Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:
(1302) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa sulla cooperazione nella lotta alla criminalità, fatto a Roma il 5 novembre 2003
DINI, relatore. L'Accordo tra l'Italia e la Federazione russa sottoposto alla ratifica del Senato si propone di avviare forme di cooperazione di polizia tra i due Paesi per contrastare e combattere la criminalità in tutte le sue manifestazioni. Esso non prevede nuovi oneri a carico del bilancio: i modesti oneri derivanti dal trattamento di missione del personale di polizia saranno a carico degli ordinari stanziamenti di bilancio del Ministero dell'interno.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
PEDICA (IdV). Si rammarica della disattenzione con cui il Senato si appresta a ratificare un accordo che sancisce la collaborazione in materia penale con uno Stato che non offre adeguate garanzie di democraticità e di rispetto dei diritti umani. È dunque grave non aver previsto una clausola che imponga il rispetto dei diritti fondamentali sanciti nei trattati internazionali: occorre considerare, ad esempio, che l'accordo riguarda anche la repressione dei reati informatici, investendo pertanto delicati profili attinenti alla libertà di espressione. Sarebbe stato dunque opportuno vietare la cooperazione nel caso in cui la configurazione e la punizione di un reato nella Federazione russa si discosti dal trattamento penale riservato in Italia per la stessa tipologia di crimine. Va inoltre sottolineata con grande preoccupazione la possibilità che le richieste di informazione o di assistenza vengano formulate, in caso di urgenza, anche solo verbalmente, senza bisogno di alcuna documentazione scritta. È poco condivisibile, infine, il fatto che si occuperà dell'applicazione dell'accordo il solo Ministero dell'interno, rischiando così una gestione poco efficiente e troppo discrezionale dello stesso e l'assenza degli opportuni controlli. (Applausi dal Gruppo IdV).
DIVINA (LNP). La ratifica dell'accordo con la Federazione russa, insieme alla ratifica del trattato di cooperazione con la Libia e del Trattato europeo di Prum, si inquadra nel dinamismo impresso alle relazioni internazionali dal Ministro degli affari esteri del Governo in carica. L'accordo con la Federazione russa, che non comporta maggiori oneri finanziari, persegue obiettivi di sicurezza e contribuisce a migliorare i rapporti tra l'Europa e la Russia, dopo le tensioni suscitate da iniziative della NATO nei Paesi limitrofi alla Federazione e dal conflitto con la Georgia. L'intesa, infatti, ha per oggetto la cooperazione nella prevenzione e nella repressione della criminalità organizzata, del terrorismo, del traffico illecito di sostanze stupefacenti e di materiale radioattivo, dell'immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani. In un'ottica di pace e di stabilità, la Russia non deve essere isolata, ma va incoraggiata ad aprirsi a rapporti economici e cooperativi con l'Unione europea. (Applausi dal Gruppo LNP).
PERDUCA (PD). Interviene per conto del senatore Marcenaro che, tenendo conto di aspetti problematici emersi nel dibattito in Commissione, ha presentato l'ordine del giorno G100 il cui accoglimento è fondamentale per il voto favorevole del Gruppo al provvedimento. L'atto di indirizzo, con riferimento ai ripetuti delitti che hanno colpito giornalisti e difensori dei diritti umani in Russia, impegna il Governo, nel contesto delle relazioni fra Unione europea e Federazione, a manifestare l'auspicio che le autorità russe concludano rapidamente le indagini sui più recenti crimini e rafforzino le misure di protezione a favore delle persone che corrono analoghi rischi. (Applausi della senatrice Marinaro).
SALTAMARTINI (PdL). L'accordo con la Federazione russa si inquadra in una più ampia cornice normativa, definita dalle convenzioni delle Nazioni Unite per la repressione dei crimini. L'Italia, che ha rapporti di amicizia e di intenso scambio commerciale con la Russia, caldeggia il progressivo avvicinamento della Federazione all'Europa. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
DINI, relatore. Replicando alle critiche del senatore Pedica, ricorda che il trattato in esame verte sulla repressione dei reati e non sui diritti umani. Esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G100.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Accoglie l'ordine del giorno G100.
Il Senato approva gli articoli 1, 2, 3 e 4.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
PEDICA (IdV). L'Italia dei Valori mantiene riserve su un'intesa che è piuttosto vaga sulle modalità dello scambio di informazioni investigative e non prevede sufficienti tutele giurisdizionali. Il Gruppo ritiene, infatti, che gli accordi internazionali debbano essere condizionati al rispetto dei diritti umani e che la politica estera italiana debba transitare maggiormente per i canali diplomatici ufficiali. Infatti, gli strumenti più efficaci per contrastare il crimine organizzato a livello internazionale non sono intese bilaterali, frutto di rapporti personali tra premier, bensì accordi multilaterali e interventi per armonizzare i sistemi giudiziari. Ciò nonostante, interpretando in modo responsabile e costruttivo il proprio ruolo di opposizione, annuncia voto favorevole al disegno di legge. (Applausi dal Gruppo IdV).
FILIPPI Alberto (LNP). Il contrasto di organizzazioni criminali che hanno ramificazioni in diversi Stati richiede un approccio sovranazionale, che può concretizzarsi in accordi bilaterali o multilaterali. Preannuncia il voto favorevole del Gruppo alla ratifica di un accordo che può dare un contributo importante alla repressione di reati, commessi soprattutto da stranieri, e risponde al bisogno di sicurezza di cui la Lega Nord si fa interprete. E' auspicabile, infine, accelerare l'iter dei disegni di legge di ratifica degli accordi internazionali. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
PERDUCA (PD). A titolo personale annuncia l'astensione su un accordo che, analogamente al Trattato di amicizia con la Libia, non garantisce il rispetto dei diritti umani e non tiene conto del fatto che la Federazione russa riconduce alla lotta al terrorismo anche il conflitto interno con i ceceni.
Il Senato approva il disegno di legge n. 1302.