Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:
(1360) Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, concernente l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Zeller ed altri; Cicu ed altri; Palomba; Gozi e Zaccaria; Bocchino ed altri; Soro ed altri; Lo Monte ed altri; Zeller ed altri; Melis ed altri) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1360, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Zeller ed altri; Cicu ed altri; Palomba; Gozi e Zaccaria; Bocchino ed altri; Soro ed altri; Lo Monte ed altri; Zeller ed altri; Melis ed altri.
Ricordo che nel corso della seduta pomeridiana di ieri si è conclusa l'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo unico del disegno di legge.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunciarsi sugli emendamenti in esame.
MALAN, relatore. Signora Presidente, il parere sugli emendamenti restanti che non sono stati dichiarati improponibili è contrario sulla base dei ragionamenti che sono stati sviluppati ieri. In primo luogo, si tratta di mantenere il testo che è stato approvato alla Camera in modo da poter approvare la legge in tempi congrui rispetto alla celebrazione delle elezioni e alla presentazione delle liste che avverrà fra qualche mese.
In secondo luogo, fra le proposte che vengono avanzate vi è una serie di emendamenti che propongono altre forme di sbarramento, che certamente sono tecnicamente possibili: si è scelto tuttavia di mantenere questa, che è stata frutto anche di un accordo alla Camera; quelle proposte sono delle formule anche interessanti, che si ispirano, ad esempio, al modello delle elezioni politiche spagnole, ma si ritiene preferibile la forma contenuta nel disegno di legge così come è stato approvato dalla Camera.
Vi sono poi delle proposte per fare fronte al problema del cosiddetto slittamento dei seggi. Già erano state avanzate nel 2004: si tratta, ad esempio, di proposte per introdurre un sistema tale per cui per l'assegnazione dei seggi conti non il numero assoluto di voti, ma la loro percentuale. In questo caso, però, ci sarebbe il problema opposto, ossia che con meno voti si otterrebbe un numero maggiore di seggi, cosicché a quel punto sarebbero indebitamento favorite le circoscrizioni più piccole.
È poi stato proposto un altro sistema ancora, che credo sarà utile per la discussione, quando spero si ritornerà su queste norme, come ci siamo proposti ieri e per la verità avevamo già fatto in passato. Si tratta di una proposta simile a quella in uso per quanto riguarda le elezioni politiche, in particolare alla Camera, che può rappresentare sicuramente un sistema efficace: ripeto, però, che la scelta che è stata compiuta - e che non possiamo che confermare - è stata quella di mantenere stretto l'obiettivo su un solo punto, e cioè elevare la soglia al 4 per cento.
Colgo l'occasione che mi viene offerta dall'illustrazione di questi pareri per ricordare, a chi ieri ha parlato di danno per la democrazia e di violazione dei diritti fondamentali, che certamente la Costituzione garantisce la libertà di espressione e di opinione, ma non che queste debbano poter necessariamente essere manifestate in un'Aula parlamentare, men che meno del Parlamento europeo. Vi sono diverse norme che in questo senso pongono limiti nella legge regionale e forti sbarramenti impliciti anche nelle elezioni comunali nel nostro Paese. Tutti i senatori qui presenti siedono qui perché sono presentati con partiti in grado di superare le soglie ‑ non certo basse ‑ previste dalla legge attualmente in vigore per le elezioni politiche italiane. È interessante anche notare che in altri Paesi vi sono forme di sbarramento implicite assai più alte; e non credo proprio che possiamo ritenere che, ad esempio, la Francia sia un Paese con una democrazia non completa, perché ha adottato il meccanismo elettorale del collegio con il doppio turno, per cui c'è uno sbarramento come minimo del 25 per cento, ma che di fatto è più alto; o pensiamo al caso della Gran Bretagna, dove addirittura vige il meccanismo elettorale del collegio uninominale ad un solo turno, per cui, stante il sistema grosso modo tripartitico che è stato lì adottato, c'è uno sbarramento implicito almeno del 34 per cento. Credo che nessuno pensi che in questi due Paesi vengano violati i diritti fondamentali della persona.
Ribadisco pertanto l'importanza del nuovo approccio che abbiamo assunto verso le elezioni europee. In base ad esso, infatti, manderemo al Parlamento europeo le rappresentanze di pochi partiti, senza frammentazioni inutili, che danno certamente un diritto di tribuna ad alcune formazioni, le quali però poi di solito non si riconoscono in alcuno dei grandi partiti europei e dunque incontrano grandi difficoltà ad apportare il loro contributo al lavoro parlamentare.
Pertanto, ribadisco il parere contrario a tutti gli emendamenti presentati.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Signora Presidente, intervengo molto brevemente per sottolineare che, rispetto alla discussione svolta sullo sbarramento, è stata sollevata, anche legittimamente, una serie di ulteriori problemi, i quali sicuramente costituiranno il contenuto di un provvedimento organico che affronterà complessivamente la materia.
Su un punto credo si debba dare una risposta in tempi brevi, probabilmente e potenzialmente prima che si svolgano le elezioni europee. È stato sollevato da diverso tempo, e anche in quest'Aula ieri, il problema della circoscrizione della Sardegna. Si tratta di un'annosa questione, legata a quella relativa alla circoscrizione Sicilia‑Sardegna, che fino ad oggi ha fatto sì che gli eletti venissero sempre dalla Sicilia proprio per la dimensione demografica di quest'isola. Preannuncio pertanto che già nel prossimo Consiglio dei ministri il Governo intende portare un provvedimento ad hoc che consenta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione quindi di un'ulteriore circoscrizione in modo che la Sardegna abbia la legittima possibilità di eleggere un proprio eurodeputato, così com'è stato rappresentato ieri da senatori sia di maggioranza sia di opposizione. In quella sede porteremo questo provvedimento e daremo una risposta anche a questo tema.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.100.
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, intervengo a titolo personale, in dissenso dal mio Gruppo.
Le ultime fasi della replica del senatore Malan credo abbiano confermato quale sia in effetti il problema qui dentro; la violazione dei diritti civili e politici porterebbe via almeno due giorni di dibattito, ma in merito alla proposta di modifica dal sistema elettorale, fatta in corso d'opera a due mesi e mezzo dalla chiusura delle liste, chiaramente essa va nella direzione a mio avviso opposta alla possibilità per i cittadini italiani di partecipare in maniera paritaria a questo tipo di tornata elettorale.
Il problema non è la dimensione del partito né tanto meno la frammentazione. Se aveste ridisegnato i collegi ‑ e grazie alle tecniche esistenti sarebbe stato possibile farlo nel giro di una settimana, o della nottata in cui vi siete messi d'accordo per modificare questa legge elettorale ‑ facendone 72, la Sardegna, visto e considerato che anche il ministro Calderoli ne ha parlato fino or ora, avrebbe potuto esprimere finalmente un eurodeputato.
L'emendamento in questione non affronta naturalmente il problema alla radice; secondo noi, cerca di attenuare in qualche modo il pessimo programma che sta dietro questa modifica elettorale, quindi io mi asterrò pigiando il tasto bianco al momento della votazione.
Chiedo inoltre la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta non risulta appoggiata).
PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di verifica del numero legale avanzata dal senatore Pistorio risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Colleghi, per cortesia, prendete posto.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiuda la verifica, Presidente!
PRESIDENTE. Sto solo dando la possibilità a tutti i colleghi che stanno ritirando la scheda di farlo.
PISTORIO (Misto-MPA). Presidente, non c'è nessuno! Farà sempre così per ogni votazione? Terrà aperta la votazione di verifica del numero legale per un quarto d'ora?
PRESIDENTE. No, senatore Pistorio: semplicemente sono entrati altri senatori ed è giusto dar loro la possibilità di far constatare la loro presenza.
Il Senato è in numero legale. (Applausi ironici del senatore Astore).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.100, presentato dai senatori Sbarbati e Musi.
Non è approvato.
Gli emendamenti 1.101, 1.102, 1.103, 1.104, 1.106, 1.108, 1.109, 1.110, 1.111, 1.112, 1.114, 1.115, 1.116, 1.117 e 1.200 sono improponibili.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.118.
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, intervengo in dissenso dal mio Gruppo e anche in dissenso dal senatore Pistorio. Penso però che abbia perfettamente ragione a sollevare i problemi affrontati con l'emendamento in esame. Denuncio anche il fatto che non si vuole mettere agli atti chi è a favore di questo tipo di provvedimento, sia non sostenendo il voto elettronico, sia, a fasi alterne, manifestandosi al momento in cui c'è bisogno di verificare il numero legale.
Nell'annunciare il mio voto contrario sull'emendamento, chiedo pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Signora Presidente, non vorrei che oggi una legittima battaglia politica di testimonianza, per quanto minoritaria, dovesse infastidire i miei colleghi.
Comprendo le ragioni della grande maggioranza del Parlamento che vuole concludere velocemente questo iter legislativo per giungere al coronamento di questa ulteriore semplificazione del quadro politico. Raccomanderei però agli amici alla mia destra che di semplificazione in semplificazione rischiamo tutti e già c'è in queste ore qualcuno che è stato semplificato e che è stato particolarmente impegnato nel definire questo assetto legislativo. Pertanto, sarebbe opportuno un rigurgito di avvedutezza che consenta che a queste elezioni partecipino in maniera competitiva anche forze politiche che hanno un loro radicamento culturale, e mi riferisco alle esperienze sia di estrema sinistra che di estrema destra. In particolare, soprattutto in tempi di federalismo, tanto evocato ma poco praticato, si dovrebbe consentire a forze radicate in modo molto significativo nel territorio, ma che non sono forze nazionali, di avere una chance plausibile nel concorrere al riparto dei seggi.
Per questa ragione, l'emendamento 1.118 chiede di eliminare lo sbarramento previsto nel disegno di legge e di lasciare in vita il sistema elettorale precedente che ha garantito al Parlamento europeo una rappresentanza ricca e variegata che, comunque, per la grandissima parte - mi spiace contraddire il relatore Malan - è poi confluita nelle grandi famiglie del Parlamento europeo, non determinando alcuna frammentazione. È un'altra, infatti, la funzione politica del Parlamento europeo: è una tribuna di opinioni che tentano di costruire una cultura istituzionale europea e non è un'assemblea che deve garantire governabilità ad un qualsiasi governo.
Questo atto politico per ragioni puramente interne restringe fortemente - e non dico elimina - la democrazia e la rappresentanza dei territori in questo Paese. Vi chiedo, quindi, di votare a favore dell'emendamento in esame.
PRESIDENTE.Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.118, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.119.
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, prima ho sbagliato il riferimento all'emendamento: il voto era favorevole e infatti ho pigiato il tasto verde. Anzi, ringrazio il senatore Pistorio per la sua opera di cesello, nel tentativo di riportare il sistema elettorale che ha mandato gli eurodeputati nel 2004 al centro del nostro dibattito di oggi.
Pertanto, in dissenso dal mio Gruppo, voterò a favore anche dell'emendamento 1.119, su cui chiedo la votazione elettronica. La mia dichiarazione di voto vale anche per la senatrice Poretti.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.119, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.120.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pistorio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.120, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.121.
PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Signora Presidente, l'emendamento 1.121 vorrebbe tentare di definire un punto di mediazione tra l'auspicata esigenza di semplificazione del quadro politico che questa legge bipartisan determina, e l'opportunità di consentire a forze politiche significative dell'esperienza culturale italiana di essere presenti nel Parlamento europeo.
Esso individua una soglia mediana, signora Presidente: non più il 4 per cento, che è una soglia oggettivamente elevata e che mal si concilia con le ragioni che le elezioni europee dovrebbero assistere in termini di rappresentanza politica, ma una soglia più bassa e politicamente significativa, il 2 per cento, che non mortifica e non taglia le gambe a tante esperienze politiche.
Tra l'altro, questa soglia è perfettamente coerente. Infatti, poiché miei colleghi di ambedue gli schieramenti mi hanno ricordato come il 4 per cento sia la soglia di sbarramento prevista per le elezioni politiche nel nostro Paese e si è quindi semplicemente riconfermato quel tipo di sbarramento, faccio presente che il 2 per cento è egualmente una soglia prevista nel nostro Paese nelle elezioni politiche quando si sta in coalizione. Dal momento però che nelle elezioni di cui ci stiamo occupando non viene indotta la formula coalizionale, la soglia del 2 per cento viene meno. Allora io accettando l'ipotesi di uno sbarramento significativo ma non ostativo, vorrei richiamare a un minimo di coerenza proponendo una soglia del 2 per cento, che è quella prevista alle elezioni politiche italiane per i partiti che sono parte di una coalizione.
Prevediamo, altresì - ma lo illustrerò successivamente - una doppia soglia nel caso di tipo circoscrizionale, che avrebbe il senso di consentire la rappresentanza ai partiti territoriali. Credo che in questo Parlamento vi siano alcune esperienze territoriali molto forti che non dovrebbero perdere la memoria di quello che sono stati prima di diventare un grande partito nazionale e dovrebbero consentire che si determinino le condizioni per l'affermazione di partiti territoriali, se vogliamo un federalismo bilanciato geograficamente.
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, intervengo in dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, anche a nome della senatrice Poretti.
Non mi convince il ragionamento del senatore Pistorio, che sembra essere fatto piuttosto ad hoc per alcuni partiti a presenza regionale, anche se non ha tutti i torti su quanto ha testé ricordato in merito alla coalizionabilità di forze politiche che già esiste relativamente alla legge elettorale nazionale. Non mi convince in particolare l'esordio del suo ragionamento. Caro senatore Pistorio (lo abbiamo già denunciato ieri), questa non è una legge bipartisan, ma almeno quadripartisan perché ci sono in mezzo la Lega e l'Italia dei Valori, che insiste nel sostenere di essere l'unico partito di vera opposizione al Governo fascista di Berlusconi e che si è messa d'accordo nelle segrete stanze per avere un sistema elettorale che loro sperano porti qualcuno dei loro attivissimi eurodeputati a Bruxelles o a Strasburgo; ci asterremo, quindi, su questo emendamento.
Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.121, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.122.
PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Signora Presidente, colleghi, l'emendamento 1.122 è l'ultimo tentativo.
Voglio dare ragione al collega Perduca: è vero, in questi emendamenti c'è anche il tentativo di preservare o, meglio, consolidare un'esperienza territoriale e, quindi, hanno una ratio. A noi andava benissimo la legge esistente; vorremmo una soglia più bassa di tipo nazionale, ma saremmo disponibili - e lo dimostreremo impegnandoci nelle elezioni, perché noi non ci facciamo semplificare e quindi concorreremo con il nostro simbolo - anche ad accettare lo sbarramento del 4 per cento, se però ci fosse anche una coerenza di sistema.
So che non basterebbe il voto degli amici della Lega, però abbiamo tante volte ragionato di meccanismi elettorali ed istituzionali che debbono consentire, se non incoraggiare, le esperienze dei partiti territoriali, che sono l'unica risposta oggi al processo dei due grandi moloch.
Da stamani comincio ad avere un po' di fiducia sul fatto che, se un moloch si comincia a smontare, l'altro con qualche crepa forse comincia a sviluppare qualche riflessione al suo interno rispetto a processi di unificazione che mi paiono complicati. Questo è, comunque, un problema che non mi riguarda e che interessa invece un Paese che sceglie la strada federalista e della rappresentanza degli interessi dei territori e deprime le rappresentanze politiche che assumono il territorio come riferimento originale ed esclusivo degli interessi che intendono rappresentare.
Prevedere una soglia di sbarramento circoscrizionale doppia rispetto alla soglia nazionale vuol dire che si accede al riparto dei seggi o se si raggiunge il 4 per cento nazionale oppure una percentuale doppia in una circoscrizione. Ricordo che stiamo parlando di circoscrizioni macroregionali dove l'8 per cento è un valore assolutamente rilevante politicamente, che però costituisce il riconoscimento dell'esperienza politica dei partiti territoriali.
Ministro Calderoli, lei mi ha sempre ricordato che ci sarebbe una direttiva europea che impedisce la doppia soglia: non mi risulta; è un'interpretazione un po' forzata che rispetto anche per la sua ormai grande perizia istituzionale, ma ricordo a lei, all'uomo che ha lavorato tanto per l'affermazione dei principi federalisti e dei partiti territoriali, che questa clausola sarebbe il riconoscimento politico e istituzionale di un'interpretazione della nostra storia politica che oggi tende al modello federalista e territoriale. Deve essere assicurata una dialettica istituzionale tra forze centraliste, che tendono alla semplificazione del quadro politico, e forze che invece vogliono rimanere legate al territorio per garantirne gli interessi e rappresentarne le vocazioni più autentiche.
Per questa ragione, sono convinto che l'emendamento 1.122 poteva essere un punto di intesa ragionevole, se soltanto non vi fosse stata questa blindatura inaccettabile del Parlamento, definita fuori di esso dai vertici di un sistema politico che oggi, almeno per una parte, entra in crisi.
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, anche a nome della senatrice Poretti, annuncio il voto favorevole su questo emendamento presentato dal senatore Pistorio, il cui contenuto mi convince molto più di quello presentato precedentemente. In effetti, il raggiungimento dell'8 per cento in un collegio regionale va nella direzione auspicata dagli estensori di questa modifica del sistema elettorale, perché chiaramente un partito che arriva a raccogliere tanti voti quanti sono i cittadini di almeno dieci Stati membri dell'Unione europea - non dico messi insieme, ma presi uno per uno - sicuramente merita di avere rappresentanti in Parlamento.
Faccio mie tutte le considerazioni e non però, come sentite, la passione del senatore Pistorio, salvo la fiducia nella possibilità di vedere un moloch smottare e avere un effetto domino anche nei confronti dell'altro: la fiducia va nutrita quotidianamente di lotta politica.
Comunque, per questo il nostro voto è a favore e chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.122, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 1.123, presentato dai senatori Pistorio e Oliva, sino alle parole «con le seguenti:».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 1.123 e gli emendamenti 1.124, 1.125, 1.126 e 1.127.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.128.
PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Signora Presidente, ringrazio il senatore Perduca non soltanto per la condivisione parlamentare della battaglia di questa mattina, ma anche per aver offerto un ragionamento aggiuntivo: avete idea di quale sia la dimensione concreta, numerica, del consenso che viene attribuito ad una lista che raggiunge l'8 per cento in una circoscrizione macroregionale?
Mi rivolgo agli amici della Lega Nord, che oggi navigano con numeri molto più ampi, ma che non avevano meno ragione nella loro azione politica quando stavano al 3,9 per cento, per dire loro che al 3,9 per cento sarebbero rimasti fuori dal Parlamento europeo: questa norma non avrebbe loro consentito di interpretare le giuste istanze dei territori che essi rappresentano in modo assolutamente rispettoso di quell'azione politica. Tra il 3,9 e il 4 per cento non vi è una differenza di qualità democratica o di capacità politica. Tante ragioni possono determinare un esito elettorale e la Lega non era meno impegnata sul territorio quando stava al 3,9 per cento e non era tanto tempo fa. La percentuale dell'8 per cento in una macrocircoscrizione è un riconoscimento fortissimo che gli elettori di un territorio attribuisce a un partito politico: non potete non considerare il diniego a questa norma come un diniego alla democrazia, alla rappresentanza vera, alla sostanza del lavoro politico sul territorio.
A me basterebbe che il voto della Lega fosse favorevole su questo emendamento, anche se non sarà approvato: sarebbe il segno di una coerenza, alla quale la richiamo, perché è ingiusto impedire ai partiti territoriali di esprimersi in termini di rappresentanza istituzionale. A volte ci sono gesti simbolici che non producono un effetto concreto, ma che saldano una sintonia culturale e politica.
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, anche a nome della senatrice Poretti annuncio che, in dissenso dal Gruppo, voteremo a favore dell'emendamento presentato dal senatore Pistorio, perché in linea con quello votato poc'anzi.
Peraltro, vorrei far notare che la soglia del 4 per cento, a pensarci bene (penso a cosa è accaduto, che so, tra la Lega e l'MPA nelle scorse elezioni), va nella direzione contraria da quella da voi auspicata circa le frammentazioni, perché si creeranno cartelli elettorali che il giorno dopo le elezioni si ridivideranno un'altra volta all'interno del Parlamento.
Quindi, spero che questi appelli lanciati più volte alla Lega vengano raccolti, perché dispiacerebbe non avere un rappresentante del Movimento per le autonomie al Parlamento europeo. Ciò non toglie che il nostro voto è a favore dell'emendamento del senatore Pistorio.
Infine, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Signor Presidente, qui non si tratta di essere a favore o contro lo sbarramento territoriale o regionale. Personalmente potrei anche essere favorevole ad uno sbarramento territoriale. Il problema è che stiamo dando esecuzione ad una direttiva europea che parla di soglia e non di soglie; quindi è evidente che la soglia può essere solo una. Se si vuole attuare questa proposta, lo si può fare diversamente, cioè attraverso una suddivisione in un numero di circoscrizioni tale da cui nasce uno sbarramento interno. Bisogna però saper leggere le cose per capirle. (Applausi dal Gruppo LNP).
PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Signor Ministro, vi sono state occasioni in cui è stato più brillante. Questa disquisizione tra soglia e soglie, come impeditiva, francamente non è da ministro Calderoli come lo conosco e lo apprezzo. Dopodiché, caro Ministro, voi non avete consentito...
PRESIDENTE. Senatore Pistorio, lei si è già espresso su questo emendamento.
PISTORIO (Misto-MPA). Ha parlato il Governo, quindi posso replicare. Mi conceda un minuto.
PRESIDENTE. Prego, senatore.
PISTORIO (Misto-MPA). Questa legge non ha consentito di affrontare in modo organico i problemi e quindi modificare le circoscrizioni ed i meccanismi elettorali. Ci avete messo di fronte ad una bevanda preconfezionata: o bere o affogare. E qui stiamo affogando noi!
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.128, presentato di senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.129, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.130.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pistorio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.130, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. L'emendamento 1.131 è improponibile.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.132.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pistorio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.132, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.133, 1.134 e 1.135 sono inammissibili in quanto privi di portata modificativa.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.201, sostanzialmente identico all'emendamento 1.202.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pistorio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.201, presentato dai senatori Pistorio e Oliva, sostanzialmente identico all'emendamento 1.202, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.203, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.204, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Non è approvato.
Gli emendamenti 1.206, 1.207 e 1.208 sono inammissibili in quanto privi di portata modificativa.
Metto ai voti l'emendamento 1.209, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Non è approvato.
Gli emendamenti 1.210 e 1.211 sono inammissibili in quanto privi di portata modificativa.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.212.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pistorio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.212, presentato dai senatori Pistorio ed Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.213.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pistorio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.213, presentato dai senatori Pistorio ed Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.214 e 1.215 sono inammissibili in quanto privi di portata modificativa.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.216.
PISTORIO (Misto-MPA). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pistorio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.216, presentato dai senatori Pistorio ed Oliva.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1360
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.217, presentato dai senatori Pistorio ed Oliva.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.218, presentato dai senatori Pistorio ed Oliva.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.219, presentato dai senatori Pistorio ed Oliva.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.220, presentato dai senatori Pistorio ed Oliva.
Non è approvato.
L'emendamento 1.135a è improponibile.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.137.
OLIVA (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
OLIVA (Misto-MPA). Signora Presidente, vorrei chiedere al Governo e al relatore la motivazione che li ha indotti ad esprimere un parere negativo. Noi chiediamo che la grandezza del contrassegno elettorale sulla scheda sia aumentata da 20 millimetri a 30 millimetri. Vale a dire, se questa legge imporrà la semplificazione, quantomeno rendiamo più visibili i simboli; tra l'altro, è la stessa normativa vigente per la scheda elettorale della Camera. Non comprendo dunque la ragione del parere contrario sia del Governo che del relatore.
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, vorrei fare una dichiarazione di voto, anche a nome delle senatrici Poretti e Bonino, a favore di questo emendamento.
Si vede, caro collega, che la semplificazione passa anche attraverso la discriminazione nei confronti dei miopi. Il Governo ha da poco ratificato la Convenzione internazionale per i diritti dei disabili e si rifiuta di allargare di 10 millimetri - pensate voi! - i simboli sulla scheda elettorale. Quindi, il nostro voto è convintamente a favore.
Infine, chiedo la votazione elettronica dell'emendamento.
PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Signora Presidente, intervengo brevemente per integrare la dichiarazione di voto svolta dal mio collega. Questo accorgimento tecnico costituisce una risorsa e un'opportunità per incoraggiare meccanismi di aggregazione, che ovviamente passano anche dal riconoscimento del simbolo. Se voi avete intenzione di semplificare ma non di impedire una competizione ed una proposta chiara, un simbolo leggermente più grande può consentire a forze politiche diverse di apparentarsi e di trovare delle soluzioni organizzative e politiche coincidenti, mantenendo la loro riconoscibilità presso il proprio elettorato. Si tratta di un accorgimento tecnico, ma che garantisce una praticabilità in termini elettorali di intese politiche, senza che nessuno sia costretto a rinunciare alla propria identità.
Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 10,18)
(Segue PISTORIO). Per questo il diniego su questo emendamento è la conferma di una scelta drastica, troppo drastica, che mal si concilia con la natura delle elezioni europee.
OLIVA (Misto-MPA). Sollecitiamo in tal senso una risposta del Governo e del relatore.
PRESIDENTE. Buon giorno, colleghi.
È stata avanzata una richiesta di chiarimenti; chiedo al relatore e al Governo se intendono intervenire.
PISTORIO (Misto-MPA). Non ci ascoltano nemmeno!
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Senatore Pistorio, il suo atteggiamento sta diventando veramente discutibile. (Commenti del senatore Pistorio). Abbiamo interloquito con i senatori Malan e Ceccanti proprio sull'aspetto in questione, che è un problema condiviso. Il provvedimento al nostro esame è stato già approvato dalla Camera e quindi ritengo che per questi 10 millimetri un ulteriore passaggio costerebbe troppo. (Commenti del senatore Pistorio). Senatore Pistorio, posso parlare o la disturba anche quello?
PISTORIO (Misto-MPA). No, anzi!
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Questo pomeriggio è previsto l'esame del decreto‑legge sull'election day; in quella sede presenteremo un emendamento che porta alle dimensioni attese ed auspicate per il simbolo sul contrassegno senza per questo richiedere una costosa navetta alla Camera. (Applausi dal Gruppo PdL).
OLIVA (Misto-MPA). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
OLIVA (Misto-MPA). Signor Presidente, vista l'assicurazione del Governo, ritiriamo l'emendamento 1.137. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Rizzi).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti 1.221, 1.0.100, 1.0.101 e 1.0.102 sono improponibili.