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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 142 del 04/02/2009


Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733 (ore 19,24)

LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, il Gruppo dell'Italia dei Valori voterà favorevolmente all'articolo 37. Anche noi, comunque, riteniamo che l'intervento non sia obiettivamente in grado di risolvere i grandi problemi.

Di certo, nel nostro Paese vi è una situazione allarmante. L'Italia è il secondo Paese, dopo gli Stati Uniti, per volume di transazioni. Nel 2007 abbiamo raggiunto un livello di 6.000 miliardi di euro ed abbiamo una quantità di agenti e di intermediari nazionali pari a 1200 soggetti; abbiamo poi 160.000 subagenti senza nessun controllo dal momento che la qualità di subagente si acquisisce attraverso il silenzio-assenso in virtù della legge del 1999.

Su questo terreno dovremo intervenire, perché questo è un primo passo di regolamentazione e di controllo di questa materia ma, se non interveniamo sul sistema urgentemente, non riusciremo a compiere un'opera che è appena avviata. Comunque, il nostro voto è favorevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 37.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 37.0.100, presentato dalla senatrice Incostante e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 38, sul quale è stato presentato un emendamento che si dà per illustrato e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

BERSELLI, relatore. Esprimo parere contrario.

MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprimo parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 38.100, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 38.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 39, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, anche in questo caso, il nostro primo emendamento propone la soppressione dell'articolo. Vi sono poi altri emendamenti che cercano in qualche modo di ridurre i danni che questa nuova norma comporterebbe, anzi, visti i risultati di tutte le altre votazioni, comporterà.

Abbiamo proposto una serie di modifiche perché con questo articolo viene stabilita una tassa di 200 euro anche per chi chiede il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Per noi questa misura è iniqua e illiberale. È inaccettabile, altresì, prevedere per il rilascio del permesso di soggiorno un test di conoscenza della lingua italiana per i soggiornanti di lungo periodo. Riteniamo che non si possa introdurre una norma di questo tipo senza specificare cosa si intende per test di conoscenza della lingua, vale a dire se uno deve saper leggere e anche scrivere e, soprattutto, se deve comprendere talmente bene la lingua da poter leggere il codice civile, il codice penale e la Costituzione.

Ricordo che l'Italia è un Paese che ha dato al mondo milioni e milioni di emigranti. Sarebbe interessante consultare alcune delle associazioni, che ancora oggi esistono, delle persone che all'inizio del secolo scorso sono emigrate verso le Americhe per farci raccontare che tipo di misure hanno trovato, se le hanno trovate. Certo, non sempre sono stati trattati bene, ma sicuramente non credo sarebbero stati contenti di dover acquisire nel giro di una settimana competenze linguistiche come quelle richieste.

Vi è anche l'estensione del periodo di permanenza in un centro di identificazione per immigrati dagli attuali 60 giorni fino a un massimo di 18 mesi, che costituisce, secondo noi (parlo anche a nome della senatrice Poretti), un vulnus ai diritti fondamentali della persona. Teniamo conto che si tratta di uomini, donne e bambini (che non sono esclusi da questa norma) innocenti.

Inoltre, alla lettera l), si prevede anche l'arresto obbligatorio nel caso di inottemperanza all'ordine di espulsione. Con quest'ultima norma siamo fuori dall'Europa in quanto, comunque, si inserisce surrettiziamente il reato di clandestinità. Sono previste poi ancora più tasse. In qualche modo si cerca di stigmatizzare sempre più l'immigrato come qualcuno da rimandare da dove è venuto.

Colgo l'occasione, poi ci tornerò sopra, per segnalare anche che tra gli emendamenti previsti all'articolo 39 ve n'è uno presentato dalla Lega, l'emendamento 39.306, volto a sopprimere il comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 286 del 1998, che sancisce il divieto di segnalazione alle autorità per il personale sanitario. Il comma 5 attualmente prevede che l'accesso alle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali, da parte dello straniero non in regola con le norme sul permesso di soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione alle autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano. In casella tutti i senatori avranno trovato una lettera di Medici senza frontiere. Ritorneremo su tale questione perché è sicuramente gravissima. (Applausi della senatrice Poretti).

D'AMBROSIO (PD). Signor Presidente, credo che bisognerebbe elaborare norme che non incrementino la clandestinità, ma favoriscano l'inserimento degli extracomunitari che lavorano. Imporre una tassa di 200 euro non solo per il rilascio, ma anche per il rinnovo del permesso di soggiorno, secondo me, spinge gli immigrati a diventare clandestini. Attenzione ad inserire tale previsione, perché, una volta che spingiamo queste persone a diventare clandestini, s'innesca una spirale perversa, sia perché conviene a chi ha come dipendente un clandestino che questo non si regolarizzi o non rinnovi il permesso di soggiorno (perché in tal modo, facendolo lavorare in nero, risparmia sul pagamento dei contributi, delle assicurazioni e via dicendo), sia soprattutto perché si innesca anche il meccanismo perverso dell'espulsione. Quando verrà fermato dalla polizia per una qualsiasi ragione un clandestino in queste condizioni verrà espulso. Non se ne andrà perché naturalmente ha un lavoro e continua quindi a rimanere in Italia; e siccome non se ne è andato, si instaurerà un procedimento penale.

Si è inaugurato da poco l'anno giudiziario ed abbiamo visto che vi è un numero di procedimenti penali estremamente elevato. Ebbene, incrementiamo ancora di più tali procedimenti per i quali è richiesto in alcuni casi anche il rito direttissimo. Non solo: mettiamo in grave difficoltà le carceri. Lo sanno tutti gli addetti ai lavori e ce lo hanno riferito i direttori generali del DAP e i direttori delle carceri: c'è un turnover enorme nelle carceri perché le persone arrestate e processate non rimangono più di 4 o 5 giorni, cioè il tempo per il rito direttissimo, e poi tornano in circolazione.

Chiedo pertanto che si esamini attentamente tale norma, che non produce nessun reddito e che, specie in un periodo di recessione come questo, in cui coppie di stranieri possono avere bisogno di risparmiare i 200 euro perché uno dei due coniugi è rimasto senza soldi, rischia di gettare nella disperazione queste persone e di incrementare ancora di più il lavoro nero e clandestino.

MARITATI (PD). Il problema dell'immigrazione resta uno dei più delicati e complessi. Il Partito Democratico non si è mai posto in posizione di opposizione decisa; abbiamo soltanto contribuito, e vorremmo farlo fino in fondo, perché il problema sia affrontato in termini civili ed incisivi. In tale complessità una delle questioni più delicate ed irrisolvibili al momento è quella delle espulsioni. Non si riesce ad espellere in maniera regolare ed efficace perché ci sono molte ragioni che riguardano i rapporti internazionali, ma riguardano in particolare la difficoltà dell'identificazione, difficoltà che ha portato questa maggioranza e il Governo addirittura a varare una norma che ha trasformato i centri di permanenza temporanea in centri di identificazione ed espulsione, con la possibilità, al limite dell'assurdo, di una detenzione amministrativa di un anno e mezzo.

Pensiamo allora, colleghi della maggioranza, e ragioniamo in termini numerici su quanto costa il mantenimento di una persona in questi centri e su quali problemi scaturiscono e si collegano a questa situazione: processi, violazione di legge, fughe, atti di violenza, interventi in ospedali più o meno controllati e così via.

Noi proponiamo l'utilizzazione di uno strumento di alta civiltà oltre che di incisività. È un istituto che già esiste nel nostro sistema giuridico ed è quello dell'espatrio assistito, dell'espulsione assistita. Ha funzionato nel passato e potrebbe funzionare. Conviene da un punto di vista di civiltà perché abbiamo a che fare non con soggetti da scacciare o da punire o da inviare in centri di permanenza addirittura di altri Stati, dove non abbiamo la possibilità di controllare che fine faranno. Non ci dibattiamo in una difficoltà estenuante ed oltretutto difficilissima e costosissima.

Con l'espulsione e l'accompagnamento assistito risparmiamo e possiamo acquisire dei meriti rispetto alla civiltà che viene sistematicamente violata da sistemi che diventano sempre più brutali. Perché non volete accettare questo strumento? Io al momento vedo solo una ragione, quella che ha espresso il vostro Ministro dell'interno, e cioè che verso costoro, cattivi, brutti e sporchi, noi dobbiamo essere cattivi.

DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, sarò brevissima. Rispetto all'emendamento 39.104 vorrei richiamare l'articolo 32 della Costituzione. I trattamenti sanitari devono essere assicurati, e nel rispetto dei diritti umani, a tutte le persone residenti o presenti nel territorio dello Stato. Subordinare un trattamento sanitario all'esibizione di un permesso di soggiorno, al pagamento di una tassa ovvero ad un requisito di identificazione significa violare la Costituzione, violare quindi non soltanto un diritto antidiscriminatorio, ma la Carta costituzionale dello Stato.

Per tale ragione, preannuncio che sugli emendamenti che toccano in particolare l'esercizio di diritti fondamentali chiederò il sostegno dei colleghi affinché siano votati a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, il Governo dà per illustrati gli emendamenti a sua firma, riservandosi qualche precisazione in sede di espressione dei pareri.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame.

BERSELLI, relatore. Signor Presidente esprimo parere contrario all'emendamento 39.100. Invito poi i presentatori a ritirare l'emendamento 39.300, altrimenti il parere sarà contrario.

Esprimo parere contrario agli emendamenti 39.301, 39.101, 39.102 e 39.103.

L'emendamento 39.800/1 è stato ritirato.

Esprimo altresì parere contrario all'emendamento 39.800/2 e favorevole all'emendamento 39.800 (testo 2) del Governo.

Esprimo parere contrario agli emendamenti 39.104, 39.105, 39.350, 39.160 e 39.351.

L'emendamento 39.106 è stato ritirato.

Esprimo parere contrario anche agli emendamenti 39.107, 39.109 e 39.111 ed invito a ritirare l'emendamento 39.108, del senatore Pistorio, altrimenti il mio parere sarà contrario.

Esprimo quindi parere contrario agli emendamenti 39.112, 39.110, 39.113, 39.114 e 39.115.

Esprimo parere favorevole all'emendamento 39.600 del Governo e parere contrario agli emendamenti 39.116 e 39.601/1.

Esprimo quindi parere favorevole all'emendamento 39.601 del Governo ed invito i presentatori a trasformare l'emendamento 39.302 in ordine del giorno.

Esprimo parere favorevole all'emendamento 39.801 e parere contrario all'emendamento 39.117.

Invito poi a ritirare gli emendamenti identici 39.118 e 39.352, in quanto la soppressione della lettera r) è già compresa nell'emendamento 39.800 (testo 2) del Governo, su cui ho espresso parere favorevole, che pertanto assorbe tali proposte.

Esprimo quindi parere contrario agli emendamenti 39.303 e 39.304 ed invito a ritirare l'emendamento 39.305, altrimenti il mio parere sarà contrario.

Esprimo parere favorevole all'emendamento 39.306.

Mi rimetto, infine, al Governo sull'ordine del giorno G39.100 ed invito a ritirare l'emendamento 39.0.100, tendente ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 39.

MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, esprimo parere contrario all'emendamento 39.100, mentre invito a trasformare l'emendamento 39.300 in un ordine del giorno con il quale si intensifichino i controlli a campione.

Esprimo poi parere contrario agli emendamenti 39.301, 39.101, 39.102 e 39.103.

Quanto all'emendamento 39.800/2, ne propongo una riformulazione che ho sottoposto all'attenzione del senatore Maritati e che riguarda, condividendo l'utilizzo dei fondi dell'Unione europea, l'opportunità di destinarli agli oneri connessi alle attività e alle strutture inerenti il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno. Metto a disposizione della Presidenza il testo della riformulazione.

Per quanto riguarda poi l'emendamento 39.800 (testo 2), signor Presidente, anche alla luce della discussione svoltasi fino a questo momento, il Governo si è posto il problema di modulare l'entità del contributo con un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno. Per dare un margine minimo e massimo che consenta di tracciare la strada all'Esecutivo, pertanto, al secondo rigo del comma 2-ter dell'emendamento, dopo le parole: «il cui importo è fissato», si potrebbero inserire le altre: «fra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro», proseguendo poi con il testo già distribuito.

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 39.104, 39.105, 39.350, 39.160, 39.351, 39.107, 39.109, 39.111, 39.108, 39.112, 39.110, 39.113, 39.114 e 39.115.

Il parere è naturalmente favorevole all'emendamento 39.600, presentato dal Governo.

Esprimo parere contrario all'emendamento 39.116, mentre, per quanto riguarda l'emendamento 39.601/1, propongo al presentatore, senatore Casson, una riformulazione poiché, in realtà, quanto previsto nella lettera q) è già contenuto nel testo in vigore. Infatti, è già prevista l'esclusione per i giornalisti, che sono richiamati dalla lettera q). Propongo quindi di cancellare la lettera q), mantenendo invece le lettere a), c) e g).

Esprimo ovviamente parere favorevole all'emendamento 39.601 del Governo.

Invito, invece, a ritirare l'emendamento 39.302 e a trasformarlo in un ordine del giorno.

Il parere è favorevole all'emendamento 39.801.

Esprimo, invece, parere contrario agli emendamenti 39.117, 39.118, 39.352, 39.303 e 39.304, mentre invito a ritirare l'emendamento 39.305 rendendomi disponibile ad accogliere un ordine del giorno del medesimo tenore.

Il parere è favorevole poi all'emendamento 39.306.

Infine, l'ordine del giorno G39.100 è accolto, mentre sul 39.0.100 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 39.100, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Sull'emendamento 39.300 c'è un invito al ritiro e a trasformarlo in un ordine del giorno. Senatrice Germontani, intende accogliere l'invito del Governo?

 

GERMONTANI (PdL). Sì, signor Presidente, ritiro l'emendamento e lo trasformo in un ordine del giorno.

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G39.300 non verrà posto in votazione.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.301.

PROCACCI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PROCACCI (PD). Signor Presidente, l'emendamento 39.301 raccoglie sinteticamente tutti gli altri che seguono e interloquisce anche con l'emendamento 39.800 (testo 2), presentato dal Governo. In questo articolo, infatti, come sottolineava la collega Della Monica, sono contenute scelte che contrastano con i valori più profondi della dignità della persona. Ad esempio, la tassa di soggiorno è prevista anche in caso di ricongiungimento del coniuge o di un familiare. Nel momento in cui si vogliono agevolare la famiglia e il suo ruolo in questo Paese, noi applichiamo provvedimenti di questo genere.

Ancora, in merito alle spese sanitarie, il presidente Berselli ha chiesto di ritirare l'emendamento 39.305 che stabilisce specificamente che anche chi fra gli immigrati non possiede un euro deve comunque pagare le prestazioni. Certi emendamenti non dovrebbero nemmeno essere presentati nel Parlamento di un Paese che si basa su una Costituzione come la nostra. (Applausi dal Gruppo PD).

Signor Presidente, io non parlo molto, ma lei è il mio interlocutore ed io ho diritto alla sua interlocuzione, perché noi ci rivolgiamo tutti alla Presidenza. È stato espresso un parere favorevole, sconcertante, sull'emendamento 39.306, con il quale si abolisce la norma che fa esplicito divieto ai medici del pronto soccorso di denunciare l'immigrato clandestino. Il presidente Vizzini potrà dire - e lo dirà - che i medici non sono obbligati, ma hanno facoltà di denunciare, ma l'immigrato che ha bisogno urgente di cure non sa se il medico chiamato a visitarlo lo denuncerà e potremmo trovarci di fronte alla situazione in cui immigrati che hanno bisogno di cure, anche urgenti e per casi gravi, non si facciano curare. (Applausi del senatore Astore).

Signor Presidente, ora lei mi deve dire se queste norme hanno a che fare con la dignità della persona umana! (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

Senatore Gasparri, volevo ricordarle la campagna pubblicitaria, a mio avviso non giusta, sugli autobus di Genova. In quel caso c'è stata una reazione forte dei cosiddetti cristiani riformisti; conservo anche dei ritagli di giornale. Io non ho mai pronunciato in quest'Aula la parola "cristiano" perché ritengo che la politica, anche per i credenti, debba essere vissuta con spirito di sana laicità, ma voi che vi fate sempre paladini dei valori cristiani - sottolineo "sempre" - ora, davanti a queste norme, con estrema disinvoltura, calpestando anche gli appelli del mondo cattolico, dei vescovi, dei medici, andate come un treno. Ci sarebbe tanto da dire.

Mi dispiace che non sia presente il presidente Pera, che fra pochi giorni presenterà il suo libro «Perché non possiamo non dirci cristiani», ricordando la celebre frase di Benedetto Croce. Io, però, in conclusione di questo mio intervento - i miei amici non mi concedono molto tempo - voglio rivolgere un appello alle vostre coscienze, ricordando anche a me stesso, la frase di un grande uomo di fede, il quale diceva: "È molto meglio non apparire cristiani, ma esserlo piuttosto che apparirlo, ma non esserlo". (Applausi del senatore Perduca). È su questo che vorrei si riflettesse.

Facciamo le crociate per i valori cristiani, ma quando siamo chiamati a metterli in atto li calpestiamo nel modo più violento! (Applausi dai Gruppi Pd e IdV. Congratulazioni).

 

ASTORE (IdV). Bravo!

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, stiamo esaminando l'articolo 39 di questo testo, che è stato modificato per una parte sostanziale in Commissione e che poi, a seguito dell'approvazione di alcuni emendamenti, alcuni dei quali particolarmente esilaranti, verrà totalmente innestato sulla riorganizzazione del testo unico delle leggi sull'immigrazione.

Credo che il tema dell'immigrazione sia di centrale importanza, rispetto al quale nessuno può fare finta di nulla, e che debba essere oggetto di un confronto serio, approfondito, soggetto alle logiche solide della contrapposizione politica. Invece, cari colleghi, voi avete commesso l'errore di non voler discutere su questo argomento.

La cosiddetta legge Bossi-Fini, che anch'io ho votato e della quale continuo a condividere tantissime norme, e tutte le leggi sull'immigrazione, per definizione, non possono essere eterne, hanno bisogno di essere adeguate alle circostanze. Lo abbiamo detto in più occasioni, ad esempio per quanto riguarda il contratto di lavoro dei lavoratori extracomunitari, la normativa sui flussi e sulle quote o la circostanza che gli Uffici provinciali del lavoro non toccano palla sulla realtà del fabbisogno delle imprese di manodopera più o meno specializzata. In sostanza, questi uffici non hanno idea di quali siano i bisogni reali di un determinato territorio, anche e soprattutto, cari colleghi della Lega, in momenti di crisi congiunturale e globale come quella che viviamo. Se voi che siete al Governo chiedeste la ricognizione del fabbisogno di manodopera straniera necessaria nel Nord-Est, gli Uffici provinciali del lavoro del Veneto o di un'altra importante Regione del Nord vi fornirebbero una stima burocratica che non ha nulla a che vedere con la realtà che ciascuno di noi e di voi vive.

Il 24 dicembre dello scorso anno, sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, è stata pubblicata la direttiva sui rimpatri, che prevede norme e procedure comuni a tutti gli Stati membri per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Per la prima volta l'Unione europea ha affrontato il tema del contrasto congiunto, cioè realizzato insieme da tutti i Paesi dell'Unione, all'immigrazione clandestina e della regolamentazione della materia.

Allora, anziché ritrovarci ogni settimana a discutere di questo argomento e ad imbucare una normetta perché vi siete ricordati che c'è un problema da risolvere a Vicenza o a Verona (Applausi del senatore Fosson), cioè a seconda di ciò che vi conviene, dal momento che si tratta di una questione troppo seria, avremmo dovuto e dovremmo aprire un confronto in Parlamento sul recepimento della normativa comunitaria.

Peraltro, con questo articolo 39, state commettendo un errore, prevedendo una norma che non è degna di un Paese civile. Avete infatti portato a 18 mesi la durata massima complessiva della permanenza nei centri di identificazione. Ebbene, questo termine non è previsto come limite massimo neanche per la custodia cautelare nei casi di omicidio. In sostanza, voi trattate l'irregolare peggio di un mafioso, per il quale, in assenza di un processo, è appunto previsto - se non ricordo male - un termine per la custodia cautelare sino a 18 mesi.

La norma comunitaria che voi affermate, mentendo, di voler recepire stabilisce un'altra cosa, cioè che il tempo di permanenza è di sei mesi e che per poter arrivare ad una proroga di ulteriori 12 mesi è necessario recepire le procedure integrali che l'Unione europea vuole vengano approvate negli Stati membri. Nella stessa logica è prevista (vi suggerisco, cari colleghi della Lega, di leggervi la direttiva comunitaria) la possibilità di riutilizzare eventuali strutture carcerarie dismesse. Se voleste fare un ragionamento serio e non da campagna elettorale (anche se la campagna elettorale è finita e quella nuova ancora deve iniziare), sapreste che avremmo dovuto fare uno stralcio dal "pacchetto insicurezza", come ormai lo dobbiamo battezzare, visto che avete approvato la norma per la quale chi è indagato per omicidio non viene custodito in carcere in via preliminare, se non per valutazione discrezionale del giudice. Ci ritroviamo, invece, ad avere una previsione di 18 mesi di permanenza nei centri di permanenza temporanea (CPT), ora denominati centri di identificazione ed espulsione (CIE), del soggetto che si trova in condizioni di irregolarità.

Ma fate anche di più: nel testo stabilite l'obbligo - che poi viene un po' edulcorato nell'emendamento 39.800 (testo 3), presentato dal Governo - della tassa per il rilascio del permesso di soggiorno. In sostanza, chiedete a quelli che vengono in Italia a lavorare regolarmente, che rispettano le nostre leggi, la nostra cultura, la nostra lingua, la nostra tradizione e che hanno un contratto di lavoro di pagare un pizzo di 200 euro.

TORRI (LNP). Ma quale pizzo, senatore D'Alia!

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Così si chiama: pizzo! Caro collega, se voi aveste portato avanti le procedure per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico e tutto ciò che era connesso allo sportello unico per l'immigrazione (che non funziona perché le pratiche per il rilascio ed il rinnovo dei permessi soggiorno sono in arretrato di due anni), anche con la rilevazione delle impronte digitali e quant'altro necessario, allora sarebbe stato giusto immaginare non 200 euro, ma comunque la copertura con una tassa. Ciò non è possibile, però, per un permesso di soggiorno cartaceo che non viene rinnovato nei tempi previsti dall'ordinamento, tant'è vero che si va sempre in giro con un bigliettino perché si è in fase di rinnovo, determinando anche un contenzioso sulla condizione di irregolarità.

Cari colleghi, a ciò si deve aggiungere che quando in questo testo, in questa sorta di zibaldone di norme, prevedete l'obbligo, anche se camuffato, della denuncia da parte del medico della struttura sanitaria pubblica nei confronti dell'irregolare, state dicendo che gli stranieri irregolari non dovranno essere più assistiti dalle strutture sanitarie. È evidente infatti che nessuno vi si recherà.

Faccio un ragionamento che può apparire anche un po' sgradevole: poiché il Servizio sanitario nazionale serve anche per le cosiddette profilassi, e quindi ad avere un controllo delle malattie che possono essere importate da Paesi stranieri, in questo modo scoraggiate il controllo sanitario sul nostro territorio. State raggiungendo livelli di irragionevolezza, di illogicità e di violazione di ogni norma di buonsenso - lasciamo stare le norme costituzionali, quelle ormai le avete violate tutte! - che non vi fanno onore e che non produrranno un risultato positivo nel contrasto all'immigrazione clandestina.

Signor Presidente, parlo ora ed eviterò così, per non disturbare i colleghi della Lega che si innervosiscono (e lo capisco), di intervenire in seguito sui singoli emendamenti.

Voglio sottolineare che le disposizioni previste dall'articolo 39 sono una vergogna, così come scritte, e vanno eliminate dall'ordinamento! (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV). Esse servono soltanto a produrre ulteriore criminalità ed irregolarità nel nostro territorio e fanno vergogna a quella cosiddetta e presunta componente moderata del Popolo della Libertà che si fa riconoscere solo per l'assordante silenzio. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD. Congratulazioni).

BRICOLO (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto. (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prima, però, invito i colleghi a fare silenzio perché non è possibile lavorare in questo modo.

 

BRICOLO (LNP). Signor Presidente, vorrei rispondere alle critiche che ci sono state mosse dai colleghi dell'opposizione, in particolare dai senatori D'Alia e Procacci, soprattutto per il contributo richiesto agli extracomunitari per il rinnovo e il rilascio dei permessi di soggiorno. Faccio presente - visto che i Gruppi parlamentari del PD e dell'UDC-SVP-Aut hanno applaudito l'intervento del senatore Procacci - che emendamento analogo è stato presentato proprio dal Gruppo del Partito Democratico. Mi riferisco all'emendamento 39.106 (pubblicato a pagina 41 del fascicolo n. 4), che poi è stato ritirato.

Tale emendamento prevedeva l'istituzione presso il Ministero dell'interno del Fondo nazionale rimpatri, destinato al finanziamento dei programmi di rimpatrio (pagina 42). Il Fondo avrebbe dovuto essere alimentato da un contributo, determinato ai sensi del comma 3, degli stranieri richiedenti il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Questo emendamento lo avete proposto voi, identico al nostro, poi lo avete ritirato. È vero che la settimana scorsa c'è stata una polemica molto forte sui giornali e l'opinione pubblica si è espressa. (Commenti dai banchi dell'opposizione).

 

LUSI (PD). È stato ritirato!

 

BRICOLO (LNP). È stato ritirato, ma dopo le polemiche suscitate. Ricordo che l'emendamento è sottoscritto dai seguenti colleghi: Maritati, Casson, Bianco, Latorre, Incostante, Carofiglio, D'Ambrosio, Della Monica, Bastico, Ceccanti, Mauro Marino, Procacci, Sanna, Vitali, De Sena, Galperti, Adamo, Chiurazzi. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL). Lo avete fatto voi!

Allora, è giusto criticare, ma ancora una volta, purtroppo, dobbiamo confrontarci con vere e proprie strumentalizzazioni. Credo che la nostra proposta sia coerente con l'esperienza degli altri Paesi europei: la tassa c'è in Spagna, in Portogallo, in Germania, in Francia e in Gran Bretagna arriva addirittura a 1.000 euro. È semplicemente una proposta di buonsenso. Si chiede anche a loro - che sono persone che si trovano in questo Paese e se hanno un permesso di soggiorno è perché hanno un posto di lavoro regolare e dunque uno stipendio - di contribuire alle spese per l'immigrazione, che non devono essere solo a carico dei cittadini che già si devono sobbarcare tasse, balzelli, ticket e che dunque devono sempre pagare.

È semplicemente questo: non c'è nulla di razzista, ci siamo adeguati alle altre normative europee. Prendiamo però atto che in quest'Aula si vogliono comunque fare critiche strumentali anche quando si è «correi» nella stessa operazione. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

CASSON (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASSON (PD). Signor Presidente, vorrei fare una precisazione in merito alla segnalazione fatta dal Capogruppo della Lega Nord, presidente Bricolo. È vero che c'è stata la presentazione dell'emendamento 39.106, ma, dopo aver meditato sulla questione, abbiamo ritenuto che fosse grave e dunque abbiamo pensato di ritirare la proposta.

Invitiamo dunque il senatore Bricolo a fare altrettanto. La situazione, tra l'altro, è completamente diversa, perché l'emendamento in questione riguardava il rimpatrio assistito. (Applausi ironici dal Gruppo LNP).

 

STIFFONI (LNP). Si arrampica sugli specchi!

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

INCOSTANTE (PD). Come annunciato, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.301, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

MORANDO (PD). Signor Presidente, guardi il tabellone. La votazione non è segreta!

 

PRESIDENTE. Sì, certo, annullo la votazione.

Colleghi, per esigenze del sistema, occorre nuovamente l'appoggio.

Invito pertanto nuovamente il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.301, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

262

Senatori votanti

261

Maggioranza

131

Favorevoli

129

Contrari

129

Astenuti

3

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B). (Commenti dai banchi dell'opposizione).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

MORANDO (PD). Presidente, si faccia attenzione ai banchi della maggioranza.

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 39.101, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 39.102, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori, identico all'emendamento 39.103, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

L'emendamento 39.800/1 è stato ritirato.

Sull'emendamento 39.800 (testo 3)/2 vi è una proposta di riformulazione del Governo. La accetta, senatore Maritati?

 

MARITATI (PD). Sì, signor Presidente.

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, le chiedo un chiarimento, perché è un momento di confusione: vorrei sapere se questo è uno degli emendamenti su cui è possibile effettuare il voto segreto.

PRESIDENTE. No, senatrice Incostante, tra l'altro c'è il parere favorevole del Governo.

Metto ai voti l'emendamento 39.800 (testo 3)/2, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 39.800 (testo 3), presentato dal Governo, nel testo emendato.

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.104.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.104, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.105, identico all'emendamento 39.350.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.105, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, identico all'emendamento 39.350, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.160.

 

INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, come annunciato, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.160, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, nella quarta fila (indicando i banchi della maggioranza)! È lo stesso voto per il quale prima è stato respinto l'emendamento.

 

PERDUCA (PD). Voto segreto sì, ma non doppio!

 

PRESIDENTE. Colleghi, un attimo di pazienza, così che la senatrice Segretario possa segnalarmi eventuali irregolarità.

 

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 39.351, presentato dalla senatrice Poretti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

L'emendamento 39.106 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.107.

 

INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, come annunciato, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.107, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.109.

 

INCOSTANTE (PD). Come annunciato, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Indico, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.109, presentato dal senatore Carofiglio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 39.111, presentato dal senatore Carofiglio e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Chiedo ai presentatori se accolgono l'invito a ritirare l'emendamento 39.108.

 

OLIVA (Misto-MPA). Signor Presidente, lo mantengo.

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 39.108, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.112.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indico pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.112, presentato dal senatore D'Ambrosio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.110.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indico pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.110, presentato dal senatore D'Ambrosio e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.113.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indico pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.113, presentato dalla senatrice Adamo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.114.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indico pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.114, presentato dalla senatrice Adamo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PERDUCA (PD). Signor Presidente, nella penultima fila del quadrante equivalente al mio dall'altra parte dell'Aula qualcuno sistematicamente vota per un assente. Chiedo la cortesia di far scendere il collega al banco sottostante per consentire a tutti di votare con maggiore tranquillità.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.115.

 

INCOSTANTE (PD). Come annunciato, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Indico, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.115, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 39.600, presentato dal Governo.

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.116.

 

INCOSTANTE (PD). Come annunciato, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Poiché l'appoggio non è stato registrato dal sistema elettronico, chiedo al senatore Segretario di effettuare nuovamente tale verifica.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Indico, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.116, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

(Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

 

PRESIDENTE. Sull'emendamento 39.601/1 vi è una proposta di riformulazione del Governo. La accetta, senatore Casson?

 

CASSON (PD). Sì, Presidente, considerato il parere favorevole su tutto il resto.

 

LIVI BACCI (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

LIVI BACCI (PD). Signor Presidente, la pregherei di far sedere i senatori al momento del voto, perché un terzo dei senatori resta in piedi.

 

PRESIDENTE. Mi consenta di non essere d'accordo con lei, senatore Livi Bacci; quando si vota cerco di far stare tutti seduti, un terzo mi sembra una percentuale piuttosto elevata.

Metto ai voti l'emendamento 39.601/1 (testo 2), presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 39.601, presentato dal Governo, nel testo emendato.

E' approvato.

 

Sull'emendamento 39.302 il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro e alla trasformazione in ordine del giorno. Chiedo ai presentatori se accettano tale richiesta.

MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, abbiamo presentato un ordine del giorno in sostituzione dell'emendamento 39.302. Il tema è quello dei ricongiungimenti familiari nei casi di matrimoni che non rispondano ai canoni della nostra legislazione sulla famiglia o sull'istituto del matrimonio. Ci riferiamo a casi frequenti: per esempio è fresca nella nostra memoria la recente sentenza di un tribunale di questo Paese che ha riconosciuto valido, ai fini del ricongiungimento familiare, un matrimonio tra due pachistani stipulato per telefono. In Pakistan, infatti, si può celebrare un matrimonio attraverso la cornetta telefonica.

È chiaro che un minimo di dignità verso le regole di questo Paese dovrebbe impedire il riconoscimento di un matrimonio di questo genere ai fini del ricongiungimento familiare. Su questo istituto occorre riflettere attentamente, perché attraverso di esso possono anche verificarsi delle distorsioni e degli abusi. Questo caso, che è stato pubblicato sulle riviste di giurisprudenza e quindi lo potete verificare direttamente, è un esempio di abuso dell'istituto del ricongiungimento familiare.

Noi chiediamo quindi che l'istituto matrimoniale, ai fini dell'applicazione dell'istituto del ricongiungimento familiare, sia il più possibile vicino al nostro modello matrimoniale. Non possiamo accettare che due persone, due extracomunitari che si sposano per telefono, poi chiedano il ricongiungimento familiare nel nostro territorio. Sono principi e regole che valgono anche negli altri Paesi europei.

Prima ho ascoltato il dibattito sul tema dell'idoneità dell'alloggio ai fini del ricongiungimento familiare e mi veniva da sorridere perché nel Patto europeo sull'immigrazione dell'ottobre 2008, che qualcuno di voi ha già dimenticato, si dice testualmente che occorre meglio regolare l'immigrazione familiare, e a tal fine si invitava ciascuno Stato membro a prendere in considerazione nella legislazione nazionale le sue capacità di accoglienza e le sue capacità di integrazione delle famiglie, valutate - queste capacità - in base alle loro risorse e condizioni di alloggio nel Paese di destinazione, nonché, ad esempio, in base alla conoscenza della lingua di tale Paese. Credo che il Consiglio dell'Unione europea sia molto più rigoroso di molti esponenti dell'opposizione, che spesso si riempiono la bocca di temi europei e della necessità di far riferimento all'Unione europea e alla legislazione europea.

Sono convinto che quest'ordine del giorno ci consenta davvero di poter applicare, con tutta sicurezza, l'istituto del ricongiungimento familiare che, come sapete, è diventato il canale di accesso più importante, in termini numerici, nel nostro Paese. Ormai, abbiamo una popolazione immigrata che supera i quattro milioni di stranieri; se anche solo un milione di questi quattro milioni di stranieri chiedesse il ricongiungimento di un unico familiare, in pochi mesi potremmo superare questa soglia già eccessiva. Quindi, vi chiediamo di riflettere su questo nostro ordine del giorno.

Peraltro, l'emendamento del Governo 39.801 va nella stessa direzione, perché evita che si possa chiedere il ricongiungimento anche in ipotesi di matrimonio poligamico. Anche questo, infatti, è successo nel nostro Paese: il matrimonio poligamico è stato ritenuto valido ai fini del ricongiungimento familiare. Poi, però, non si riesce a capire con quale dei coniugi avvenga il ricongiungimento: quando ve ne è più di uno, infatti, quale ammettiamo? La proposta del Governo, che ovviamente noi condividiamo, è di ammettere un solo coniuge anche in caso di matrimonio poligamico. In questo Paese, come dicevamo prima, esiste una civiltà millenaria che non ammette il matrimonio con più di un coniuge. La nostra Costituzione ammette il matrimonio con un solo coniuge. In questa direzione vanno sia il nostro ordine del giorno, sia che la proposta del Governo. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. Colleghi, ai fini della gestione dell'Aula, comunico che hanno chiesto di intervenire almeno tre senatori: il senatore Compagna, il senatore D'Alia e il relatore Vizzini. Quindi, poiché la conclusione dei nostri lavori è fissata alle ore 20,30, non si effettueranno più votazioni. Do la parola a questi tre colleghi, cui seguiranno degli iscritti a parlare sull'ordine dei lavori.

Senatore Compagna, ha facoltà di parlare.

COMPAGNA (PdL). Signor Presidente, intervengo per esprimere da parte del mio Gruppo il pieno consenso all'ordine del giorno presentato dai colleghi della Lega Nord. Devo dire che l'emendamento originario era già formulato in modo molto intelligente. Sullo sfondo del problema evocato, cioè la leggerezza e la superficialità anche al di là del caso atipico dei due pachistani con cui l'istituto del ricongiungimento familiare è stato in questi anni cinicamente strumentalizzato.

I colleghi della Lega Nord hanno avuto la sensibilità di presentare un ordine del giorno per richiamare più in generale l'amministrazione degli Interni sul grande tema delle disattenzioni alla poligamia e, da questo punto di vista, l'onorevole Mantovano ha esperienza anche di precedenti legislature: la Conferenza per l'Islam in Italia, che fu indetta dal ministro Pisanu nella XIV Legislatura, si è rivelata uno strumento deludente. Di qui origina il nostro apprezzamento per l'ordine del giorno presentato dai colleghi della Lega. (Applausi dal Gruppo PdL).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, considerata l'ora e considerati i franchi tiratori della maggioranza, è meglio prenderla a ridere.

Questo è un ordine del giorno in virtù del quale un cittadino americano che si sposa a Las Vegas non può ottenere il ricongiungimento familiare, visto che esistono forme matrimoniali, disciplinate nei vari Stati degli Stati Uniti, che non hanno quei requisiti di sostanza e di forma previsti dal nostro ordinamento per legittimare l'eventuale ricongiungimento.

Io credo che ci stiamo veramente coprendo di ridicolo. (Applausi del senatore Peterlini).

VIZZINI, relatore. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

VIZZINI, relatore. Signor Presidente, vorrei esprimere un parere pienamente favorevole sull'ordine del giorno presentato dalla Lega in sostituzione dell'emendamento 39.302, che tocca un tema molto delicato. Ciò che viene chiesto nell'emendamento, e di conseguenza nell'ordine del giorno, è la validità del matrimonio contratto all'estero, a condizione che sia conforme ai principi della normativa italiana sull'attestazione della validità del vincolo.

È noto a tutti che esistono ormai sistemi per cui si contraggono addirittura matrimoni al telefono per consentire a qualcuno di venire nel nostro Paese senza avere un valido titolo, che poi invece viene confermato. D'altronde, nella storia giuridica del nostro Paese è anche capitato che un magistrato, tanto tempo fa, quando ancora in Italia non c'era il divorzio, delibasse sentenze di divorzio introducendolo in modo surrettizio nel nostro ordinamento quando esso era assolutamente proibito.

Abbiamo prove del passato che ci fanno pensare che forme anomale di matrimonio, che non hanno alcun valore ai sensi della legge italiana, vengano stipulate pur di poter entrare nel nostro Paese.

Per queste ragioni, credo che l'ordine del giorno G39.302 debba impegnare davvero il Governo a studiare e a formulare vincoli che non consentano siffatte irregolarità nel nostro Paese.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G39.302 non verrà posto in votazione.

Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.