PISANU (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISANU (PdL). Signor Presidente, apprezzo e rispetto le considerazioni che lei ha svolto poc'anzi. Mi permetto, tuttavia, di osservare che la sacrosanta esigenza di armonizzare i lavori tra le due Camere non si può spingere fino al punto di soffocare l'essenza stessa del bicameralismo ammutolendo di fatto uno dei due rami del Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD).
Se l'emendamento dei senatori Sanna, Passoni ed altri fosse stato, come mi auguravo, ammesso, ne avrei chiesto la votazione per parti separate, con particolare riferimento alla lettera a), che prevede la suddivisione della circoscrizione insulare nelle due parti principali dell'isola di Sardegna e dell'isola di Sicilia. Ciò a motivo del fatto che, come è noto, a causa della sproporzione di popolazione esistente tra le due isole, da 15 anni alla Sardegna non è consentito di esprimere un rappresentante nel Parlamento europeo.
Mi permetto di ricordare che da almeno tre secoli, tutte le leggi elettorali hanno fatto valere quello che nella tradizione anglosassone si chiama il naturale interesse del candidato a rappresentare il proprio territorio. Questo naturale interesse è tanto più accentuato quando si tratti di un territorio così nettamente definito come quello di un'isola. Nei fatti, la norma elettorale ora in vigore nega ai sardi non teoricamente, ma di fatto la possibilità di rappresentare la Sardegna nel Parlamento europeo. Se mi consente, questo è uno schiaffo alla regola democratica ed all'Europa delle Regioni. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pistorio).