PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
Presidenza del vice presidente CHITI
AMATI (PD). La partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali deve coniugare l'obiettivo della sicurezza internazionale con quello dello sviluppo e dell'autonomia dei territori interessati; per questo in Afghanistan, oltre all'impegno di carattere militare, occorre un'azione politica per il sostegno alle popolazioni civili che versano in pessime condizioni di vita. Accanto agli importanti risultati raggiunti dalla missione internazionale, in particolare per quanto concerne la ricostruzione delle istituzioni, la ripresa del sistema sanitario e scolastico e lo sviluppo dell'informazione, occorre tuttavia ricordare gli aspetti di criticità che ancora permangono, in particolare la sicurezza, la lentezza dello sviluppo economico, la crescita della coltivazione dell'oppio e la persistenza di fenomeni di corruzione e impunità in seno alle istituzioni, che richiederebbero una strategia di lungo periodo per favorire l'emersione di una nuova classe politica. In tale contesto la comunità internazionale, non soltanto concentra le risorse sullo sforzo militare, ma non coordina neppure le azioni di cooperazione allo sviluppo dell'Afghanistan ed eroga finanziamenti che per il 60 per cento tornano ai Paesi donatori attraverso vari canali, tra cui le organizzazioni non governative e le agenzie private per lo sviluppo. Poiché per aumentare la credibilità dell'Italia nello scenario internazionale sarebbe necessario un impegno maggiormente incentrato sul versante politico e della cooperazione, è fortemente criticabile la bocciatura in Commissione di emendamenti volti, da un lato, ad assicurare un'integrazione simbolica degli aiuti per le popolazioni civili afgane e, dall'altro, a prevedere fondi per la ricerca e disattivazione di ordigni inesplosi. (Applausi dal Gruppo PD).
PEGORER (PD). L'esame del decreto-legge di proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali deve costituire l'occasione per un approfondimento delle linee fondamentali dell'azione politica internazionale dell'Italia e non trasformarsi nel mero adempimento burocratico dell'approvazione di un provvedimento di spesa. Il notevole impegno profuso dai militari italiani impegnati nei vari scenari di crisi e lo sforzo sostenuto dal Paese hanno obiettivi innanzi tutto umanitari e politici. Per questo, accanto alle azioni militari, occorre dare adeguata consistenza, in termini di azione politico-diplomatica e di risorse, al sostegno alle popolazioni civili ed all'opera di ricostruzione del tessuto sociale e politico di territori martoriati dalla guerra. Solo così l'Italia può affermare un ruolo peculiare, effettivamente ed efficacemente multilaterale, nello scenario internazionale. Sotto tale profilo e tenuto conto della previsione di nuovi impegni e missioni, gli stanziamenti individuati dal provvedimento in esame per il primo semestre dell'anno appaiono insufficienti e non vi sono garanzie circa una copertura economica adeguata della partecipazione italiana alle missioni internazionali anche per il secondo semestre. (Applausi dal Gruppo PD).
PEDICA (IdV). Il finanziamento della partecipazione alle missioni internazionali su base semestrale è legato alla necessità di modulare gli stanziamenti in funzione dei bisogni di ordine militare. Ma nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati è stato inserito, all'inizio del decreto, un articolo che potenzia l'azione di cooperazione allo sviluppo, quale strumento determinante per il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni civili e dell'opera di ricostruzione; articolo apprezzato dall'Italia dei Valori, che non a caso era stata critica verso la riduzione, operata dalla legge finanziaria, dell'impegno economico messo in campo dal Governo in questo settore. I primi tre articoli del decreto-legge offrono nel loro complesso un'immagine positiva e apprezzabile dell'azione italiana a livello umanitario e di cooperazione e per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, attuato privilegiando strumenti alternativi a quelli militari, come i fondi fiduciari NATO, l'azione in ambito OCSE e la partecipazione attiva alle iniziative messe in campo nell'ambito della Politica estera e di sicurezza dell'Unione europea. La partecipazione italiana alle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, regolata dall'articolo 3, sembra invece caratterizzata da un'eccessiva varietà e diffusione delle missioni a discapito di una loro consistenza, per cui sarebbe necessario ricollocare gli impegni dove sono più richiesti. L'Italia dei Valori chiede una programmazione dello sforzo economico destinato alle missioni internazionali che consenta il rispetto degli accordi internazionali e la salvaguardia della sicurezza dei militari italiani impegnati all'estero. (Applausi del senatore Giambrone).
MARCENARO (PD). La mancanza di approfondimento politico sulle condizioni in cui le missioni internazionali hanno luogo e il venir meno di una funzione di indirizzo politico del Parlamento su questi temi sono fenomeni gravi, soprattutto perché si collocano in un momento in cui molti Paesi stanno ripensando la loro partecipazione alle missioni internazionali. In particolare, la missione in Afghanistan mostra problematiche di ordine generale che possono avere effetti anche a livello internazionale sulla sua prosecuzione. La presenza militare, che incontra sempre maggiori difficoltà, è infatti legata a considerazioni sul quadro politico in cui essa si svolge: la corruzione non diminuisce, la base sociale e politica del Governo Karzai non si amplia, la produzione e il traffico di stupefacenti crescono, molti civili vengono uccisi, spesso purtroppo dall'esercito afgano o dalle forze internazionali. Nel quadro di un ripensamento a livello internazionale delle missioni è opportuno che l'Italia si faccia promotrice di un'azione coordinata dell'Unione europea per lo sviluppo di un diverso quadro di relazioni internazionali e di un fattivo processo di pace in Afghanistan. Il Partito Democratico voterà a favore del provvedimento, ma ritiene che per aiutare i militari italiani non è sufficiente rinnovare gli impegni presi: occorre che il Parlamento esprima il proprio indirizzo politico al Governo per un'azione che privilegi l'opera di stabilizzazione e di ricostruzione del tessuto sociale e politico afgano. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
NEGRI (PD). Nel corso del dibattito in Commissione, sono state avanzate proposte per una diversa impostazione dell'esame parlamentare dei provvedimenti di rifinanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace: tutte (ed in modo particolarmente efficace quella del relatore Ramponi) avevano lo scopo di consentire periodicamente un esame complessivo sulla natura e le finalità di tali missioni alla luce delle novità nel frattempo intervenute. Nei giorni scorsi, per esempio, si sono succedute dichiarazioni preoccupanti del Ministro della difesa sulla situazione in Afghanistan o si è discusso dell'ipotesi di offrire una presenza militare italiana in Palestina, questioni che l'esame di un burocratico provvedimento di rifinanziamento non consente di approfondire adeguatamente. E' tempo che il Governo e il Parlamento si rendano conto che questa forzata separazione tra aspetti economici, politico-diplomatici e militari non ha più ragion d'essere ed è largamente inappropriata rispetto alla gravità ed alla complessità delle questioni sul terreno. (Applausi dal Gruppo PD).
DEL VECCHIO (PD). L'Italia è tra i Paesi che contribuiscono maggiormente a missioni di pace multilaterali, legittimate dal mandato di organismi internazionali. L'impegno italiano si distingue, inoltre, per capacità di coniugare l'attività militare con l'azione umanitaria ed il rispetto dei costumi delle popolazioni. Il rilievo della materia trattata richiederebbe una discussione non circoscritta all'aspetto del rifinanziamento, che è peraltro insufficiente nel decreto-legge in esame, ma estesa alla valutazione degli obiettivi, dei risultati raggiunti, dei necessari adattamenti strategici. Al Parlamento dovrebbe essere perciò attribuita la responsabilità della periodica definizione delle linee politiche delle missioni all'estero. Tra queste la più complessa appare quella in Afghanistan e l'Italia può farsi promotrice di una nuova strategia: il processo di stabilizzazione del Paese è infatti minacciato da spinte centrifughe e l'azione militare deve essere affiancata da un impegno più incisivo per migliorare le condizioni di vita della popolazione e procurare consenso alla debole autorità di governo. In conclusione, esprime gratitudine ai connazionali, militari e civili, che sono impegnati a promuovere la pace e la legalità internazionale. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
CAFORIO (IdV). Il Gruppo dell'Italia dei Valori è convinto che, per una concreta politica di cooperazione e di sicurezza internazionale, non si possa prescindere dalla partecipazione alle missioni internazionali, che è peraltro un impegno derivante dall'adesione a Trattati internazionali. Tuttavia è necessario discutere delle modalità di decisione delle missioni, dell'efficacia degli interventi, della sicurezza degli operatori. E' dunque positivo che la Camera dei deputati abbia modificato il decreto-legge per finanziare interventi di cooperazione e di sviluppo ed è auspicabile che i fondi destinati a tale finalità siano ulteriormente incrementati. E' invece preoccupante la scarsa chiarezza del Governo su aspetti importanti quali la strategia da seguire nella delicata situazione afgana e la insufficiente copertura finanziaria del decreto-legge. Il Gruppo ha presentato perciò due ordini del giorno nei quali chiede maggiore trasparenza su finalità, risultati e costi delle missioni con particolare riguardo alle consulenze esterne. (Applausi dal Gruppo IdV).
PERDUCA (PD). Va sottolineato che alla discussione sul rifinanziamento delle missioni, che si inquadrano nell'annunciata politica di multilateralismo efficace, stanno partecipando esclusivamente senatori dell'opposizione e sono assenti i presidenti delle Commissioni affari esteri e difesa. Il Governo, inoltre, deve ancora fornire risposte in ordine al carattere eccessivamente parcellizzato della partecipazione italiana e alla conseguente opportunità di procedere ad una razionalizzazione, concentrando le forze nei teatri più complessi. La delegazione radicale del PD si sarebbe astenuta sul decreto-legge se non fosse intervenuta, presso l'altro ramo del Parlamento, la modifica che stanzia risorse per attività di cooperazione e riqualifica perciò l'impegno italiano che, nel perseguimento di obiettivi di pacificazione e di stabilizzazione, deve privilegiare gli interventi, economici, sociali e culturali rispetto alle azioni militari. Con riferimento all'Afghanistan anticipa il contenuto di due ordini del giorno che sottolineano la necessità di sanzionare i responsabili di bombardamenti che colpiscono i civili e di sostenere programmi di riconversione della coltivazione dell'oppio verso la produzione di farmaci analgesici. (Applausi dei senatori Marinaro, Scanu e Pedica).
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Replicando al senatore Perduca, sottolinea che il Governo ha presentato in Commissione una relazione articolata e dettagliata per documentare che la partecipazione, seppur limitata, ad una pluralità di missioni internazionali non comporta un'erronea dispersione delle forze ma è motivata da ragioni politiche e militari.
GASBARRI (PD). Da circa un decennio il Parlamento è chiamato periodicamente a convertire un decreto-legge di rifinanziamento delle missioni internazionali e a occuparsi esclusivamente di aspetti di dettaglio, senza poter incidere sulle decisioni fondamentali. Occorrerebbe perciò riformare e razionalizzare la procedura di proroga delle missioni e il Gruppo ha depositato un disegno di legge sull'argomento. Venendo al merito del provvedimento, l'asserito aumento delle risorse stanziate è opinabile se si tiene conto del fatto che le unità impegnate in compiti logistici e amministrativi sono circa il triplo delle unità impegnate in strutture operative. La partecipazione alle missioni internazionali è parte della politica estera dell'Italia, che è impegnata in sfide difficili in Afghanistan, Libano e Kosovo. Per ragioni di coerenza e di responsabilità, il PD conferma quindi il proprio sostegno al rifinanziamento delle missioni: il rispetto degli impegni giova infatti alla credibilità del Paese e alla stabilità delle relazioni internazionali. (Applausi dal Gruppo PD). Consegna il testo integrale dell'intervento affinché sia pubblicata in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B)