Discussione del disegno di legge:
(1360) Modifiche alla legge 24 gennaio 1979,n. 18, concernente l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Zeller ed altri; Cicu ed altri; Palomba; Gozi e Zaccaria; Bocchino ed altri; Soro ed altri; Lo Monte ed altri; Zeller ed altri; Melis ed altri) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)
CECCANTI, relatore. La riforma della legge elettorale per il Parlamento europeo, che introduce una soglia di sbarramento del quattro per cento, è condivisa dalle maggiori forze politiche ma ha una portata limitata. E' dunque necessario, dopo il prossimo voto europeo, affrontare alcuni aspetti critici rimasti irrisolti, che riguardano la dimensione delle circoscrizioni, lo slittamento dei seggi da una circoscrizione all'altra, il rispetto del principio di pari opportunità sancito dall'articolo 51 della Costituzione.
MALAN, relatore. Si rimette alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, dichiara improponibili gli ordini del giorno e gli emendamenti estranei alla materia del decreto-legge. (v. Resoconto stenografico). Al fine di accelerare i lavori, autorizza la Commissione bilancio a convocarsi per concludere l'esame dei restanti emendamenti. Dichiara aperta la discussione generale.
MARINARO (PD). Sarebbe stato preferibile discutere più approfonditamente, e con tempi di intervento meno compressi, di una riforma organica della legge elettorale europea e del ruolo della rappresentanza italiana al Parlamento europeo. Tuttavia, valuta positivamente l'accordo raggiunto dai maggiori Gruppi alla Camera dei deputati: la previsione di una soglia di sbarramento seppure parziale è misura utile per ridurre la frammentazione della rappresentanza nazionale e aumentare così il peso dell'Italia nel Parlamento europeo, un organo chiamato ad assumere decisioni importanti in materie sottratte alla legislazione dei singoli Stati membri. Rimangono momentaneamente insoddisfatte le esigenze di modificare la distribuzione dei seggi, di introdurre una clausola di riequilibrio per la rappresentanza di genere, di migliorare il raccordo tra Parlamento nazionale e Parlamento europeo al fine di potenziare le funzioni di controllo. Dopo la consultazione elettorale bisognerà quindi definire ulteriori modifiche atte a rendere il sistema elettorale europeo più equo, rappresentativo e partecipato. (Applausi dal Gruppo PD).
PISTORIO (Misto-MPA). L'esame del decreto-legge presso la Camera dei deputati ha evidenziato che l'intervento sulla legge elettorale per il Parlamento europeo è frutto di un accordo blindato, illogico e illiberale, tra i Gruppi del PdL e del PD. L'accordo verte su una semplificazione brutale della rappresentanza e non lascia alcuno spazio a proposte di modifica. Il provvedimento, infatti, non corregge i difetti più vistosi della legge elettorale europea, caratterizzata da un meccanismo di assegnazione dei seggi che penalizza le Regioni meridionali e in modo particolare la Sardegna. Introduce, invece, una soglia di sbarramento del quattro per cento, che penalizza le formazioni politiche minori, già rimaste prive di rappresentanza parlamentare nelle ultime elezioni politiche, e incide negativamente sul rimborso delle spese elettorali. La volontà di rafforzare il bipolarismo, infine, non è giustificabile con ragioni di stabilità e di governabilità, valevoli per il Parlamento nazionale ma non per quello europeo. (Applausi dal Gruppo Misto-MPA e dei senatori Cintola e Perduca).
Presidenza della vice presidente BONINO
PERDUCA (PD). Condivide la denuncia del senatore Pistorio: il provvedimento è frutto di decisioni che, assunte al di fuori delle aule parlamentari, riducono il ruolo del Parlamento a quello di mero strumento di ratifica. Ed è paradossale che l'accordo tra i maggiori Gruppi sia sostenuto anche dall'Italia dei Valori che non perde occasione per proclamarsi l'unica forza di opposizione al Governo Berlusconi. Il decreto-legge è privo dei requisiti costituzionali della necessità e dell'urgenza, è motivato con argomenti privi di fondamento, comprime i diritti politici dei cittadini danneggiando le forze politiche - Verdi, Comunisti e Radicali - che sono le più piccole ma anche le più attive nel Parlamento europeo. Preannuncia il voto contrario della delegazione radicale del PD ad una riforma, annunciata fin dall'inizio della legislatura, il cui vero obiettivo non è la riduzione della frammentazione della rappresentanza nazionale bensì la reintroduzione surrettizia del finanziamento pubblico dei partiti a vantaggio delle maggiori formazioni politiche. (Applausi delle senatrici Poretti e Sbarbati).
NEGRI (PD). Sebbene suscitino perplessità il mancato ridisegno delle circoscrizioni e la limitazione dell'accesso al rimborso delle spese elettorali, che rappresenta effettivamente un vulnus per la democrazia, appare positiva l'introduzione di una soglia di sbarramento, che è presente anche negli altri Paesi europei. L'esigenza di superare la frammentazione e la conseguente debolezza della rappresentanza italiana, peraltro in un momento di grave crisi che impone istituzioni comunitarie forti e riconoscibili, è reale e corrisponde all'evoluzione del Parlamento europeo, che ha assunto poteri di codecisione insieme al Consiglio in materie importanti, sottratte alla legislazione nazionale. (Applausi dal Gruppo PD).
DE LUCA (PD). La semplificazione della rappresentanza corrisponde all'evoluzione del sistema politico nazionale ed europeo e non minaccia l'identità di formazioni politiche minori che possono stringere alleanze per superare lo sbarramento. La stagione dei partiti ideologici si è esaurita ed è iniziata quella dell'alternanza tra sistemi di alleanza qualificati dal progetto: bisogna quindi consolidare un compiuto sistema bipolare e rinsaldare il legame tra elettori ed eletti attraverso riforme elettorali e modifiche costituzionali. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
SBARBATI (PD). Puntando unicamente all'introduzione di una soglia di sbarramento al quattro per cento per l'accesso al Parlamento europeo, il disegno di legge in esame lascia irrisolte questioni su cui, invece, sarebbe stato necessario intervenire. Si afferma che tale modifica, predisposta dai leader dei due partiti maggiori senza considerare l'opinione tanto di forze politiche presenti in Parlamento quanto di quelle non rappresentate (peraltro a causa di un'altra legge elettorale imposta a colpi di maggioranza), nasce dalla necessità di combattere la frammentazione partitica: tuttavia non bisogna confondere la frammentazione con il pluralismo, che è tutelato dalla Costituzione. Ed il provvedimento in esame, agendo sulla rappresentanza in Europa e sulla materia dei rimborsi elettorali, costituisce un ulteriore passo verso l'imposizione del pensiero unico, verso la dispersione di un patrimonio di tradizioni politiche e di idealità rappresentate dalle forze minori, che, escluse dai Parlamenti, non avranno la possibilità di rendere visibili la loro diversità e la peculiarità della loro proposta politica. I Repubblicani europei chiedono che il bipolarismo non si trasformi in un bipartitismo in cui venga lesa la libertà di espressione delle diversità culturali e politiche. (Applausi dei senatori Perduca e Poretti).
SANNA (PD). La perdita di credibilità del Parlamento europeo è legata anche alle sue modalità di elezione, che non favoriscono il rapporto tra elettori ed eletti: ad esempio, per via dell'ampiezza delle circoscrizioni elettorali, la Sardegna non ha mai espresso parlamentari europei. Per ovviare a questa palese discriminazione nei confronti dei cittadini sardi sono stati presentati emendamenti che sono stati dichiarati improponibili grazie ad un'applicazione restrittiva dell'articolo 97 del Regolamento. Questa decisione della Presidenza ha impoverito il dibattito in Senato sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo PD).
VITA (PD). La modifica delle norme per l'elezione dei membri italiani del Parlamento europeo è un argomento estremamente delicato che, pertanto, necessitava un approfondimento maggiore; inoltre, la vicinanza della scadenza elettorale scredita tale intervento, facendolo apparire come uno strumentale cambio delle regole. Particolare attenzione avrebbero meritato le proposte 1.102 e 1.0.102, dichiarate improponibili, rispettivamente volte a diminuire il numero delle firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali e a garantire l'accesso ai rimborsi elettorali alle forze politiche che avessero raggiunto almeno il due per cento dei voti validi. In mancanza di un approfondimento sulle suddette tematiche e di fronte ad un modo di procedere incauto non voterà a favore del disegno di legge in esame. (Applausi dai senatori Perduca e Poretti).
PEDICA (IdV). Pur rappresentando un grande evento democratico, le elezioni per il Parlamento europeo nascondono diverse problematiche, come l'assenza di partiti paneuropei, la scarsa affluenza alle urne, la diversità dei sistemi elettorali dei Paesi dell'Unione, nonché la sensazione che la competizione sia principalmente legata a considerazioni di carattere nazionale. Le motivazioni del costante calo dell'affluenza dei cittadini alle urne possono essere individuate in una debolezza della comunicazione riguardante le istituzioni comunitarie, nel deficit democratico che da più parti viene loro imputato o anche nell'assenza di liste elettorali comuni a tutta l'Unione. Pur preferendo una soglia di sbarramento meno incisiva, condivide lo spirito del provvedimento perché favorisce l'aggregazione e contrasta i particolarismi; tuttavia, occorre stigmatizzare il fatto che, sulla base di interessi nazionali, non si è intervenuto su altre tematiche di rilievo, quali la modifica delle circoscrizioni elettorali, il rispetto delle pari opportunità tra uomo e donna, le modalità di presentazione delle candidature e la rappresentanza delle minoranze linguistiche. In particolare, la divisione del Paese in cinque circoscrizioni ostacola il rapporto tra elettori ed eletti ed inoltre fa sì che Regioni come la Sardegna siano escluse dalla rappresentanza parlamentare europea. Pertanto, in futuro occorrerà tornare a occuparsi delle problematiche che ineriscono il tema della rappresentatività politica. (Applausi dal Gruppo IdV).
BODEGA (LNP). Con l'introduzione della soglia di sbarramento al quattro per cento si intende conseguire una razionalizzazione della rappresentanza in seno al Parlamento europeo, tuttavia il Gruppo Lega Nord Padania non ha mai sottovalutato né sottaciuto le conseguenze di tale provvedimento in termini di riduzione della rappresentatività dell'Assemblea stessa. Appare tuttavia evidente che tale riduzione rappresenta un modo per corrispondere alla volontà popolare, contraria alla frammentazione politica ed al suo carico di costi ed inefficienza. Occorre altresì considerare che soglie di sbarramento di portata simile sono presenti negli ordinamenti di altri Paesi europei e che altrove soglie implicite hanno effetti ancora più incisivi. Nel rapporto tra cittadini e partiti, l'introduzione della soglia di sbarramento rappresenta dunque una vittoria per i cittadini, perché in passato piccole formazioni politiche hanno frenato l'azione di governo dell'Esecutivo. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
PROCACCI (PD). Piuttosto che un dibattito su un disegno di legge concernente l'elezione dei membri italiani del Parlamento europeo sarebbe stata auspicabile una discussione sul futuro dell'Unione europea, caratterizzato da una grande incertezza. In Italia queste problematiche sono sempre affrontate con un approccio dettato da logiche politiche nazionali e anche il disegno di legge all'esame del Senato risponde ai suddetti meccanismi. Nello specifico, pur accettando le critiche mosse nei confronti dell'iter legislativo del provvedimento, ne condivide lo spirito, improntato alla necessità di fronteggiare la frammentazione partitica e di combattere i personalismi politici. L'esame delle modifiche alla legge elettorale europea costituisce l'occasione per ricordare che da più parti i cittadini hanno richiesto una modifica della legge elettorale nazionale che, ristabilendo la libertà di scelta degli eletti da parte degli elettori, avvicini il Parlamento al Paese. (Applausi dal Gruppo PD).
GERMONTANI (PdL). Coerentemente con la riduzione del numero complessivo dei parlamentari europei, derivante dal Trattato di Nizza, il disegno di legge mira a ridurre la frammentazione partitica della rappresentanza italiana, per creare maggiore coesione e consentire un'azione politica più efficace. L'introduzione della soglia di sbarramento rappresenta dunque uno stimolo all'aggregazione dei partiti politici, vista con favore dalla grande maggioranza della popolazione, che richiede un quadro politico più moderno e semplificato. Il disegno di legge aiuta a consolidare il bipartitismo e costituisce una pietra miliare nella costruzione di un rapporto di dialogo tra maggioranza e opposizione. Si rammarica però della dichiarazione di improponibilità dell'emendamento 1.221, presentato insieme alla senatrice Leddi, che al fine di ottenere un riequilibrio di genere nella rappresentanza, proponeva che le liste di candidati per le elezioni europee siano formate da un numero paritario di donne e uomini. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
Presidenza del presidente SCHIFANI
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
MALAN, relatore. Il disegno di legge si concentra sull'obiettivo ampiamente condiviso di introdurre la soglia di sbarramento del quattro per cento, ai fini dell'accesso al riparto dei seggi nel Parlamento europeo. Come sottolineato in discussione generale, rimangono alcuni importanti problemi insoluti, che però è opportuno affrontare in un momento successivo, data la vicinanza dello svolgimento della competizione elettorale. Tra questi spiccano la questione dello slittamento dei seggi da una circoscrizione all'altra al momento della loro effettiva assegnazione, che è però strettamente correlato all'assegnazione di seggi a piccoli partiti; quella della rappresentanza delle varie Regioni, con particolare riferimento alla Sardegna; infine la necessità di garantire un'adeguata rappresentanza femminile (a tale proposito resta comunque in vigore l'obbligo di presentare almeno il 30 per cento di candidate all'interno delle liste per il Parlamento). L'inserimento di una soglia minima percentuale, che evita anche la concessione dei rimborsi elettorali a partiti che godono di un consenso poco significativo, appare dunque opportuna e non vessatoria, ma capace di rendere più efficace il ruolo della rappresentanza italiana in Europa. (Applausi dal Gruppo PdL).
CECCANTI, relatore. Rinuncia alla replica.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Rinuncia alla replica.
MONGIELLO, segretario. Dà lettura del parere non ostativo espresso dalla 5a Commissione sugli emendamenti al disegno di legge in esame.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli ordini del giorno.
CECCANTI, relatore. Invita il Governo ad accogliere l'ordine del giorno G100, che propone un opportuno chiarimento sull'applicazione della soglia di sbarramento nel caso di liste espressione di minoranze linguistiche.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Accoglie l'ordine del giorno G100.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G100 non viene posto in votazione. Passa all'esame dell'articolo unico del disegno di legge e dei relativi emendamenti. Ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, risultano improponibili, per estraneità all'oggetto della discussione, gli emendamenti 1.101, 1.102, 1.103, 1.104, 1.106, 1.108, 1.109, 1.110, 1.111, 1.112, 1.114, 1.115, 1.116, 1.117, 1.200, 1.131, 1.135a, 1.221, 1.0.100, 1.0.101, 1.0.102 e gli ordini del giorno G101 e G102.
SBARBATI (PD). Gli emendamenti presentati segnalano la fiera opposizione dei Repubblicani europei al provvedimento in esame, che penalizza le voci alternative e soffoca storie e culture politiche che, ancorché non maggioritarie, meritano di continuare ad essere rappresentate nei consessi parlamentari nazionali e comunitari. Il provvedimento, data la sua importanza, avrebbe avuto bisogno di un maggiore approfondimento, anche all'interno dei singoli Gruppi, e di un più ampio dibattito riguardante la visione e il ruolo che si assegna all'Europa. Non è detto, inoltre, che ad una maggiore aggregazione consegua una rappresentanza parlamentare più efficiente, dal momento che proprio i membri dei Gruppi maggiori tendono ad essere meno presenti nel Parlamento europeo. (Congratulazioni).
VITA (PD). L'emendamento 1.102, purtroppo giudicato improponibile, evidenzia la necessità di ridurre il numero di sottoscrizioni necessarie alla presentazione di liste di candidati, dato l'approssimarsi della scadenza elettorale.
SANNA (PD). Contesta la decisione di considerare improponibile l'emendamento 1.101, che deriva da un'interpretazione troppo restrittiva del Regolamento e poco rispettosa dell'autonomia del Senato. Esso è di particolare importanza in quanto finalizzato a garantire rappresentanza europea alla Sardegna, in conformità ad un impegno preso da molti senatori sardi con il proprio elettorato. (Applausi dal Gruppo PD).
INCOSTANTE (PD). Si rammarica dell'improponibilità dell'emendamento 1.103, finalizzato ad ottenere un riequilibrio di genere nella rappresentanza europea, e della mancata occasione di discutere e approfondire il peculiare ritardo italiano in materia di rappresentanza femminile nelle assemblee legislative. (Applausi dal Gruppo PD).
FRANCO Vittoria (PD).L'emendamento 1.104, volto ad aumentare la presenza femminile nella rappresentanza italiana al Parlamento europeo, è stato dichiarato improponibile. Sottolinea in proposito che l'Italia è uno dei Paesi europei con la più bassa presenza di donne sia nel Parlamento europeo sia all'interno delle proprie istituzioni democratiche; ciò dimostra con evidenza che le attuali previsioni normative sono insufficienti a garantire un'adeguata rappresentanza femminile, nonostante la recente modifica dell'articolo 51 della Costituzione. E' stata persa un'ulteriore occasione per giungere ad una condizione di effettiva democrazia paritaria. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
PISTORIO (Misto-MPA). Non appare del tutto condivisibile la dichiarazione di improponibilità dell'emendamento 1.106, in quanto l'esame del disegno di legge in titolo è senz'altro una sede adatta per proporre una ridefinizione delle circoscrizioni elettorali, che attualmente non assicurano alcun collegamento tra eletti ed elettori e non garantiscono pertanto un'effettiva rappresentanza. Il voto su tale emendamento avrebbe rappresentato un'occasione per porre il tema al centro del dibattito e per chiedere all'Aula una chiara assunzione di responsabilità.
PRESIDENTE. Nell'effettuare le dichiarazioni di improponibilità degli emendamenti la Presidenza ha tenuto conto della decisione assunta all'unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo della Camera di portare all'esame dell'Aula solo la norma contenente l'introduzione della soglia di sbarramento al 4 per cento. La Presidenza ha ritenuto pertanto di non ammettere al voto le proposte emendative non strettamente attinenti a tale norma, in quanto, se approvate, esse verrebbero probabilmente soppresse dalla Camera in terza lettura, in conseguenza della suddetta deliberazione della Conferenza dei Capigruppo.
BIANCO (PD). L'emendamento 1.0.100 intende segnalare l'opportunità, condivisa anche dal ministro Maroni, di prevedere una deroga al divieto del terzo mandato consecutivo per i sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, nei quali spesso chi ricopre la carica di Sindaco lo fa esclusivamente per spirito di servizio e gode di un ampio sostegno da parte della popolazione.
BRUNO (PD). Ritira l'emendamento 1.0.100. (Applausi dai banchi del Governo).
BONINO (PD). I senatori della delegazione radicale voteranno a favore di quasi tutti gli emendamenti al disegno di legge in esame, nella convinzione che l'introduzione di una soglia di sbarramento al 4 per cento nel meccanismo di elezione dei membri italiani del Parlamento europeo, pur non rappresentando di per sé un attentato alla democrazia, risponda a convenienze e ad interessi di breve respiro dei partiti politici italiani più grandi. Tale provvedimento si inserisce peraltro in un contesto interno di grave e prolungata debolezza dello Stato di diritto, caratterizzata dalla mancanza di certezza delle regole, dall'assenza di efficaci limiti all'esercizio del potere e dal non corretto funzionamento degli istituti di controllo, tra cui la Commissione di vigilanza RAI, che, dopo essere stata per lungo tempo bloccata, si appresta ora ad una nuova lottizzazione del servizio pubblico televisivo. Rileva in proposito che l'uso consociativo dei mezzi di comunicazione pubblici e privati ha prodotto una preoccupante limitazione dell'accesso a tali mezzi da parte di alcune forze politiche, tra cui il Partito radicale; ciò è tanto più preoccupante in quanto un'adeguata informazione è presupposto essenziale per il corretto esercizio dei diritti politici da parte dei cittadini. Osserva infine che la debolezza italiana nelle sedi europee è dovuta alla scarsa presenza e all'insufficiente partecipazione dei rappresentanti italiani e che una riforma seria dei meccanismi elettorali, degna di una democrazia matura, dovrebbe essere basata sull'adozione di collegi uninominali di piccole dimensioni, che consentono l'instaurazione di un rapporto diretto tra i candidati e gli elettori. (Applausi dal Gruppo PD).
PISANU (PdL). Pur rispettando le considerazioni svolte dal Presidente, osserva che l'esigenza di armonizzare i lavori tra le due Camere non può vincolare le deliberazioni di uno dei due rami del Parlamento, soffocando l'essenza stessa del bicameralismo. Esprime rammarico, in particolare, per il fatto che l'Aula non possa pronunciarsi sull'emendamento 1.101, il quale, alla lettera a), propone una condivisibile suddivisione della circoscrizione insulare in due parti corrispondenti alla Sicilia e alla Sardegna. Ciò avrebbe consentito alla Sardegna di esprimere un proprio rappresentante al Parlamento europeo, cosa che attualmente non è possibile a causa della sproporzione di popolazione tra le due isole, e avrebbe permesso di far valere il naturale interesse dei candidati a rappresentare il proprio territorio, tanto più accentuato nel caso di un'isola. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pistorio).
PRESIDENTE. Rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo ad altra seduta.
Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 18 febbraio.
La seduta termina alle ore 20,03.