RAMPONI, relatore. Il disegno di legge che dispone il rifinanziamento delle missioni italiane all'estero viene approvato con cadenza semestrale, e non più annuale, per consentire una maggiore flessibilità nell'operato del Governo e un più ficcante controllo da parte del Parlamento. Le Camere devono però prendere coscienza dell'importanza strategica di tale decreto: proprio a tal fine sottoporrà all'Aula un emendamento che impegna al Governo ad informare periodicamente il Parlamento dei risultati ottenuti da ciascuna missione e delle sue prospettive future. Il decreto-legge, dunque, stanzia per le missioni una cifra congrua, superiore a quella originariamente prevista nella legge finanziaria, venendo così incontro ai rilievi mossi durante la sessione di bilancio dalla Commissione difesa del Senato. Vengono infatti confermati i molteplici impegni italiani nelle varie missioni internazionali, operanti nelle aree più difficili dello scacchiere globale, testimonianza di uno sforzo prezioso e multiforme, finalizzato al mantenimento della pace, alla costruzione di un sistema di sicurezza civile all'interno dei singoli Paesi, al contrasto dell'immigrazione clandestina e alla lotta contro la pirateria internazionale. Le risorse stanziate e l'impegno italiano nelle missioni internazionali appaiono dunque all'altezza del potenziale politico ed economico del Paese, mentre la generosità e il coraggio del personale impegnato offrono lustro e prestigio all'intera comunità nazionale. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Del Vecchio).