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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 154 del 18/02/2009


Interrogazioni

LATRONICO - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

il centro Enea della Trisaia di Rotondella (Matera) ha bandito la gara per l'affidamento del servizio di vigilanza;

il nuovo piano di protezione fisica del centro prevede una riduzione del servizio di 8.000 ore l'anno;

attualmente il servizio di vigilanza impegna quarantadue lavoratori;

gli addetti alla vigilanza del centro da quasi vent'anni lavorano in regime di riduzione di orario;

i lavoratori, a seguito della progressiva riduzione delle ore di servizio richieste dall'Enea e per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, firmano contratti di solidarietà che hanno permesso di evitare licenziamenti e che dispongono tre giorni di riposo al mese per tutti i lavoratori con conseguente riduzione dello stipendio di circa 150 euro mensili;

il nuovo appalto di vigilanza già bandito e che entrerà in vigore dal 1° aprile 2009 prevede un'ulteriore riduzione del monte ore (circa 8.760) con conseguente ulteriore riduzione dello stipendio;

considerato che:

il nuovo taglio al servizio di vigilanza fisica del centro Enea della Trisaia di Rotondella aggrava la già precaria situazione stipendiale degli addetti al servizio e solleva dubbi circa il mantenimento degli attuali livelli occupazionali;

è necessario vigilare per scongiurare eventuali licenziamenti ed individuare le misure necessarie per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori che svolgono il servizio,

l'interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo ritenga doveroso vigilare affinché vengano garantiti i livelli occupazionali degli addetti al servizio di vigilanza del centro Enea della Trisaia di Rotondella;

se ritenga altresì necessario intervenire, nei modi e con i mezzi che riterrà più opportuni, al fine di consentire la stabilizzazione dei lavoratori.

(3-00556)

SBARBATI - Ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il grado di civiltà e di modernità di un Paese si determina anche in base ai servizi che riesce a garantire alla popolazione residente;

tutti i lavoratori con un contratto di categoria hanno diritto alla sua scadenza ad un equo rinnovo che tenga conto dell'inflazione e del ruolo che detta categoria svolge nella società;

il comparto sanità sta subendo tagli che ricadono sui malati, sugli anziani e più in generale sui mutuati. Sono stati infatti reintrodotti ticket sulle prescrizioni e sulle cure diagnostiche, ridotti i giorni di degenza nelle strutture pubbliche, limitate le prescrizioni dei farmaci più costosi. Queste restrizioni hanno fatto aumentare il lavoro dei medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale - medici di famiglia, di emergenza-118, guardie mediche - che aspettano ancora il rinnovo del loro contratto di lavoro per il biennio 2006-2007;

il diritto alla salute e all'assistenza non può essere messo in discussione, soprattutto in tempi di grave crisi economica per le famiglie, gli anziani, i non autosufficienti e le categorie protette;

si premia la dirigenza medica a danno dei medici di base, o li si penalizza incentivando la medicina specialistica privata, i cui costi elevati ricadono solo sugli utenti;

un moderno ed evoluto sistema riconosce ai medici di base un ruolo fondamentale nella società; essi sono punto di ascolto per la popolazione più anziana e sola; primo livello di assistenza e cura per le famiglie; una delle possibili risposte al risanamento della sanità pubblica;

un medico di base che svolge appieno tutte queste funzioni non può vedersi corrispondere, a fronte di una trattativa nazionale in ritardo di quasi tre anni, un incremento del suo stipendio che si attesta al 4,85 per cento che, al netto delle contribuzioni previdenziali dell'1,5 per cento completamente a suo carico e al raddoppio del premio assicurativo pari allo 0,36 per cento, determina un aumento netto del 2,5 per cento circa o, cosa ancora più grave, sentirsi proporre di destinare il 30 per cento della sua retribuzione al salario di risultato;

il medico assolve alle sue funzioni se è in grado di ascoltare, diagnosticare, curare e assistere i suoi pazienti, se riesce a rassicurare i più vulnerabili e se con risposte puntuali e adeguate è capace di evitare esami inutili, assunzione di medicinali non necessari, ricoveri;

un investimento che valorizzi questa categoria e riorganizzi il sistema delle cure primarie deve rispondere a una diversa domanda di salute, eliminare gli sprechi, creare occupazione di qualità,

si chiede di conoscere:

con quali tempi i Ministri in indirizzo intendano arrivare al rinnovo del contratto nazionale e se non ritengano che l'aumento - nelle percentuali proposte - sia inadeguato a trovare la giusta risposta al problema più complesso del risparmio nel comparto sanitario;

se non sia ragionevole anche per i medici di base far ricadere il contributo previdenziale in misura dei 2/3 sulla parte pubblica e 1/3 sui professionisti come per l'area della dirigenza

(3-00557)