SANNA (PD). Signora Presidente, credo che stasera non possa sfuggire alla nostra Assemblea che stiamo discutendo della credibilità istituzionale del Parlamento europeo, un consesso che non sempre è stato eletto dal popolo, visto che nel suo esercizio originario veniva nominato dai Parlamenti nazionali.
Credo nel Parlamento europeo eletto dal popolo e nella sua credibilità. Sono conscio, però, come molti di noi, che questa credibilità il Parlamento europeo la stia lentamente perdendo anche per le modalità della sua elezione con suffragio universale. È difficile la rendicontazione politica del parlamentare europeo; è difficile la sua elezione; è difficile il rapporto con il collegio; è difficile, a volte, una identificazione degli interessi legittimi che porta.
Avevo presentato, insieme ad altri colleghi, un emendamento - poi ritenuto inammissibile - che, proprio in funzione di ridare credibilità all'espressione nazionale del Parlamento europeo, mirava a tirare fuori dalla circoscrizione insulare l'isola di Sardegna. La chiamo così perché lo stato particolare di isola è riconosciuto dal Trattato di Amsterdam, perché la Sardegna è un'isola vera, circondata dal mare, molto distante dal continente italiano e dal resto dell'Europa e, a differenza di altri territori insulari, come la Sicilia, per la sua collocazione dentro un'infelice constituency elettorale, normalmente non riesce ad esprimere parlamentari europei.
La prossima legislatura sarà la quarta di seguito in cui non si riuscirà, in prima battuta, ad eleggere un parlamentare europeo. L'isola di Malta, che ha 395.000 abitanti, esprime di diritto cinque parlamentari europei. Io mi rammarico per la dichiarazione di inammissibilità dell'emendamento, che non consente di portare alla delibera del Senato la nostra questione.
Concludendo, le dico, Presidente, consapevole che le decisioni della Presidenza sono inappellabili su questo punto, che quel modo restrittivo di applicare l'articolo 97 del nostro Regolamento rende praticamente vana questa discussione. Alla Camera hanno discusso per poi concentrare la decisione su nove disegni di legge. Noi non possiamo applicare il nostro Regolamento fingendo e - mi consenta di dire - simulando che siamo impossibilitati a discutere su nient'altro che l'articolo 21 di una legge di trent'anni fa.
Non è questo il modo di legiferare, assumendoci pienamente le nostre responsabilità. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vita. Ne ha facoltà.