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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 142 del 04/02/2009


D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signora Presidente, ci asterremo dal voto sul subemendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto), proposto dalla Lega, perché siamo favorevoli al fatto che chi si macchia di reati di violenza sessuale debba essere recluso, cioè che debba essere applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere a tutela della vittima del reato e della possibilità che questo soggetto interferisca rispetto all'azione giudiziaria portata avanti dalla vittima stessa.

Ci asteniamo, però, anche per un altro motivo: la collega Finocchiaro ha ricordato l'ipotesi della strage; noi abbiamo ricordato - come ha sottolineato il collega Centaro, già Presidente della Commissione antimafia - i reati di omicidio e rapina aggravata (per il quale sono previsti vent'anni, cari colleghi della Lega): sono ipotesi per le quali al magistrato resta una discrezionalità nel valutare se applicare o meno la misura cautelare e in che termini. E questo non è giusto e non è corretto: non è il modo di affrontare le questioni.

È vero quanto ha sostenuto lei, sottosegretario Caliendo: nella casistica, quando si procede nei confronti di un soggetto indagato per omicidio, il più delle volte il magistrato applica la misura della custodia cautelare in carcere. Con il modo, però, di procedere che è stato inaugurato da un po', ossia secondo uno Zibaldone demagogico delle norme, se domani mattina un soggetto viene arrestato per omicidio e un magistrato, anziché metterlo in carcere perché ha deciso di applicare la misura della custodia cautelare, lo tiene a casa agli arresti domiciliari, vi sarà un articolo di giornale sul tema, per cui è evidente che saremo chiamati nuovamente a intervenire.

Speriamo che questo provvedimento sul pacchetto sicurezza duri a lungo, così la stampa e l'opinione pubblica ci diranno quali sono le ipotesi che dobbiamo modificare nel codice penale e in quello di procedura penale.

Ci rendiamo conto che non è serio? Ci rendiamo conto che così creiamo squilibri che, alla fine, pagheremo come istituzioni? Non è un problema di questa o di quella maggioranza: ci vuole serietà quando si affrontano questi argomenti.

Per le ragioni che ho detto in precedenza, sull'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto) ci asterremo e voteremo a favore dell'emendamento 35.0.800 (testo 2), presentato dai relatori, che prevede il gratuito patrocinio.

Così ho fatto un'unica dichiarazione di voto, signora Presidente, e siamo tutti contenti.