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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 155 del 19/02/2009


Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

LUSI, LEGNINI, MARINI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

la grave crisi economica mondiale coinvolge profondamente l'Abruzzo, in particolare la provincia dell'Aquila, determinando una situazione che può rivelarsi devastante dal punto di vista sociale;

ad Avezzano (L'Aquila) ha, infatti, sede lo stabilimento della Micron Technology Italia, prima grande impresa della provincia, azienda cardine del sistema economico abruzzese con 2.000 dipendenti diretti e 500 addetti appartenenti alle aziende di supporto. Gli impiegati della Micron rappresentano oltre il 35 per cento del totale degli occupati dell'industria di Avezzano con circa 95 milioni di compensi su base annua;

la Micron ha investito nel sito di Avezzano, dal 1998 ad oggi, oltre 1.100 milioni di euro: il 5 per cento del totale degli investimenti diretti esteri in Italia;

la Micron, che produce dispositivi a semiconduttore e rappresenta un polo tecnologico di eccellenza mondiale per la produzione di wafer (dischi di silicio) con tecnologia d'avanguardia, a causa della forte flessione sulle commesse dei semiconduttori, dal 5 gennaio 2009, e per 13 settimane, è stata costretta a ricorrere alla cassa integrazione;

attualmente sono circa 1.700 su 2.000 i dipendenti in cassa integrazione ai quali vanno ad aggiungersi altri 500 lavoratori di società esterne alla Micron che rischiano di rimanere senza alcun ammortizzatore sociale;

le rappresentanze sindacali unitarie e le organizzazioni sindacali hanno chiesto, fin dal gennaio 2009, un incontro con il Ministero cui porre le questioni riguardanti la crisi aziendale;

la salvezza dell'impresa e dei suoi dipendenti dipende da diversi fattori, tra i quali è decisivo che si rimetta in moto il "contratto di programma": strumento di programmazione negoziata che prevede investimenti pubblici importanti nel settore industriale produttivo, soprattutto nel comparto della ricerca e dello sviluppo;

le agevolazioni previste "dal contratto di programma" potrebbero permettere alla Micron di godere dei capitali utili a superare la crisi e di ravviare la produzione nello stabilimento di Avezzano,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e quale tipo di iniziative ritenga opportuno assumere per incentivare sul territorio abruzzese il mantenimento dello stabilimento della Micron e garantirne i livelli occupazionali;

essendo il nucleo industriale di Avezzano compreso tra le aree depresse indicate nel "contatto di programma", quali azioni intenda prendere il Ministro per accelerare il più possibile questo iter in considerazione della particolare urgenza e acutezza della crisi che si è determinata;

quali azioni intenda intraprendere a tutela delle centinaia di famiglie che si trovano improvvisamente senza lavoro;

se intenda ripristinare a pieno le agevolazioni fiscali per gli investimenti nella ricerca;

quali siano le misure che intende attuare al fine di superare la crisi attuale e porre famiglie e imprese in grado di competere nel dopo-crisi.

(3-00558)

GIAI, D'ALIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

il Presidente del Consiglio dei ministri lo scorso sabato 14 febbraio 2009, nel corso del comizio di chiusura della campagna elettorale per l'elezione del Presidente della Regione Sardegna, ha proferito a giudizio degli interroganti una frase non solo spiacevole ma di cattivissimo gusto per il popolo argentino;

in risposta agli attacchi che gli provenivano dall'opposizione, egli ha detto: «Fanno paragoni azzardati, dicono che sono l'orco di Arcore o Hitler, che assomiglio a quel dittatore argentino che metteva i suoi oppositori su un aereo, apriva gli sportelli e diceva loro: "è una bella giornata di sole andate fuori a giocare a pallone"»;

tali parole, pronunciate dal Presidente del Consiglio su uno dei capitoli più tragici della dittatura militare, che ha sconvolto l'Argentina negli anni '70 con i cosiddetti "voli di morte", risultano gravissime e riaprono ferite mai completamente rimarginate;

migliaia di persone vennero gettate vive nelle acque del Rio della Plata e i loro cadaveri vennero trascinati dalla corrente fino alle coste dell'Uruguay. Una storia vera, che ha colpito non solo l'Argentina ma anche l'Italia, poiché numerose persone scomparse erano di origine italiana,

si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri ritenga opportuno non solo rettificare davanti alla stampa le sue dichiarazioni, ma anche scusarsi ufficialmente ed immediatamente con il Governo argentino e con i familiari delle vittime.

(3-00560)