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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 153 del 18/02/2009


Interrogazioni

GALPERTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

la linea ferroviaria Brescia-Piadena-Parma sta vivendo da anni in costante affanno a causa di gravi carenze infrastrutturali; si tratta, infatti, di un linea ferroviaria non elettrificata, a scartamento ordinario, dotata di singolo binario anche nei tratti condivisi con le altre direttrici;

inoltre, a decorrere dalla data del 14 giugno 2004, per la realizzazione dei lavori finalizzati all'interconnessione di Parma sulla linea ad alta velocità ed alta capacità Milano-Bologna, è stata prevista l'interruzione del servizio nelle stazioni ferroviarie comprese tra Torrile San Paolo (Parma) e Parma;

tale situazione ha causato ulteriori danni ai cittadini, ai quali tra l'altro è stato offerto un servizio sostitutivo di trasbordo effettuato con gli autobus che ha procurato ulteriori rallentamenti e allungamenti dei tempi di percorrenza;

stando a quanto dichiarato all'epoca dell'inizio dei lavori, il ripristino del servizio ferroviario presso tali stazioni sarebbe dovuto avvenire entro il mese di giugno 2007;

considerato che tale servizio risulta ancora sospeso nonostante che nel corso del 2008 fosse stato annunciato, a decorrere dal mese di dicembre 2008, il ripristino integrale della linea Brescia-Piadena-Parma, in concomitanza con l'introduzione dell'alta velocità,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario verificare le ragioni che non hanno consentito la riapertura nei tempi stabiliti delle stazioni ferroviarie comprese nella tratta Torrile San Paolo-Parma e le eventuali responsabilità;

se non ritenga necessario adottare con urgenza tutte le iniziative necessarie ad assicurare il ripristino immediato delle fermate soppresse presso le stazioni comprese tra Torrile S.Paolo e Parma al fine di tutelare il diritto alla mobilità di centinaia di cittadini, nonché in considerazione delle gravi ripercussioni economiche ed ambientali derivanti da una così prolungata interruzione del servizio ferroviario;

se, in generale, non ritenga che la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico locale efficiente ed efficace rappresenti la condizione inderogabile per conseguire l'obiettivo principe di una mobilità urbana ed interurbana sostenibile a livello di quella europea.

(3-00552)

LATRONICO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la Banca d'Italia si articola in filiali (sedi e succursali);

le filiali svolgono la funzione di tesoreria dello Stato;

attualmente è in corso una modifica dell'assetto periferico delle filiali che dovrebbe comportare entro la fine del 2009 la chiusura di 32 sedi e la rimodulazione delle altre;

tale progetto di rimodulazione dovrebbe portare alla chiusura della succursale della Banca d'Italia sita a Matera;

la succursale della Banca d'Italia costituisce un punto di riferimento per il territorio e l'economia di Matera;

detta ipotesi di chiusura della succursale porrebbe, altresì, problemi di carattere occupazionale per i dipendenti attualmente addetti che sarebbero trasferiti in altre sedi,

si chiede di sapere se risulti al Ministro in indirizzo l'ipotesi di chiusura della succursale di Matera della Banca d'Italia nonché, in caso affermativo, la ragione di tale scenta.

(3-00553)

SARO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

l'interrogante ha già presentato due atti di sindacato ispettivo (3-00512 e 3-00534) sul tema delle intercettazioni telefoniche in Friuli-Venezia Giulia;

il Presidente della Regione ha, al riguardo, avviato indagini e verifiche interne per accertare l'attività del Nucleo operativo per l'attività di vigilanza ambientale (NOAVA);

allo stato è alto il livello della polemica sulla cosiddetta "centrale delle intercettazioni telefoniche" all'interno del Corpo forestale dello Stato del Friuli-Venezia Giulia,

l'interrogante chiede di sapere se risulti al Ministro in indirizzo:

che la cosiddetta "centrale delle intercettazioni telefoniche" avrebbe avuto sotto controllo le utenze di funzionari e dirigenti appartenenti a enti locali quali le Province e diversi Comuni;

che, in corso di svolgimento di indagini, gli agenti che operavano le intercettazioni avrebbero proceduto a intercettare altri agenti, funzionari o collaboratori ponendo in essere una sorta di "intercettazione vicendevole";

che alcuni tra quelli che operavano le intercettazioni telefoniche sarebbero stati inseriti in ruoli di servizio a amministratori regionali e/o magistrati;

che, infine, le fonti confidenziali utilizzate per l'inizio o la prosecuzione delle indagini sarebbero state, alle volte, rappresentate dai medesimi agenti forestali regionali che conducevano l'inchiesta.

(3-00554)