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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 137 del 29/01/2009


PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.

SANNA (PD). Si riconosce totalmente nelle conclusioni approvate dalla Giunta con la massima trasparenza e regolarità ed offrendo tutte le garanzie di contraddittorio tra le parti.

COMPAGNA (PdL). Preannuncia la disponibilità a firmare un ordine del giorno che esprima una opinione difforme da quelle che motivano le conclusioni della Giunta. E' infatti riconosciuto dalla stessa relazione della Giunta che per la prima volta nella storia parlamentare d'Italia viene in discussione una questione di ineleggibilità legata al requisito della residenza, che del resto è stato introdotto nella legge elettorale solo nel 2001. Poiché la stessa relazione della Giunta ammette che nella legge n. 459 nel 2001 (la cosiddetta legge Tremaglia) non solo non vi sono indicazioni riguardo all'accertamento del requisito della residenza, ma viene del tutto ignorato il problema del contenzioso, sussistendo quindi dei dubbi sull'elemento che motiva il provvedimento che si chiede di assumere nei confronti del senatore Di Girolamo, è da chiedersi come la Giunta abbia potuto costituirsi in comitato inquirente sull'ineleggibilità del collega ai sensi dell'articolo 10, comma 3, del Regolamento per la verifica dei poteri, senza una preventiva discussione in Aula. L'immunità parlamentare non è un privilegio del singolo parlamentare, ma una prerogativa dell'Assemblea, la quale peraltro è sovrana nei giudizi sulla propria composizione: non è possibile che sulla interpretazione della norma costituzionale in tali materie il plenum ceda la propria sovranità alla Giunta. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

ORSI (PdL). Esprime imbarazzo per la decisione dell'Assemblea di bocciare la richiesta di sospendere la discussione sul pronunciamento della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla contestata elezione del senatore Di Girolamo, pur avendo concorso, come membro della Giunta stessa, alla formazione della proposta di annullamento. La sospensione della discussione avrebbe infatti consentito di attendere che il giudice ordinario qualificasse l'elemento nodale della vicenda, cioè la sussistenza o meno del requisito della residenza richiesto per l'eleggibilità. Intervenendo prima di questo pronunciamento della magistratura, l'Assemblea del Senato delibererebbe con effetti irrevocabili l'estromissione definitiva di un senatore dal Parlamento basandosi su presupposti che potrebbero essere successivamente inficiati da un giudice ordinario. Malgrado la delicatezza del caso, ci si è limitati ad una sterile contrapposizione tra colpevolisti ed innocentisti che lo costringerà, se sarà presentato un ordine del giorno in tal senso, a votare a malincuore contro la deliberazione della Giunta che ha contribuito ad approvare. (Applausi dal Gruppo PdL).

MALAN (PdL). Senza mettere in dubbio che il voto contrario alla questione sospensiva sia stato espresso secondo coscienza, anche se in tal caso ci si sarebbe attesi una maggioranza più schiacciante, bisogna essere consapevoli che la Giunta delle elezioni ha basato la propria decisione su elementi meramente formali che, invece, sarebbe opportuno integrare con una attenta valutazione dei fatti. La legge elettorale n. 459 del 2001 prevede, per l'elettorato passivo presso la circoscrizione Estero, che al momento della presentazione della candidatura si debba risultare residenti all'estero ed è un fatto che il senatore Di Girolamo era in possesso nei termini previsti di una certificazione consolare, seppure successivamente revocata. Ci si è appigliati, per invalidare la sua elezione, ad un vizio di forma, legato ad un errore nella segnalazione del numero civico della sua residenza, che risulterebbe da tale imprecisione collocata in altro municipio. Essendo però la procedura per la richiesta della residenza in Belgio difforme da quella italiana, la non conformità della documentazione presa in esame potrebbe derivare da un equivoco burocratico e non da un deliberato intento di dichiarare una residenza inesistente. Per tali ragioni invita l'Assemblea a non indulgere in contrapposizioni di schieramento, ma di attenersi ad una valutazione più equilibrata dei meri fatti, specialmente tenendo conto della gravità degli effetti che una decisione dell'Assemblea su tale vicenda potrà produrre. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. Avverte che la Presidenza intende gestire i lavori in modo da definire l'argomento in discussione entro la conclusione della seduta.

PASTORE (PdL). La decisione dell'Assemblea sulla revoca della elezione del senatore Di Girolamo appare condizionata da forti pressioni esterne. Le conclusioni della Giunta delle elezioni non possono essere recepite acriticamente, soprattutto tenuto conto del fatto che è in gioco l'estromissione definitiva di un parlamentare e che tale decisione sarà poi irrevocabile. La Giunta, avendo basato il proprio pronunciamento su presupposti opinabili e non potendo inequivocabilmente stabilire che un comportamento illecito si fosse verificato, avrebbe dovuto limitarsi a prendere atto che effettivamente esistevano i documenti comprovanti la residenza all'estero del senatore Di Girolamo alla data della presentazione della candidatura e lasciare che fosse la magistratura ordinaria a pronunciarsi sulla loro validità. Non si può nemmeno dimenticare che in relazione alla medesima vicenda. Nell'occasione a molti sembrò che la richiesta dell'autorità giudiziaria nascondesse obiettivi diversi da quelli dichiarati. L'approvazione delle conclusioni della Giunta consentirebbe oggi di realizzare quegli obiettivi. Preannuncia il proprio voto contrario alla decisione della Giunta delle elezioni.

 

PRESIDENTE. Avverte che è stato presentato l'ordine del giorno G1. (v. Allegato A)

 

Presidenza della vice presidente BONINO

CASSON (PD). Con la presentazione dell'ordine del giorno G1 si intende rinviare la proposta all'esame della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari in attesa che si concluda il procedimento penale pendente a carico del senatore Di Girolamo, riproponendo sostanzialmente la pregiudiziale penale già affrontata dalla medesima Giunta. È evidente tuttavia che gli sviluppi del giudizio penale, riguardando altre vicende, non possono avere alcuna influenza sulle conclusioni cui la Giunta è pervenuta al termine di una lunga istruttoria, cioè che il senatore Di Girolamo non era residente in Belgio al momento della presentazione della candidatura e che pertanto, mancando uno dei requisiti richiesti dalla legge, la sua elezione deve essere annullata. Appaiono peraltro infondati i timori circa il possibile arresto del senatore Di Girolamo a seguito della sua decadenza dalla carica, in quanto la procura ha concluso le indagini e non sussiste più il pericolo di inquinamento delle prove che era alla base della richiesta di custodia cautelare. È opportuno pertanto che l'Aula recuperi il buon senso e non perda credibilità di fronte ai cittadini, accogliendo la proposta della Giunta e dimostrando che tutti sono uguali di fronte alla legge. (Applausi dal Gruppo PD).

 

Presidenza del presidente SCHIFANI

VETRELLA (PdL). Gli argomenti addotti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari per giustificare la richiesta di annullamento dell'elezione del senatore Di Girolamo non appaiono esenti da dubbi. Finché questi dubbi non verranno sciolti è pertanto opportuno rispettare la scelta degli elettori che hanno dato il proprio voto al senatore Di Girolamo.

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.

DE GREGORIO (PdL). L'ordine del giorno G1 non intende smentire la decisione della Giunta, ma semplicemente rinviare tale decisione alla stessa Giunta affinché si sospenda l'attività di verifica in attesa che sia terminato il procedimento penale a carico del senatore Di Girolamo e si giunga quindi al pieno accertamento dei fatti da parte dell'autorità giudiziaria. Trattandosi di una vicenda estremamente delicata e permanendo il rischio degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Di Girolamo, su cui il Senato si è già espresso in senso contrario, appare opportuno che l'Assemblea assuma un atteggiamento profondamente garantista. Auspica pertanto l'approvazione dell'ordine del giorno G1. (Applausi dal Gruppo PdL).

SANNA (PD). Con la stessa serenità con cui il Senato a suo tempo ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Di Girolamo, non riscontrandone i presupposti, si può oggi affermare che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è pervenuta al completo accertamento dei fatti di propria competenza ed ha concluso, quasi all'unanimità, che il senatore Di Girolamo non possedeva i requisiti per essere candidato nella circoscrizione Estero. Il contenuto dell'ordine del giorno G1 sembra riproporre la questione sospensiva respinta poc'anzi dall'Aula e, sconfessando il lavoro compiuto dalla Giunta, chiede una sospensione dell'attività di verifica, senza tener conto del fatto che il procedimento penale è ininfluente rispetto all'oggetto di pertinenza della Giunta. Oggi l'Aula, con il proprio voto, deve dimostrare di essere all'altezza del potere che le viene attribuito dall'articolo 66 della Costituzione; altrimenti, sarebbe meglio modificare la Costituzione e attribuire ad un altro giudice il compito di valutare i titoli di ammissibilità dei parlamentari. Il Gruppo Partito Democratico voterà pertanto contro l'ordine del giorno G1. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

CUFFARO (UDC-SVP-Aut). Annuncia che non esprimerà un voto dal quale potrebbe dipendere, a seguito della decadenza dalla carica di senatore, l'arresto del senatore Di Girolamo, essendo palesemente infondate le ragioni che hanno portato a formulare nei suoi confronti la richiesta di una misura restrittiva della libertà personale. (Applausi dal Gruppo PdL).

ZANDA (PD). Chiede che l'Aula si esprima con voto segreto sull'ordine del giorno G1, ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento, essendo evidente che si tratta di un voto che riguarda una persona.

 

PRESIDENTE. Non vi sono dubbi sul fatto che l'Aula si esprimerà con voto segreto.

BELISARIO (IdV). Il Gruppo Italia dei Valori ritiene che l'ordine del giorno G1 sia al limite dell'ammissibilità, in quanto non appare possibile che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, che in questo caso ha agito come un organo giurisdizionale, si pronunci nuovamente su un oggetto su cui si è già pronunciata; né si può riproporre in Aula una questione sospensiva che è stata poc'anzi bocciata. Sarebbe stato più corretto presentare un ordine del giorno contrario alle conclusioni della Giunta. L'Italia dei Valori sostiene comunque le suddette conclusioni della Giunta e voterà pertanto contro l'ordine del giorno G1. (Applausi dal Gruppo IdV).

QUAGLIARIELLO (PdL). L'ordine del giorno non intende smentire le conclusioni della Giunta, né tanto meno delegittimare il suo operato, ma richiede l'acquisizione di ulteriori dati e certezze su una questione di grande delicatezza. Non si tratta dunque di obiezioni astratte e formalistiche, ma della ricerca di una soluzione equilibrata, che eviti di smentire la decisione precedentemente assunta dal Senato quando, su proposta della stessa Giunta, ha negato l'autorizzazione ad eseguire misure cautelari nei confronti del senatore Di Girolamo. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni. Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).

 

LEGNINI (PD). Chiede al Presidente di verificare scrupolosamente la presenza delle 20 firme di senatori, che devono essere necessariamente apposte in calce all'ordine del giorno. (Vivaci proteste dai banchi della maggioranza).

 

PRESIDENTE. Verifica la regolarità delle firme apposte. (Alcuni senatori dell'Italia dei Valori espongono cartelli di protesta. Proteste dai banchi della maggioranza. Richiami del Presidente. Vivaci scambi di battute tra i senatori Pedica e Stiffoni).

Avverte che, qualora l'ordine del giorno fosse respinto, si riterrebbero approvate le conclusioni della Giunta nel senso di annullare l'elezione del senatore Nicola Paolo Di Girolamo.

 

Con votazione a scrutinio segreto, adottata ai sensi dell'art.113, comma 3, del Regolamento, il Senato approva l'ordine del giorno G1. (Vivi, prolungati applausi dal Gruppo PdL. Proteste dai banchi dell'opposizione. Richiami del Presidente).