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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 152 del 17/02/2009


Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Bettamio, Bevilacqua, Bornacin, Caliendo, Cantoni, Carrara, Castelli, Ciampi, Compagna, D'Ali', Davico, Dell'Utri, Digilio, Fasano, Fazzone, Firrarello, Giovanardi, Leoni, Mantica, Mantovani, Martinat, Massidda, Palma, Pera, Poli Bortone, Pontone, Sciascia e Viespoli.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Spadoni, per partecipare ad una Conferenza internazionale; De Gregorio, Marini e Torri, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea.

Disegni di legge, nuova assegnazione

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

in sede deliberante

Modifica alla legge 22 novembre 1988, n. 516, recante approvazione dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Unione Italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. (1106)

previ pareri delle Commissioni 7° (Istruzione pubblica, beni culturali)

Già assegnato, in sede referente, alla 1ª Commissione permanente(Aff. cost.)

(assegnato in data 17/02/2009 );

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

in sede deliberante

Modifica della legge 5 ottobre 1993, n. 409, di approvazione dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione (1107)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)

Già assegnato, in sede referente, alla 1ª Commissione permanente(Aff. cost.)

(assegnato in data 17/02/2009 ).

Governo, trasmissione di documenti

Il Ministro della difesa, con lettera in data 31 gennaio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, come sostituito dall'articolo 4 del decreto legislativo 27 giugno 2000, n. 214, la relazione sullo stato di avanzamento dei provvedimenti di ristrutturazione delle Forze Armate, relativa all'anno 2008.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 4a Commissione permanente (Doc. XXXVI-bis, n.1).

Il Ministro della giustizia, con lettera in data 6 febbraio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 10 della legge 1° luglio 1977, n. 404, la relazione sullo stato di attuazione del programma di edilizia penitenziaria, relativa all'anno 2008.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 8a Commissione permanente (Doc. CXVI, n. 1).

Garante del contribuente, trasmissione di atti

Il Presidente del Garante del contribuente per l'Emilia-Romagna, con lettera in data 30 gennaio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta dal medesimo Garante nell'anno 2008.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente (Atto n. 139).

Corte dei conti, trasmissione di documentazione

La Corte dei conti - Sezione di controllo per gli affari comunitari ed internazionali - con lettera in data 2 febbraio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 3/2008 con la quale la Sezione stessa ha approvato la programmazione dell'attività di controllo per l'anno 2008.

La predetta deliberazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 14a Commissione permanente (Atto n. 138).

Mozioni

BONINO, MARINARO, ROSSI Nicola, MORANDO, ADAMO, ANDRIA, BARBOLINI, CARLONI, CAROFIGLIO, CHIAROMONTE, DI GIOVAN PAOLO, LUSI, MARCENARO, NEROZZI, PERDUCA, PORETTI, PROCACCI, SBARBATI, SOLIANI, VITA - Il Senato,

premesso che:

è incontestabile che l'Unione europea svolga un ruolo chiave nel contesto della crisi economica in atto e che il suo elemento centrale sia il mercato comune, che garantisce libertà di movimento alle persone, ai capitali, ai beni e ai servizi;

le economie degli Stati membri sono attualmente così interconnesse da formare un forte e coeso mercato interno tale da costituire la forza trainante che ha spazzato via frontiere e controlli, nonché indotto 16 Stati membri a rinunciare alle loro monete nazionali per adottare l'euro. Ha inoltre sospinto la crescita economica e, attraverso l'allargamento, ha rafforzato e stabilizzato la democrazia in Europa;

è per questa semplice ragione che ogni minaccia al mercato interno deve essere interpretata come una minaccia alla prosperità dell'Europa;

la crisi economica mondiale è cosi vasta da richiedere varie misure d'intervento pubblico anche in Europa. Tuttavia, gli strumenti politici rimangono fermamente nelle mani dei singoli governi e se le decisioni sono prese in maniera scoordinata, con lo sguardo rivolto esclusivamente allo stretto interesse nazionale, queste misure rischiano di entrare in rotta di collisione con le regole della concorrenza che presidiano il mercato interno;

considerato che:

il Trattato contempla alcune eccezioni a queste regole e chi è chiamato a giudicare non sono gli Stati membri, bensì il loro arbitro, la Commissione europea, i cui tempi tecnici per valutare se certi aiuti di Stato "distorcono o minacciano di distorcere la concorrenza" rischiano tuttavia di non avere la tempestività necessaria per evitare il rischio che l'economia europea precipiti nel frattempo in una situazione fortemente depressiva;

il fattore tempo è centrale. Ma è altrettanto essenziale per la Commissione poter intervenire annullando misure prima che abbiano dispiegato i loro effetti distorsivi sui mercati, oppure siano replicate in altri Stati membri, lasciando alla fine nessuno in condizioni migliori, ognuno in condizioni peggiori, e il mercato interno a pezzi;

i due settori in Europa che hanno beneficiato di massicci aiuti di Stato sono il settore bancario e quello automobilistico. La Commissione europea ha cercato di accelerarne il processo di revisione nonostante i Governi abbiano preso l'abitudine di annunciare pubblicamente nuove misure su base pressoché quotidiana e alcune di queste misure appaiano di dubbia compatibilità con le regole della concorrenza;

la nostra prosperità è basata su un vero e proprio bene pubblico intangibile, costituito dall'insieme di regole che ha reso possibile il mercato interno. I governi europei non dovrebbero mai dimenticare che il loro superiore interesse nazionale è la difesa del mercato interno europeo.

ben due vertici straordinari del Consiglio europeo sono stati dedicati alla crisi finanziaria, senza riuscire ad impedire tentativi di "fughe in avanti" e derive protezioniste suscettibili di minare dalle fondamenta l'edificio sin qui costruito;

è quindi giunto il momento di cambiare approccio, consapevoli che una procedura che funziona in tempi normali, quando le richieste di aiuti di Stato sono infrequenti, non può funzionare nelle critiche circostanze attuali,

impegna il Governo:

a promuovere, in occasione della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 1° marzo 2009, un'iniziativa volta a dichiarare ufficialmente lo "stato di crisi" per quanto riguarda il settore bancario e quello automobilistico, incluso l'indotto;

a sollecitare la costituzione di due unità di crisi (o task forces) composte da rappresentanti nazionali nominati dai Governi per i due settori, entrambe presiedute dalla Commissione, con il compito specifico di coordinare gli aiuti di Stato, di favorire lo scambio di informazioni e di assicurare nel contempo che le misure nazionali si rinforzino mutualmente per il maggior beneficio dei settori interessati senza compromettere le regole della concorrenza. Questo in modo da attribuire anche all'arbitro della concorrenza, la Commissione, un ruolo ex ante, dato che quello attuale ex post è palesemente inadeguato.

(1-00090)

Interpellanze

COSSIGA - Al Ministro della giustizia - Si chiede di conoscere quali siano le norme costituzionali e/o ordinarie in base alle quali il Consiglio superiore della magistratura istruisce e delibera in ordine alle così dette "pratiche a tutela", sanzionando, al di fuori di ogni eventuale valutazione da parte di giudici in un regolare procedimento civile o penale, critiche che possano essere state rivolte a magistrati anche da parte di membri del Parlamento.

(2-00062)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

SPEZIALI, BEVILACQUA, GENTILE - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

in un'intervista rilasciata al mensile "Tutto Trasporti" il direttore della divisione Cargo di Trenitalia Cargo disegna la nuova rete degli scali ferroviari merci in Italia;

il predetto direttore afferma che "si tratta di portare a compimento il processo di razionalizzazione di un reticolo che negli anni '90 contava sul territorio nazionale ben mille scali e che a partire dal 2000 è stato ridotto a 450 per passare a 314 nel 2007 fino ai 199 odierni. Soprattutto al Sud, nell'Italia meridionale, dove molti sono gli scali non sostenuti da un'adeguata domanda di trasporto da parte delle aziende nel territorio. Questo è il motivo per cui è allo studio un ulteriore ridimensionamento, a meno che le aziende non siano disposte a pagare prezzi maggiori";

i grandi scali merci sui quali Trenitalia intenderebbe puntare per il futuro sarebbero dieci: Torino, Alessandria, Novara, Milano, Brescia, Modena-Marzaglia, area di Roma, Marcianise, Bari-Ferruccio e Catania-Bicocca, tutti in gran parte da potenziare poiché carenti di attrezzature per il trasporto intermodale;

il già citato direttore conclude l'intervista rivolgendo un appello a tutti gli autotrasportatori affinché sottoscrivano un accordo pilota insieme alla committenza che per almeno un'area del Paese preveda il trasporto per ferrovia sulle lunghe distanze e con il camion sulle brevi;

considerato che in particolare, per la regione Calabria, si procederebbe alla chiusura degli scali merce di Lamezia Terme (Catanzaro) e Cosenza già a partire dal primo marzo 2009;

preso atto che:

tale decisione, se confermata, determinerebbe la scomparsa del trasporto merci su rotaia dalle province di Catanzaro e di Cosenza con danni per tutte le aziende che, invece, utilizzano proprio tale modalità per il trasporto dei loro prodotti;

tale decisione, tra l'altro, giunge proprio nel momento in cui i già carenti collegamenti stradali sono al collasso a seguito dei recenti fatti di maltempo verificatisi sulla Regione;

le province di Catanzaro e di Cosenza, e la Regione tutta, necessiterebbero, al contrario, di forti interventi mirati al potenziamento della rete di collegamenti, stradali e ferroviari, al fine di ridurre la marginalità geografica della Regione sia in riferimento alla mobilità dei cittadini che in riferimento alla movimentazione delle merci e dei prodotti,

si chiede di sapere:

se risulti al Ministro in indirizzo che le stazioni di Lamezia Terme e di Cosenza siano state escluse dall'elenco degli scali ferroviari per le merci, nell'ambito del ridimensionamento della rete italiana approntato dalla Divisione Cargo di Trenitalia, così come enunciato dal direttore e, in caso affermativo, se ritenga di dover intervenire al fine di promuovere una politica tesa al potenziamento e all'ammodernamento del sistema di mobilità ferroviario calabrese, di quello delle Province di Catanzaro e di Cosenza in particolare, in modo da valorizzarne le potenzialità produttive ed evitarne il definitivo smantellamento;

quali siano le valutazioni del Ministro circa l'eventuale accordo pilota da stipulare con gli autotrasportatori per la "spartizione" del trasporto merci.

(4-01144)