Seguito della discussione del disegno di legge:
(733) Disposizioni in materia di sicurezza pubblica
PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli, nel testo proposto dalle Commissioni riunite. Ricorda che nella seduta antimeridiana ha avuto luogo l'illustrazione degli emendamenti tendenti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 35.
VIZZINI, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 35.0.800(testo 2)/9 e chiede l'approvazione del 35.0.800 (testo 2). Invita a trasformare l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/7 in un ordine del giorno; esprime parere contrario sui restanti emendamenti.
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 35.0.800 (testo 2) e 35.0.800(testo 2)/9. E' contrario ai restanti emendamenti per mancanza di copertura finanziaria.
PERDUCA (PD). Chiede la votazione nominale elettronica dell'emendamento 35.0.100.
PRESIDENTE. In attesa che decorrano i termini regolamentari per il preavviso, sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 16,43, è ripresa alle ore 16,55.
Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori PERDUCA (PD) e INCOSTANTE (PD), sono respinti gli emendamenti 35.0.100, 35.0.800 (testo 2)/1 e 35.0.800 (testo 2)/4. Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore PEGORER (PD), è respinto l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/3. Il Senato respinge inoltre l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/5.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 35.0.800 (testo 2)/2, 35.0.800 (testo 2)/6 e 35.0.800 (testo 2)/8 sono improcedibili.
CASSON (PD). Considerata la gravità del problema degli incidenti mortali sul lavoro, non può accogliere l'invito a trasformare in un ordine del giorno l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/7 di cui chiede la votazione.
BUGNANO (IdV). Il Gruppo Italia dei Valori voterà a favore dell'emendamento 35.0.800 (testo 2)/7, ritenendo che le vittime di infortuni sul lavoro e i loro familiari meritino una tutela adeguata, anche mediante il gratuito patrocinio. Sarebbe peraltro opportuno che il Governo si adoperasse a reperire adeguate risorse per finanziare il gratuito patrocinio, considerati i ritardi con cui vengono pagati gli avvocati che si dedicano a tale attività.
Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/7.
FINOCCHIARO (PD). L'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9, che prevede che per gli autori di reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne e violenza sessuale di gruppo sia sempre disposta la custodia cautelare in carcere e non si applichino i benefici della legge Gozzini, riguarda una materia attualmente oggetto di una discussione più organica ed articolata presso la Commissione giustizia della Camera dei deputati. Chiede pertanto al relatore e al Governo di valutare se non sia il caso di lasciare che sia la Camera ad affrontare tale delicata materia nel suo complesso e se non sia meglio evitare di introdurre in questa sede modifiche particolari dell'ordinamento sull'onda emotiva suscitata dai recenti fatti di cronaca, pur essendo indiscutibile la gravità dei reati oggetto di discussione. È dovere delle istituzioni, infatti, agire sempre in maniera ponderata e razionale, onde evitare di introdurre elementi di incongruenza normativa nel sistema, come si rischia di fare quando si legifera in modo disordinato per inseguire le emergenze del momento. (Applausi dal Gruppo PD).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Nel condividere le parole della senatrice Finocchiaro, osserva che con l'approvazione dell'articolo 23 del disegno di legge in esame e la probabile approvazione dell'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 l'obbligo della custodia cautelare in carcere verrà esteso ad una gamma molto ampia di reati. Tuttavia poco fa è stato espresso parere contrario dal relatore e dal Governo sull'emendamento 35.0.800 (testo 2)/6, presentato da esponenti del Partito Democratico, che avrebbe esteso tale obbligo anche al reato di omicidio. Si pone pertanto un problema di coerenza complessiva del sistema, su cui chiede chiarimenti al rappresentante del Governo, in quanto ne deriverebbe che l'omicidio è considerato meno grave della violenza sessuale. (Applausi del senatore Fosson).
BERSELLI, relatore. Fa notare al senatore D'Alia che l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/6 prevedeva semplicemente l'estensione ai casi di omicidio del gratuito patrocinio per le vittime e che il parere negativo è dovuto al fatto che i relatori in questa sede, tramite l'emendamento 35.0.800 (testo 2), intendono estendere tale beneficio solo alle vittime di reati di violenza sessuale. In merito alle osservazioni della senatrice Finocchiaro, rileva che è preciso dovere delle istituzioni dare risposte politiche alle attese dei cittadini, che in questo momento sono preoccupati per la loro sicurezza e per i recenti gravi fatti di cronaca; appaiono quindi adeguate ed opportune le previsioni dell'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9. L'opposizione dovrebbe mostrare maggiore sensibilità nei confronti delle vittime dei gravissimi reati di cui si sta discutendo. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
LI GOTTI (IdV). La maggioranza e il Governo stanno progressivamente trasformando il diritto penale ordinario in diritto penale speciale sulla base dell'emotività suscitata dai fatti di cronaca; tale modo di operare è decisamente scorretto. Non si può accusare di indulgenza nei confronti della sicurezza l'Italia dei Valori che è fortemente impegnata a combattere ogni forma di criminalità, sia quella di strada, sia quella esercitata dai colletti bianchi. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Commenti dai banchi della maggioranza).
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Chiede una correzione del testo dell'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9. (v. Resoconto stenografico). Pur apprezzando le osservazioni della senatrice Finocchiaro, ribadisce il parere favorevole espresso sugli emendamenti 35.0.800 (testo 2)/9 e 35.0.800 (testo 2), in quanto, essendovi un accordo unanime nel ritenere esecrabili i reati di violenza sessuale, è necessario ed opportuno che il Parlamento invii un segnale forte in materia.
PRESIDENTE. L'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 si intende corretto nel senso proposto dal rappresentante del Governo.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Pur apprezzando lo sforzo di chiarezza compiuto dal relatore e dal rappresentante del Governo e pur essendo in linea di principio favorevole alle misure recate dagli emendamenti 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto) e 35.0.800 (testo 2), nonché dall'articolo 23 del disegno di legge in esame, rinnova la richiesta di chiarimenti in merito all'esclusione dell'omicidio dai reati per i quali si prevede la custodia cautelare obbligatoria in carcere, come sembra che accada a seguito della non approvazione dell'emendamento 35.0.800 (testo 2)/6, e alla conseguente incoerenza complessiva del sistema che viene a delinearsi. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut e del senatore Lannutti).
BERSELLI, relatore. Ribadisce che l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/6 prevedeva di estendere il gratuito patrocinio per le vittime, non la custodia cautelare obbligatoria per gli autori del reato di omicidio; per tale motivo su di esso è stato espresso un parere contrario, stante anche il parere negativo della 5a Commissione.
D'AMBROSIO (PD). Osserva che l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto) è in parte pleonastico, in quanto l'arresto obbligatorio in flagranza di reato nei casi di violenza sessuale e di violenza di gruppo è già previsto dal comma 1 dell'articolo 380 del codice di procedura penale, trattandosi di reati per i quali la pena minima prevista è non inferiore a cinque anni. (Applausi dal Gruppo PD).
BERSELLI, relatore. Nel provvedimento di indulto approvato dal Parlamento si prevedeva chiaramente che non avrebbero potuto beneficiarne i condannati per reati di violenza sessuale, mentre avrebbero potuto beneficiarne i condannati per omicidio. (Commenti dei senatori Garraffa e Morando. Richiami del Presidente).
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Per il reato di omicidio nessun magistrato si è mai sognato di concedere gli arresti domiciliari immediatamente dopo l'arresto; i reati di violenza sessuale, invece, non sono mai stati considerati gravi, indipendentemente dalle pene. È questa la ragione per cui appare opportuna l'approvazione dell'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto). (Commenti del senatore Casson).
CENTARO (PdL). Propone di modificare il testo dell'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto), prevedendo l'obbligo della custodia cautelare anche nei confronti di persone sottoposte ad indagini o imputate per il reato di omicidio, posto che la vita è il bene supremo che l'ordinamento è chiamato a tutelare. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore D'Alia).
ADAMO (PD). Preannuncia il voto di astensione sull'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto), stigmatizzando il comportamento del Governo, che sostiene l'emendamento proposto dalla Lega Nord dopo aver espresso parere contrario su numerosi emendamenti presentati dall'opposizione, i quali si muovevano nella medesima direzione, adducendo l'esigenza di predisporre un provvedimento organico di disciplina della materia.
CASSON (PD). Il Governo sta procedendo in modo confuso e irrazionale e, analogamente a quanto suggerito poc'anzi dal senatore Centaro, invita a considerare anche il reato di strage tra quelli per cui prevedere l'obbligo della custodia cautelare.
INCOSTANTE (PD). Preannuncia il voto di astensione sull'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto), che il Governo sostiene cavalcando l'onda dell'emotività popolare e dopo aver rigettato nel corso degli ultimi mesi diverse proposte dell'opposizione volte ad irrigidire la disciplina sulla violenza sessuale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
PARDI (IdV). Nello stigmatizzare il comportamento del Governo, impegnato a dare vita a diritti speciali e a discipline difformi e irrazionali, giudica assai stravagante che il principio di certezza della pena venga sostenuto a gran voce dal presidente Berlusconi, il quale è uscito indenne da numerosi processi ricorrendo ad artifici e promuovendo leggi ad hoc. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Commenti dei senatori Berselli e Gramazio).
MARITATI (PD). Anziché dedicarsi ad interventi schizofrenici e a nuove discipline dell'istituto della custodia cautelare, la maggioranza e il Governo farebbero bene ad attivarsi per promuovere riforme realmente necessarie e urgenti, volte a garantire processi rapidi, garantisti e immediati. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
FINOCCHIARO (PD). Il subemendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto) verrà approvato per dare il giusto risalto alla gravità del reato in oggetto, anche se occorre ribadire che sarebbe però stato opportuno trattare la materia nell'ambito del più organico e specifico disegno di legge sulla violenza sessuale. Invita inoltre il Governo e la maggioranza a non modificare ulteriormente il testo dell'emendamento, posto che l'eventuale decisione circa l'estensione dell'obbligo della custodia cautelare andrebbe assunta in modo ponderato e non sull'onda dell'emotività popolare. (Applausi dal Gruppo PD).
MARCENARO (PD). Preannuncia il voto contrario all'emendamento, invitando il Governo e la maggioranza a non cavalcare l'onda del populismo e della demagogia, ma a legiferare in modo serio e razionale. (Applausi dal Gruppo PD).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Preannuncia il voto di astensione sull'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto), in quanto, pur condividendo la previsione dell'obbligo di custodia cautelare per i soggetti imputati per il reato di violenza sessuale, non convincono l'insensatezza e la superficialità del modo di legiferare del Governo e della maggioranza, più attenti a cavalcare l'onda dell'emotività popolare che non a risolvere i problemi reali del Paese. Preannuncia inoltre il voto favorevole all'emendamento dei relatori sul gratuito patrocinio.
PERDUCA (PD). Anche a nome della collega Poretti, preannuncia il voto contrario al subemendamento della Lega, posto che il Governo affronta temi assai rilevanti con un'eccessiva attenzione agli aspetti mediatici e senza alcuna organicità e coerenza. (Applausi della senatrice Poretti).
DELLA MONICA (PD). Preannuncia il proprio voto di astensione, ritenendo che la materia della custodia cautelare andrebbe affrontata in modo organico e unitario e censurando il comportamento del Governo, che ha rigettato emendamenti presentati dall'opposizione per aggravare la sanzione del reato di violenza sessuale.
Il Senato approva l'emendamento 35.0.800 (testo 2)/9 (testo corretto). (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Bonfrisco).
DELLA MONICA (PD). Preannuncia il voto favorevole del Gruppo all'emendamento 35.0.800 (testo 2), volto a dare un giusto ristoro alle vittime dei reati in oggetto, e invita il Governo a prevedere il diritto al gratuito patrocinio anche per le vittime di violenze domestiche. (Applausi dal Gruppo PD).
BASSOLI (PD). Segnala che si è astenuta in occasione della precedente votazione.
Il Senato approva l'emendamento 35.0.800 (testo 2) nel testo emendato. (Commenti dai Gruppi PDL e PD).
BAIO, segretario. Dà lettura del parere espresso dalla Commissione bilancio sugli ulteriori emendamenti presentati al disegno di legge. (v. Resoconto stenografico)
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 36 e dei relativi emendamenti.
LIVI BACCI (PD). L'emendamento 36.300 sopprime l'articolo 36, il quale stabilisce che l'iscrizione e la richiesta di variazione anagrafica siano subordinate alla verifica, da parte dei competenti uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell'immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza. Tale previsione finirebbe infatti per negare a numerosi cittadini italiani il diritto a spostare la propria residenza, visto che molte abitazioni versano in condizioni igieniche deteriorate, senza considerare l'eventuale arbitrio con cui le diverse entità comunali potrebbero valutare la corrispondenza dell'abitazione alle norme igieniche. Numerose persone, temendo che l'abitazione nella quale intendono spostarsi possa essere ritenuta non consona alle norme igieniche, potrebbero inoltre addirittura rinunciare all'iscrizione, con ciò scomparendo di fatto dal sistema statistico nazionale, che costituisce uno strumento di governo e di controllo dell'immigrazione. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
BERSELLI, relatore. Invita a ritirare gli emendamenti 36.100 e 36.300 ed esprime parere contrario all'emendamento 36.102.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprime parere conforme a quello del relatore.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Preannuncia il voto favorevole agli emendamenti 36.100 e 36.300, dal momento che l'articolo 36 introduce una disciplina che aggraverà le procedure per l'iscrizione e il cambio di residenza, senza garantire quel controllo delle variazioni anagrafiche degli stranieri che si vorrebbe ottenere. La norma finirà inoltre per sovraccaricare gli uffici comunali, i quali già oggi non dispongono del personale necessario per assolvere all'obbligo di accertamento delle variazioni di residenza. (Applausi del senatore Peterlini).
PARDI (IdV). Preannuncia il voto favorevole all'emendamento 36.300, censurando la leggerezza con cui il rappresentante del Governo ha espresso il parere contrario, incurante delle approfondite e sagge valutazioni espresse dal senatore Livi Bacci. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
DELLA MONICA (PD). Preannuncia il voto favorevole del Partito Democratico all'emendamento 36.300, dal momento che l'articolo 36 contiene una norma-manifesto, peraltro dagli intenti evidentemente discriminatori nei confronti dei cittadini stranieri.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 36.100, identico all'emendamento 36.300, e l'emendamento 36.102.
PRESIDENTE. Prima di porre in votazione l'articolo 36, su richiesta del senatore Pegorer (PD), dispone la verifica del numero legale e ordina la chiusura delle porte. Avverte che il Senato non è in numero legale. (Proteste dai banchi della maggioranza).
GASPARRI (PdL). Chiede che la votazione venga ripetuta in quanto, insieme ad altri senatori, non è potuto entrare in Aula e partecipare alla votazione.
PRESIDENTE. Prende atto che per un errore ad alcuni senatori è stato impedito l'ingresso in Aula e dispone quindi nuovamente la verifica del numero legale. (Reiterate proteste sulla regolarità delle operazioni di verifica dai banchi dell'opposizione e da quelli della maggioranza). Avverte che il Senato non è in numero legale. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Commenti dai banchi della maggioranza).
PICHETTO FRATIN (PdL). Segnala che in occasione della seconda richiesta di appoggio per la verifica del numero legale molti senatori credevano si trattasse della verifica vera e propria.
PRESIDENTE. Sospende la seduta per venti minuti.
La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore 18,49.
Presidenza della vice presidente MAURO
Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore PEGORER (PD), il Senato approva l'articolo 36. (Proteste dai banchi dell'opposizione sulla regolarità delle operazioni di verifica. Applausi dal Gruppo PdL all'esito della verifica).
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 37 e dei relativi emendamenti.
PORETTI (PD). In base all'articolo 37, gli operatori che svolgono servizi di money transfer sarebbero tenuti a richiedere e poi a conservare per dieci anni copia del titolo di soggiorno del soggetto ordinante extracomunitario. A parte la natura discriminatoria della norma, occorre rilevare che conseguenza naturale della sua applicazione sarà il fatto che gli immigrati irregolari non potranno inviare alle proprie famiglie il denaro guadagnato e che agli operatori privati sarà affidata la scelta tra svolgere l'odioso compito di delatori o proseguire in clandestinità parte delle loro attività. L'emendamento 37.100 chiede di sopprimere l'articolo 37, che per i motivi esposti può essere definita una norma criminogena.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Illustra l'emendamento 37.101, con il quale si propone di estendere la richiesta del titolo di soggiorno per tutte le operazioni finanziarie e creditizie e non solo per quelle di money transfer. Occorre precisare che l'estensione della normativa antiriciclaggio dovrà interessare tutti coloro che operano nell'intermediazione finanziaria. La vera finalità della norma, infatti, non è il controllo dei cittadini extracomunitari ma di quei movimenti di denaro sospetti, operati anche da cittadini extracomunitari, ascrivibili al finanziamento di attività di terrorismo internazionale o di matrice fondamentalista.
INCOSTANTE (PD). L'emendamento 37.200 prevede un monitoraggio costante, da parte dell'autorità di pubblica sicurezza, delle segnalazioni degli agenti finanziari privati e la trasmissione di questi dati alla Direzione nazionale antimafia. I centri dedicati al money transfer sono proliferati in modo esponenziale sul territorio nazionale, movimentano ingenti quantità di denaro e su di essi non vengono effettuati i controlli necessari. Con tale proposta si intende affrontare un aspetto parziale del fenomeno più ampio descritto estesamente anche dal Governatore generale della Banca d'Italia in occasione dell'audizione presso la Commissione parlamentare antimafia, dalla quale è emerso come i cittadini extracomunitari siano facilmente ricattabili dalle organizzazioni criminali e si rendano spesso tramite di operazioni di riciclaggio di denaro.
VIZZINI, relatore. Invita al ritiro degli emendamenti 37.102 e 37.300. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti. L'articolo 37 è stato modificato dalla Commissione anche sulla base di suggerimenti provenienti dal Governatore della Banca d'Italia e dal Procuratore nazionale antimafia ed è il primo passo verso una normativa globale che regoli un fenomeno complesso come quello del riciclaggio. I cittadini extracomunitari che veramente invieranno denaro in patria alle propri famiglie non rischieranno nulla, ma bisogna evitare in ogni modo che le organizzazioni criminali sfruttino i clandestini per realizzare le proprie attività illecite.
PRESIDENTE. L'emendamento 37.300 è stato ritirato.
MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprime parere conforme a quello del relatore. Invita al ritiro dell'emendamento 37.101 è motivato dal fatto che la collocazione di quella norma in una legge sul terrorismo sarebbe impropria, in quanto vi sono forme di riciclaggio come quelle, ad esempio, legate al contrabbando di merce contraffatta, che non hanno nulla a vedere con il terrorismo.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Accoglie l'invito a ritirare l'emendamento 37.101 auspicando che si sviluppi una riflessione sulla normativa antiriciclaggio, prevedendo una normativa più ampia ed una disciplina sanzionatoria che riguardi tutte le attività connesse a questo fenomeno.
PERDUCA (PD). Dichiara il voto favorevole all'emendamento 37.100, di soppressione dell'articolo 37 che esternalizza a degli operatori finanziari privati le funzioni di polizia. Oltre a determinare dei costi non immaginabili, tale previsione comporta il rischio di non saper come controllare gli operatori nella gestione di questo incarico improprio. Non è possibile garantire, ad esempio, che i dati sensibili di cui gli operatori dovessero entrare in possesso non saranno fatti oggetto di un commercio illecito.
LIVI BACCI (PD). Dichiara il proprio sostegno alla soppressione dell'articolo 37, in quanto appare assurda la richiesta dell'esibizione del titolo di soggiorno per quei milioni di trasferimenti di trascurabile entità che avvengono presso le agenzie private. Tenendo conto, inoltre, delle difficoltà burocratiche cui i cittadini extracomunitari vanno incontro all'atto del rinnovo del permesso di soggiorno, vi è il rischio che essi ne siano sprovvisti al momento dell'operazione di invio del denaro e siano così inutilmente vessati pur essendo degli immigrati regolari. (Applausi dei senatori Perduca e Poretti).
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori PERDUCA (PD) e INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 37.100 e 37.200. Il Senato respinge gli emendamenti 37.102 e 37.105.
STIFFONI (LNP). Dichiara il voto favorevole della Lega sull'articolo 37, con il quale si intendono rafforzare gli obblighi già previsti nel decreto n. 231 del 2007 per la prevenzione dell'utilizzo dei sistemi finanziari ai fini del riciclaggio. La necessità di regolamentare anche gli istituti finanziari privati, oltre a quelli pubblici, si è resa evidente all'indomani degli attentati dell'11 settembre 2001. Si è più volte tentato, con diversi Governi, di fissare delle regole in materia, ma solo ora, grazie all'efficace azione del ministro Maroni, si potrà giungere ad una regolamentazione più stringente. (Applausi dal Gruppo LNP).
MARCENARO (PD). Chiede a Governo e relatore di modificare la dicitura "cittadino extracomunitario" contenuta nel comma 1 dell'articolo 37 con le parole: "cittadino appartenente a Paese non membro dell'Unione europea".
PRESIDENTE. La proposta giunge quando l'Assemblea è già nella fase di votazione.
LUMIA (PD). A nome del Gruppo dichiara voto favorevole sull'articolo 37, che rappresenta un avanzamento, seppure parziale e riduttivo, sul piano del contrasto del riciclaggio e per la tracciabilità dei flussi finanziari. La lotta da condurre sul terreno finanziario contro le mafie e le organizzazioni terroristiche richiede misure atte a rendere trasparente l'intero sistema finanziario.
Presidenza del presidente SCHIFANI