in un'intervista rilasciata al mensile "Tutto Trasporti" il direttore della divisione Cargo di Trenitalia Cargo disegna la nuova rete degli scali ferroviari merci in Italia;
il predetto direttore afferma che "si tratta di portare a compimento il processo di razionalizzazione di un reticolo che negli anni '90 contava sul territorio nazionale ben mille scali e che a partire dal 2000 è stato ridotto a 450 per passare a 314 nel 2007 fino ai 199 odierni. Soprattutto al Sud, nell'Italia meridionale, dove molti sono gli scali non sostenuti da un'adeguata domanda di trasporto da parte delle aziende nel territorio. Questo è il motivo per cui è allo studio un ulteriore ridimensionamento, a meno che le aziende non siano disposte a pagare prezzi maggiori";
i grandi scali merci sui quali Trenitalia intenderebbe puntare per il futuro sarebbero dieci: Torino, Alessandria, Novara, Milano, Brescia, Modena-Marzaglia, area di Roma, Marcianise, Bari-Ferruccio e Catania-Bicocca, tutti in gran parte da potenziare poiché carenti di attrezzature per il trasporto intermodale;
il già citato direttore conclude l'intervista rivolgendo un appello a tutti gli autotrasportatori affinché sottoscrivano un accordo pilota insieme alla committenza che per almeno un'area del Paese preveda il trasporto per ferrovia sulle lunghe distanze e con il camion sulle brevi;
considerato che in particolare, per la regione Calabria, si procederebbe alla chiusura degli scali merce di Lamezia Terme (Catanzaro) e Cosenza già a partire dal primo marzo 2009;
preso atto che:
tale decisione, se confermata, determinerebbe la scomparsa del trasporto merci su rotaia dalle province di Catanzaro e di Cosenza con danni per tutte le aziende che, invece, utilizzano proprio tale modalità per il trasporto dei loro prodotti;
tale decisione, tra l'altro, giunge proprio nel momento in cui i già carenti collegamenti stradali sono al collasso a seguito dei recenti fatti di maltempo verificatisi sulla Regione;
le province di Catanzaro e di Cosenza, e la Regione tutta, necessiterebbero, al contrario, di forti interventi mirati al potenziamento della rete di collegamenti, stradali e ferroviari, al fine di ridurre la marginalità geografica della Regione sia in riferimento alla mobilità dei cittadini che in riferimento alla movimentazione delle merci e dei prodotti,
si chiede di sapere:
se risulti al Ministro in indirizzo che le stazioni di Lamezia Terme e di Cosenza siano state escluse dall'elenco degli scali ferroviari per le merci, nell'ambito del ridimensionamento della rete italiana approntato dalla Divisione Cargo di Trenitalia, così come enunciato dal direttore e, in caso affermativo, se ritenga di dover intervenire al fine di promuovere una politica tesa al potenziamento e all'ammodernamento del sistema di mobilità ferroviario calabrese, di quello delle Province di Catanzaro e di Cosenza in particolare, in modo da valorizzarne le potenzialità produttive ed evitarne il definitivo smantellamento;
quali siano le valutazioni del Ministro circa l'eventuale accordo pilota da stipulare con gli autotrasportatori per la "spartizione" del trasporto merci.
(4-01144)