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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 155 del 19/02/2009


Dichiarazione di voto del senatore Pedica sul disegno di legge n. 1325

Onorevole Presidente, gentili colleghi, vorrei esprimere, anche a nome del Gruppo Italia dei Valori, il parere favorevole alla ratifica ed esecuzione della Convenzione con gli Usa per evitare le doppie imposizioni. Questo atto rappresenta non solo un fondamentale strumento economico, poiché semplificherà l'imposizione tributaria sulle società e sui soggetti fisici e giuridici residenti in Italia e negli Stati Uniti; questa Convenzione ha anche un ruolo più ampio: è un vero e proprio atto di politica internazionale.

Semplificare infatti le relazioni economiche fra l'Italia e gli Stati Uniti, sanando il sorgere di eventuali contenziosi economici, è il preludio a una relazione diplomatica e politica di sempre maggiore profondità e concordia con l'America. Questo atto appartiene, dunque, alla politica internazionale oltre che a quella semplicemente tributaria.

Abbiamo sottolineato, poi, in discussione generale, l'effetto positivo che lo stesso genererà nell'incentivare le attività economiche degli imprenditori e dei professionisti sia italiani che statunitensi sulle entrambe le sponde dell'Atlantico. Se anche le esportazioni non crescessero automaticamente con l'entrata in vigore della Convenzione, sicuramente verranno da questa incentivate, e sappiamo tutti bene quanto le nostre imprese hanno bisogno di crescere in questo momento di profonda crisi economica. Dalla relazione della Banca d'Italia, si osserva che nel 2007 c'è stata una flessione dello 0,6 per cento delle esportazioni e un aumento del 3,5 per cento delle importazioni. Del 2008 poi non parliamone! E anche il 2009 non si annuncia sotto i migliori auspici.

Formulare, allora, convenzioni che sanciscono una certezza tributaria e una equità impositiva potrebbe aiutare ad aumentare l'export italiano e a ridurre l'import, arrivando ad aumentare il saldo attivo della nostra bilancia commerciale.

La Convenzione poi è finalizzata ad evitare la creazione di sedi fittizie di imprese e la delocalizzazione delle società. Combatte, dunque, quelle distorsioni del sistema economico globale che hanno portato le imprese a spostare le proprie sedi in paesi in via di sviluppo con bassi regimi fiscali e a sfruttare la mano d'opera a buon mercato senza rispettarne i diritti. Questa tendenza è considerata proprio il lato oscuro della globalizzazione, e l'unico modo per combatterla è offrire un quadro normativo certo ed una serie di incentivi economici, come fa questa Convenzione, che permette di evitare una duplicazione di imposizione sugli stessi fenomeni economici e giuridici. Inoltre la Convenzione è pienamente rispettosa del diritto internazionale, poiché è stata redatta sulla base del modello OCSE.

Ora, ribadendo la posizione multilateralista dell'IdV, se l'Italia procederà a ratificare tutta una serie di Convenzioni contro le doppie imposizioni che si basano in modo uniforme sul modello OCSE, nella sostanza si passerà da vari regimi bilaterali ad un uniforme regime multilaterale. Anche per questo motivo, come per gli altri elencati in precedenza, concludo che l'Italia dei Valori è favorevole ad accordi di questo tenore, che manterrà la sua posizione anche su quelli attinenti alla stessa materia che parallelamente si sta discutendo in Commissione esteri relativi alla Croazia, alla Slovenia e alla Bielorussia. Annuncio, pertanto, il voto favorevole dell'IdV.