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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 153 del 18/02/2009


BIANCO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BIANCO (PD). Signor Presidente, il disegno di legge che ci accingiamo a votare e per il quale preannuncio il voto favorevole dei senatori del Gruppo del Partito Democratico non costituisce certamente una riforma elettorale organica. Anzi, signor Presidente, vorrei ribadire qui, a nome del mio Gruppo, l'assoluta necessità di mettere mano in modo serio e ordinato alla delicata vicenda della materia elettorale. Non è immaginabile, non è consentito e non è coerente che in Italia si abbia cinque diversi sistemi elettorali a seconda del livello territoriale con cui si procede alle elezioni. Avvertiamo l'esigenza di un sistema elettorale certamente caratterizzato per ognuno dei livelli, ma con un'impostazione di fondo sostanzialmente coerente.

Voglio anche aggiungere che il disegno di legge che ci accingiamo a votare non risolve neanche tutte le questioni emerse con grande chiarezza nel corso del dibattito ed esposte in quest'Aula, in particolare dai relatori. Innanzitutto, non risolve la questione delle circoscrizioni e della loro ampiezza. È ormai opinione largamente condivisa che circoscrizioni così ampie, come quella del Nord‑Ovest o dell'Italia meridionale, non corrispondano all'esigenza di radicare meglio nel territorio in modo equilibrato una rappresentanza che sia anche delle Regioni, almeno di quelle grandi e di quelle piccole messe insieme. Nel momento in cui l'Europa è sempre di più delle Regioni e delle comunità locali, avvertiamo l'esigenza che i nostri rappresentanti nel Parlamento europeo abbiano un rapporto diretto di conoscenza - e di essere riconosciuti - con il territorio che rappresentano.

Vi è un'altra esigenza, ossia quella di risolvere la questione ormai troppo lunga della Sardegna, una grande Regione di questo Paese che sistematicamente non ha eletti nel Parlamento europeo. Mi permetto di ricordare che l'isola di Malta, in virtù del fatto che è uno Stato, ha se non ricordo male tre rappresentanti nel Parlamento europeo, pur avendo un quarto o un quinto della popolazione dell'isola della Sardegna.

Vi è un'ulteriore questione da risolvere e mi rivolgo in particolare a lei, signor Presidente, che tra l'altro è della mia terra, la Sicilia: in virtù di questo aberrante sistema di attribuzione dei seggi all'interno dei singoli partiti, accade che le circoscrizioni minori, in particolare quella delle isole, sistematicamente eleggano molti meno parlamentari di quelli a cui avrebbero diritto e regalino i propri rappresentanti ad altre circoscrizioni molto più ampie. Paradossalmente, Regioni come la Sicilia e la Sardegna o le circoscrizioni minori, che avrebbero bisogno di avere una forte voce a Bruxelles, non ce l'hanno a causa di un sistema elettorale che, da questo punto di vista, non è ancora efficace.

Infine, solo per ricordare la questione che in particolare molte colleghe del mio Gruppo hanno sollevato, sottolineo che il sistema elettorale con il quale ci accingiamo a votare non fa sì che vi sia un'adeguata rappresentanza del genere femminile nel Parlamento europeo. La presenza italiana è al di sotto della media europea equesto è assolutamente intollerabile. (Applausi dal Gruppo PD). Signor Presidente, sotto questo profilo, vorrei informare l'Aula di un fatto cui alcuni colleghi hanno già fatto riferimento: in Commissione affari costituzionali ‑ e il presidente Vizzini ne è testimone ‑ abbiamo raggiunto l'intesa tra tutti i Gruppi affinché, subito dopo le elezioni europee, si riprenda l'esame della legge elettorale anche per il Parlamento europeo, con l'impegno a risolvere le questioni che ho qui ricordato, che sono largamente condivise.

Tuttavia, il disegno di legge che ci accingiamo a votare incide sostanzialmente su un solo aspetto, che non può non essere considerato largamente positivo. Se andassimo ad eleggere oggi i nostri eurodeputati secondo la legge in vigore, senza le modifiche che qui introduciamo, avremmo una rappresentanza italiana suddivisa in non meno di 15 diversi Gruppi politici. Ebbene, non vi è Paese in Europa, colleghi, che abbia 15 Gruppi politici rappresentati nel Parlamento europeo. (Applausi del senatore Nessa).

Voglio ricordare che nella scorsa legislatura, quando il Presidente della Repubblica conferì il mandato esplorativo al presidente del Senato Franco Marini, quest'ultimo ebbe a consultare in quell'occasione i rappresentanti di alcune delle forze politiche presenti in Parlamento ‑ neanche tutte - ovvero 26 forze politiche. Ma che razza di democrazia è un Paese in cui la presenza politica e parlamentare è sbriciolata in 26 forze politiche rappresentate in Parlamento? Allora, una soglia di sbarramento del 4 per cento - i senatori del Partito Democratico avevano proposto una soglia del tre per cento, ma siamo arrivati ad un'intesa - consente di avere nel Parlamento europeo rappresentanti di cinque, sei, forse sette forze politiche, sostanzialmente in media con tutti gli altri grandi Paesi dell'Europa. Alla luce di quanto detto, benché questa al nostro esame sia una riforma molto parziale, certamente produce un effetto positivo: quello di consentire una gamma di rappresentanza nel Parlamento europeo estremamente diversificata, da forze di destra a forze di sinistra passando per le forze di centrodestra e centrosinistra, ma nello stesso tempo una presenza non parcellizzata in un modo francamente inaccettabile.

Ecco la ragione per la quale siamo convintamente favorevoli a votare questo provvedimento. Inoltre, rivendichiamo anche alla determinazione e all'impegno del Partito Democratico se oggi il testo che votiamo prevede il mantenimento nel sistema elettorale di un rapporto tra elettori ed eletti che, seppure certamente non privo di difetti come quello delle preferenze, è comunque ben diverso da quello della lista rigida, secondo la quale i parlamentari sono sostanzialmente designati e nominati dai vertici dei partiti. Ribadisco pertanto che, pur nella consapevolezza che non si tratta di una riforma organica - certamente necessaria - il Partito Democratico voterà convintamente questo disegno di legge. (Applausi dal Gruppo PD).