MALAN, relatore. Signor Presidente, cinque anni fa, quando furono introdotte alcune modifiche alla legge per le elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo, si individuarono alcuni problemi e alcune questioni da risolvere. Non si poterono risolvere in quella circostanza e si auspicò di ritornare sull'argomento negli anni seguenti, prima delle successive elezioni europee, che si svolgeranno tra pochi mesi.
Le vicende politiche e parlamentari di quei cinque anni hanno impedito, come sappiamo, che questi interventi si svolgessero. Vi sono state due elezioni politiche, vi è stata la fine della XIV legislatura (nel corso della quale ci si è particolarmente impegnati sulla riforma della legge elettorale nazionale), vi sono state due anni molto tormentati nel corso della scorsa legislatura. Ora, in questo breve periodo della legislatura in corso, è stato possibile solo questo intervento, un intervento importante sul quale si è concentrata l'attività della Camera dei deputati con la proposta di legge che è stata approvata; di conseguenza, su di essa si concentra il Senato.
Gli altri problemi, effettivamente, andranno riesaminati e io spero che nei prossimi anni vi sia davvero la possibilità di affrontare in modo efficace, ad esempio, il problema dello slittamento dei seggi dalle circoscrizioni più piccole verso quelle più grandi. Questo problema, per la verità, tocca soprattutto i partiti piccoli perché nei partiti più grandi tale situazione si può verificare ma non è così probabile, a livello statistico, come per i partiti piccoli.
Ricordo poi il problema della rappresentanza delle Regioni, e della Sardegna in particolare, che va sicuramente affrontato e che nel 1994 è già stato oggetto di discussione.
Ricordo altresì la questione della rappresentanza femminile di cui ha parlato la senatrice Germontani, anche se ricordo che dal 2004 è in vigore una norma che impone, direi con efficacia, almeno un 30 per cento di candidati del sesso meno rappresentato che, nella gran parte dei casi, è quello femminile. Ha funzionato a livello di candidature ma non ancora a livello di eletti, anche se credo che una maturazione del genere potrà intervenire successivamente.
Con riferimento alle motivazioni positive contenute nelle norme che ci si accinge ad esaminare, mi rifaccio agli interventi svolti da alcuni colleghi, in particolare i senatori Pedica, Bodega, Procacci e Germontani, che ne hanno sottolineato aspetti positivi. Credo che vada ricordato che la soglia del 4 per cento, data la rappresentanza totale del Parlamento europeo, corrisponde circa allo 0, 5 per cento dei voti a livello europeo.
È bene ricordare che si parla di elezioni europee, per cui unarappresentanza al di sotto dell'1 per cento, per quanto possa essere ritenuta da alcuni altamentedesiderabile, non è desiderabile nel nostro Paese. La senatrice Germontani ricordava che l'Italia nel Parlamento europeo tuttora in carica è presente con 18 rappresentanze di partiti, mentre altri grandi Paesi ne hanno sei o sette. Anche l'Italia, alle prossime elezioni europee, si troverà con una rappresentanza di partiti analoga a quella di altri Paesi europei, uno strumento attraverso il quale l'Italia potrà contare di più.
Credo sia necessario un forte impegno da parte di tutti. Diversi interventi hanno toccato la questione dell'importanza di essere presenti in modo tale da rendere le istituzioni europee più efficaci, ma anche la nostra rappresentanza presso le istituzioni europee, a cominciare dal Parlamento di cui ci si sta occupando in questo momento, deve essere più efficace: il nostro Paese deve pesare di più. Ovviamente non è l'unica questione da affrontare, ma certamente è uno dei modi attraverso i quali ci si può arrivare.
Altri argomenti che sono stati suscitati non vengono esaminati nell'ambito di questo disegno di legge. Con riferimento alla questione del rimborso elettorale, si è ritenuto di evitare che alcuni partiti, sapendo di non poter avere una rappresentanza politica presso il Parlamento europeo, si presentassero al solo fine di percepire un rimborso elettorale ove la soglia per il rimborso letterale fosse sensibilmente più bassa rispetto a quella per la rappresentanza politica. Anche in questo senso si tratta di una norma positiva che, pur non toccando direttamente la questione dei rimborsi elettorali, lo fa indirettamente elevando la soglia per avere diritto ad almeno un eletto.
Vorrei, infine, fare un breve riferimento agli interventi dei senatori De Luca e Procacci con riferimento alla legge elettorale nazionale, argomento non trattato in questo disegno di legge. Ricordo che le liste bloccate sono quelle attraverso le quali quasi tutti gli altri Paesi europei eleggeranno i loro rappresentanti al Parlamento europeo. Noi li eleggeremo sulla base delle preferenze di lista. Se si considera che in base alla legge elettorale nazionale già si prevedono le liste bloccate e che la maggior parte degli altri Paesi europei manderà al Parlamento europeo una rappresentanza eletta sulla base di liste bloccate, non si può continuare a dipingere la situazione italiana come un'anomalia.
In ultima analisi, si è trattato di un dibattito positivo che può avviare il Parlamento ad una rapida approvazione del disegno di legge in esame, anche in considerazione del fatto che è volto soltanto ad introdurre una soglia di sbarramento del 4 per cento per partecipare alla ripartizione dei seggi spettanti all'Italia per l'elezione dei membri del Parlamento europeo. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Ceccanti.
CECCANTI, relatore. Rinuncio ad intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Rinuncio alla replica.