COMPAGNA (PdL). Preannuncia la disponibilità a firmare un ordine del giorno che esprima una opinione difforme da quelle che motivano le conclusioni della Giunta. E' infatti riconosciuto dalla stessa relazione della Giunta che per la prima volta nella storia parlamentare d'Italia viene in discussione una questione di ineleggibilità legata al requisito della residenza, che del resto è stato introdotto nella legge elettorale solo nel 2001. Poiché la stessa relazione della Giunta ammette che nella legge n. 459 nel 2001 (la cosiddetta legge Tremaglia) non solo non vi sono indicazioni riguardo all'accertamento del requisito della residenza, ma viene del tutto ignorato il problema del contenzioso, sussistendo quindi dei dubbi sull'elemento che motiva il provvedimento che si chiede di assumere nei confronti del senatore Di Girolamo, è da chiedersi come la Giunta abbia potuto costituirsi in comitato inquirente sull'ineleggibilità del collega ai sensi dell'articolo 10, comma 3, del Regolamento per la verifica dei poteri, senza una preventiva discussione in Aula. L'immunità parlamentare non è un privilegio del singolo parlamentare, ma una prerogativa dell'Assemblea, la quale peraltro è sovrana nei giudizi sulla propria composizione: non è possibile che sulla interpretazione della norma costituzionale in tali materie il plenum ceda la propria sovranità alla Giunta. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).