MALAN (PdL). Senza mettere in dubbio che il voto contrario alla questione sospensiva sia stato espresso secondo coscienza, anche se in tal caso ci si sarebbe attesi una maggioranza più schiacciante, bisogna essere consapevoli che la Giunta delle elezioni ha basato la propria decisione su elementi meramente formali che, invece, sarebbe opportuno integrare con una attenta valutazione dei fatti. La legge elettorale n. 459 del 2001 prevede, per l'elettorato passivo presso la circoscrizione Estero, che al momento della presentazione della candidatura si debba risultare residenti all'estero ed è un fatto che il senatore Di Girolamo era in possesso nei termini previsti di una certificazione consolare, seppure successivamente revocata. Ci si è appigliati, per invalidare la sua elezione, ad un vizio di forma, legato ad un errore nella segnalazione del numero civico della sua residenza, che risulterebbe da tale imprecisione collocata in altro municipio. Essendo però la procedura per la richiesta della residenza in Belgio difforme da quella italiana, la non conformità della documentazione presa in esame potrebbe derivare da un equivoco burocratico e non da un deliberato intento di dichiarare una residenza inesistente. Per tali ragioni invita l'Assemblea a non indulgere in contrapposizioni di schieramento, ma di attenersi ad una valutazione più equilibrata dei meri fatti, specialmente tenendo conto della gravità degli effetti che una decisione dell'Assemblea su tale vicenda potrà produrre. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Avverte che la Presidenza intende gestire i lavori in modo da definire l'argomento in discussione entro la conclusione della seduta.