Seguito della discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:
(733) Disposizioni in materia di sicurezza pubblica (ore 9,39)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 733.
Riprendiamo l'esame degli articoli, nel testo proposto dalle Commissioni riunite.
Ricordo che nella seduta pomeridiana di ieri ha avuto inizio la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 39 fino all'emendamento 39.302, che è stato trasformato ed accolto come ordine del giorno.
Come anticipato nella seduta pomeridiana di ieri, la Presidenza ha armonizzato i tempi al fine di consentire l'inizio delle dichiarazioni di voto, in diretta televisiva, a partire dalle ore 12. Pertanto, in attesa del decorso dei venti minuti prescritto dal Regolamento, passiamo all'illustrazione degli emendamenti presentati ai successivi articoli e non alle votazioni a partire dall'emendamento 39.801.
Passiamo dunque all'esame dell'articolo 40, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno, che si intendono tutti illustrati.
Procediamo quindi all'esame dell'articolo 41, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
CASSON (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASSON (PD). Signor Presidente, intendo intervenire sull'ordine dei lavori.
Siccome stiamo completando l'esame dell'articolo 39, che è particolarmente delicato ed importante, procedere con l'esame dei successivi articoli mi sembra...
PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Casson.
CASSON (PD). Possiamo chiedere la votazione sui precedenti emendamenti?
PRESIDENTE. Senatore Casson, probabilmente lei non ha inteso quello che ho detto: cerchiamo di ascoltare le comunicazioni della Presidenza.
Per poter arrivare alle dichiarazioni di voto finale, in diretta televisiva, alle ore 12, la Conferenza dei Capigruppo, per utilizzare i 20 minuti di preavviso previsto dal nostro Regolamento - perché in presenza di richieste di voto elettronico avremmo dovuto sospendere la seduta per 20 minuti - ha deciso di procedere con l'illustrazione degli emendamenti riferiti ai successivi articoli e con i relativi pareri del relatore e del rappresentante del Governo. Anzi, ho commesso un errore, quindi tornerò all'esame degli emendamenti presentati all'articolo 40.
Una volta trascorsi i 20 minuti, riprenderemo l'esame degli emendamenti all'articolo 39 ed è ovvio che procederemo al voto degli emendamenti e degli articoli.
Invito dunque il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno presentati all'articolo 40.
BERSELLI, relatore. La ringrazio, signor Presidente, le stavo appunto chiedendo di poter esprimere il parere.
PRESIDENTE. Per la fretta stavo procedendo oltre.
BERSELLI, relatore. Esprimo parere favorevole all'emendamento 40.800 e contrario agli emendamenti 40.100 e 40.101.
PRESIDENTE. La prego di esprimere il parere anche sull'ordine del giorno G40.100.
CASSON (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASSON (PD). Signor Presidente, mi scuso per il mio fraintendimento. Per quanto riguarda l'emendamento 39.0.100, che è particolarmente delicato e sul quale poi svolgerà una dichiarazione di voto la senatrice Della Monica, vorrei illustrarlo perché riguarda i casi di grave sfruttamento del lavoro. Dico che è particolarmente delicato perché in una materia come questa...
PRESIDENTE. Senatore Casson, quale emendamento vuole illustrare?
CASSON (PD). Vorrei illustrare l'emendamento 39.0.100, tendente ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 39. Ho chiesto scusa perché non avevo capito che eravamo passati oltre. Chiedo, comunque, di poterlo rapidamente illustrare.
BERSELLI, relatore. Signor Presidente, io avevo capito che il senatore Casson dovesse illustrare l'ordine del giorno G40.100, su cui il rappresentante del Governo ed io dobbiamo ancora esprimere il parere.
PRESIDENTE. Senatore Casson, la fase dell'illustrazione degli emendamenti presentati all'articolo 39 è ormai conclusa. Eravamo già alla fase del voto, che però abbiamo rinviato. Lei potrà svolgere su quell'emendamento, tra breve, una dichiarazione di voto.
CASSON (PD). D'accordo, signor Presidente. Voglio segnalare soltanto il fatto che riguarda i casi di grave sfruttamento del lavoro.
PRESIDENTE. Invito dunque il relatore a pronunziarsi sull'ordine del giorno G40.100.
BERSELLI, relatore. Signor Presidente, sull'ordine del giorno G40.100 mi rimetto al Governo.
PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore sugli emendamenti presentati all'articolo 40 ed accoglie l'ordine del giorno G40.100.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 41, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
BERSELLI, relatore. Signor Presidente, devo ancora esprimere il parere sull'emendamento 40.0.100, tendente ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 40. Su tale proposta emendativa esprimo parere contrario.
Esprimo altresì parere contrario sugli emendamenti 41.100, 41.101 e 41.102 e favorevole sugli emendamenti 41.400 e 41.800.
Per quanto riguarda gli emendamenti 41.300 e 41.0.300, mi rimetto al parere del Governo.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore sull'emendamento 40.0.100 e sugli emendamenti 41.100, 41.101, 41.102, 41.400 e 41.800. Invito i presentatori a ritirare gli emendamenti 41.300 e 41.0.300 e a trasformarli in ordini del giorno (i testi sono stati di massima concordati con i proponenti gli emendamenti).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G43.100, che si intende illustrato e sul quale invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
BERSELLI, relatore. Sull'ordine del giorno G43.100 mi rimetto al Governo.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno G43.100.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 44, su cui sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
BERSELLI, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 44.100, 44.101 e 44.102. Sull'emendamento 44.300 ci rimettiamo al Governo, che proporrà una riformulazione. Esprimo invece parere favorevole sugli emendamenti 44.500 e 44.800.
Anticipo il mio parere contrario sull'emendamento 45.100.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme a quello del relatore. Sull'emendamento 44.300 c'è una proposta di riformulazione che i proponenti hanno già esaminato e il cui testo metto a disposizione.
Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 9,49)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 45, sul quale è stato presentato un emendamento, su cui il relatore e il rappresentante del Governo hanno espresso il loro parere, e un ordine del giorno, che si intende illustrato.
Passiamo quindi all'esame dell'articolo 46, sul quale sono stati presentati emendamenti, che invito i presentatori ad illustrare.
LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, l'emendamento soppressivo proposto... (Brusìo).
PRESIDENTE. Colleghi, stiamo lavorando. Il senatore Li Gotti ha iniziato ad illustrare l'emendamento 46.100. Tra cinque minuti inizieremo a votare. Pregherei i colleghi di fare silenzio, altrimenti sospendo la seduta.
LI GOTTI (IdV). Si tratta di un emendamento soppressivo dell'articolo 46. Questo articolo, proposto dalla Commissione, introduce nel nostro ordinamento una norma di particolare delicatezza, che prevede che gli enti locali possano avvalersi di associazioni di volontari ai fini della segnalazione di reati e di fatti che possono arrecare danno alla sicurezza urbana. Fin qui si tratta di una norma inutile, in quanto la possibilità per i cittadini di denunziare reati e segnalare danni per la sicurezza urbana è già prevista dal nostro ordinamento. L'aspetto estremamente significativo, sul quale invito alla riflessione, è contenuto nell'ultimo inciso, laddove si dice che le associazioni di volontari possono cooperare nello svolgimento dell'attività di presidio del territorio. Quest'ultima è un'attività di ordine pubblico, non di denuncia di un fatto ma di controllo del territorio; una funzione tipicamente affidata dallo Stato alle forze di polizia. (Brusìo).
Le associazioni volontarie, peraltro non sono ben definite e regolamentate, e il loro ruolo non viene previsto attraverso una disciplina che riguardi anche i requisiti e le modalità di iscrizione nelle associazioni volontarie stesse. (Brusìo).
PRESIDENTE.Colleghi, se non termina questo brusìo sospendo la seduta. Senatore Li Gotti, le chiedo scusa a nome dell'Assemblea.
LI GOTTI (IdV). Peraltro, prevedere una forma di svolgimento dell'attività di presidio del territorio significa, inevitabilmente, consentire alle associazioni volontarie - ovvero a questo qualcosa di non meglio definito - di esercitare, anche a fini difensivi, alcune forme di coazione nei confronti di criminali che possono agire sul territorio. Ebbene, se i Comuni, o meglio gli enti locali, possono avvalersi, per il presidio del territorio, del contributo fornito dalle associazioni volontarie, è inevitabile pensare che non si possa rifiutare che i componenti delle stesse possano fare ricorso, sia pure a scopo difensivo o dissuasivo, alle armi.
E allora mi chiedo se lo Stato possa delegare una funzione primaria, quale è la gestione dell'ordine pubblico, alle associazione volontarie. Rendiamoci conto di ciò che stiamo introducendo nel nostro ordinamento. Noi vogliamo che l'ordine pubblico venga gestito e tutelato da chi è preposto a farlo e non da associazioni volontarie non ben definite. Siamo un Paese di grandi tradizioni democratiche, crediamo nelle nostre forze dell'ordine e desideriamo il loro potenziamento, ma non possiamo ricorrere a queste forme di surroga attraverso i volontari. (Brusìo).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sto per sospendere la seduta.
LI GOTTI (IdV). Invito pertanto l'Assemblea a riflettere sulla grande delicatezza di ciò che viene proposto e sottoposto al voto affinché si recuperino il senso dello Stato e la dignità delle nostre forze di polizia, che devono essere messe in grado di tutelare i cittadini senza dover ricorrere ad alleati sul territorio che dovrebbero svolgere gli stessi compiti in maniera non regolamentata e in forma incontrollata, quindi rischiosa per gli stessi volontari.
Ecco perché insisto per un sussulto di ragionevolezza e chiedo un voto favorevole sul nostro emendamento soppressivo dell'articolo 46.
ADAMO (PD). Signor Presidente, nel mio breve intervento intendo ribadire che siamo assolutamente favorevoli a tutte quelle forme di partecipazione democratica che hanno a che vedere con il riappropriarsi del territorio da parte dei cittadini. Da questo punto di vista vantiamo ottime esperienze in quei patti per la sicurezza organizzati insieme da sindaci, volontariato, forze dell'ordine, direzioni scolastiche e così via, cioè tutto quello che aiuta a far sentire la comunità padrona del proprio territorio.
Ciò che, invece, ci preoccupa vivamente è il fatto di delegare funzioni proprie delle forze dell'ordine ad altri. (Brusìo).
Signor Presidente, io parlo solo per mezzo minuto, ma vorrei che in questo mezzo minuto il relatore o il Sottosegretario mi ascoltassero.
PRESIDENTE. Senatrice Adamo, le chiedo scusa.
Colleghi, questa mattina non si può lavorare. Mi state costringendo a sospendere la seduta. (Brusìo).
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 9,58 è ripresa alle ore 10,04).
Riprendiamo i nostri lavori.
Onorevoli colleghi, la Presidenza non intende proseguire i lavori d'Aula se non ci sarà silenzio ed è molto amareggiata per aver dovuto interrompere la seduta a causa del brusìo eccessivo che non consentiva ad una collega di intervenire liberamente, serenamente e correttamente.
Inoltre, è sacrosanto diritto di ogni parlamentare quello di poter ascoltare gli interventi dei senatori. Questa possibilità viene impedita da colleghi che si occupano di altro. Chi non è interessato ai lavori è pregato di non sostare in Aula e di non avvicinarsi ai banchi del Governo.
Ricordo all'Assemblea che vi è un impegno dei Capigruppo a finire i lavori entro le ore 12, in tempo per la prevista diretta televisiva, ma continuando così ho forti perplessità sulla possibilità di poter mantenere tale impegno. (Commenti del senatore Astore).
Prego, senatrice Adamo, può proseguire il suo intervento.
ADAMO (PD). Signor Presidente, non riprendo le considerazioni già svolte prima. Stavo dicendo che siamo favorevoli a tutte le forme di partecipazione popolare e democratica delle comunità alla gestione dei problemi del proprio territorio, mentre invece abbiamo forti perplessità sull'introduzione di quelle che in gergo vengono chiamate le ronde, novità che ci preoccupa fortemente.
A questo proposito, prima ho richiamato l'attenzione del Sottosegretario perché sono in attesa della risposta ad un'interrogazione su un bando del Comune di Milano in questo senso. Volevo sapere, infatti, se il Comune, senza una legge di sostegno, potesse devolvere le proprie funzioni, in questo caso quelle della polizia municipale, ad associazioni private. Nell'interrogazione si segnala anche il fatto che il bando non conteneva criteri particolari e che, casualmente, avevano vinto due associazioni. Il presidente della prima associazione era un membro di Forza Nuova mentre l'altra è un'associazione di ex poliziotti il cui presidente è uno stimatissimo collega, esponente del Popolo della Libertà in Consiglio comunale, peraltro poliziotto ancora servizio.
Queste commistioni e queste confusioni ci preoccupano sia dal punto di vista dei ruoli che della garanzia della terzietà di chi compie queste azioni.
DE SENA (PD). Signor Presidente, intendo illustrare l'emendamento 46.101, identico all'emendamento 46.100, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori. Condivido assolutamente la sottolineatura che la questione è di particolare complessità e delicatezza in quanto già il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica è interprete delle esigenze, anche su istanza di tutti i cittadini, convocando all'uopo gli amministratori locali interessati. Su queste istanze, in modo sempre condiviso e tecnicamente ineccepibile, in sede di riunione di coordinamento delle forze di polizia, il comitato ha sempre disposto il riorientamento del piano coordinato di controllo del territorio proprio per adempiere alle istanze di sicurezza presentate dai cittadini. Il piano infatti ha una caratteristica particolare che è quella della flessibilità, che offre quindi la pratica attuazione di misure correttive a fronte di fenomeni di criminalità diffusa.
Inoltre, per me è arduo condividere lo spirito di tale innovazione sulla base di queste brevi considerazioni. Non si apprezza la caratteristica del "previo parere" che non solo dovrebbe essere obbligatorio ma anche vincolante. La stessa cooperazione attiva nell'ambito del presidio del territorio potrebbe condurre a valutazioni emotive o quantomeno non obiettive su episodi che si dovessero verificare nel corso dell'attività di cooperazione prevista. Conseguenzialmente si rileva il rischio per l'incolumità personale degli stessi membri di queste associazioni di volontari specialmente in contesti territoriali a notevole tasso di criminalità organizzata; rischio ancor più evidente se gli stessi partecipanti sono armati, seppure legittimamente.
In tale ultima direzione va l'emendamento 46.103 che è stato illustrato dalla collega Adamo, il quale, qualora non condiviso l'emendamento 46.101, è auspicabile possa essere accettato dal relatore e dal Governo in base ad una valutazione esperienziale che esige l'abbattimento delle esasperazioni e la coerenza della risposta alle legittime istanze della popolazione.
Pertanto ritengo che la norma sia assolutamente superflua e peraltro molto pericolosa. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Li Gotti e Pardi).
PRESIDENTE. Ricordo che sull'emendamento 45.100 il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G45.100.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, il parere del Governo è favorevole con una precisazione. Alla lettera c) della premessa, ai punti 2) e 3), le dizioni "illeciti amministrativi" e "illeciti tributari" dovrebbero essere precedute entrambe dalla parola "gravi", quindi tali punti reciterebbero: «2) gravi illeciti amministrativi» e «3) gravi illeciti tributari». In questi termini il Governo accoglie l'ordine del giorno in esame.
PRESIDENTE. Senatore Mazzatorta, accetta la modifica proposta?
MAZZATORTA (LNP). Sì, signor Presidente.
Faccio inoltre presente che ritiriamo l'emendamento 41.300, il cui contenuto viene inserito nel dispositivo dell'ordine del giorno G45.100 (testo 2).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 47, su cui è stato presentato un emendamento che si intende illustrato.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti presentati agli articoli 46 e 47.
VIZZINI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 46.100, 46.101 e 46.102 e parere favorevole sugli emendamenti 46.103 e 46.500.
Infine, il mio parere è contrario sull'emendamento 47.101.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Riprendiamo la votazione degli articoli e degli emendamenti precedentemente illustrati, su cui il relatore ed il rappresentante del Governo hanno già espresso il parere.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.801.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.801, presentato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.117.
CASSON (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.117, presentato dal senatore Bianco a da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Sull'emendamento 39.118, identico all'emendamento 39.352, chiedo ai proponenti se accolgono l'invito al ritiro.
DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, non posso accogliere tale invito.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.118, identico all'emendamento 39.352.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.118, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori, identico all'emendamento 39.352, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.303.
SERAFINI Anna Maria (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERAFINI Anna Maria (PD). Signor Presidente, colleghi, abbiamo necessità assoluta di intervenire in modo organico sul tema della tutela dei minori stranieri e in particolare su quelli non accompagnati, con genitori irregolari e vittime di tratta e sfruttamento. Noi non sottovalutiamo il problema. I dati recenti sottolineano che l'87 per cento dei minori che sbarcano sono non accompagnati.
Il ministro Maroni in questi giorni ha affermato che nel 2008, secondo i dati del Viminale, su 1.320 minori approdati a Lampedusa, circa 400 sono spariti senza lasciare traccia. Egli sostiene, per quanto riguarda la situazione dei bambini migranti, che vi è evidenza di traffici di organi di minori sul territorio. La collega Sbarbati ha presentato un'interrogazione per chiedere al Ministro di venire in Aula a riferire al riguardo.
La questione fondamentale però - e vorrei richiamare le colleghe e i colleghi in tal senso - è che non si può mettere in contraddizione la sicurezza del Paese con quella dei diritti dei bambini; anzi, solo tenendole insieme si può fare in modo che la loro tutela sia anche uno strumento contro l'immigrazione clandestina. I bambini non possono essere considerati irregolari quanto piuttosto solo bambini invisibili.
È bene non guardare a responsabilità del passato ma cerchiamo di condividere il problema. Manca un piano di azione nazionale sull'infanzia, mancano i fondi e un piano nazionale, con normative certe e procedure standardizzate, per accertare l'età e fare una distinzione tra prima e seconda accoglienza, per verificare i criteri di comunità dell'alloggio e i diritti e i doveri dei bambini.
Il comitato stranieri non ha alcuna possibilità. La Commissione bicamerale per l'infanzia ha lavorato in questi mesi; noi siamo pronti per una mozione unitaria (Camera e Senato) perché ci sia una normativa organica per tutti i bambini stranieri, che ricomprenda le competenze, sostenga le Regioni e gli enti locali, preveda procedure e atti amministrativi chiari e si avvalga dei fondi europei.
Anche l'assessore per la famiglia della Regione Sicilia ha dichiarato che loro non ce la fanno più, sia dal punto vista economico che in termini di certezza.
La nostra via maestra deve essere quella di dare più sicurezza ai bambini per rendere più sicuro il Paese, altrimenti rimarranno contraddizioni infinite.
I nostri emendamenti entrano nel merito di violazioni gravi della normativa europea, internazionale ed italiana. Basta ricordare com'è andata a finire con la questione delle impronte digitali, cioè con la risoluzione dell'Unione europea secondo cui le impronte digitali non devono essere prese ai minori di dodici anni.
La mia dichiarazione di voto attiene anche all'emendamento riferito all'articolo 47 e a quelli presentati all'articolo 12, precedentemente accantonati, in materia sanitaria.
L'emendamento 39.303 fa riferimento ad una disparità certa di trattamento tra minori stranieri. Infatti, se non si rilascia il permesso di soggiorno ai minori stranieri che compiono diciotto anni, anche se iscritti a scuola o con un contratto di lavoro regolare, solo perché dopo i quindici anni, anche se affidati o sottoposti a tutela, non possono dimostrare un progetto di integrazione di almeno due anni, non soltanto si violano delle regole ma soprattutto, se si espellono a diciotto anni, si consegue una maggiore clandestinità e aumenterà il loro sfruttamento in attività illegali.
Quindi, non avremo una riduzione di minori non accompagnati ma, semmai un abbassamento dell'età media dei nuovi arrivi.
La seconda questione riguarda l'articolo 47, relativo al rimpatrio assistito dei minori comunitari, ragazzi e ragazze, coinvolti nella prostituzione.
Dobbiamo avere chiara la finalità del rimpatrio: esso è a tutela del minore per ricongiungerlo in luogo protetto alla sua famiglia. Questa norma è una violazione grave alle norme comunitarie: perché solo i minori comunitari? E perché solo un rientro assistito per coloro che sono coinvolti nella prostituzione e che sono vittime e non, ad esempio, per i minori coinvolti in attività di reato? Nel caso in cui non ci siano gravi violazioni dell'ordine pubblico, un minore che viene rimpatriato viola tutte le regole comunitarie sulla libera circolazione. Dei cittadini italiani, anche in assenza di ragioni di ordine pubblico e pericolosità sociale, non è possibile decretare l'espulsione: perché allora ciò vale per i cittadini comunitari?
Se non teniamo presente la finalità del rimpatrio, quale ricongiungimento e maggiore tutela, non avremo un criterio prioritario del rientro, quale è proprio il ricongiungimento del nucleo familiare. Colleghe e colleghi, parliamo di tratta di organi, ma non abbiamo norme che prevedano le modalità del rimpatrio, i criteri di esecuzione, norme che tengano conto della situazione del minore in Italia e della famiglia in cui dovrebbero i minori entrare e per cui è previsto il rimpatrio. Cosa succede? Se, per esempio, una famiglia è minacciata dal racket della prostituzione, essa va sostenuta; oppure, se il minore deve andare presso una famiglia che lo ha consegnato ad organizzazioni criminali, dobbiamo verificarlo. Su queste norme occorre avere delle certezze a tutela dei minori.
Così come non c'è nessun piano sulla identificazione e presa in carico dei minori. Chi identifica e come? Chi prende in carico il minore? Come, quando e fino a quando? E le risorse? Chi le ha? C'è un fondo? Gli enti locali secondo quale logica devono intervenire sia sui fondi sia sui criteri per cui i minori rimangono nella comunità? E se i minori se ne vanno, chi li trattiene? Quale processo di integrazione c'è?
Se noi siamo preoccupati che i minori possano cadere nella rete del traffico di organi o dello sfruttamento, dobbiamo avere chiaro quando il minore entra, accertarne l'età, dove va, stabilire come consentiamo a questo minore di andare magari in affidamento (eventualmente con la riforma dell'affidamento, come abbiamo previsto nella mozione). Dobbiamo sapere, da quando entra a quando ha diciotto anni, cosa fa questo minore. Questo è il punto principale.
Sulla salute, infine, l'emendamento è accantonato, ma saremmo disponibili anche ad uno stralcio di questo emendamento e a non votarlo perché, come si è detto, un minore non è mai irregolare per legge. Il decreto legislativo n. 286 del 1998 dice che il minore ha diritto alla migliore salute possibile, ma poi, anche per colpa nostra, certamente, non è intervenuta nessuna disposizione normativa o amministrativa per esercitare tale tutela.
Abbiamo già parlato della salute dei bambini. Il pediatra di famiglia consentirebbe vaccinazioni, anche tenendo conto delle epidemie ambientali dei Paesi di provenienza, a maggior tutela della salute dei bambini non accompagnati, di quelli i cui genitori non hanno in regola il permesso di soggiorno; ma questo vale anche per i bambini italiani, nel senso che comunque spendiamo per cure emergenziali solo quando scatta la malattia e non facciamo niente per la prevenzione. Lo chiedono tutti i pediatri italiani a maggiore tutela dei bambini italiani e non.
Concludo proponendo lo stralcio dell'emendamento. Non vogliamo un voto, se possibile. Per questo mi rivolgo al Governo e alla sensibilità del sottosegretario Mantovano e dei relatori che mi sono sembrati sensibili sull'argomento, anche parlandone con i colleghi. Stralciamo queste parti che riguardano i minori; facciamo un testo unico. Siamo disponibili a lavorarci insieme.
Vi propongo lo stralcio perché, vedete, non ci sono bambini irregolari: semmai potrebbero esserci bambini invisibili alla tutela, ma visibili alle organizzazioni criminali. Allora dobbiamo fare appello ad ognuno di noi perché tutti insieme riusciamo non solo a mostrare civiltà, ma a tenere insieme la sicurezza dei bambini e la sicurezza del Paese. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori D'Alia, Pardi e Peterlini).
ALLEGRINI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLEGRINI (PdL). Signor Presidente, vorrei brevemente rispondere alla senatrice Serafini. Quanto da lei evidenziato è il risultato di un'indagine conoscitiva che la Commissione bicamerale sull'infanzia sta svolgendo sul tema dei minori non accompagnati. In particolare, il Presidente del comitato dei minori stranieri presso il Ministero della salute e delle politiche sociali ha evidenziato come, degli oltre 8.000 minori non accompagnati ne siano stati identificati solo 2.400. Quindi, il vero problema è quello dell'identificazione; questo la dice lunga sulla scelta del Governo a proposito della necessità di identificare i bambini.
Lei sa che su molti argomenti da lei posti nel suo intervento noi siamo assolutamente d'accordo. Lei sa che, proprio in considerazione di quanto il ministro Maroni ha affermato recentemente, stiamo lavorando insieme ad una risoluzione che sarà esaminata nella Commissione bicamerale la prossima settimana e che verrà poi presentata in quest'Aula.
La Commissione bicamerale per l'infanzia ha svolto anche delle missioni ad Agrigento, dove abbiamo audito anche il prefetto, ed a Lampedusa. Siamo coscienti della possibilità, non di una sparizione, ma, ad un certo punto della procedura, di un abbandono dei centri di accoglienza da parte dei minori. Un commissario che siede qui in Senato (di cui non faccio il nome) ha anche avanzato l'ipotesi che, poiché il contributo per l'accoglienza è una tantum, una volta che i minori passano in carico ai Comuni se ne perdano le tracce. Peraltro, è un problema molto acuto in Sicilia: l'assessore alle politiche sociali ci ha parlato di circa 50 milioni di euro di deficit causati appunto da questa forte spesa. Ci vorrebbe quindi un sostegno da parte del Governo.
Lei sa, senatrice Serafini, che personalmente sono assolutamente favorevole all'assistenza pediatrica per i minori stranieri, in quanto ritengo che tale diritto derivi dall'essere bambini, e quindi dalla Convenzione ONU, non dall'essere cittadini. Lei converrà però con me che ci sono problemi generali di sforzo finanziario in questo momento.
Quindi, condivido la sua ipotesi di stralcio, lei sa bene quanto la Commissione bicamerale per l'infanzia sia impegnata in tale attività e come anche il Ministero dell'interno si stia adoperando in tale direzione. (Applausi dal Gruppo PdL).
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, il Governo ovviamente non può che valutare positivamente l'ipotesi di uno stralcio degli emendamenti già accantonati; d'altra parte, aveva rivolto un invito all'accantonamento proprio per una considerazione di insieme della questione.
Vorrei precisare in merito all'emendamento specifico, perché ci sia piena contezza di ciò di cui stiamo parlando, che la norma che esso intende abrogare, cioè la modifica dell'articolo 32 del decreto legislativo n. 286 del 1998, non riguarda i bambini, ma i minorenni che si approssimano alla maggiore età e, ovviamente, non riguarda neanche i minorenni già inseriti in un contesto familiare, ma minori per i quali tale disposizione prevede il permesso di soggiorno, se è documentata la permanenza in Italia da almeno tre anni (lo ricordava correttamente la senatrice Serafini), ovvero se stiano seguendo un percorso di integrazione sociale da almeno due anni.
Credo tutti condividiamo, il Governo per primo, l'intento di contrastare il traffico e lo sfruttamento dei minori. Questa disposizione va nella direzione di impedire fasce di clandestinità (ma più che impedire di prevenire), che portano a spingere nei confini italiani minori che si approssimano alla maggiore età, confidando su maglie troppo strette della legislazione attuale.
Condivido per intero l'esigenza di una ricognizione d'insieme di tutte le competenze e le disposizioni che riguardano i minori non accompagnati, che sono troppe e troppo sparse e necessitano di una visione organica.
Il Ministero dell'interno ha già avviato, per la parte di propria competenza, un lavoro di questo genere e intende confrontarsi con il Parlamento, e in particolare con la Commissione infanzia. Rinvierei, però, l'esame di tutte le questioni che interessano i minori non accompagnati a quel momento, lasciandoci la possibilità oggi di avere una minuscola norma che ci consenta di realizzare una fascia, sia pur ristretta, di prevenzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole rappresentante del Governo, vorrei far presente, senatrice Serafini, che non è percorribile l'ipotesi dello stralcio di un emendamento, che o si vota o si ritira o si trasforma in ordine del giorno.
Lo stralcio è ipotizzabile per gli articoli dell'impianto legislativo, giammai per gli emendamenti: lo dico a lei e anche al sottosegretario Mantovano, che aveva manifestato interesse per l'ipotesi di stralcio, che però tecnicamente non è ammissibile.
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Come annunciato, sull'emendamento 39.303 chiediamo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.303, presentato dalla senatrice Serafini Anna Maria e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.304.
INCOSTANTE (PD). Come annunciato, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.304, presentato dalla senatrice Serafini Anna Maria e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. L'emendamento 39.305 è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G39.305 che, essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto in votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.306.
PROCACCI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROCACCI (PD). Signor Presidente, desidero intervenire sull'ordine dei lavori, perché la dichiarazione di voto su questo emendamento la farà il senatore Bosone.
Vorrei appellarmi alla sua disponibilità all'ascolto per chiedere il voce segreto su questo emendamento. Il comma 4 dell'articolo 113 del Regolamento del Senato prevede che l'articolo 32 della Costituzione sia fra quelli che possano consentire a venti senatori di richiedere il voto segreto. Adesso il Segretario generale le dirà che deve ricorrere la fattispecie di cui al secondo comma del suddetto articolo, non è vero? L'avevo capito, infatti.
Faccio appello, però, all'ultimo capoverso del secondo comma dell'articolo 32 della Costituzione, che lei sicuramente manda a memoria, ma che io mi permetto di rileggere brevemente: «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Lei comprende bene che si tratta, di fatto, di negare le cure ad alcuni immigrati che potrebbero temere una denunzia da parte del medico. (Applausi del senatore Perduca).
Mi appello pertanto alla sua saggezza istituzionale per consentire il voto segreto. Guardi, signor Presidente, non è per una possibile imboscata, ma per consentire a quest'Aula di esprimersi su una questione così delicata in piena libertà di coscienza. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Senatore Procacci, ho ascoltato con attenzione il suo intervento. È stato da tempo distribuito ai Gruppi, come saprà, l'elenco degli emendamenti che sarebbero stati ammessi dalla Presidenza al voto segreto. Tra questi non vi è l'emendamento 39.306, perché - come ha anticipato lei - la richiesta di voto segreto è ammissibile, secondo il nostro Regolamento, solo per la seconda parte dell'articolo 32.
Sembrerebbe dal suo intervento che questo emendamento tocchi un aspetto relativo al rispetto per la persona umana. Queste sono valutazioni che sfuggono alla Presidenza, per il semplice motivo che è opinabile. Non sta alla Presidenza valutare se questa norma rispetti o meno la persona umana, perché così facendo anche altre proposte emendative che possono riguardare i diritti della persona, la capacità giuridica o di agire potrebbero essere considerate inerenti i diritti e il rispetto della persona umana.
Quindi, così come avevamo anticipato, se questo emendamento violasse, inibisse o impedisse la possibilità di accedere al Servizio sanitario nazionale in capo a qualunque soggetto che dovesse transitare nel nostro territorio, certamente creerebbe una limitazione e un mancato rispetto della persona umana. Questa norma però non impedisce allo straniero di accedere al Servizio sanitario nazionale.
Ecco perché la Presidenza, pur con il massimo degli sforzi, non può ammettere il voto segreto.
BOSONE (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOSONE (PD). Signor Presidente, mi dispiace per l'interpretazione che viene fornita, perché, se c'è un articolo che tocca la dignità e il rispetto dell'uomo è proprio questo, a meno che non consideriamo che ci siano delle persone di serie A e altre di serie B. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Peterlini). Penso che questo sia comunque inaccettabile e bisogna assumersene la responsabilità.
Infatti, ci troviamo di fronte ad un emendamento che è forse tra i più controversi di questa legge, come lo è, in particolar modo, l'articolo 39. È un emendamento proposto dalla Lega Nord che è controverso non solo in ambito politico, ma anche nella società, e ha visto schierarsi in modo assolutamente contrario tutta la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi, proprio perché lede la dignità dell'uomo e la dignità professionale del medico e cozza con la deontologia medica. (Applausi dai Gruppi PD e UDC-SVP-Aut e del senatore De Toni). D'altra parte, l'emendamento 39.306 ha visto schierarsi contro anche associazioni umanitarie di ogni tendenza culturale, cattoliche e non cattoliche, perché è chiaro che con tale previsione si creano le condizioni evidenti dell'abbandono di una parte dell'umanità che approda clandestinamente nel nostro Paese, ma non per questo deve essere trattata come un oggetto da posizionare, dimenticare o scotomizzare all'interno del nostro contesto sociale.
Capisco che la Lega Nord, essendo un movimento prevalentemente ideologico, agisca suscitando emozioni nel Paese, ma non è detto che le implicazioni pratiche di queste emozioni le debbano sopportare tutti, perché talvolta la politica che procede suscitando emozioni provoca molti danni nell'applicazione pratica. Penso che ora ci troviamo in questa fattispecie.
Sappiamo che l'emendamento 39.306 della Lega Nord vuole sopprimere il comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 286 del 1998, che sollevava il medico dall'obbligo di denuncia del paziente immigrato illegale, eccetto nei casi in cui era previsto l'obbligo di referto. Ciò crea una situazione - badate - di incredibile incertezza, perché chiaramente l'immigrato clandestino non si rivolgerà più al pronto soccorso (perché non saprà se sarà denunciato o meno) e, tra l'altro, questo pone anche il medico in una condizione di estremo imbarazzo, nel momento in cui si troverà di fronte un paziente che ha commesso un reato. È una situazione assolutamente imbarazzante da tutti i punti di vista.
Inoltre, la soppressione del comma di questo articolo cozza oltretutto chiaramente anche con il secondo comma dell'articolo 365 del codice penale che tutela al massimo l'assistito anche se ha commesso reato. Siamo in aperta contraddizione con il codice penale e, per di più, anche con la Costituzione. È stato ricordato che l'articolo 32 della Costituzione garantisce l'universalità delle cure. Un sistema sanitario come il nostro affonda le sue radici nell'articolo 32 della Costituzione: le cure devono essere solidali, garantite a tutti i cittadini, in qualsiasi condizione essi si trovino. Altro che incostituzionalità, qui siamo veramente contro i princìpi di umanità, oltre che di costituzionalità!
Per quanto riguarda poi il problema deontologico cui ho accennato, secondo il codice di Ippocrate il medico - ed io sono un medico - deve garantire la cura a tutti i pazienti e i cittadini che a lui si presentano, non deve discriminare un cittadino di un tipo rispetto ad un altro. Dobbiamo, insomma, garantire la cura.
Oltretutto si rischierebbe di trasformare il medico zelante in una specie di medico delatore. Ecco, questa è una delle critiche che la Federazione dei medici ha portato avanti rispetto a questo emendamento.
Ma, al di là del codice penale, della Costituzione, del codice deontologico, questo emendamento cozza proprio con il buon senso, colleghi. Rivolgo davvero un appello a tutti, anche ai colleghi della Lega che, al di là delle posizioni ideologiche - li conosco - sono persone di buon senso, pratiche. Rischiamo di creare una sanità parallela, illegale: questo è evidente a tutti; nel momento in cui un immigrato ha paura a rivolgersi al pronto soccorso o alla medicina ufficiale si creerà una medicina illegale, una medicina che determinerà una nuova forma di criminalità ed illegalità nel nostro Paese. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut). Altro che sicurezza, colleghi! Avremo gli egiziani che andranno dal medico egiziano e così via, sappiamo che si determineranno situazioni di questo tipo che già parzialmente esistono. Vogliamo incentivarle? E facciamo un decreto sulla sicurezza?
Per non parlare dei problemi di profilassi igienico-sanitaria. Noi poniamo fuori dal sistema sanitario un gruppo di persone che potrebbero essere potenzialmente a rischio, ma non a rischio per se stessi ma per tutta la popolazione. Esiste un problema di igiene e profilassi nel nostro Paese e lo dobbiamo considerare, colleghi. (Applausi dal Gruppo PD).
Insomma, penso che questo emendamento tocchi aspetti molto delicati che riguardano le persone e, in particolare, il loro diritto alla cura ed una materia così sensibile avrebbe sicuramente meritato, signor Presidente, il voto segreto.
Noi voteremo contro, ma facciamo davvero appello alla sensibilità dei colleghi, alla sensibilità umana ma anche al loro senso di responsabilità pratico rispetto al Paese affinché questo emendamento venga ritirato, colleghi della Lega, oppure ci sia un voto contrario, perché è chiaramente un emendamento disumano e contrario al buon senso.
Cari colleghi, non facciamo pagare a questo Paese lo scotto di un populismo fine a se stesso: qui non può esistere, perché stiamo parlando non di ideologia ma del bene del Paese. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut. Congratulazioni).
TOMASSINI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOMASSINI (PdL). Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, intendo fare una dichiarazione di voto perché ho sentito molti interventi e molte dichiarazioni fuorvianti su questo tema che si sono riferite a precedenti formulazioni, che qualche volta sono apparse nella stampa, ma che non sono l'oggetto dell'emendamento che noi ci accingiamo a votare.
In questo emendamento non è in discussione il diritto di cura, il diritto alla salute e le relative tutele che sono sancite dall'articolo 32 della nostra Costituzione, ... (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
MARITATI (PD). Che ipocrisia!
TOMASSINI (PdL). ...ribadite nel nostro Servizio sanitario nazionale (che rimane solidaristico e universalitistico) e contenute nel codice deontologico di Ippocrate (e che sicuramente, nell'ambito di questo emendamento, non attengono neanche all'esenzione di referto, così come previsto e nei casi di chi è sottoposto ad azione penale). Queste garanzie fanno parte non solo - ovviamente - delle regole, ma soprattutto della mia essenza di medico.
Qui è in discussione il divieto di denuncia, che è altra cosa. Voglio ricordare che l'obbligo di denuncia è stato in vigore fino al 1999 ed è stato eliminato, con l'assoluta contrarietà di tutti quelli che adesso fanno parte del Popolo della Libertà, perché allora vi era l'assunto teorico che, così protetti, i cittadini e i clandestini avrebbero ricevuto cure migliori. All'epoca sostenevamo e sosteniamo ancora - come d'altra parte è emerso nel precedente emendamento, testé votato, quando è intervenuta la collega Allegrini - che, viceversa, il divieto di denuncia provoca molti più problemi di salute: innanzi tutto, tale divieto espone proprio alla mancanza di cure i soggetti più deboli, visto che possono andare dal Servizio sanitario nazionale come vogliono, con i neonati e le persone più deboli e meno tutelate; inoltre, caro collega Bosone, espone ad una difficoltà di continuità di cure e a gravi problemi igienico-sanitari per tutte le malattie infettive ed epidemiologicamente diffusive. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Riteniamo dunque importante eliminare il divieto di denuncia e riaffidare alla scienza e coscienza del medico la decisione. (Vivi applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).
LANNUTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, io non sono un medico però faccio notare agli amici della Lega che si perde il senso della ragione (Commenti dai banchi del Gruppo LNP). Giancarlo Galan, governatore del Veneto, in un'intervista pubblicata oggi su «la Repubblica», ha affermato: «Medici contro i clandestini? Rischio di catastrofe sanitaria». Non aggiungo altro! (Applausi dai Gruppi IdV, PD e UDC-SVP-Aut).
RIZZI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RIZZI (LNP). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto, ma soprattutto per fare un po' di chiarezza sull'emendamento 39.306, che mi vede cofirmatario insieme al presidente Bricolo e ad altri senatori, e che noi riteniamo estremamente importante.
Ringraziando il senatore Tomassini per l'accorato intervento, vorrei rafforzare alcuni concetti contenuti nella proposta emendativa in esame. Innanzi tutto, l'emendamento 39.306 deve essere interpretato come un atto dovuto. Infatti, visto che stiamo discutendo dell'introduzione del reato di clandestinità, nel momento in cui un individuo, a maggior ragione se pubblico ufficiale, viene a conoscenza dell'esistenza di un reato, ha l'obbligo, non professionale, ma civile e civico di segnalare il reato all'autorità giudiziaria.
Mi rivolgo direttamente al senatore Bosone per sottolineare che non è logico avere l'imbarazzo - noi non ne abbiamo alcuno - del rischio di ledere alcuni diritti dell'uomo o dell'individuo. Infatti, ribadisco quanto evidenziato dal collega Tomassini perché non viene minimamente negata l'assistenza sanitaria che individualmente, come medico, ma anche come Lega Nord, interpretando il pensiero del Gruppo che rappresento, ritengo essere un diritto assoluto di ogni individuo nel nome del principio indelebile che l'individuo sofferente deve essere assistito e curato nel migliore dei modi, come normalmente avviene grazie all'opera dei nostri medici e dei nostri infermieri in tutti gli ospedali d'Italia. (Applausi dal Gruppo LNP).
MARITATI (PD). Come siete buoni!
RIZZI (LNP). Credo sia veramente doveroso sottolineare che l'emendamento in esame è finalizzato ad eliminare un vincolo che il medico ha nella propria coscienza. Come è già stato ricordato, tale vincolo è stato posto a tutela dei cittadini extracomunitari. Sono d'accordo con i senatori Bosone ed Adamo quando parlano di cittadini di serie A e di serie B: ciò è assolutamente vero, ma noi vogliamo evitare che, come al solito, vengano considerati di serie A e protetti in tutti i modi possibili ed immaginabili i clandestini (Applausi dal Gruppo LNP), mentre noi italiani, se andiamo al pronto soccorso con il sospetto di reato veniamo subito segnalati! Questa è vera e propria discriminazione, non quella che proponiamo con l'emendamento 39.306!
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo tempi abbastanza stringenti. Senatore Rizzi, la invito a concludere.
RIZZI (LNP). Del resto, non dimentichiamo che in tutta Europa, soprattutto nei Paesi più civilizzati ed avanzati a cui facciamo riferimento, ad esempio la Germania e la Francia, c'è una disciplina più rigorosa. Con questo emendamento lasciamo ai medici libertà di coscienza nel decidere se segnalare o meno il reato: i medici tedeschi, invece, sono obbligati alla segnalazione; i medici francesi sono obbligati a non prestare le cure in ospedale ai clandestini. (Applausi dal Gruppo LNP).
Colleghi, come Lega Nord, proponiamo un voto convinto per evitare la discriminazione nei nostri confronti da parte degli altri. È un emendamento che non lede minimamente il diritto alla salute, ma libera la coscienza dei medici che possono, da un lato, compiere il proprio ruolo assistenziale ma, dall'altro, possono essere considerati cittadini a tutti gli effetti, dando corso al loro senso civico con la possibilità di denunciare un reato in libertà di coscienza. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
MARINO Ignazio (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa, senatore Marino?
MARINO Ignazio (PD). Vorrei intervenire dopo quello che ha detto il senatore Rizzi.
PRESIDENTE. No, senatore Marino, è già intervenuto il senatore Bosone in dichiarazione di voto per il suo Gruppo.
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.306, presentato dal senatore Bricolo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Mi viene da piangere vedendo che il Paese è così!
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G39.100 non verrà posto in votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo 39, nel testo emendato.
FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi... (Brusìo).
PRESIDENTE.Colleghi, per cortesia, abbiamo meno di un'ora per concludere i lavori. Prego, senatrice Finocchiaro.
FINOCCHIARO (PD). Non si è ancora spenta l'eco delle parole pronunciate dal collega leghista - di cui non ricordo il nome, chiedo scusa - che ha introdotto nella nostra discussione sull'articolo 39 il tema della serie A e della serie B, e mi viene in mente il titolo di un libro famoso e caro alla nostra generazione e alla nostra cultura politica: «Se questo è un uomo».
L'articolo 39 attiene all'umano, e questo forse vale a spiegare in parte, comprendendone ovviamente anche le ragioni politiche di coalizione e di primazia, i motivi per cui nel voto segreto di ieri la maggioranza per tre volte è andata sotto. Tuttavia non attiene all'umano in una declinazione che troppe volte, in maniera grottesca, è stata rappresentata dai colleghi della maggioranza, della Lega e talvolta anche del Governo, come quel molliccio buonismo che non è capace di badare agli interessi del Paese, ma all'umano in una declinazione un po' più rigorosa e credo condivisa.
Abbiamo discusso di rapporti familiari, di bambini, di figli, di diritto alla salute. Ciò che mi stupisce è che non si colga subito, esaminando l'articolo 39 e in particolare ragionando sull'ultimo emendamento che abbiamo testé votato, che davvero si è superato il passo. Su una legislazione rigorosa, attenta, chiara, efficace infatti avremmo potuto trovarci, ma voi avete valicato il passo; quel passo sottile, quel crinale talvolta indistinguibile che distingue il rigore della legge dalla persecuzione. Credo che sia questo il punto. (Applausi dal Gruppo PD).
NESSA (PdL). Smettiamola!
FINOCCHIARO (PD). E lo dico perché proprio nella previsione che il medico non abbia più il divieto di denunciare sta quel germe della paura che spingerà a non andare a partorire in ospedale, a non portarvi i figli malati, a nascondere una malattia grave che magari si porta dal Paese d'origine. (Applausi dal Gruppo PD). E lì non è più il rigore della legge: è la persecuzione, il timore di essere perseguitati. E lo dico con la consapevolezza e con l'assunzione di responsabilità piena sulla necessità di una regolamentazione, perché non possiamo lasciare senza limite e senza strategia la regolazione del fenomeno immigratorio. Non dobbiamo però far entrare nella nostra legislazione quel germe, che purtroppo prolifera non soltanto discutendo qui, al Senato della Repubblica, ovvero nella sede più alta delle istituzioni, del disegno di legge sulla sicurezza - norma transeunte, come sono tutte le norme - ma nel Paese. Penso, ad esempio, che posso ritrovarlo - lasciatemelo dire - nell'espressione infelice, che probabilmente voleva dire altro, del ministro Maroni, che ha avuto ripercussioni sull'l'Italia. Il sottosegretario Mantovano l'ha tradotta bene; il ministro Maroni non voleva dire "cattivo", voleva dire "duro", "severo", "rigido", però quella parola ha, ancora una volta, dato ragione al timore che sto esprimendo in quest'Aula. E magari viene da chiedersi se sono abbastanza cattivi i ragazzi che hanno ridotto in fin di vita, dandogli fuoco, l'indiano sulla panchina di Nettuno. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini). Perché il ministro Maroni ha la razionalità per usare questo "rigore", come lo chiama il sottosegretario Mantovano, ma ha dato in pasto quella parola, fomentando lo spirito, l'istinto e la bestialità della persecuzione.
È per tutte queste ragioni che ancora più convinta, nonostante i risultati raggiunti ieri con il voto segreto, voteremo decisamente contro l'articolo 39. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi informo che dopo questo intervento il Partito Democratico ha esaurito i suoi tempi, per cui la Presidenza si appella al senso di responsabilità di tutti i colleghi per fare in modo di concludere i lavori entro le ore 12.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, voteremo contro l'articolo 39 e l'approvazione da parte della maggioranza di questo articolo è la causa principale del nostro voto contrario sul provvedimento.
Onorevoli colleghi, state facendo, non so se consapevolmente o meno, una grande confusione tra i diritti di cittadinanza e i diritti della persona umana. I primi hanno un loro rilievo nella Carta costituzionale, i secondi ne hanno un altro e sono più generali: riguardano le persone che sono cittadine italiane e quelle che non lo sono. Quando immaginate di stravolgere questa linea che ha sempre contraddistinto la storia e la civiltà del nostro Paese commettete un errore grave, che non vi porta da nessuna parte.
L'altro giorno il ministro Maroni ha detto che bisogna essere cattivi con i clandestini. Credo che un Ministro, un Governo, una maggioranza, non debbano essere né buoni né cattivi con nessuno. Devono piuttosto essere giusti e devono introdurre norme efficaci e utili al contrasto all'immigrazione clandestina e alla criminalità; devono farlo con equilibrio e sapendo che quelle disposizioni hanno un senso, un significato e un'utilità collettiva. Quando questo non avviene - e con quest'articolo 39 non avviene - si scade nella barbarie e le norme contenute in questo articolo 39 sono la quintessenza della barbarie! (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV). Lo sono perché trasudano intolleranza, una intolleranza che voi vivete come una scorciatoia ai problemi della sicurezza. Poiché, sino ad oggi, non siete riusciti a dare una - dicasi una - risposta concreta al bisogno di sicurezza dei cittadini italiani, voi date sfogo all'istinto, date sfogo alla pancia e non alla testa degli italiani.
Signor Presidente, oggi ho anche letto qualche commento che certamente non è rispettoso del Parlamento. È il commento di chi ha parlato dei cosiddetti franchi tiratori come di persone opache, trasversali e - pensate un po' - democristiani. Quei colleghi, che hanno votato contro alcune barbarie riferite all'articolo 39, sono delle persone perbene che meritano rispetto da parte di tutti! Questo è il dato. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).
Quando finirà questa truffa che organizzate nei confronti dell'Italia e dei cittadini e quando finirà questo modo di stimolare le sensazioni, le pulsioni e gli istinti, allora il Paese vi darà carico della responsabilità che vi state assumendo approvando norme incivili come questa. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).
PARDI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARDI (IdV). Signor Presidente, noi dell'Italia dei Valori voteremo contro questo articolo per un motivo già ben illustrato da molti colleghi intervenuti, che hanno dimostrato come la sequenza degli elementi contenuti nell'articolo (la tassa di ingresso, la difficoltà di acceso alla sanità, l'arresto e l'ammenda per presenza irregolare, la durata insensata della permanenza nei centri di identificazione, la sanzione spropositata per la permanenza illegale, la difficoltà di ricongiungimento familiare) concorre a determinare una configurazione precisa dello stesso.
Questo articolo è assolutamente poco influente nei confronti degli immigrati che praticano le varie forme di illegalità volontaria di tipo delinquenziale ed è, invece, vessatorio nei confronti degli immigrati che sono richiamati dalla domanda di lavoro. Questi, per di più, sono richiamati proprio nei territori del Nord, che sono i più significativi dal punto di vista economico. Di fronte a questa domanda di lavoro, questo articolo e questa legge costringono il lavoro degli immigrati a una illegalità funzionale. Si tratta di un'illegalità funzionale in senso perverso nell'economia, perché indebolisce l'offerta e la mantiene nell'illegalità.
Dopo quanto detto dal senatore Rizzi, può sembrare qui intempestivo fare un appello allo spirito della Lega. Invece, io voglio sforzarmi di non sentire quanto detto dal collega Rizzi perché penso che nella Lega vi siano delle anime che possono affrontare l'argomento in una maniera diversa. La Lega ha una classe dirigente più giovane, è anche sperimentata ed ha una sua validità nell'amministrazione. La Lega ha una responsabilità maggiore nei suoi territori, perché è lei che ha la potestà per riuscire a dare un indirizzo diverso nel senso di una scelta politica di tipo più maturo. Gli imprenditori dei territori del Nord Est hanno un bisogno strutturale del lavoro degli immigrati e non si può determinare una situazione in cui questo lavoro sia costretto ad una illegalità funzionale obbligata.
Occorre saper distinguere, e sta a loro, sta soprattutto alla classe dirigente della Lega in quei territori, saper distinguere tra l'illegalità involontaria e coatta e l'illegalità volontaria e delinquenziale. Sta a loro perché sono lì perché è lì il problema di riuscire a costruire una dialettica sociale positiva.
Sono costretto a lasciare aperto il tema dell'alternativa tra il sistema francese dell'integrazione e il sistema inglese dell'autonomia culturale perché è troppo ampio. Voglio dire ai colleghi della Lega, che parlano continuamente delle loro radici culturali e dell'urto che l'immigrato determina nei confronti delle loro radici, che io voglio pescare nelle loro radici e, cercando in esse, trovo uno dei più grandi scrittori di quei territori, Giovanni Comisso, che rappresenta l'animo mite del popolo Veneto.
Io dico ai colleghi della Lega che se Giovanni Comisso potesse leggere l'articolo 39 di questo disegno di legge non ci si potrebbe ritrovare e avrebbe gravi difficoltà a ritrovarci il senso del popolo che è nato e vissuto nella dolce campagna veneta. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
*QUAGLIARIELLO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
QUAGLIARIELLO (PdL). Signor Presidente, signori del Governo, siamo assolutamente coscienti di trovarci di fronte ad un problema epocale, uno di quelli che nel XXI secolo è destinato a sconvolgere le nozioni più tipiche della politica, anche quelle di sinistra e di destra. Siamo assolutamente coscienti, come ha accennato ora il senatore Pardi, che ci troviamo di fronte al fallimento dei modelli che su questo tema hanno segnato il secolo che abbiamo alle spalle.
L'integrazionismo francese e il multiculturalismo inglese sono sistemi tragicamente falliti. Siamo anche coscienti che ci troviamo di fronte ad un problema globale per il quale non è possibile avere un approccio che consenta di lasciare soli, davanti a questo dramma, i Paesi di frontiera come l'Italia, laddove negli altri si pensa di poter risolvere il problema scaricandolo sugli "anelli deboli". (Applausi dal Gruppo PdL).
Noi siamo anche coscienti, collega Finocchiaro, che su questo tema vengono suscitate tante paure, quelle paure che sono molto spesso il motore dell'agire umano. Non si tratta solo delle paure dei clandestini, ma anche di quelle dei tanti cittadini onesti che pagano le tasse, vivono nelle banlieues delle grandi città e la sera non sanno come tornare a casa o temono per il destino dei loro figli. Anche queste paure vanno considerate e governate.
INCOSTANTE (PD). Non mandando all'ospedale la gente!
QUAGLIARIELLO (PdL). Di fronte a queste paure quello che non si deve fare è reagire, per l'appunto, con la pancia, come molto spesso, troppo spesso, fa l'opposizione. (Commenti dal Gruppo PD. Applausi dal Gruppo PdL).
L'opposizione ci rimprovera - colleghi, leggete le vostre dichiarazioni sui giornali - ogni volta che avviene un episodio che vede i clandestini protagonisti di qualche azione negativa nei confronti dei cittadini del nostro Paese, di non essere in grado di agire; e poi dopo, nel momento in cui ipotizziamo una risposta, ci dà un contributo che è solamente di rifiuto ideologico e che non considera il problema. (Applausi dal Gruppo PdL).
Noi non vogliamo fare questo. Noi ci poniamo il problema di governare paure contrapposte. Sappiamo che non è facile, ma sappiamo anche che per riuscirci dobbiamo battere un costume radicato nella cultura di questo Paese: quello di ritenere, cioè, che esistono i diritti e i diritti soli che si autoriproducono senza un limite, e che a questi diritti non corrispondono dei doveri. Noi dobbiamo ripristinare un collegamento tra i diritti e i doveri. (Applausi dal Gruppo PdL).
Questi devono valere per tutti i cittadini italiani e anche per chi viene ospitato dal nostro Paese.
Su questa linea di ricerca non abbiamo soluzioni. Sappiamo che dobbiamo procedere con un metodo empirico ed approssimativo, e che questo articolo è anche il frutto di discussioni profonde al nostro interno. Sappiamo che non possiamo procedere con il criterio dei buoni e dei cattivi. Collega D'Alia, siamo stati troppo spesso catalogati tra i cattivi per non saperlo, e non abbiamo bisogno di chi difenda le forme di dissenso al nostro interno, perché è la nostra tolleranza, innanzitutto all'interno dei nostri ranghi, che ci porta ad avere rispetto e a considerare le forme di dissenso, comunque esse si esprimano. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
L'articolo in esame è un tentativo di ripristinare il nesso indissolubile tra diritti e doveri, per fare in modo che non siano le paure contrapposte, le paure di chi vorrebbe essere buono e le paure di chi viene catalogato come cattivo, a prendere il sopravvento. È un tentativo serio ed equilibrato e per questo motivo il Popolo della Libertà voterà a favore dell'articolo 39. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).
MICHELONI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola per un minuto, senatore Micheloni. Dovrebbe dire come vota.
INCOSTANTE (PD). Il voto è segreto, non si può dichiarare. (Commenti del senatore Garraffa).
MICHELONI (PD). Sono senatore del Gruppo del Partito Democratico, dunque penso che posso parlare, sono anche adulto e vaccinato.
Sono in dissenso dal mio Gruppo, che voterà contro l'articolo 39 - e di questo lo ringrazio - perché il voto contrario lo ritengo insufficiente. Infatti, credo che non dovremmo essere presenti in quest'Aula quando si voterà l'articolo 39 perché le discussioni che sono state fatte in questa sede mi hanno fatto rivivere anni neri e bui, quando noi accompagnavamo i nostri emigrati negli ospedali per farli curare e quando accompagnavamo i nostri bimbi nelle scuole! (Applausi dal Gruppo PD). Questo lavoro ha fatto anche la ricchezza del Nord-Est. (Commenti dal Gruppo LNP).
L'articolo in esame è una pura vergogna, è qualcosa che offende la nostra storia. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo LNP).
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, come annunciato, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 39, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
Si vota l'approvazione dell'articolo 39.
(Segue la votazione). (Brusìo).
MARITATI (PD). Presidente, sarebbe più corretto che lei dicesse che si vota l'articolo, non l'approvazione dell'articolo.
PRESIDENTE. Si vota l'approvazione o meno dell'articolo. Non do indicazioni su come votare. Ha ragione.
Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
291 |
|
Senatori votanti |
290 |
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Maggioranza |
146 |
|
Favorevoli |
154 |
|
Contrari |
135 |
|
Astenuti |
1 |
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Colleghi, ho delle fondate perplessità, per quanto riguarda il prosieguo dei lavori, che si possa completare l'iter entro le ore 12 per la diretta televisiva.
Siccome a me sta a cuore il regolare svolgimento dei lavori d'Aula, la cui conclusione era prevista per le ore 14 (i tempi a disposizione sono quasi esauriti, ma non so se riusciremo a mantenere tale orario), l'orientamento della Presidenza è di consentire un regolare svolgimento dei lavori nel rispetto dei tempi contingentati. Ove dovessimo concludere, vi sarà la diretta; ove non dovessimo concludere, salterà la diretta televisiva e si andrà avanti per concludere entro le ore 13 o le ore 14. A me sta cuore il regolare svolgimento dei lavori dell'Assemblea, non tanto la diretta televisiva. (Applausi).
Sull'emendamento 39.0.100 c'è un invito al ritiro. Cosa intendono fare i presentatori?
DELLA MONICA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, non posso accogliere l'invito al ritiro. Vorrei richiamare i colleghi ad evitare proprio quelle contrapposizioni e guerre tra poveri che si scatenano nel nostro Paese. Durante l'esame del provvedimento in Commissione, la maggioranza ha accolto l'emendamento da me proposto insieme ad altri colleghi del Gruppo Partito Democratico diretto a contrastare il favoreggiamento e lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina.
Abbiamo sacrificato un disegno di legge proprio al fine di agire in maniera costruttiva. Ora, si sta parlando del contrasto allo sfruttamento del lavoro irregolare, con ciò andando a colmare una lacuna legislativa, considerato che notoriamente le norme riferite al caporalato ed altre non coprono assolutamente questa fattispecie. È altrettanto noto che i limiti posti dalla norma all'ipotesi di grave sfruttamento del lavoro, consentono di ottenere una valutazione da parte del giudice molto rigorosa e non ancorata a parametri discrezionali. Il grave sfruttamento del lavoro è ragione di contrapposizione e quindi di insicurezza pubblica dal momento che i cittadini italiani del Nord dichiarano che i lavoratori stranieri sottraggono loro il lavoro perché accettano lavori irregolari.
Se si vuole superare questa contrapposizione bisogna approvare una norma del genere. Per questo motivo chiedo che sia posto in votazione l'emendamento 39.0.100. Per superare il parere condizionato della Commissione bilancio ritiro i commi 5 e 6.
Chiedo alla Presidenza di valutare la possibilità di procedere al voto segreto sull'emendamento testé riformulato.
PRESIDENTE. Senatrice Della Monica, in questa fattispecie non è ammissibile il voto segreto.
CASSON (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASSON (PD). Signor Presidente, mi era stato segnalato che il voto segreto è ammissibile a patto che si fosse rinunciato ai commi 5 e 6. Poiché la senatrice Della Monica ha espunto i suddetti commi, relativi alla copertura, insistiamo per il voto segreto sul testo modificato dell'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Con il ritiro dei commi relativi alla copertura tale richiesta può essere accolta.
BOLDI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOLDI (LNP). Signor Presidente, non ho ben compreso quale testo dell'emendamento viene posto in votazione.
PRESIDENTE. La senatrice Della Monica ha ritirato la parte dell'emendamento relativa alla copertura, che era stata censurata dalla Commissione bilancio.
Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Della Monica, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.0.100 (testo 2), presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 40.800 (testo corretto), presentato dal Governo.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 40.100.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 40.100, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 40.101, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
Non è approvato.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G40.100 non verrà posto in votazione.
Metto ai voti l'articolo 40, nel testo emendato.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 40.0.100, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 41.100, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, identico agli emendamenti 41.101, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori, e 41.102, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 41.400, presentato dai relatori.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 41.800 (testo corretto), presentato dal Governo.
È approvato.
L'emendamento 41.300 è stato ritirato.
Metto ai voti l'articolo 41, nel testo emendato.
È approvato.
Sull'emendamento 41.0.300 c'è un invito al ritiro.
MAZZATORTA (LNP). Lo ritiro e lo trasformo in ordine del giorno.
PRESIDENTE.Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G41.0.300 non verrà posto in votazione.
Metto ai voti l'articolo 42.
È approvato.
Metto ai voti l'ordine del giorno G43.100, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'articolo 43.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 44.100, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori, identico agli emendamenti 44.101, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, e 44.102, presentato dal senatore Perduca e d altri senatori.
Non è approvato.
L'emendamento 44.300 è stato riformulato. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla riformulazione.
BERSELLI, relatore. Mi rimetto al Governo.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 44.300 (testo 2), presentato dal senatore Bricolo e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 44.500, presentato dai relatori.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 44.800, presentato dal Governo.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'articolo 44, nel testo emendato.
CASSON (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASSON (PD). Signor Presidente, comprendo le esigenze televisive, ma ritengo che vada segnalato all'Assemblea che l'articolo 44 riguarda il registro dei cosiddetti clochards. Sarebbe fin troppo facile fare della ironia su tale assurda istituzione di un registro nei confronti di persone che non hanno fissa dimora e, tra l'altro, negli emendamenti proposti dalla maggioranza e dal Governo vi è una confusione anche tecnica sulle valutazioni (residenza, domicilio e dimora).
Si tratta ancora una volta di una misura persecutoria nei confronti di persone che non creano assolutamente problemi, sia che abbiano scelto questa condizione sia perché costrette a questa vita. Che rimanga agli atti che contro l'istituzione del registro dei clochards voteremo decisamente contro. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 44, nel testo emendato.
È approvato.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G45.100 (testo 2) non verrà posto in votazione.
Non essendo stati presentati all'articolo 45 altri emendamenti, oltre quello soppresso 45.100, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori, metto ai voti il mantenimento dell'articolo 45.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 46.100, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori, identico agli emendamenti 46.101, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, e 46.102, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 46.103, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 46.500, presentato dai relatori.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'articolo 46, nel testo emendato.
SERRA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche se le faccio presente che sono esauriti i tempi a disposizione del suo Gruppo.
SERRA (PD). Il Partito Democratico voterà contro l'articolo 46, per due motivi: esso - richiamo l'attenzione di tutta l'Assemblea - prevede che gli enti locali, previo parere obbligatorio ma non vincolante (quindi anche negativo), coinvolgano associazioni di cittadini. Ma chi sono i cittadini che fanno parte di queste associazioni? Vorrei sapere chi sono, considerato che è sotto gli occhi di tutti quello che sta avvenendo nel nostro Paese.
È allora necessario che almeno il Comitato per l'ordine e la sicurezza esprima un parere favorevole. Se la parola "vincolante" è stata omessa per dimenticanza, credo, e mi appello al sottosegretario Mantovano, si possa fare una riflessione in merito; se invece è voluta, richiamo l'attenzione di tutta Aula sulle insidie che tale articolo potrebbe comportare. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti ironici dai banchi della maggioranza).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 46, nel testo emendato.
È approvato.
Non essendo stati presentati all'articolo 47 altri emendamenti oltre quello soppressivo 47.101, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori, metto ai voti il mantenimento dell'articolo 47.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 48, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
BERSELLI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario all'emendamento 48.100 e favorevole all'emendamento 48.800.
Esprimo poi parere contrario agli emendamenti 48.303 e 48.304 e parere favorevole all'emendamento 48.801 del Governo.
Mi rimetto al Governo per quanto riguarda gli emendamenti 48.305 e 48.306.
Esprimo poi parere contrario all'emendamento 48.0.600 (testo 3)/1 e parere favorevole all'emendamento 48.0.600 (testo 3 corretto) del Governo.
Esprimo parere contrario all'emendamento 48.0.601/1(testo2) e parere favorevole all'emendamento 48.0.601 (testo2 ).
Invito quindi a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 48.0.300, del senatore Fluttero e mi rimetto al Governo per quanto riguarda l'emendamento 48.0.108.
Esprimo poi parere contrario all'emendamento 48.0.105, così come agli emendamenti 48.0.400/1, 48.0.400/2 e 48.0.400/3.
Esprimo quindi parere favorevole all'emendamento 48.0.400 e invito a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 48.0.107.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario all'emendamento 48.100, nonché agli emendamenti 48.303 e 48.304. Il parere è ovviamente favorevole sugli emendamenti del Governo.
Invito i presentatori a ritirare l'emendamento 48.305.
Per quanto riguarda l'emendamento 48.306, il Governo propone un esame per parti separate, distinguendo tra il primo capoverso, quello che inizia con la lettera "b)", ed il secondo, quello che inizia con la lettera "c)", invitando i presentatori a ritirare il primo capoverso ed esprimendo un parere favorevole sul secondo capoverso.
Esprimo poi parere contrario sull'emendamento 4.8.0.600 (testo 3)/1.
Esprimo parere favorevole all'emendamento 48.0.601 (testo 2)/1.
PRESIDENTE. Su tale emendamento il relatore si era espresso in senso contrario.
BERSELLI, relatore. Mi adeguo al parere del Governo, Presidente, ed esprimo pertanto parere favorevole all'emendamento 48.0.601/1 (testo 2)/1.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Poi vi sono l'emendamento 48.0.601 (testo 2), che è del Governo, ed il 48.0.300, a prima firma Fluttero, sul quale formulo un invito al ritiro e alla trasformazione in ordine del giorno.
Sull'emendamento 48.0.108, signor Presidente, vorrei motivare il mio invito al ritiro e alla trasformazione in un ordine del giorno. Parliamo di una questione abbastanza controversa, ma molto sentita; l'opinione del Governo è che le norme intervenute sul punto negli anni, e soprattutto negli ultimi mesi, abbiano necessità di essere pienamente applicate, perché se ne possa fare un bilancio compiuto. E allora, pur apprezzando certamente il contenuto di questo emendamento e la sollecitazione che ne viene, invito comunque il presentatore a ritirarlo per poter effettuare una riflessione specifica sul punto, che porti ad elaborare una proposta organica, senza procedere per strappi. Non è una contrarietà al merito della proposta emendativa, ma un invito ad approfondirla meglio ed in modo più completo.
Esprimo poi parere contrario sugli emendamenti 48.0.105, 48.0.400/1, 48.0.400/2 e 48.0.400/3. L'emendamento 48.0.400 è del Governo e sull'ultimo, il 48.0.107, lascio la parola al collega Caliendo.
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, per quanto concerne l'emendamento 48.0.107, il Governo invita il presentatore a ritirarlo e riformularlo in un ordine del giorno. Ancorché sia stato sollecitato all'approvazione di questo emendamento da parte di senatori di tutti i Gruppi, anche con una lettera al Ministro della giustizia, il Governo non ritiene, allo stato, di poter adottare un provvedimento favorevole, per due ordini di ragioni.
La prima ragione è che vi è stata, negli ultimi provvedimenti legislativi, una serie di accentramenti di competenze sulla procura del capoluogo del distretto. La seconda è che intervengono sempre interessi campanilistici: mentre le ragioni che sostengono questo emendamento sono condivise dal Governo per i problemi della criminalità presenti nell'area casertana, non è possibile accoglierne il testo perché il provvedimento diventerebbe isolato e legittimerebbe quegli interessi campanilistici che sono già stati sollecitati. Ulteriori modifiche andrebbero viste in un contesto generale e il Governo si impegna a valutare la possibilità di una revisione delle circoscrizioni.
Mi auguro che si possa verificare quell'accordo che abbiamo trovato sull'articolo 41-bis anche in materia di revisione delle circoscrizioni, con accorpamento di uffici giudiziari, superando interessi campanilistici e tenendo presenti, invece, esigenze obiettive, come quelle rappresentate dall'emendamento.
Per tali ragioni, ribadisco l'invito ai presentatori a ritirare l'emendamento in esame e a trasformarlo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Senatore Giuliano, intende accogliere l'invito del Governo a ritirare l'emendamento 48.0.107 e a trasformarlo in un ordine del giorno?
GIULIANO (PdL). Signor Presidente, prendo atto con una certa amarezza delle dichiarazioni del relatore e del rappresentante del Governo. Le motivazioni che sostenevano il mio emendamento, che intendeva istituire una corte d'appello con giurisdizione sulla provincia di Caserta, erano condivise da parte di moltissimi senatori che l'hanno sottoscritto e anche di settori dell'opposizione.
Queste ragioni, appunto, sono state illustrate: una corte d'appello mastodontica come quella di Napoli, che ha giurisdizione sulle province di Napoli, Caserta, Benevento e Avellino, con una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, sicuramente non riesce a fronteggiare in maniera adeguata il fenomeno camorristico che ha un'altissima, massiccia presenza nella provincia di Caserta.
Eppure, questo emendamento prende corpo e spunto da un vecchio disegno di legge e non è legato a ragioni campanilistiche, ma esclusivamente di emergenza nazionale. Avere sul posto una presenza istituzionale così forte, che possa intervenire con immediatezza e combattere frontalmente la criminalità organizzata, ci era sembrato un motivo più che sufficiente per sostenere l'emendamento. Del resto, sia il Governo, sia i Capigruppo, sia i relatori in un primo momento erano stati favorevoli; c'è stata poi forse una reazione scomposta da parte di alcuni settori, seppur minimi, della magistratura, mentre vi è stato un silenzio composto da parte di quella di Santa Maria Capua Vetere.
Ad ogni modo, la disciplina di partito è un valore assolutamente irrinunciabile. Prendo atto della richiesta del Governo e del relatore e, sia a nome mio personale, sia di quanti hanno sottoscritto l'emendamento, dichiaro che non possiamo non accettare di trasformarlo nel seguente ordine del giorno: «Il Senato, preso atto delle particolari e pressanti esigenze degli uffici giudiziari di Santa Maria Capua Vetere che hanno giurisdizione su un territorio dove vi è una più che massiccia presenza della criminalità organizzata; tenuto conto del preannunziato accorpamento e razionalizzazione degli uffici giudiziari, impegna il Governo ad esaminare, con assoluta priorità, tali esigenze per l'istituzione di una sezione distaccata della corte di appello in provincia di Caserta». (Applausi dal Gruppo PdL).
TOFANI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOFANI (PdL). Signor Presidente, sarò telegrafico. Desidero solo sottolineare un passaggio dell'intervento del sottosegretario Caliendo. Vede, signor Sottosegretario, non vi sono richieste campanilistiche ed esigenze: vi sono esigenze. Quindi, la inviterei a rispettare anche altre realtà, come il Lazio, dove vi è una sola corte di appello e dove non ci sono esigenze campanilistiche, perché vi è la paralisi di alcune attività amministrative. Mi auguro che al più presto si voglia rivedere l'intera divisione delle circoscrizioni e riorganizzare questa attività.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, chiedo di aggiungere la firma all'ordine del giorno G48.0.107, a firma del collega Giuliano. Capisco che può sembrare strana una simile richiesta, ma vorrei segnalare che a fronte di un'eccezionalità della situazione campana che, peraltro, ha portato il Governo ad intervenire e stabilire una giurisdizione - per così dire - domestica per quanto riguarda alcuni reati e illeciti che occupano il territorio campano, mi sembra una proposta di buonsenso.
Vorrei quindi aggiungere la firma all'ordine del giorno G48.0.107. (Applausi dei senatori Giuliano e Coronella).
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Colleghi, vorrei ora fare il punto della situazione: abbiamo ancora 66 votazioni da effettuare. Si tratta di un testo impegnativo e delicatissimo. È orientamento di questa Presidenza - ma voglio ascoltare il parere dei Capigruppo sia di maggioranza che di opposizione - concedere all'Aula un iter di lavori composto, attento e riflessivo, pur avendo quasi esaurito tutto il tempo a nostra disposizione.
Tuttavia, procedere con la tagliola delle ore 12 non consente né a questa Presidenza, né all'Assemblea quella dignità che dovremmo avere per riflettere attentamente ed evitare di lavorare male. Sottopongo a tutti i Capigruppo l'opportunità di annullare la diretta televisiva e di concludere i lavori rispettando l'orario predefinito dal calendario. (Applausi dai Gruppi PDL, LNP e del senatore Astore).
Non mi piace lavorare con la preoccupazione di commettere errori: lo faccio nell'interesse delle istituzioni e di quest'Aula.
FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Presidente Schifani, vorrei segnalare che, proprio avvertiti dalla sua preoccupazione, ci siamo astenuti, ad eccezione dell'intervento di un minuto concesso al senatore Serra.
PRESIDENTE. Ma non è una questione di Gruppo.
FINOCCHIARO (PD). Ci siamo astenuti dall'intervenire anche su voti delicati e sul voto segreto, in ragione del fatto che ritenevamo, essendo esauriti i termini, di non appesantire la discussione e arrivare alle ore 12 (orario concordato tra maggioranza e opposizione) alla diretta televisiva.
Lo dico perché credo che nella decisione finale si possa e si debba tenere conto, Presidente, del sacrificio che il mio Gruppo ha ritenuto di affrontare per garantire non soltanto il migliore svolgimento dei lavori, ma anche la diretta televisiva e, quindi, una maggiore trasparenza sulla posizione di tutti i Gruppi parlamentari su questo provvedimento così importante.
PRESIDENTE. Senatrice Finocchiaro, prendo atto delle sue considerazioni. È mio dovere mantenermi al di fuori delle posizioni dei singoli Gruppi. Ho però il dovere di prendere atto, senatrice Finocchiaro, che mancano venti minuti alle ore 12 e che vi sono ancora più di 60 votazioni da effettuare. Le responsabilità saranno poi oggetto di dibattito politico, ma non di quello parlamentare.
Credo che in questo momento l'interesse superiore della Presidenza e dell'Aula dovrebbe essere quello di lavorare con una certa celerità, ma evitando di lavorare male.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 48.100.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 48.100, presentato dalla senatrice Thaler Ausserhofer e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Gli emendamenti 48.301 e 48.302 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 48.800.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 48.800, presentato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 48.303 e 48.304.
Metto ai voti l'emendamento 48.801, presentato dal Governo.
È approvato.
Sull'emendamento 48.305 vi è un invito al ritiro. Senatore Bricolo, intende accoglierlo?
BRICOLO (LNP). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sul 48.306 è stato formulato un invito a ritirare la prima parte, mentre il parere è favorevole alla seconda parte dell'emendamento.
Senatore Bricolo, cosa intende fare?
BRICOLO (LNP). Ritiro la prima parte, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento 48.306 (testo 2).
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 48.306 (testo 2), presentato dal senatore Bricolo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 48.900, presentato dai relatori.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'articolo 48, nel testo emendato.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 48, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo l'Aula che da intese congiunte dei Gruppi si è addivenuti alla decisione di iniziare le dichiarazioni di voto in diretta televisiva alle ore 13. Avremo quindi modo di salvare la compostezza e la serenità dei lavori d'Aula e il diritto di informazione politica attraverso la trasmissione televisione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 48.0.600 (testo 3)/1.
CASSON (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASSON (PD). Signor Presidente, forse ho inteso male il parere del relatore sull'emendamento 48.0.600 (testo 3)/1. Mi sembrava di aver capito che il parere del Governo fosse favorevole e che il relatore si fosse rimesso al Governo.
PRESIDENTE.Chiediamo subito la conferma al relatore.
BERSELLI, relatore. Sull'emendamento 48.0.600 (testo 3)/1 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Ce n'è un altro su cui è stato espresso il parere favorevole, ma non è questo. Il parere favorevole è stato espresso sull'emendamento 48.0.601 (testo 2)/1.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.600 (testo 3)/1, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.600 (testo 3 corretto), presentato dal Governo.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.601 (testo 2)/1, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.601 (testo 2), presentato dal Governo, nel testo emendato.
È approvato.
È stato avanzato un invito a ritirare e a trasformare in un ordine del giorno l'emendamento 48.0.300. Senatore Fluttero, accoglie tale invito?
FLUTTERO (PdL). Sì, signor Presidente.
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, vorrei rapidamente intervenire su questo emendamento rispetto al quale il rappresentante Governo ha avanzato un invito al ritiro. Infatti, come rappresentante del territorio e anche per le motivazioni addotte dalla stessa magistratura, mi sembra abbastanza evidente che vi sia una grande connessione nei fenomeni criminali.
Signor Presidente, mi scuso, ma credo di aver sbagliato emendamento. Chiedo, comunque, che il mio intervento venga considerato rispetto all'emendamento 48.0.107, su cui è intervenuto anche il sottosegretario Caliendo. Ritengo che sia stato molto utile e saggio avanzare un invito al ritiro. Se l'emendamento venisse posto in votazione, non esprimeremmo un voto favorevole, così come non siamo favorevoli al contenuto dell'ordine del giorno.
Lo affermo perché desidero che ciò rimanga agli atti. Credo, infatti, che le motivazioni siano molte serie, vista la connessione dei fenomeni criminali sul territorio e la possibilità che, indagando su un territorio, si scoprano connessioni ad un altro territorio. Per tale motivo, siamo sulla giusta linea della concentrazione su cui il rappresentante del Governo si è espresso.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G48.0.300 non verrà posto in votazione.
È stato avanzato un invito a ritirare e a trasformare in un ordine del giorno anche l'emendamento 48.0.108. Senatore Compagna, accoglie tale invito?
COMPAGNA (PdL). Signor Presidente, non posso che accettare la sollecitazione del Governo, anche perché sono molto affezionato e speranzoso nell'ulteriore corso del provvedimento. Il mio emendamento risale a prima dell'estate e riguarda le cosiddette stragi del sabato sera. Da allora sono stati raggiunti livelli ancora più preoccupanti. Non sono un massimalista e non sono un proibizionista; non sono neanche un persecutore delle discoteche. Ho notato, però, che nell'ambito della legislazione pattizia, da quando se ne occupava il collega Giovanardi con i gestori di discoteche della Romagna, la via pattizia, patteggiata e patteggiabile alla legalità non ha portato a nulla.
Lo Stato, nelle sue esigenze di autorità, è incalzato dai provvedimenti e dalle ordinanze assunti sul territorio dai sindaci. Lo Stato giungerebbe irrimediabilmente in ritardo se non inserisse - spero già in occasione dell'esame alla Camera dei deputati - questa modifica del codice con tutti i crismi di statualità che attengono alla disciplina codicistica, perché quella delle vite umane e dei ping-pong di umanità non sia soltanto retorica. Da qui nascono la mia gratitudine e la mia fiducia nella sensibilità del sottosegretario Mantovano.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G48.0.108 non verrà posto in votazione.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.105, presentato dal senatore Pinzger e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.400/1, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.400/2, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.400/3, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 48.0.400, presentato dal Governo.
È approvato.
Ricordo che l'emendamento 48.0.107 (testo 2) è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G48.0.107 che, essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto in votazione.
Passiamo all'esame dell'articolo 49, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi. (Brusìo).
Onorevoli colleghi, siamo ormai in fase di conclusione: vi chiedo di darci una migliore organizzazione.
BERSELLI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 49.650 e parere contrario sugli emendamenti 49.100, 49.0.500, 49.0.550 e 49.0.551.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme al relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 49.650, presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo 49.
È approvato.
Risulta pertanto precluso l'emendamento 49.100.
Metto ai voti l'emendamento 49.0.500, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 49.0.550, presentato dal senatore D'Alia.
Non è approvato.
L'emendamento 49.0.551 risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento 49.650.
Passiamo all'esame dell'articolo 50.
Lo metto ai voti.
È approvato.
Passiamo all'esame degli emendamenti tendenti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 50, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
Comunico che gli emendamenti 50.0.100/1 e 50.0.100/2 sono stati ritirati.
BERSELLI, relatore. Mi rimetto al parere del Governo.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Sull'emendamento 50.0.100 del senatore D'Alia, il Governo aveva proposto al presentatore una riformulazione che mi pare sia stata accolta. Pertanto, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 50.0.100 (testo 3), presentato dal senatore D'Alia.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 51.
Lo metto ai voti.
E' approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 52, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
BERSELLI, relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento 52.100. L'emendamento 52.0.101 (testo corretto) risulta ritirato.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme al relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 52.100, presentato dal senatore De Sena e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'articolo 52.
È approvato.
L'emendamento 52.0.101 (testo corretto) è ritirato.
Passiamo all'esame dell'articolo 53, sul quale sono stati presentati due emendamenti dal Governo, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore a pronunziarsi.
BERSELLI, relatore. Esprimo parere favorevole su entrambi gli emendamenti.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 53.800, presentato dal Governo.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 53.801, presentato dal Governo.
È approvato.
Metto ai voti l'articolo 53, nel testo emendato.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 54, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
BERSELLI, relatore. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 54.650, del Governo. Il parere è invece contrario sull'emendamento 54.100. La riformulazione dell'emendamento 54.0.300 da parte della presentatrice, senatrice Allegrini, mi trova favorevole. Invito i presentatori dell'emendamento 54.0.301 a trasformarlo in un ordine del giorno. Sull'emendamento 54.0.302 esprimo parere contrario. Sull'emendamento 54.0.303 mi rimetto al Governo.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme al relatore. Sull'emendamento 54.0.301 è stata concordata con i presentatori la trasformazione in un ordine del giorno.
Con riferimento all'emendamento 54.0.302, su cui la 5a Commissione ha manifestato la propria contrarietà, intendo sottolineare l'attenzione e l'impegno del Governo per Lampedusa, non soltanto per le attività di accoglienza e di contrasto, ma anche per tutto ciò che va a favore degli abitanti dell'isola, in senso reale e non demagogico, come proponeva la senatrice Maraventano.
Per quanto riguarda l'emendamento 54.0.303 è stata proposta una riformulazione che mi sembra sia stata accettata dai proponenti.
PRESIDENTE. La riformulazione dell'emendamento 54.0.303 non è ancora pervenuta agli uffici della Presidenza e pertanto lo accantoniamo momentaneamente.
Metto ai voti l'emendamento 54.650, presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo 54.
È approvato.
Risulta pertanto precluso l'emendamento 54.100.
Metto ai voti l'emendamento 54.0.300 (testo 2 corretto) presentato dalle senatrici Allegrini e Gallone.
È approvato.
Sull'emendamento 54.0.301 è stato avanzato un invito al ritiro e a trasformarlo in ordine del giorno ed il Governo si era dichiarato disponibile ad accoglierlo.
È d'accordo, senatore Bricolo?
BRICOLO (LNP). Sì.
PRESIDENTE.Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G54.0.301 non verrà posto in votazione.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 54.0.302 è improcedibile.
Avendo temporaneamente accantonato l'emendamento 54.0.303, passiamo all'esame dell'articolo 55, sul quale è stato presentato un emendamento dei relatori, che si intende illustrato.
LI GOTTI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, il problema è stato da me già in precedenza esaminato e lei lo conosce benissimo. A seguito delle osservazioni che abbiamo avanzato sulla copertura finanziaria, determinate dal fatto che quella prevista riguardava il reato di ingresso illegale e non quello di soggiorno illegale, lei stesso, rilevando il diverso impatto che la norma contenuta nell'articolo 19 avrebbe avuto sulla platea dei destinatari, aveva invitato la 5a Commissione a rivedere la propria valutazione. E ciò che appare francamente sconcertante è il parere formulato dalla stessa. Sulla base dei dati forniti dal Ministero dell'interno, essa ha ritenuto che la platea dei destinatari del processo per il reato di soggiorno illegale nel territorio dello Stato ammonti a 3.660 persone. Sappiamo - perché il Governo ha fornito questi dati in altre occasioni - che gli irregolari presenti nel nostro territorio alla data del 1° luglio 2006 erano 760.000, come risulta dalla relazione sul Primo rapporto sugli immigrati in Italia.
Non riesco a capire, rispetto a questi numeri, come sia possibile che il Ministero dell'interno abbia fornito il dato di 3660 irregolari destinatari del processo; è chiaramente un dato inesatto. La 5a Commissione dice che questo non è il numero degli irregolari ma è il numero dei prevedibili processi. Io non riesco comprendere quale sia la ratio, né il Governo ha fornito chiarimenti.
L'unico dato di cui noi disponiamo è la relazione tecnica che il Governo ha fornito, nella quale si dice che i soggiorni illegali sono 3660. I dati relativi al numero di ingessi illegali, che sono 54.000, nonché quelli relativi al numero dei soggiorni irregolari sono stati comunicati dal Ministero dell'interno: ossia, si fa riferimento ai dati relativi ai soggiorni irregolari. Ora, tra la cifra di 760.000 soggiorni e quella di 3660 vi è un abisso. Se si dice che i soggiorni irregolari sono 3660, la copertura finanziaria è di 33 milioni di euro; se la platea dei processandi diventa di 500.000 persone, la copertura finanziaria deve essere moltiplicata almeno per dieci: ossia, servono oltre 400 milioni di euro per rispettare l'articolo 81 della Costituzione.
Signor Presidente, lei è una persona estremamente rigorosa e pone attenzione a questo profilo. Lei stesso si rese conto del problema ritenendolo fondato. Non è pensabile che l'articolo 81 della Costituzione possa essere raggirato in questi termini. Non è pensabile ritenere che gli irregolari improvvisamente diventino 3.660 persone: lo sappiamo che questo dato è falso! Come pensiamo di potere ritenere congrua una copertura finanziaria che asserisca questo dato? Ma come si è permesso il Governo di fornire al Parlamento questo dato, dal momento che ne aveva fornito un altro che indicava in 760.000 gli irregolari soggiornanti nel nostro Paese? È un problema di responsabilità che noi dobbiamo assumerci.
Signor Presidente, io mi appello al suo rigore, al rispetto puntuale dell'articolo 81 e al senso di responsabilità di quest'Aula. Si trovi la copertura finanziaria ma non si inganni fornendo dati che sono palesemente falsi. (Applausi dai Gruppi IdV e PD ).
AZZOLLINI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AZZOLLINI (PdL). Signor Presidente, il senatore Li Gotti già un'altra volta aveva posto tale questione. Naturalmente, la Commissione bilancio l'ha presa in esame in maniera approfondita, così come l'obiezione avanzata dal senatore Li Gotti meritava.
Devo dire che in questo caso il lavoro parte da una circostanza molto precisa, perché tale questione è corredata da una regolare relazione tecnica con un conteggio assolutamente preciso. Quanto il senatore Li Gotti sostiene è che i dati della relazione tecnica non sono quelli corrispondenti al nuovo testo normativo. La Commissione bilancio, naturalmente, si attiene ai dati di fatto e questi dati concreti non possono che essere quelli forniti dal Governo e, in questo caso, il Governo ce li ha forniti con dovizia di particolari. Posso assicurare che il processo è stato non soltanto regolare, come al solito, ma anche particolarmente approfondito.
Posso fare un'ulteriore considerazione per tentare di chiarire quello che il senatore Li Gotti dice: egli parla, lo cito testualmente, di una platea di processandi. Il costo non si riferisce alla platea dei processandi, bensì a coloro che subiscono concretamente il processo e che per questo, naturalmente, causano un onere per la finanza pubblica, un onere che nella relazione tecnica viene puntualmente analizzato con il costo unitario e con il costo complessivo.
Quindi, siccome la stima non è relativa alla platea che il senatore Li Gotti ritiene forse 200 volte superiore a quella analizzata, è chiaro che non è questo il parametro di base che la Commissione bilancio deve considerare. Tale parametro è quello fornito dal Governo, corredato naturalmente della relazione tecnica, sulla base di un principio: i costi devono essere quelli che si stima saranno effettivamente sostenuti. Forse questo chiarisce perché non si può parlare di platea di processandi: la platea è una cosa, i processati sono un'altra. Evidentemente il Governo ha preso in esame esattamente questo parametro.
Ovviamente tutto quello che ho detto è stato adeguatamente diffuso e comunque posso assicurarle, senatore Li Gotti, che abbiamo seguito il processo che regolarmente avviene in Commissione bilancio. In questo caso, inoltre, sono state approfondite, come è giusto che sia, anche le sue osservazioni. La mia considerazione forse può aiutare a risolvere i problemi. È evidente che, se sulla scorta dei processi effettivamente sostenuti per il soggiorno illegale si dovesse arrivare a cifre assolutamente superiori, il bilancio dello Stato ne terrà conto negli anni successivi.
LEGNINI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, la questione posta dal senatore Li Gotti è molto seria. I chiarimenti forniti dal presidente Azzollini non sono affatto sufficienti e li abbiamo già ampiamente confutati in Commissione bilancio.
Vorrei riepilogare molto sinteticamente, sollecitando l'attenzione del Governo, che cosa è accaduto nel dibattito sull'articolo 19. La formulazione originaria dell'articolo prevedeva una nuova fattispecie di reato, quella di ingresso illegale nel territorio dello Stato. A fronte di questa previsione, l'articolo 55 recava una copertura finanziaria di 16 milioni di euro circa per il 2008 e di 33 a partire dal 2009. Attenzione, la copertura è stata costruita non sulla base di una previsione dei processi, perché è noto l'orientamento della Commissione bilancio e della Ragioneria in base al quale non occorre una preventiva e certa copertura nel caso dell'introduzione di un nuovo reato, perché i magistrati restano quelli in attività, così come le cancellerie e quant'altro.
La copertura finanziaria è costruita per effetto della necessità di garantire ai cittadini extracomunitari il gratuito patrocinio; cioè vi sarà un esborso da parte dello Stato a fronte di nuovi processi, per il gratuito patrocinio. A seguito della modifica introdotta dalle Commissioni al testo dell'articolo 19, mediante l'introduzione dell'ulteriore fattispecie del soggiorno illegale, si rendeva necessario integrare la copertura finanziaria così che lei, molto opportunamente, chiamò la Commissione bilancio a riesaminare la questione. In realtà, presidente Azzollini, in Commissione la questione noi l'abbiamo affrontata e risolta (anzi non risolta) sbrigativamente, poiché il Governo non ha affatto integrato la propria relazione tecnica, non ha fornito chiarimenti e non ha fornito elementi ulteriori.
Sta accadendo che confermiamo sulla scorta di una formale relazione tecnica, nel senso che diceva il presidente Azzollini, e noi non vogliamo confermarlo ma vogliamo che il Governo ci spieghi come stanno le cose. È una questione che non attiene solo al dato contabile formalistico della copertura, ma al funzionamento del nostro ordinamento giuridico. (Richiami del Presidente).
Presidente, ho concluso. Non ce ne siamo occupati perché non è vero - mi dispiace affermarlo - quello che il presidente Azzollini ha detto poco fa, cioè che la copertura è stata costruita sulla base non dei processandi ma dei processati, perché la relazione tecnica, caro presidente Azzollini, parla invece di platea di 3.660...
AZZOLLINI (PdL). Platea di cosa?
LEGNINI (PD). Si legge testualmente che la norma comporta oneri connessi al patrocinio a spese dello Stato quantificabili in relazione alla platea degli imputati astrattamente interessati.
AZZOLLINI (PdL). Si parla di platea degli imputati.
LEGNINI (PD). Gli imputati astrattamente interessati sono 700.000, non 3.660.
AZZOLLINI (PdL). Ma cosa dice? Come possono essere 700.000 imputati? È assurdo!
LEGNINI (PD). Presidente Azzollini, non io, non l'opposizione, ma il Governo stima presenze illegali nel nostro Paese pari a 500.000 più 124.000. Altrimenti per quale motivo avete previsto questa norma? Per quale motivo avete introdotto questo reato? Per 3.000 persone? Ma stiamo scherzando? (Applausi dal Gruppo PD).
È una questione molto seria, Presidente. Siamo in presenza di una palese violazione dell'articolo 81 della Costituzione, che mina l'intero provvedimento. Quindi la prego di invitare il Governo a provvedere integrando la copertura. (Applausi dal Gruppo PD).
BELISARIO (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BELISARIO (IdV). Signor Presidente, colleghi, il gioco delle tre carte è notoriamente un gioco d'azzardo ed è vietato, quindi nessuno lo può fare, da nessuna parte. Se il presidente Azzollini mi segue, cercherò di spiegarlo anche a lui. (Commenti dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Colleghi, vi informo che, continuando di questo passo, salta anche la diretta televisiva delle ore 13. Ma andiamo avanti e si chiude intorno alle ore 14. Prego, senatore Belisario, garantisco all'Aula il diritto di dibattito. (Commenti del senatore Astore).
BELISARIO (IdV). Il dato 760.000, ridotto al 10 per cento, fa 76.000; ridotto all'1 per cento fa 7.600. Qualcuno ci vuol dire che gli eventuali sotto processo sarebbero soltanto lo 0,5 per cento. Questi sono i numeri e questa è una truffa, un inganno ai danni degli italiani! (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti dai Gruppi PdL e LNP).
Allora, posto che la norma è questa, chiediamo a gran voce - e lo segnaleremo agli organi che poi esamineranno questa norma - una copertura reale, non delle fantasie, perché oggi sono delle fantasie, cioè si approva una norma per espellere 3.660 persone. Questo è un trucco che dobbiamo smontare; oppure insieme, noi come Parlamento la approviamo e voi come Governo trovate la copertura integrale dei costi che questa legge comporterà allo Stato. (Applausi dal Gruppo IdV).
PRESIDENTE. Colleghi, ho ascoltato il dibattito. La Presidenza aveva chiesto una rivisitazione della copertura dell'articolo 55 su sollecitazione del Gruppo Italia dei Valori e non può che prendere atto del fatto che la 5a Commissione ha riesaminato il proprio parere e ne ha confermato il contenuto. Nella seduta del 3 febbraio ha ribadito il parere espresso in data 14 gennaio.
Queste sono le valutazioni espresse dalla Commissione bilancio, di cui la Presidenza non può che prendere atto.
LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, considerato che il rappresentante del Governo è in Aula, non gli si può chiedere di darci chiarimenti al riguardo?
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, sono disponibile a dare tutti i chiarimenti che l'Aula chiede leggendo la relazione tecnica che è stata depositata presso la Commissione bilancio, che dà conto dettagliatamente di tutti i problemi sollevati. Faccio presente che si tratta di una relazione comprendente più pagine la cui mera lettura, e non il commento, sarebbe poco compatibile con i tempi celeri che la Presidenza ha imposto al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo LNP).
Faccio soltanto presente nelle linee generali che la stima di extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno non coincide con quella di extracomunitari che saranno sottoposti a giudizio. Come la semplice lettura dell'articolo 39 permette di rilevare, il numero di coloro che incorrono nel reato di ingresso o permanenza nella clandestinità va determinato al netto dei richiedenti asilo, di coloro cui andrà riconosciuta la protezione umanitaria, dei ricongiungimenti familiari che sono avvenuti per vie traverse e non consuete.
La relazione agli atti della Commissione bilancio è stata redatta con particolare scrupolo dal Presidente e dai componenti della Commissione bilancio dando conto addirittura nei centesimi delle spese relative al gratuito patrocinio. Il rinvio alla lettura di questa relazione, che sono comunque disponibile a fare in questa sede se mi viene richiesto dal Presidente, consente, anche alla luce di quelle considerazioni generali, di dissipare qualsiasi dubbio.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 55.500 (testo 3).
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 55.500 (testo 3), presentato dai relatori, interamente sostitutivo dell'articolo 55.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE.Avverto che l'emendamento 54.0.303 è stato ritirato e trasformato in un ordine del giorno. Il Governo intende accoglierlo?
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Pertanto, essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G54.0.303 non verrà posto in votazione.
Riprendiamo l'esame degli articoli e degli emendamenti precedentemente accantonati, motivo del fatto per cui non è stato materialmente possibile concludere entro le ore 12.
Passiamo all'esame dell'articolo 7, su cui sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
VIZZINI, relatore. Invito i presentatori al ritiro degli emendamenti 7.300 e 7.301. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 7.302 (testo 2). L'emendamento 7.650 è stato ritirato. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 7.303 e 7.304.
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. I presentatori, accettano l'invito a ritirare gli emendamenti 7. 300 e 7.301?
MAZZATORTA (LNP). Sì, li ritiriamo.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.302 (testo 2), presentato dal senatore Bricolo e da altri senatori.
È approvato.
L'emendamento 7.650 (testo corretto) è stato ritirato.
Metto ai voti l'emendamento 7.303, presentato dal senatore Valditara e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.304, presentato dal senatore Valditara e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'articolo 7, nel testo emendato.
È approvato.
Passiamo all'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 8, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
VIZZINI, relatore. Invito i presentatori al ritiro dell'emendamento 8.0.300. Mi rimetto al Governo sull'emendamento 8.0.301 (testo 2).
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme al relatore. Sull'emendamento 8.0.301 (testo 2) vi è bisogno di un ulteriore approfondimento dato che non riusciamo ad intenderci. Lo faremo nel seguito dell'iter del disegno di legge. Quindi, con un certo rammarico, invito al ritiro.
PRESIDENTE. Chiedo al presentatore se intende ritirare gli emendamenti 8.0.300 e 8.0.301 (testo 2).
SALTAMARTINI (PdL). Signor Presidente, li ritiro.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 12, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
VIZZINI, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 12.0.100 (testo 2) e 12.0.300 (testo 2).
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme al relatore, con tutte le precisazioni fornite a suo tempo. Se mi ricordo bene, la senatrice Serafini ne aveva chiesto lo stralcio.
PRESIDENTE. Un emendamento non può essere stralciato, come avevo già chiarito all'Assemblea e alla senatrice Serafini.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.0.100 (testo 2).
SERAFINI Anna Maria (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERAFINI Anna Maria (PD). Non so se vi rendete conto di quello che avete fatto con l'articolo 39 e quali saranno le conseguenze sui bambini.
LONGO (PdL). Sì, sì.
SERAFINI Anna Maria (PD). Se ne rende conto, collega? Non credo se ne renda conto perché in questo emendamento noi parlavamo dei bambini che hanno bisogno di cure pediatriche e distinguevamo i bambini dai loro genitori e dal permesso di soggiorno. I bambini non potranno più andare al pronto soccorso, non avranno più cure pediatriche.
Vedo chi sorride sui banchi della Lega: che differenza c'è tra noi e quelli che bruciano l'indiano? Ci si rifà coi deboli, si travolge ogni diritto. Ma che conseguenze si saranno per questi bambini?
Il ministro Maroni ha parlato per due giorni sui media del traffico d'organi. Nel momento in cui i bambini non sono assicurati alla salute dove andranno? (Commenti dai banchi della maggioranza). Dove andranno? Non hanno nessuna possibilità di scelta. Non scelgono di venire nel nostro Paese, non scelgono di avere un permesso di soggiorno. Dipendono dai genitori che non andranno per loro e non porteranno i loro bambini. Quindi non solo non avremo le cure psichiatriche ma si andrà verso un peggioramento sostanziale.
Il nostro lavoro è serio. Abbiamo a che fare con la vita della gente. Vi è l'antipolitica, ma sappiamo che la politica è seria perché contribuisce alla vita della gente. Questo dicono i pediatri! Essi li volevano nei reparti pediatrici e non nel pronto soccorso perché il ritardo diagnostico e terapeutico pregiudica in modo irreversibile la loro salute e ne mette a rischio la vita. Stiamo parlando di questo!
Colleghe della Commissione bicamerale: non si può pensare di fare una risoluzione che dica che la salute dei bambini è a rischio. Abbiamo la possibilità di intervenire oggi sulla salute dei bambini. Oggi dobbiamo intervenire. (Commenti dal Gruppo PdL).
Altrimenti ci assumiamo una responsabilità grave, gravissima. Noi distinguiamo ciò che è degli adulti da ciò che è dei bambini. Le nostre leggi dicono che quando i genitori non sono in grado, o perché irregolari o perché in carcere, di pensare alla salute dei bambini, le leggi italiane devono pensarci perché abbiamo ratificato la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo. Noi la violiamo e, se permettete, violiamo la stessa umana pietà. Qui non c'è neanche una responsabilità minima nei confronti dei minori. Chiedo al Governo di ripensarci. Il mio non è un ragionamento che tende alla demagogia. Vi invito a stabilire una responsabilità: noi abbiamo una responsabilità giuridica e umana nei confronti di questi bambini. Altrimenti non sapremo mai se e come vengono curati. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
RUTELLI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche se è già intervenuta la senatrice Serafini.
RUTELLI (PD). Signor Presidente, intervengo sul successivo emendamento 12.0.300 (testo 2). Invito il Senato ad una riflessione su quello che stiamo votando poiché abbiamo già - ricorda bene il senatore Mantovano - accantonato questa materia tre settimane fa quando la senatrice Serafini aveva illustrato questo emendamento.
Vorrei invitare i colleghi ad esaminare molto seriamente la materia che ha almeno due connessioni (considerati i tempi ristrettissimi di cui dispongo, richiamo solo i principi) con questo articolato di legge. In primo luogo, il Senato ha convenuto che si debba togliere la potestà genitoriale a quei genitori i quali riducano in schiavitù, o in ogni caso sfruttino in modo indecente, i loro figli. Sono personalmente favorevole a tale scelta. Allo stesso tempo dico però ai colleghi del Senato che dobbiamo dare a quei bambini l'assistenza indispensabile. Stiamo accantonando il problema di questi emendamenti, ma nel momento in cui si consente che il medico possa denunciare clandestini che hanno dei figli, si toglie alla tutela sanitaria ...
PRESIDENTE. Senatore Rutelli, la prego di concludere.
RUTELLI (PD). Presidente, mi faccia concludere. (Commenti dai banchi del centrodestra).
PRESIDENTE. La sto pregando di concludere.
RUTELLI (PD). Avrei già finito.
PRESIDENTE.Senatore Rutelli, ci mancherebbe, ho il massimo rispetto, il problema che conoscete è quello delle ore 13. Non negherò la parola a nessun collega di questo emiciclo.
RUTELLI (PD). Mi faccia terminare.
Sto segnalando al Governo che noi togliamo la patria potestà - ed è giusto - ai genitori che sfruttano i loro figli, ma quei bambini hanno il diritto-dovere di essere seguiti dal punto di vista delle loro condizioni di salute e psicologiche, di essere seguiti e assistiti, come ha detto la senatrice Serafini.
Invito quindi il Governo e l'Assemblea, nell'esame di questo disegno di legge, ad assumersi la responsabilità di trovare, evitando rinvii ad altri provvedimenti, una soluzione decente dal punto di vista della sicurezza, umanitario e del rispetto dei diritti fondamentali dei bambini nel nostro Paese. (Applausi del Gruppo PD e del senatore Astore).
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, vorrei evidenziare, perché ci sia il massimo della chiarezza, che il Governo non ha espresso parere contrario agli emendamenti 12.0.100 (testo 2) e 12.0.300 (testo 2), ma ne ha chiesto il ritiro per una serie di ragioni, non ultima la necessità che quanto viene proposto sia poi effettivamente introdotto.
La copertura indicata da questi emendamenti, 12,5 milioni di euro, viene infatti ad incidere sulla riduzione (stiamo parlando di bambini, quindi c'è disagio ad esprimersi in termini tecnici, ma penso tutti noi vogliamo un risultato) di stanziamenti di spesa corrente della tabella C, le cui risorse sono già impegnate e comporterebbero una compressione delle esigenze di enti e istituti che si muovono su questo piano e che hanno già delle previsioni di spesa.
Il rinvio serve allora ad approfondire questa materia ed a pervenire ad una formulazione, non soltanto conforme alle intenzioni, ma anche in grado di reggere e di avere efficacia concreta. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 12.0.100 (testo 2), presentato dalla senatrice Serafini Anna Maria e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.0.300 (testo 2).
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 12.0.300 (testo 2), presentato dalla senatrice Serafini Anna Maria e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 30, su cui sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
VIZZINI, relatore. Signor Presidente, sull'emendamento 30.100 esprimo parere contrario, mentre sull'emendamento 30.500 (testo 2) esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Sul comma 4-ter di questa proposta emendativa vi è un parere contrario della 5ª Commissione.
VIZZINI, relatore. Sì, signor Presidente, dobbiamo sopprimere questo comma.
Sugli emendamenti 30.501 e 30.650 esprimo parere favorevole, mentre esprimo parere contrario sull'emendamento 30.101.
PRESIDENTE. Quest'ultimo, senatore Vizzini, sarebbe precluso dall'eventuale approvazione dell'emendamento 30.650.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere conforme al quello espresso dal relatore, con una sola precisazione.
Il Governo chiede che l'emendamento dei relatori 30.500 (testo 2) sia votato nella sua interezza, incluso il comma 4-ter, a proposito del quale, pur manifestando tutto il rispetto nei confronti dei lavori che ha svolto, continuo però a non capire la decisione della 5a Commissione.
Desidero quindi illustrare per pochi secondi la materia seguente, signor Presidente. Un bene o un'azienda viene sequestrato alla criminalità mafiosa: l'interesse di tutte le persone oneste è che - se non è soltanto una centrale per il riciclaggio - continui a produrre, nei limiti del possibile, e si mantenga il più possibile il livello occupazionale.
Questo spiega perché, durante la fase del sequestro, i crediti erariali vengono sospesi, ed è giusto che sia così, perché il sequestro potrebbe non portare alla confisca: in tal caso, l'erario riprenderebbe a vantare i propri crediti. Nel momento in cui, però, si realizza la confisca, il bene va nella disponibilità dello Stato e, in modo particolare, del Ministero dell'economia, cioè della stessa articolazione istituzionale che provvede a imporre i tributi.
Allora, la proposta contenuta nell'emendamento dei relatori è che, una volta che si vada alla confisca, vi sia l'applicazione di quell'istituto del codice civile che si chiama confusione, in base al quale i debiti si estinguono rispetto al bene che va nella disponibilità di chi vantava i corrispondenti crediti.
Questo, per evitare quella che, a mio avviso, è una follia, ossia che lo Stato confischi aziende che entrano nel proprio patrimonio gravate di tributi erariali, il che non comporta nulla di più in termini di entrate allo Stato stesso, ma comporta che quell'azienda, se è riuscita per miracolo a sopravvivere fino a quel momento, certamente venga precipitata dalla presenza di questi tributi.
Il ragionamento, che mi permetto di definire formalistico, è che non si quantifica il meno che entra allo Stato: ma che cosa deve entrare, nel momento in cui entra il bene, se non un debito, che porta semplicemente a rendere più gravosa - fino ai limiti dell'impossibilità - la gestione di quel bene?
Signor Presidente, mi permetto pertanto di sollecitare, con gli strumenti che il Regolamento del Senato mette a disposizione (non so se anche del Governo), un parere ed un voto favorevole all'intero emendamento, perché la soppressione della sua ultima parte - probabilmente per limiti soggettivi - sfugge a qualsiasi comprensione. (Applausi dal Gruppo PdL).
VIZZINI, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIZZINI, relatore. Signor Presidente, le osservazioni mosse dal sottosegretario Mantovano sono esattamente quelle che io stesso avevo formulato e rappresentano il motivo per cui l'emendamento 30.500 (testo 2) era stato accantonato.
Tuttavia, avendo la massima stima del sottosegretario Mantovano, che considero persona preparata, debbo rilevare che - a seguito dell'accantonamento - la Commissione bilancio ha confermato il parere negativo, supportata non dalla propria scienza infusa, ma dalla presenza di un altro pezzo del Governo, che sostiene una tesi differente.
Quindi, ci troviamo in questa situazione perché il Governo, da un lato, ci dice che questa cosa va fatta così e ci invita a votarla, mentre la Commissione, dall'altro, ci dà un parere negativo, perché un altro rappresentante del Governo esprime opinioni diverse.
Non saprei più che cosa suggerire, pertanto, rispetto a questo punto.
PRESIDENTE. Senatore Vizzini, adesso vediamo cosa accadrà.
CENTARO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTARO (PdL). Signor Presidente, accedendo alla tesi fin troppo ovvia e naturale espressa dal Sottosegretario, chiedo a quindici colleghi di supportare la mia richiesta di voto elettronico, ai sensi del Regolamento.
PRESIDENTE. Sull'intero emendamento 30.500 (testo 2)?
CENTARO (PdL). Sì.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 30.100, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 30.500 (testo 2), sul cui ultimo capoverso - che introduce il comma 4-ter - è stato espresso il parere contrario della 5ª Commissione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. È stata formulata dal senatore Centaro una richiesta di voto elettronico sull'intero emendamento.
Invito pertanto il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Centaro, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 30.500 (testo 2), presentato dai relatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 30.501, presentato dai relatori.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 30.650, presentato dal Governo.
È approvato.
Risulta pertanto precluso l'emendamento 30.101.
Metto ai voti l'articolo 30, nel testo emendato.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 32, su cui sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
VIZZINI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 32 precedentemente accantonati, ad eccezione dell'emendamento 32.800 (testo corretto) sul quale esprimo parere favorevole. Esprimo parere contrario anche su tutti gli emendamenti tendenti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 32.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 32.100.
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, trattandosi di misure in materia di infiltrazioni della criminalità organizzata in appalti pubblici, ci sembra molto importante richiamare l'attenzione dell'Assemblea su questo voto.
Pertanto, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 32.100, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, fino alle parole «in quanto compatibili».
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 32.100 e l'emendamento 32.500.
CARLONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLONI (PD). Signor Presidente, vorrei che restasse a verbale che ho sbagliato a votare nell'ultima votazione e che il mio voto era favorevole e non contrario.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 32.101.
GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 32.101, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 32.800 (testo corretto), presentato dal Governo.
È approvato.
Metto ai voti l'articolo 32, nel testo emendato.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 32.0.102, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 32.0.501,presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Non è approvato.
Essendo stato espresso parere contrario dalla 5a Commissione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituizione, l'emendamento 32.0.100 (testo 2 corretto) è improcedibile.
Metto ai voti l'emendamento 32.0.101, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.
Non è approvato.
Colleghi, abbiamo così concluso le votazioni degli articoli e degli emendamenti.
VALDITARA (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDITARA (PdL). Signor Presidente, avrei voluto intervenire in occasione della votazione dell'articolo 7 per chiedere alla Presidenza di poter allegare agli atti la mia dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Senatore Valditara, la Presidenza l'autorizza in tal senso.
Colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13 per la diretta televisiva.
(La seduta, sospesa alle ore 12,38, è ripresa alle ore 13,01).
Riprendiamo i nostri lavori.
Passiamo alla votazione finale.
PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, l'approvazione del provvedimento in esame costituisce l'adempimento puntuale di uno dei punti fondamentali del programma della coalizione (se non ricordo male, il punto 3). Si tratta, quindi, di un passaggio che qualifica l'azione dell'Esecutivo e della sua maggioranza parlamentare perché mantiene un impegno assunto con gli elettori su una parte fondamentale dell'iniziativa politica del centrodestra, che ha avuto grande riscontro nel Paese.
A me piacerebbe che il Governo rivolgesse la stessa puntualità negli adempimenti programmatici a tutti i punti di quel programma. In particolare, il sottosegretario Mantovano, uomo del Mezzogiorno, impegnato in quel territorio nella sfida alla criminalità anche per la sua competenza professionale, sa quanto possa essere importante il tema dello sviluppo di quelle Regioni per liberare le stesse dall'ipoteca della criminalità organizzata.
Quindi, nell'apprezzamento per l'azione del Governo e per la coesione della maggioranza parlamentare a sostegno di questo punto, utilizzo la mia dichiarazione di voto per ricordare che altri punti vanno evasi con la stessa sollecitudine, perché se c'è un pezzo del programma oggi disatteso è proprio quello a cui io sono molto legato, non solo personalmente, ma anche come Movimento per l'Autonomia, e che riguarda lo sviluppo del Sud (punto 5 di quel programma).
Vorrei ricordare al Governo, chiamando comprensibilmente in causa il senatore Mantovano, che oggi in Aula lo rappresenta, che la nostra coalizione in quelle aree ha conquistato un consenso straordinario perché ha ottenuto la fiducia dei cittadini. Ma non dobbiamo considerare quel consenso come una conquista stabile, duratura e garantita a prescindere da quale che sia l'azione del Governo. Quel consenso va rispettato, mantenuto e rafforzato, definendo politiche importanti che inneschino processi virtuosi di sviluppo.
In questo senso, signor Presidente del Senato, il già utile lavoro del Parlamento in questa occasione è stato utilissimo, perché il provvedimento nella sua stesura originaria, per come proveniva dal Governo, aveva una calibratura diversa, era meno ricco, meno consistente, portatore di una interpretazione che potrei definire limitata, perché metteva al centro della politica di sicurezza la sensazione che il fronte più caldo fosse quello del contrasto all'immigrazione clandestina, soprattutto per la sensibilità di alcune aree del Paese nei confronti di questo tema, perché in quell'ambito si sviluppano molti reati contro la persona e contro il patrimonio. Una questione certamente fondata, che in questi ultimi giorni è ancor di più all'attenzione, anche perché il circuito mediatico ne sviluppa la percezione nell'opinione pubblica. Anche se fosse rimasto tale, io avrei votato il provvedimento in modo disciplinato, così come fatto con tutti gli altri provvedimenti del Governo, perché lo ritenevo un modo per ottemperare correttamente al programma, che definiva le politiche di sicurezza con questo particolare punto di attacco.
Apprezzabilmente però il lavoro parlamentare, qualche volta anche in modo - come si dice - bipartisan, ha sviluppato in modo fortissimo, d'accordo con il Governo, che è stato aperto e sensibile nell'interpretare questo bisogno, le misure finalizzate al contrasto alla criminalità organizzata e al recupero di legalità in alcuni territori. Non perché la criminalità organizzata sia patrimonio esclusivo del Sud del Paese, visto che innerva anche altre zone, ma perché da noi, nel Mezzogiorno, esprime un'invasività ed un'aggressività intollerabili per la nostra convivenza civile.
È per questo che siamo convintamente favorevoli al provvedimento in esame, perché ha compreso la necessità di ben calibrare la misura dell'intervento rispondendo ad un'esigenza, ad un bisogno e ad una domanda di legalità che fortissimamente cresce nel Sud del Paese.
Ed io con un artifizio - ma mi serve di tutto per giustificare il mio consenso convinto al Governo - considero questo arricchimento del provvedimento in discussione una sorta di anticipazione sul perseguimento degli obiettivi relativi al Mezzogiorno. Infatti, per iniziativa del Movimento per l'Autonomia - ho contribuito alla stesura di quel pezzo del programma di coalizione - noi nelle politiche di sviluppo del Mezzogiorno al punto 5 abbiamo inserito il contrasto alla criminalità organizzata e un piano di emergenza per la sicurezza e legalità nel Sud. Questo perché riteniamo inscindibili le politiche di sicurezza e di contrasto nel Mezzogiorno e la possibilità di un processo di sviluppo autenticamente trasparente nelle sue iniziative economiche.
Consideriamo l'invasività della criminalità organizzata un pericolo, anzi un problema molteplice, perché essa intimidisce, deprime le attività economiche, dissuade chi ha voglia di intraprendere, sia che si tratti di ambienti imprenditoriali locali che di ambienti imprenditoriali che vogliono dall'esterno investire nel Mezzogiorno. Ma vi è un ulteriore pericolo: che l'invasività non si limiti all'attività di intimidazione e di estorsione, ma che essa infiltri direttamente l'attività economica, creando meccanismi distorsivi della concorrenza che uccidono il mercato.
Per queste ragioni, chiediamo al Governo di continuare su questa strada definendo ancora di più misure a sostegno degli imprenditori coraggiosi che denunciano le estorsioni attraverso benefici fiscali - il Governo su questo terreno è stato poco sensibile - e di tutoraggio.
Il tema del tutoraggio, del sostegno mirato a chi ha il coraggio civile di denunciare l'aggressione mafiosa è il meccanismo attivo attraverso cui si incoraggia questo processo. Sappiamo, signor Presidente, che nella nostra Regione questo fenomeno comincia a lievitare anche per l'iniziativa importante di Confindustria Sicilia che ha segnato un passo significativo di rottura con la cultura della omissione e del silenzio. Questo processo va accompagnato.
Per questa ragione il provvedimento ci convince. Per questa sua calibratura che lo ha arricchito e che ha guardato a tutto il Paese, non soltanto ad un'emergenza percepita in modo chiaro nel Nord e di cui si fanno legittimamente interpreti i colleghi della Lega che hanno una grande capacità di porre le questioni relative al loro territorio al Governo e al Parlamento. Li invidio e spero un giorno di essere capace come loro di porre le questioni del mio territorio con la stessa energia, la stessa autorevolezza e lo stesso grado di consenso. Perché il consenso in democrazia è indispensabile.
Ma talvolta anche l'essere in pochi, se si dicono cose giuste, può consentire ad un ambiente attento di cogliere delle opportunità. In questo senso, ho da far valere una piccola lamentela. Sul tema della destinazione dei beni confiscati alla criminalità, vi era una proposta di destinare tali beni anche agli enti locali che vengono aggrediti dalla mafia affinché non si realizzasse un doppio impoverimento. Vi era stato anche un incontro tra il ministro Maroni e il presidente della Regione siciliana, Lombardo, per definire la misura di tale destinazione ed era stato presentato anche un emendamento dei relatori, il 30.0.100. Ho dovuto prendere atto che anche quell'emendamento è venuto meno poiché è stato sostituito da un ordine del giorno dal contenuto molto generico. Me ne rammarico. Questo non toglie nulla al mio convincimento circa il voto favorevole sul provvedimento, ma mi lascia un po' di amarezza perché un'altra delle nostre proposte è stata disattesa. (Applausi dal Gruppo Misto-MPA).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, voteremo contro questo provvedimento e lo faremo con amarezza e profondo rammarico. Sei mesi fa, infatti, abbiamo aperto un confronto in Parlamento sul tema della sicurezza senza pregiudizi e, come è noto, sul decreto-legge che ha anticipato alcuni provvedimenti ci siamo astenuti. Ci saremmo aspettati in questo periodo un confronto serio, approfondito e soprattutto efficace su cosa fare per la sicurezza dei cittadini. Invece, ci siamo trovati di fronte ad una lunga serie di annunci, alla spicciola propaganda, a veri e propri spot elettorali. E tutto ciò proprio mentre è cresciuta l'emergenza clandestini, con il moltiplicarsi degli sbarchi e degli ingressi illegali, e numerosi ed intollerabili reati di violenza sessuale si sono moltiplicati, occupando incessantemente le pagine dei giornali.
Certamente, signor Presidente, non tutto è da buttare. In questo provvedimento vi sono norme che abbiamo votato, condiviso e concorso a scrivere. Vi sono tante nuove fattispecie di reato e tanti nuovi inasprimenti di sanzioni: le norme contro la mafia, l'inasprimento del carcere duro per i mafiosi, l'inasprimento delle sanzioni per l'associazione a delinquere di stampo mafioso, un regime più efficace per la confisca dei beni e dei patrimoni mafiosi e, ancora, le norme contro lo stupro.
Anche in questo caso, però, le norme approvate anche con il nostro concorso e che prevedono il carcere preventivo obbligatorio per una serie di reati sono state approvate in maniera disorganica e demagogica. Oggi, infatti, in base al testo che voi voterete, un soggetto indagato per frode informatica deve essere arrestato con la reclusione in carcere al pari di un soggetto indagato per stupro; invece, per un soggetto indagato per omicidio, per rapina aggravata o per strage la detenzione preventiva in carcere è affidata al libero apprezzamento del giudice. Non si legifera così perché, alla fine, questo crea un sistema penale disorganico che va contro gli interessi dei cittadini.
Ancora, mi riferisco alle norme che ha seguito in maniera particolare il sottosegretario Mantovano, che ringraziamo insieme a lei, signor Presidente. Non sono solo norme riguardanti la prevenzione sull'associazionismo contiguo ai fenomeni di terrorismo, ma anche quelle riguardanti forme di propaganda e di apologia sui nuovi mezzi di comunicazione, come Internet e come quei social network dove ancora oggi si inneggia in maniera volgare e violenta a Riina, a Provenzano, alle Brigate Rosse, a coloro i quali hanno compiuto stupri collettivi.
Riguardo a queste norme, che anche noi abbiamo concorso a scrivere e che sono importanti, non possiamo non dare atto al Governo e alla maggioranza di averle sostenute anche su nostra proposta. Tuttavia, signor Presidente, questo Governo e questa maggioranza hanno trasformato un tema fondamentale per la vita degli italiani, cioè la sicurezza, in un pasticcio demagogico e pericoloso. Per brevità, faccio solo qualche esempio.
Per quanto riguarda l'uso e l'impiego dei militari, cito testualmente: Roma, 24 gennaio, il presidente Berlusconi: 30.000 militari per combattere l'esercito del male; Roma, 24 gennaio, ministro La Russa: bene Berlusconi su aumento militari; Lodi, 26 gennaio, ministro Maroni: militari? Ne parleremo giovedì con Napolitano; Roma, 26 gennaio, ministro La Russa: cauto, non facile impiegare altri 30.000 soldati; Roma, 26 gennaio, Lega: no a 30.000 soldati. Bastano 6.000; Roma, 3 febbraio, ministro La Russa: prorogato impiego 3.000 militari fino a luglio. Allo studio ipotesi aumento uomini senza variare risorse; Roma, 4 febbraio, ministro La Russa: 30.000 soldati? Nelle città al massimo 10.000, ma solo se i militari vengono affiancati da altri corpi dello Stato.
Insomma, qual è la posizione del Governo su questa vicenda? Possiamo continuare a dare i numeri alle spalle dei cittadini? La verità sui militari, cari colleghi, è che questi costano di più di Polizia e Carabinieri e possono fare meno, perché non hanno le funzioni di polizia giudiziaria e non possono arrestare o fare fermi di polizia senza avere gli insegnanti di sostegno, che sono i poliziotti e i carabinieri che li affiancano quotidianamente nel pattugliamento. Questi militari costano più dei poliziotti e dei carabinieri e fanno di meno. Percepiscono un'indennità aggiuntiva di 26 euro al giorno contro i 6 euro di Polizia e Carabinieri.
Ma è possibile immaginare una strategia sulla sicurezza fatta solo di annunci, di chiacchiere, di numeri dati in libertà? Credo che ciò non sia più tollerabile nell'interesse dei cittadini. Sappiamo tutti bene che non si può parlare di 30.000 militari nelle strade perché, per il grado che hanno i militari, 30.000 sono tutti quelli a disposizione del Ministero della difesa. Sappiamo anche che nel triennio 2009-2011 è previsto un taglio alle risorse del comparto sicurezza di tre miliardi di euro. Sappiamo bene che è stato bloccato quasi del tutto il turnover delle forze di polizia e che è previsto che su 100 poliziotti che andranno in pensione solo 20 potranno essere rimpiazzati, dal 2012 addirittura solo 10 su 100. Io credo che sia finito il tempo degli annunci.
Vorrei fare un altro esempio, signor Presidente, cioè quello di Lampedusa. Cito testualmente: Roma, 8 gennaio, «Maroni: a Lampedusa solo turisti e niente più barconi»; Arzachena, 24 gennaio, «Berlusconi: a Lampedusa situazione sotto controllo»; Varese, 25 gennaio, «Bossi: a giorni una nave per le espulsioni»; Lampedusa, 3 febbraio, «Il sindaco di Lampedusa: contro di noi accanimento di Maroni». Con due voli, oggi, sono stati trasferiti a Roma 120 tunisini. Il primo volo ha portato all'aeroporto di Fiumicino 44 immigrati scortati da 40 poliziotti, mentre con il secondo volo, partito da Lampedusa alle ore 17,40 sempre per Fiumicino, ne sono stati trasferiti 75 con una scorta di 47 poliziotti. Poiché la matematica non è un'opinione, vorremmo sapere, e rivolgiamo la domanda al ministro Maroni, i 1.200 tunisini quando torneranno tutti nel loro Paese di origine? È una semplice operazione matematica.
Inoltre, signor Presidente, in tutto questo contesto, voi avete dato in venti anni, con il Trattato italo-libico, 4 miliardi di euro, pagati con l'aumento delle tasse ai cittadini italiani, al colonnello Gheddafi per far si che il nostro personale di polizia o militare potesse andare in Libia non a formare i poliziotti libici per il contrasto all'immigrazione clandestina ma a pattugliare al posto dei libici le frontiere con il deserto. Anche questo è un modo sbagliato di contrastare l'immigrazione clandestina.
Avete introdotto, in maniera odiosa ed inutile, il reato di immigrazione clandestina. È inutile, signor Presidente, perché servirà solo a rompere le scatole - mi si passi il termine - alle famiglie italiane con le colf e le badanti, diciamolo con chiarezza, e in aggiunta a questo servirà solo ad intasare gli uffici dei giudici di pace perché è noto che, siccome è un nuovo reato ed è difficile capire chi è entrato prima o dopo l'entrata in vigore della legge, il giudice di pace non potrà applicare questa norma, dunque intaseremo soltanto gli uffici giudiziari utilizzando personale in maniera impropria.
Avevate un'occasione, signor Presidente, lo abbiamo detto, vi abbiamo scongiurato di farlo e non avete voluto. Il 28 dicembre dello scorso anno l'Unione europea ha fatto entrare in vigore la direttiva rimpatri che disciplina, per la prima volta in tutto il territorio dell'Unione in maniera uniforme, la lotta all'immigrazione clandestina e all'irregolarità: quella era ed è la sede in cui confrontarsi per trovare soluzioni positive ai problemi dei cittadini italiani e ai problemi dell'immigrazione, non questo zibaldone di norme che servono solo a soddisfare la pancia degli italiani.
PRESIDENTE.Senatore D'Alia, la invito a concludere.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Voglio aggiungere solo che con il voto di ieri sull'immigrazione, il Parlamento ha voluto dire che il Governo non deve essere né cattivo, come dice Maroni, né buono ma semplicemente giusto. Questo è lo stato di diritto, il resto è barbarie. Il contrasto alla criminalità è un impegno troppo grande per essere affrontato con approssimazione.
La verità, signor Presidente, è che la Lega è la vera padrona del Governo, ogni giorno stringe il suo cappio al collo della maggioranza e dopo il far west fiscale sul federalismo vi impone anche questo che dovremmo definire pacchetto insicurezza.
Questo mi porta a dire che gli operai italiani che lavorano onestamente in Inghilterra rubano il lavoro agli inglesi, per giustificare la vostra repulsione contro gli stranieri che lavorano in Italia. Siete come quel marito che per fare dispetto alla moglie si toglie la virilità. Noi votiamo no. Quando ci porterete provvedimenti seri saremo qui a confrontarci. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).
LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, sin dalla discussione generale del 18 novembre 2008, l'Italia dei Valori aveva espresso condivisione per alcune delle norme contenute nel testo licenziato dalla Commissione, che recepivano i contenuti dei nostri disegni di legge nn. 583 e 617. La condivisione di singole norme non significa però un voto favorevole sull'intero provvedimento.
La maggioranza e il Governo hanno voluto caratterizzare il disegno di legge in esame come di difesa dall'immigrazione irregolare intesa quale equivalente della criminalità diffusa e così rispondendo alla preoccupazione diffusa e certamente stimolata dei cittadini. È bene che i cittadini sappiano che ciò che si vuole contrastare è l'immigrazione degli stranieri, ma nessuna di queste norme che noi abbiamo votato riguarda i cittadini europei che vengono a delinquere nel nostro Paese.
Convivono nel provvedimento in esame l'inasprimento dell'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario per i mafiosi, modifica non concepita dal Governo ma espressione di accordo in sede parlamentare, con il reato di ingresso e soggiorno illegale degli immigrati, reato concepito dal Governo e voluto dalla maggioranza e punito con l'obbligo della residenza nella propria dimora nei giorni di sabato e domenica, per un complessivo numero di giorni non superiore a 45, ossia per un massimo di 20 week-end, peraltro neanche consecutivi (articolo 53 del decreto legislativo n. 274 del 2000). È una ridicola norma da applicare a coloro che sbarcano ad esempio a Lampedusa e alle badanti irregolari.
Oggi il Governo ci è venuto a dire che i soggiorni irregolari nel nostro Paese rappresentano una platea di processabili di 3.660 persone, così riducendo il tetto di 760.000, dato effettivamente confermato dal Governo in altre comunicazioni. È un trucco contabile e finanziario che noi denunziamo perché con questo trucco si è violato l'articolo 81 della Costituzione.
Tale ridicola cosa, ossia centinaia di migliaia di processi, costerà agli italiani almeno 1.000 miliardi di vecchie lire ed io vi sfido a dimostrare il contrario. Voi sprecherete il denaro dei cittadini mentre in un provvedimento che si intitola «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica» non si prevede l'assunzione di un solo poliziotto, l'acquisto di una sola autovettura, la possibilità dello straordinario per i poliziotti o un solo litro di benzina in più per le macchine di servizio e di controllo del territorio. (Applausi dal Gruppo IdV).
Con il decreto-legge n. 112 del 2008 avete ridotto le risorse del comparto sicurezza e del comparto giustizia del 40 per cento, avete mortificato la polizia e la sicurezza, avete mortificato il ruolo primario dello Stato, ma avreste voluto che le ronde di volontari girassero armate e vegliassero su di noi.
Voi avete una scarsa dimestichezza con la concezione democratica e costituzionale dello Stato. Voi vorreste i bravi di don Rodrigo; noi vogliamo sicurezza, uomini in divisa, automezzi, Polizia e Carabinieri in una cornice democratica dello Stato. (Applausi dai Gruppi IdV e PD). Voi volete che, per accedere al pronto soccorso, si esibisca il permesso di soggiorno e poi siete indulgenti verso il modello sanità Angelucci. Questa è la verità della sanità che voi volete! (Applausi dai Gruppi IdV e PD). Voi negate la sanità ai bambini ma consentite, e consentirete attraverso quello che state approvando alla Camera dei deputati, nella riforma delle intercettazioni telefoniche, che non si perseguano e non si scoprano i reati tipo il modello Angelucci per la sanità: questo è quello che volete! (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
Voi fate bassa propaganda; i cittadini chiedono sicurezza. L'Italia purtroppo si accorgerà dei vostri imbrogli politici e degli inutili, feroci vostri comizi. Toglietevi la grottesca maschera del feroce Saladino e da neofiti dell'antimafia: la sicurezza e la legalità sono cose serie! (Applausi dai Gruppi IdV, PD e UDC-SVP-Aut. Congratulazioni).
BRICOLO (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRICOLO (LNP). Signor Presidente, dopo l'approvazione due settimane fa del provvedimento sul federalismo fiscale, oggi quest'Aula vota il disegno di legge sulla sicurezza.
È grande, dunque, la soddisfazione per essere riusciti, dopo solo pochi mesi dall'inizio di questa legislatura, ad ottenere due così grandi risultati. Due grandi successi per la Lega Nord, per Umberto Bossi e - è giusto ricordarlo, anche a nome di tutti i senatori del mio Gruppo - per i tanti nostri militanti della Lega (Applausi dal Gruppo LNP), che da anni si battono quotidianamente sul territorio a difesa degli interessi della nostra gente. Questo provvedimento lo dedichiamo a loro.
Da oggi sulla sicurezza si cambia finalmente rotta. Abbandoneremo per sempre il buonismo del passato: d'ora in poi sarà lotta dura all'immigrazione clandestina e alla criminalità.
La priorità deve essere quella di aiutare la nostra gente, i nostri lavoratori, le famiglie che sempre con più difficoltà arrivano alla fine del mese. Dunque - voglio essere chiaro fin dall'inizio - non siamo più disposti ad accogliere tutti, a soccorrere tutti, ad aiutare tutti, a pagare per tutti. Sono finalmente finiti, onorevoli colleghi, i tempi in cui l'opinione pubblica subiva in silenzio,senza opporsi, le scelte del palazzo in materia di immigrazione. La gente oggi ci ferma per strada e ci dice che sono troppi gli stranieri presenti nel nostro Paese; ci chiedono di non farne entrare più; vogliono e pretendono regole e leggi più severe. È quello che faremo! (Applausi dal Gruppo LNP).
La base di partenza delle nostre proposte deriva da questo concetto: chi entra a casa nostra, finché non ottiene la cittadinanza, è un ospite. Gli ospiti vanno rispettati, ma anche loro devono fare altrettanto con noi. Chiediamo dunque loro il rispetto delle nostre regole, della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni, del nostro modo di vivere. Non ci sarà più posto, in questo Paese, per gli immigrati che non rispettano le nostre leggi, che non si vogliono integrare e che vivono di criminalità. Siamo convinti che solo così si può arrivare alla vera integrazione, che deve avere comunque come presupposto la possibilità di garantire agli stranieri presenti sul nostro territorio un lavoro regolare, uno stipendio dignitoso, un tetto sotto cui vivere.
Ha sbagliato clamorosamente chi, in passato, ha fatto entrare tutti lasciandoli poi vivere sotto i ponti, di stenti, costringendoli per sopravvivere ad entrare nel mondo della criminalità. Hanno sbagliato clamorosamente i tanti e troppi Governi buonisti del passato; e la dimostrazione è che purtroppo oggi questi disagi ricadono sulle spalle di tanti cittadini e famiglie costretti a vivere nel disagio delle periferie delle nostre città.
Bene, dunque, l'introduzione del reato di immigrazione clandestina: in questo modo, andremo ad espellere dalle nostre città i tanti e troppi clandestini che vivono di criminalità, di spaccio di droga, di sfruttamento della prostituzione, di furti, di rapine.
Allo stesso tempo, abbiamo voluto regolare anche la presenza degli stranieri che hanno un permesso di soggiorno. Grazie ad un emendamento della Lega abbiamo introdotto il permesso di soggiorno a punti, che si basa sul modello della patente a punti: l'immigrato avrà dei crediti; chi viola le leggi li perderà e chi le rispetta li aumenterà; quando i crediti si azzereranno sarà ritirato il permesso di soggiorno e lo straniero sarà espulso. L'obiettivo è quello di identificare gli stranieri che non si vogliono integrare da quelli che invece lo vogliono: mentre questi ultimi non avranno nulla da temere, ma soltanto vantaggi, la norma servirà a colpire chi non ha alcuna intenzione di integrarsi.
Sempre con un emendamento della Lega abbiamo introdotto una tassa fino a 200 euro per il rinnovo ed il rilascio del permesso di soggiorno. Al Nord, in Padania, ma credo in tutto il Paese, la gente è stanca di dover pagare tasse, ticket, bolli e di vedere che invece per gli stranieri tutto è dovuto e gratis. Sono sempre loro i primi nelle graduatorie delle assegnazioni degli alloggi pubblici, per gli asili-nido, per i tanti servizi che sono stati da loro monopolizzati. (Applausi dal Gruppo LNP). I costi dell'immigrazione devono essere sostenuti anche dagli extracomunitari.
Abbiamo introdotto anche norme che daranno più potere agli uffici comunali di controllo sulle condizioni igienico-sanitarie degli alloggi e degli immobili. Andremo ad evitare così i casi in cui si affittano appartamenti di pochi metri quadri ad un numero spropositato di persone, cosa che ha creato non pochi disagi in molti quartieri delle nostre città.
Per il rilascio della carta di soggiorno sarà obbligatorio, d'ora in poi, sostenere un test di lingua e cultura generale per verificare l'effettivo grado di integrazione dello straniero richiedente; cosa che peraltro avviene già in molti Paesi europei.
È stato introdotto anche il divieto di chiedere il ricongiungimento familiare per più di un coniuge. Sembra incredibile ma anche questo era possibile nel nostro Paese. Gli islamici capiranno così che da noi la poligamia non è accettata. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Caselli).
Siamo intervenuti anche sulle norme di accesso degli stranieri al pronto soccorso. Abbiamo tolto il divieto di segnalazione dei clandestini. Questo servirà a migliorare il servizio sanitario nei nostri pronto soccorso, ma anche a capire chi entra e chi viene curato nei nostri ospedali. A noi chiedono il tesserino sanitario e ci fanno pagare il ticket; a loro tutto gratis senza nessuna registrazione.
Sono stati accolti anche due ordini del giorno presentati dal nostro Gruppo. Il primo prevede il divieto assoluto di indossare abiti collegati a tradizioni religiose che vanno a nascondere il viso delle persone: in poche parole, non si vedranno più donne vestite con il burqa nelle nostre strade. Il secondo, molto importante, impegna il Governo a monitorare gli effetti che la crisi economica sta portando nel nostro Paese, collegati soprattutto alla perdita di posti di lavoro e di conseguenza bloccare il decreto flussi per i prossimi due anni, impedendo così l'entrata di nuovi lavoratori stranieri. (Applausi dal Gruppo LNP). Non è una richiesta razzista, come è stato detto dalla sinistra, ma una norma che già la Spagna ha adottato e servirà a tutelare il posto di lavoro della nostra gente. Noi, colleghi del Partito Democratico, dell'Italia dei Valori, dell'UDC, vogliamo difendere il posto di lavoro della gente che vive a casa nostra e non vogliamo creare nuovi disoccupati. Questo deve essere chiaro a tutti. (Applausi dal Gruppo LNP).
Siamo intervenuti non solo sull'immigrazione ma anche sul contrasto alla criminalità. È stato approvato un emendamento della Lega che permette le ronde, dunque permetterà ai Comuni di avvalersi di associazioni di cittadini con il compito di segnalare alle forze dell'ordine eventuali reati.
Sempre attraverso una nostra proposta siamo andati ad innalzare le sanzioni per le rapine e i furti negli appartamenti. Oggi la gente ha paura di uscire di casa ma anche a restare fra le mura domestiche, e questo, per quanto ci riguarda, è inaccettabile! (Applausi dai Gruppi LNP e PdL). Nelle nostre case ci si entra dalla porta principale e con il consenso del proprietario. La finiremo così di vedere i responsabili di questi furti arrestati dalla polizia, rilasciati dopo poche ore dai magistrati per poi ricominciare indisturbati la loro attività criminosa.
Altro importante punto qualificante di questo provvedimento che abbiamo ottenuto attraverso l'approvazione di un emendamento della Lega Nord è quello di inasprire le pene per gli stupratori. Il nostro emendamento, votato dall'Assemblea, impedirà d'ora in poi ai magistrati di concedere gli arresti domiciliari a chi si macchia di questo vergognoso crimine. (Applausi dal Gruppo LNP). Chi stupra sconterà in galera tutta la pena, fino all'ultimo giorno.
LUSI (PD). Magari!
BRICOLO (LNP). Un grande lavoro è stato fatto. Questa legge, colleghi, la sentiamo nostra. E - lo voglio dire molto chiaramente - non ci sfiorano le critiche dell'opposizione; non ci sfiorano le vostre critiche: potete dire quello che volete; ci siamo abituati su questi temi, per giunta, ci fanno solo guadagnare consensi.
Ma una cosa la voglio dire: non siamo noi i razzisti, cari colleghi dell'opposizione; voi siete i razzisti. Siete voi che vi schierate, sempre e comunque, solo dalla parte degli stranieri: per voi, prima loro e poi i cittadini onesti che lavorano, pagano le tasse, chiedono rispetto e sicurezza. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Caselli). E votando contro questo provvedimento lo dimostrerete ancora una volta. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Molte congratulazioni).
LATORRE (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LATORRE (PD). Siamo ben consapevoli, caro Presidente, signori del Governo, colleghi, di quanto forte sia la domanda di sicurezza che c'è nel nostro Paese, ancor più in presenza delle tante incertezze che portano con sé, inesorabilmente, un aumento del numero e delle entità delle paure nelle nostre società; è la ragione per cui, anche nella discussione che oggi si conclude, il nostro Gruppo ha seguito la rotta di chi vuole corrispondere nel modo più adeguato a questa domanda. Abbiamo avanzato le nostre proposte, i nostri emendamenti sempre in questo spirito e devo dire che le proposte che hanno registrato il consenso della maggioranza di quest'Aula rendono certamente più adeguati gli strumenti di lotta contro la criminalità organizzata, meglio definendo l'articolo 41‑bis dell'ordinamento penitenziario e più netta la lotta contro il terrorismo, pur nel rispetto dei diritti fondamentali.
Il giudizio che qui sentiamo di dare sul provvedimento che stiamo discutendo è però, senza alcun dubbio, fortemente negativo. Vedete, si sente riecheggiare spesso nel dibattito pubblico, lo abbiamo ascoltato anche in quest'Aula, che la sicurezza non è un tema di destra o di sinistra; in effetti, la sicurezza è un grande tema del Paese: il dovere di garantire la sicurezza dei cittadini va ben oltre gli schieramenti politici. Ma la vostra gestione di questi mesi e il contenuto di questo provvedimento, dimostra in realtà che ci sono molti modi, e molto diversi, nell'affrontare il problema, e il vostro si sta rivelando tanto inefficace quanto pericoloso.
Nove mesi sono sufficienti per trarre un primo bilancio sulle politiche della sicurezza da voi condotte. Il primo dato che emerge con grande forza è che cavalcare le paure può far vincere le elezioni, ma la propaganda mal si concilia con una politica seria ed efficace contro il crimine.
Questi mesi, in cui avete ostentato facce feroci, avete detto cose talvolta persino imbarazzanti, avete rilasciato proclami (in una spirale di chi la sparava più grossa) ci consegnano, nei fatti, più fenomeni di razzismo, più atti di violenza, più paure e soprattutto un aumento impressionante degli sbarchi degli immigrati clandestini. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Astore e Giai).
Ed è inutile che cercate di mettere la polvere sotto il tappeto, come avete fatto a Lampedusa con quel gigantesco sequestro di qualche migliaio di immigrati e di un'intera popolazione, un doppio sequestro per scaricare su una parte del Paese un problema che è di tutto il Paese, tra l'altro non perdendo l'occasione per dimostrare, ancora una volta, un disprezzo per il Mezzogiorno e per quella parte d'Italia. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti della senatrice Maraventano).
Sotto quel tappeto state cercando di nascondere il fallimento di una legge, la Bossi-Fini (Applausi dal Gruppo PD), che persino il suo promotore, oggi Presidente della Camera, ritiene sia giunto il momento di superare.
VOCE DAI BANCHI DELLA LEGA-NORD. E l'abbiamo superata!
LATORRE (PD). Del resto, non può che essere quello l'esito se si continua ad affrontare l'immigrazione esclusivamente come un tema di ordine pubblico.
Chiedo a me e a voi, sinceramente: cosa c'entrano con la lotta contro tutti i delinquenti (italiani e non), contro i quali bisogna essere durissimi, le misure contenute in questo disegno di legge, nel quale fate di tutta un'erba un fascio? Le migliaia di badanti e colf, che tanto aiuto e amore portano nelle nostre famiglie, cosa c'entrano con quei criminali che trafficano esseri umani e delinquono sul nostro territorio? Voi statecontrastando l'integrazione e aumentando e incoraggiando la criminalità: questo è il saldo del vostro lavoro. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti della senatrice Maraventano).
Cosa c'entra la lotta al crimine con quella norma contenuta nell'articolo 39, che sopprime il divieto di denunciare l'irregolare che chiede cure? Su questo punto, molti colleghi sono intervenuti autorevolmente, perciò voglio solo aggiungere che il diritto alla salute per noi è pieno, incondizionato e della persona in sé: proprio per questo, è di tutte le persone presenti sul territorio, siano esse cittadini italiani, siano esse immigrati.
Negando di fatto questo diritto, con una norma che non esito a definire malvagia, si nega la medesima condizione di umanità, che tanto più deve essere presente e preservata dalla malattia e dal dolore. Tra l'altro, non vorrei si dimenticasse che quella norma, fino a quando è stata in vigore, ha consentito di portare molti immigrati a far emergere la loro condizione di irregolarità. (Reiterati commenti della senatrice Maraventano). Sottraendo una fetta consistente di popolazione che c'è sul nostro territorio ad ogni tutela sanitaria, si avranno ripercussioni sulla sicurezza collettiva del Paese. (Applausi dal Gruppo PD). Ma come si può solo pensare di schedare le persone per il solo fatto che non abbiano una fissa dimora, senza neanche specificare le ragioni di queste schedature?
Grazie al voto di quest'Aula, abbiamo cancellato altre norme inaccettabili. È emerso, come si è detto, un certo malessere nella maggioranza. A me non interessa ragionare qui in termini politici, tanto più quando si parla di cose così delicate. Quello che emerge è che, quando sono in gioco valori fondamentali, che hanno ispirato le culture costituzionali e fatto grande questo Paese (valori come la dignità, la centralità dell'uomo, la solidarietà), proprio questi possono piegare le barriere imposte da discipline di schieramento, soprattutto quando il voto è libero, come lo è stato quello effettuato a scrutinio segreto.
Vorrei dire al ministro Maroni - che ha talmente assunto la cattiveria come categoria dell'azione che in questi giorni la sta esercitando soprattutto contro qualche suo predecessore e i suoi alleati - di non insistere con il ricatto per ripristinare norme che non sono in sintonia con l'umore profondo della società italiana. (Proteste della senatrice Maraventano). È un appello che gli rivolgiamo: non saremo mai più sicuri nell'odio, nella diffidenza, nel rifiuto degli altri; saremo più sicuri nella legalità, nel rispetto delle regole e dei diritti, nell'accoglienza verso chi ha bisogno e nella fermezza contro chi delinque. (Applausi dal Gruppo PD). Questo è lo spirito che ispira la nostra idea di sicurezza.
Colleghi, l'estate scorsa, quando in quest'Aula abbiamo discusso del decreto sulla sicurezza, abbiamo insistito perché venissero prese in considerazione norme per tutelare le donne e i bambini dai fenomeni di violenza. Ci sono voluti gli stupri di questi mesi per costringervi a discutere di queste cose. (Vivi applausi dal Gruppo PD). E attenzione, perché non si deve confondere la custodia cautelare con le pene effettive. Quello che conta - non dimentichiamolo - è che, accertato il reato, dobbiamo fare in modo che quel reato venga scontato in maniera effettiva e non che, una volta spenti i riflettori, quelle canaglie la facciano franca e le vittime di quella violenze restino con il segno indelebile di quella violenza. (Applausi dai Gruppi PD e IDV).
PRESIDENTE. Si avvii a concludere, senatore Latorre.
LATORRE (PD). Noi voteremo contro perché bisogna smetterla con gli spot, come quelli sui militari: i militari fanno onore a questo Paese per le funzioni alle quali sono preposti. (Applausi dei senatori Pegorer e Serra). Noi li stiamo utilizzando in funzioni che non spettano loro e nello stesso tempo tagliamo i fondi per la sicurezza, non consentendo alle forze dell'ordine di essere l'unico, vero presidio sul territorio e di contrasto alla criminalità.
La verità è che - come al solito - in una straordinaria commedia degli equivoci si scambiano i ruoli, come quelli di quei sindaci che si preoccupano più di appuntarsi le stelle di sceriffo che di illuminare le periferie.
PRESIDENTE.Senatore Latorre, la prego di concludere.
LATORRE (PD). Infatti, anche così si combatte la criminalità.
Per queste ragioni voteremo contro questo provvedimento, sapendo di essere in coscienza convinti di fare qualcosa di utile per il nostro Paese e per la sua sicurezza. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e della senatrice Giai. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo LNP).
GASPARRI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, voglio in primo luogo ringraziare anch'io i membri del Governo che hanno dato un contributo decisivo: i Ministri, i sottosegretari Caliendo e Mantovano, i relatori Berselli e Vizzini e tutti i colleghi delle Commissioni (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Voglio anche ringraziare il Presidente del Senato che in alcuni passaggi importanti non ha mancato di sottolineare, come ad esempio nel caso della norma contro gli stupri, la sensibilità e l'impegno del Parlamento. Già ieri anche i senatori Berselli e Vizzini hanno sottolineato questi aspetti.
Cari colleghi, parliamo ai cittadini attraverso il Parlamento e anche attraverso le opportunità mediatiche, ma dobbiamo ricordare dei fatti: questa è una legge che prevede molte innovazioni importanti. Le potrei elencare, ma lo farò solo per titoli: si rendono più severe le norme sul codice delle strada; si tutela di più il decoro urbano e il patrimonio pubblico; si danno maggiori poteri ai sindaci per stroncare le occupazioni abusive; si inaspriscono le pene pecuniarie previste per tutta una serie di reati; si tutelano i minori, arrivando a proporre come delitto il loro impiego nell'accattonaggio e togliendo la patria potestà a chi invece di mandare i bambini a scuola li alleva al crimine e all'accattonaggio. (Applausi dal Gruppo PdL).
Questa è tutela dei minori: volerli nelle scuole e non delle strade, con l'impegno dello Stato, delle istituzioni e degli enti locali. Sono previste anche aggravanti in questa legge per chi commette reati nei confronti dei minori in prossimità di scuola e nei luoghi dove l'infanzia ha il diritto di crescere serena e non di essere molestata o minacciata.
Si introducono pene più severe per la violazione di domicilio; si prevede l'arresto obbligatorio per il furto aggravato; sono introdotte ulteriori aggravanti per i reati della criminalità predatoria; si colpiscono più severamente la truffa, il sequestro, e il porto abusivo di armi; si arriva a colpire con maggiore severità il terrorismo e i connessi reati associativi. Si introducono quindi misure che riguardano a 360 gradi la lotta all'illegalità: la criminalità organizzata, la criminalità comune e ‑ come ho detto prima ‑ anche quei reati che hanno creato un grave allarme.
Abbiamo introdotto molte norme importanti contro la criminalità organizzata. Questa è una legge che si occupa molto della lotta all'immigrazione clandestina, ma è una legge che si occupa - come non mai - della lotta alla mafia. Dovreste vergognarvi di non votare una legge che è un caposaldo della lotta alla mafia. (Applausi dal Gruppo PdL). Dovrete spiegarlo alle vittime, ai loro parenti e a chi subisce il pizzo.
In questa legge ci si occupa dei beni sequestrati e si introducono nuove misure che riguardano l'utilizzo di questi beni. Vi ricordo che per le forze dell'ordine e la giustizia con il decreto di luglio abbiamo creato un fondo che finalmente consente l'utilizzazione del patrimonio delle cosche per dare quei soldi ai Carabinieri, alla Polizia, alla magistratura. Questo noi lo abbiamo già fatto.
Abbiamo introdotto norme contro il riciclaggio, contro la criminalità finanziaria, abbiamo dato maggiori poteri alle autorità di garanzia nel campo dell'economia per stroncare reati finanziari che spesso proprio la criminalità organizzato ha imparato a compiere. Abbiamo introdotto, cari colleghi, altre norme che riguardano il potere dei prefetti per controllare i lavori pubblici, per l'accesso ai cantieri, per prevenire le infiltrazioni mafiose; si esaltano con misure specifiche, misure di prevenzione antimafia, il coordinamento della lotta alle cosche.
C'è anche la riforma del 41-bis, questa l'abbiamo condivisa. Ma siete un po' lenti perché, vedete, - l'ho già ricordato in quest'Aula - c'è una legge Gasparri che non vi piace, ma la prima legge Gasparri è stata approvata nel 1999 e fu la proroga del 41-bis che io dall'opposizione imposi all'approvazione del Governo D'Alema, che si era dimenticato di prorogare il 41-bis. Sono molto orgoglioso di quella legge; anche l'altra è ottima, ma quella ha un valore in termini morali e di contrasto alla mafia.
In questa legislatura con il collega Vizzini abbiamo per primi, e poi in una condivisione generale (di questo ve ne do atto), voluto rafforzare il 41-bis. Noi abbiamo rispetto per la magistratura, ma siamo rimasti sconcertati di fronte alla facilità con cui il carcere duro è stato revocato nei confronti di boss pericolosi. Le norme che portiamo all'approvazione riducono quel margine di discrezionalità e impediranno ai boss di poter proseguire dal carcere la loro attività criminale. Dall'Aula di Palazzo Madama viene un monito forte contro le mafie che con questo provvedimento avranno un carcere duro, ancor più duro, e di questo siamo orgogliosi. (Applausi dal Gruppo PdL).
Tutela dei minori, lotta alla criminalità diffusa, lotta alle mafie. Come vedete gli argomenti sono tanti e anche sulla questione delle ronde che è stata sollevata nel provvedimento è contenuta una norma. In quest'Aula qualche prefetto ha chiesto chi le autorizza. Ed io rispondo: le prefetture, il Comitato dell'ordine e della sicurezza - c'è scritto nella legge - presieduto dal prefetto. Stamattina ho sentito un prefetto che forse ha svolto male quel ruolo e non ricorda le sue competenze. (Applausi dal Gruppo PdL). A voi tutti devo dire che, quando la mattina accompagno mia figlia a scuola, preferisco trovare un anziano con un giubbetto colorato che uno spacciatore di droga. Ecco cosa intendiamo noi per maggiore vigilanza sui territorio! (Applausi dal Gruppo PdL).
SERRA (PD). Pagliaccio! Buffone!
GASPARRI (PdL). E già ci sono nei Comuni - di questo si tratta - e poi la Polizia, e poi i Carabinieri, e poi la Polizia municipale.
Mi dispiace, collega Latorre, che nelle sue parole sia quasi risuonata una sottovalutazione dell'impegno che, accanto alle forze dell'ordine, stanno profondendo i militari nelle città. Noi ringraziamo le Forze armate che aiutano le forze dell'ordine alla vigilanza, alla sicurezza, alla protezione delle nostre città - ringraziateli, invece di fare i causidici! - accettando un sacrificio ed un onere ulteriore, oltre quello che le nostre Forze armate in Patria e all'estero hanno sempre offerto. (Applausi dal Gruppo PdL).
E poi c'è l'immigrazione, sì. Non è la legge della Lega che è stata imposta al PdL o di quelli che nel PdL ... (Commenti dai banchi del centrosinistra). Noi siamo convinti tutti che occorre dare precedenza ai diritti degli italiani. Di questo siamo fermamente convinti tutti, in questa parte dell'emiciclo. Vengono prima gli italiani, certo! (Applausi dal Gruppo PdL).
Dopo di che noi siamo una Nazione di grande accoglienza; milioni di stranieri vivono nel nostro Paese, contribuiscono alla vita delle nostre famiglie, delle nostre industrie, sono nelle scuole accanto ai nostri figli e noi li consideriamo persone che vivono in pienezza di diritti nel nostro Paese.
È contro la illegalità, è contro la clandestinità, è contro il traffico di schiavi che questa legge si posiziona in maniera molto chiara e non si capisce perché voi non abbiate votato le norme contro il traffico di schiavi, che poi si collega allo sfruttamento della prostituzione e a vicende eclatanti. Nessun razzismo! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Il razzismo è quello di certi sindaci progressisti che hanno lasciato prosperare favelas dove i bambini muoiono di notte se c'è un incendio in una tenda e in una baracca. Quegli insediamenti devono cessare. Devono cessare! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Chi ha diritto di restare resti in condizioni civili, chi non ha diritto di restare non può essere abbandonato sotto i ponti o a rubare nelle metropolitane anche a 4 o 5 anni.
Quello è razzismo: l'indifferenza di chi, sotto la coltre di un'ipocrita tolleranza, abbandona migliaia di persone deboli e minori al loro drammatico destino. Quello è il vero razzismo che noi denunciamo!
Abbiamo introdotto il reato di immigrazione clandestina e abbiamo introdotto norme per cui il permesso di soggiorno si paga. I cittadini italiani pagano per ogni pratica; uno straniero che utilizza i nostri uffici paghi dunque un piccolo obolo per i costi che lo Stato affronta per le sue pratiche! Questo è quello che abbiamo detto! (Applausi dal Gruppo PdL).
Cari amici e cari colleghi, abbiamo fatto qualcosa di utile e saremo pronti a verificare sul campo le norme che funzioneranno e quelle da migliorare. Non c'è alcuna indulgenza a razzismi e ad intolleranze. C'è piena coesione nell'impegno per la legalità ed anche per le forze dell'ordine: abbiamo reintrodotto il reato di oltraggio a pubblico ufficiale per la salvaguardia morale delle forze dell'ordine che, cari colleghi, quando agiscono, devono essere rispettate per il lavoro che svolgono! (Applausi dal Gruppo PdL). Leggete questo provvedimento: avete ancora qualche minuto di tempo, prima che io finisca il mio intervento e si passi alla votazione finale.
Signor Presidente, il provvedimento in esame costituisce uno dei punti principali del programma della coalizione di Governo, del Popolo della Libertà, della Lega Nord e delle altre formazioni che sostengono l'Esecutivo. Non sono soltanto annunci, ma sono fatti. Per tale motivo, affermiamo che con questo provvedimento arriva il tempo dei fatti, il tempo della sicurezza ed il tempo della legalità! (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PdL e LNP. Molte congratulazioni).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di coordinamento C1, presentata dai relatori, che si intende illustrata.
La metto ai voti.
È approvata.
Procediamo ora alla votazione finale.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato, con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:
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Senatori presenti |
271 |
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Senatori votanti |
268 |
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Maggioranza |
135 |
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Favorevoli |
154 |
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Contrari |
114 |
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP e dai banchi del Governo).