ADAMO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
ADAMO (PD). Signora Presidente, intervengo per motivare il fatto che non parteciperò alla votazione del subemendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto), presentato dalla senatrice Mauro e da altri senatori. Si tratta di una ragione particolare visto che sono totalmente d'accordo con il voto che verrà espresso dal mio Gruppo (che mi sembra di capire sarà favorevole, giacché non è stata approvata la proposta di stralcio); tuttavia, non posso dimenticare - mi rivolgo al relatore e al sottosegretario Mantovano che al riguardo hanno assunto una posizione precisa - che la maggioranza di questa Assemblea ha espresso un voto contrario sugli emendamenti 1.108, 1.109, 1.0.100, 1.0.300, 2.0.100 e 2.0.101, da me illustrati perché la senatrice Della Monica, prima firmataria, era malata.
Questi emendamenti eliminavano le attenuanti, inserivano le aggravanti ed erano tutti rivolti ai reati a sfondo sessuale, alla violenza sessuale, allo stalking e alla tutela dei minori. Avete affrontato lo stalking, ma non avete fatto le modifiche relative alla violenza sessuale.
PRESIDENTE. Senatrice Adamo, la prego di concludere.
ADAMO (PD). Concludo, signora Presidente.Il sottosegretario Mantovano, per respingere i miei emendamenti, ha usato le stesse parole circa la necessità di predisporre una legge organica e di non procedere in modo disordinato. Si pone, dunque, un altro problema oltre a quello sul merito: per la maggioranza gli emendamenti presentati dalla Lega vanno bene; viceversa, quando si tratta di proposte emendative presentate dal mio Gruppo, diventa necessaria una legge organica. Questo non è un modo di lavorare serio e da legislatori!