle Commissioni, non favorendo un accordo che abbiamo definito unilaterale, amichevole, fatto da due persone che, perché si riconoscono amici, possono risolvere un problema esulando dal dibattito parlamentare e in Commissione. Chiediamo dunque di riflettere per una politica migliore, per non mettere un bavaglio alle Commissioni e, più in generale, al Parlamento.
Con questo senso di responsabilità, con l'opposizione critica ma costruttiva - lo ripetiamo anche oggi - che vogliamo fare, diamo il nostro voto favorevole a questa ratifica. (Applausi dal Gruppo IdV).
FILIPPI Alberto (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FILIPPI Alberto (LNP). Signora Presidente, il nostro giudizio su questo Accordo è sicuramente positivo e quindi annuncio il voto favorevole da parte del Gruppo della Lega Nord. Anche il mio collega Divina ha ricordato precedentemente quanto lavoro e quali importanti risultati rispetto al passato si stanno raggiungendo e sono stati raggiunti in materia di politica estera da parte di questo Governo. Ribadisco pertanto il voto sicuramente positivo.
Vorrei evidenziare, tra l'altro, che in questo Accordo, così come negli altri simili già ratificati con gli altri partner internazionali, vi è l'affermazione e la presa di coscienza che molte forme di criminalità, che minacciano la popolazione e le istituzioni, sono fenomeni sovranazionali, gestiti e organizzati da organizzazioni ramificate in più Paesi e che non possono essere affrontati efficacemente senza un approccio sovranazionale. Questo, colleghi, è dimostrato anche dai pessimi esempi, purtroppo delittuosi, dei recentissimi arresti dei responsabili di alcune violenze ai danni di donne avvenute a Roma, i cui responsabili sono stati in poco tempo individuati ed arrestati, sicuramente grazie alla competenza delle nostre forze dell'ordine, ma anche alla collaborazione della polizia romena, che ha trasmesso i dati da loro già acquisiti e relativi ai due ricercati.
Gli accordi bilaterali e multilaterali contro la criminalità devono costituire principalmente un'assunzione di responsabilità, posto che è innegabile che molti atti criminosi vengono compiuti nel nostro Paese da cittadini non italiani, spesso pregiudicati, che sono già stati incarcerati o ricercati nel loro Paese di origine, o che hanno trovato rifiuto all'Est. Tali accordi devono servire per ottenere quella sinergia di forze, di risorse, di strumenti e di conoscenze atti a massimizzare il contrasto ad azioni criminose, nonché l'opera non meno importante di prevenzione e di pronto arresto dei responsabili e di interruzione delle azioni criminali. Anche questo, Presidente, è quindi un modo per mandare un segnale chiaro ai cittadini, cioè che ogni cosa sarà fatta per consegnare i responsabili dei crimini alla giustizia, per migliorare il benessere e garantire l'integrità fisica dei cittadini. Lo abbiamo promesso in campagna elettorale ed ogni promessa devo essere da noi mantenuta, e lo stiamo facendo.
In particolare, l'Accordo che stiamo esaminando è volto al contrasto delle tipologie di criminalità che sono svolte in forma organizzata e che investono i settori del terrorismo, del traffico di stupefacenti e di armi, del contrabbando, del riciclaggio, della falsificazione, dell'immigrazione clandestina e della tratta degli essere umani.
Inutile dire con quanta attenzione la Lega Nord intenda vigilare in particolare su queste ultime fattispecie, che rappresentano ormai una piaga internazionale, posto che la tratta di persone è divenuta un'attività di impresa e non possiamo certo continuare a pensare che ogni singolo immigrato decida in solitudine di partire e di venire nel nostro Paese. Al contrario, alle sue spalle ci sono organizzazioni solide e articolate che fanno dell'immigrazione clandestina un vero e proprio business.
Con questo Accordo, quindi, Italia e Russia si impegnano ad attuare uno scambio di informazioni, la ricerca dei sospettati e la reciproca assistenza investigativa. Ulteriori attività di concerto potranno essere inoltre stabilite di comune accordo, anche con riferimento allo scambio di rappresentanti di collegamento e della determinazione di punti di contatto. In questo Accordo è prevista poi l'adozione della tecnica delle consegne controllate per l'identificazione dei colpevoli.
Il Gruppo della Lega Nord voterà quindi decisamente a favore di questo Accordo, auspicando in futuro un più veloce iter di ratifica di questo genere di accordi, posto che quello in esame è stato siglato nel 2003, come ha giustamente ricordato poco fa anche il presidente Dini. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, prendo la parola in dissenso dal mio Gruppo, dopo aver espresso nel dibattito generale il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico, che confermo anche in questo intervento.
Come già affrontato nel corso del dibattito in sede di Commissione, noi riteniamo che il testo di collaborazione con la Federazione russa, purtroppo, ancora una volta (come l'ultimo Trattato firmato con la Libia), faccia economia dell'affermazione del rispetto dei diritti umani, che, in materie come quella della lotta alla criminalità organizzata, credo debba essere ulteriormente affermato. Occorre infatti considerare, per esempio, che un conflitto armato interno alla Federazione russa - mi riferisco in particolare a quello in Cecenia, ma ve ne potrebbero essere altri da citare, come quelli in Daghestan e Inguscezia - viene portato avanti come lotta al terrorismo, senza prendere in considerazione alcune delle regole del diritto umanitario internazionale. Il 21 febbraio ricorre, tra l'altro, il 65º anniversario delle deportazioni staliniane del popolo ceceno verso le Repubbliche dell'Asia centrale.
Nell'annunciare quindi il voto di astensione della delegazione radicale, comunico che a Milano, dalle ore 14 alle ore 18, si terrà una manifestazione, organizzata dal Partito radicale e dall'associazione Annaviva, per ricordare, non soltanto le vittime delle deportazioni cecene ai tempi di Stalin, ma anche tutto ciò che è riportato dal presidente Marcenaro all'interno dell'ordine del giorno accolto dal Governo e per il quale lo ringrazio.
PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.
È approvato.