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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 137 del 29/01/2009


 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del presidente SCHIFANI

 

La seduta inizia alle ore 9,45.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.

 

Comunicazioni della Presidenza

 

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

 

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,48 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Discussione del documento:

(Doc. III, n. 2) Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla elezione contestata nella circoscrizione Estero - ripartizione Europa del senatore Nicola Paolo Di Girolamo

 

Approvazione dell'ordine del giorno G1

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla elezione contestata nella circoscrizione Estero del senatore Nicola Paolo Di Girolamo. La Giunta ha deliberato di proporre al Senato l'annullamento dell'elezione.

AUGELLO, relatore. Rinuncia ad integrare la relazione scritta.

LI GOTTI, relatore. Rinuncia ad integrare la relazione scritta.

GASPARRI (PdL). Il complesso e delicato caso di cui l'Aula è chiamata oggi a discutere, concernente l'elezione contestata del senatore Nicola Paolo Di Girolamo, è anche oggetto di un procedimento penale tuttora pendente, in relazione al quale il Senato ha respinto, nel settembre scorso, una richiesta di custodia cautelare nei confronti dello stesso senatore. Sebbene tutto questo non incida in alcun modo sull'indipendenza e sull'autonomia di giudizio del Senato, è evidente che la discussione odierna ed un'eventuale deliberazione in senso favorevole o contrario alle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari assumono una ulteriore particolare rilevanza in relazione a tale procedimento penale e alla relativa richiesta di custodia cautelare. Chiede pertanto una sospensione della discussione del documento in oggetto, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, ai fini di consentire all'Aula una maggiore riflessione e una più serena valutazione della vicenda, demandando alla Conferenza dei Capigruppo la decisione sulle modalità con cui proseguire la discussione del documento della Giunta.

SANNA (PD). Chiede al Presidente di dichiarare inammissibile la richiesta di sospensione avanzata dal senatore Gasparri, che, se venisse accolta, interromperebbe la fase finale di un procedimento giurisdizionale che trova il suo fondamento esplicito nell'articolo 66 della Costituzione. Tale richiesta appare del tutto inaccettabile in relazione alle motivazioni poste, riconducibili sostanzialmente ad una sorta di pregiudiziale penale (in quanto il fine del rinvio è attendere le decisioni del tribunale), che tuttavia la difesa del senatore Di Girolamo ha già avanzato e successivamente ritirato nel corso del procedimento presso la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Si verrebbe perciò a creare una situazione in base alla quale il giudice, cioè il Senato, compie un'azione di competenza della parte in causa.

PRESIDENTE. La questione sospensiva è ammissibile in riferimento a qualsiasi discussione di cui l'Aula sia chiamata ad occuparsi. Se vi fosse una inammissibilità specifica in questo caso, il Regolamento avrebbe dovuto specificarlo. Ritiene pertanto che non vi sia una fonte regolamentare che consenta di formulare la dichiarazione di inammissibilità chiesta dal senatore Sanna.

LEGNINI (PD). Invita il Presidente a rivedere la sua decisione e, se necessario, ad investire del caso la Giunta per il Regolamento. L'articolo 93 del Regolamento, che disciplina la questione sospensiva, è inserito in un contesto di norme che si riferiscono al procedimento legislativo e non è dunque applicabile in questo caso. Inoltre, se venisse ammessa la questione sospensiva posta dal senatore Gasparri, si determinerebbe una sorta di secondo grado di giudizio, in quanto l'Aula sarebbe in un certo senso chiamata a riesaminare la pregiudiziale penale già affrontata in sede di dibattimento presso la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Osserva infine che l'articolo 135-ter del Regolamento prevede che il voto dell'Aula sulle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sia una mera eventualità, nel caso in cui venti senatori presentino un ordine del giorno con proposte difformi rispetto a quelle della Giunta, ed invita coloro che non condividessero nel merito le conclusioni del documento in esame a ricorrere a tale strumento regolamentare. (Applausi del senatore Pegorer).

PRESIDENTE. Ricorda che vi sono due precedenti in cui è stata posta e votata in Aula una questione sospensiva sulla discussione di proposte della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Rileva inoltre che l'articolo 106 del Regolamento prevede esplicitamente che le disposizioni contenute nel Capo XII, quindi anche l'articolo 93, si osservino per la discussione di ogni affare sottoposto all'Assemblea. Pertanto la prassi d'Aula e il contesto regolamentare sembrano univoci nel consentire l'ammissibilità della questione sospensiva.

FINOCCHIARO (PD). Le osservazioni avanzate dai senatori Sanna e Legnini appaiono non sormontabili, in quanto fondate sull'articolo 66 della Costituzione e sull'articolo 135-ter del Regolamento, che delineano un procedimento perfetto nel quale l'eventuale interferenza da parte dell'Aula deve seguire un percorso specifico. Non del tutto pertinente appare pertanto il richiamo all'articolo 106 del Regolamento. Le motivazioni poste del senatore Gasparri sarebbero state ammissibili se fatte valere presso la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari; esse non lo sono più in questa sede, dove l'unico strumento consentito dal Regolamento è la presentazione di un ordine del giorno sottoscritto da venti senatori.

BELISARIO (IdV). Chiede che il Senato si esprima in maniera chiara sulla regolarità dell'elezione del senatore Di Girolamo, senza frapporre espedienti dilatori o cavilli giuridici. (Applausi dal Gruppo IdV).

QUAGLIARIELLO (PdL). Non si sta trattando di cavilli giuridici, ma di una questione regolamentare complessa, che va affrontata con la dovuta serietà. L'articolo 93 del Regolamento, infatti, in materia di questione pregiudiziale e sospensiva, è una norma generale che non si applica al solo procedimento legislativo. Ricorda a tale proposito che la Giunta per le elezioni ritenne ricevibile una pregiudiziale di costituzionalità rinviando all'Assemblea la discussione e la relativa decisione. Del resto, anche in sede di Conferenza dei Capigruppo era stata prospettata la possibilità che fossero presentate in Aula questioni sospensive. (Applausi dal Gruppo PdL).

COMPAGNA (PdL). Qualora la relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari venisse approvata dall'Assemblea, si sovvertirebbe di fatto la decisione precedentemente assunta dal Senato, che ha respinto la domanda di autorizzazione degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Di Girolamo. Ciò contrasta con il principio secondo cui occorre evitare sovrapposizioni tra le decisioni relative alle autorizzazioni a procedere e quelle di verifica dei poteri. (Applausi dal Gruppo PdL).

CECCANTI (PD). La specialità del giudizio in corso è chiaramente testimoniata dalla relazione della Giunta, nella parte in cui si argomenta la manifesta infondatezza della questione di costituzionalità. Secondo la migliore dottrina, inoltre, l'articolo 66 della Costituzione, per cui ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissibilità dei suoi componenti, è stato piegato dalla prassi parlamentare ai fini dell'autotutela della classe politica. La richiesta di sospensiva avanzata è un ulteriore esempio di tale prassi negativa: se si vuole rimanere fedeli allo spirito della Costituzione, essa va senz'altro rigettata. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

LUSI (PD). È stato lo stesso senatore Di Girolamo a rinunciare espressamente, attraverso il suo difensore, alla pregiudiziale penale, nel corso del procedimento di fronte alla Giunta per le elezioni: è dunque paradossale che tale richiesta venga avanzata da una parte politica durante il procedimento in Aula, una volta trascorsi ben tre mesi dalla sofferta, ma unanime, decisione della Giunta. Va considerato inoltre che l'articolo 106 del Regolamento, che disciplina l'applicabilità delle disposizioni sulla discussione contenute nel Capo XII, è una norma generale e di chiusura, che in quanto tale viene derogata dalla norma speciale posta dall'articolo 135 ter del Regolamento, sul procedimento di verifica dei poteri in Aula. Tale articolo prevede solo la possibilità che 20 senatori formulino proposte in difformità dalle conclusioni della Giunta, mediante la presentazione di ordini del giorno motivati, in mancanza dei quali l'Assemblea non procede a votazione, intendendosi senz'altro approvate le conclusioni della Giunta. (Applausi dal Gruppo PD).

LANNUTTI (IdV). Frapponendo dei cavilli giuridici all'accertamento della falsa rappresentazione della residenza in Belgio del senatore Di Girolamo, riconosciuta in una lettera dallo stesso Mirko Tremaglia, padre politico della legge sul voto degli italiani all'estero, si offre al Paese un'immagine deteriore del Parlamento, che si appella ai formalismi per proteggere i privilegi dei propri componenti. (Applausi della senatrice Negri).

PASTORE (PdL). La questione sospensiva è motivata da ragioni di opportunità, al fine consentire ai senatori il necessario approfondimento e la compiuta riflessione su un procedimento assai delicato, che vede il Senato decidere come giudice di ultima istanza sulla regolarità dell'elezione di un proprio componente. (Applausi dal Gruppo PdL. Commenti dai banchi dell'opposizione).

FOLLINI (PD). La Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari ha assunto una decisione unanime in punto di diritto, senza dar luogo a controversie di natura politica e dopo un lungo e attento esame. Presentare una questione sospensiva, a distanza di tre mesi, con un chiaro intento dilatorio, significa rendere più difficile il dialogo parlamentare tra maggioranza e opposizione. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

ZANDA (PD). Presentando la questione sospensiva non ci si limita a mettere in discussione la decisione della Giunta, ma se ne mina il prestigio e l'autorità, per favorire un interesse di parte. In tal modo si costringe l'opposizione a chiedere la revisione degli istituti giuridici che tutelano lo status del parlamentare, di cui viene fatto abuso. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

DE GREGORIO (PdL). Le convinzioni garantiste del Popolo delle libertà sono testimoniate dall'appello firmato da un ampio numero di parlamentari per chiedere una maggiore riflessione sulla vicenda in esame. Ricordando le sofferte vicende giudiziarie di cui egli stesso è stato protagonista, ritiene giusto dare al senatore Di Girolamo il tempo e la possibilità di discolparsi dalle accuse che gli vengono mosse, prima di privarlo, magari ingiustamente ma definitivamente, del seggio senatoriale. (Applausi dal Gruppo PdL. Commenti dal Gruppo PD).

MICHELONI (PD). La legge che istituisce la rappresentanza parlamentare degli italiani all'estero ha segnato un importante progresso democratico: è vergognoso che se ne faccia un utilizzo abusivo, che si consenta a chi non ne possiede i requisiti di sedere sugli scranni del Senato e che si usi in modo improprio il nome degli italiani nel mondo. Sono inoltre sconcertanti le argomentazioni giuridiche a sostegno della possibilità di presentare la questione sospensiva: il Regolamento del Senato prevede infatti solo la possibilità di presentare ordini del giorno motivati, per la cui presentazione occorre però trovare 20 senatori disposti ad esporsi in prima persona. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni. Vivaci proteste dai banchi della maggioranza).

 

PRESIDENTE. Data la rilevanza politica, e non meramente regolamentare, della vicenda, sospende la seduta e convoca immediatamente la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

 

La seduta, sospesa alle ore 10,44 è ripresa alle ore 11,34.

PRESIDENTE. La Presidenza, alla luce della interpretazione regolamentare e di consolidati precedenti, conferma il giudizio di ammissibilità sulla richiesta di sospensiva avanzata dal senatore Gasparri.

BELISARIO (IdV). Il Gruppo Italia dei Valori voterà contro la richiesta di sospensiva e manifesta sconcerto per la forzatura regolamentare che si sta producendo in presenza di verità acclarate all'unanimità dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari su fatti gravi. Il mortificante nascondersi dietro cavilli ostruzionistici per bloccare sine die l'esecuzione di un provvedimento che la Giunta ha chiesto all'unanimità di adottare in nome del rispetto dei principi di legalità non fa che aumentare la distanza tra i cittadini e le istituzioni. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

FINOCCHIARO (PD). Le ragioni per le quali il Partito Democratico ritiene nell'attuale fase procedurale non possa essere posta la questione sospensiva avanzata dal senatore Gasparri sono già state enunciate nei precedenti interventi: l'unico organo deputato dalle norme regolamentari a prendere una decisione ha convenuto all'unanimità che il senatore Nicola Paolo Di Girolamo siede illegittimamente nell'Aula del Senato e lo ha fatto con un atto che ha la forza della decisione sovrana, a meno che un ordine del giorno firmato da venti senatori non ne contesti le conclusioni. Invita l'Assemblea a non confondere i due piani, quello della illegittima permanenza nell'Assemblea e quello del riconoscimento delle prerogative dell'immunità, che ha già portato il Senato a negare l'autorizzazione all'arresto. Sarebbe molto opportuno che il Senato, in un momento nel quale le istituzioni sono oggetto di dileggio, quando non di disprezzo, avvertisse la responsabilità di far loro recuperare autorevolezza e affidabilità. (Vivi applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

PINZGER (UDC-SVP-Aut). E' incongruo rimettere in discussione il parere unanime prodotto dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Un simile atteggiamento sminuirebbe la serietà del lavoro svolto dalla Giunta e costituirebbe un precedente grave per l'attività del Senato. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).

GASPARRI (PdL). Ribadisce la sospensiva, richiesta dopo una riflessione sofferta e responsabile non tanto sul merito della decisione della Giunta (peraltro non assunta all'unanimità), quanto per il timore che con la decisione odierna potessero determinarsi nuovamente le condizioni per l'applicazione della misura cautelare dell'arresto, per la quale nel settembre scorso il Senato aveva negato l'autorizzazione. Pur essendo avvalorata da innumerevoli precedenti su casi analoghi, la richiesta è motivata solo dall'esigenza di consentire ai senatori una pausa di riflessione in vista di una decisione che comunque andrà presa. (Applausi dal Gruppo PdL).

MARITATI (PD). La richiesta del senatore Gasparri presuppone l'indicazione di un termine o l'aggancio ad un avvenimento, al verificarsi del quale la sospensione cessi. Chiede che si espliciti il termine temporale della sospensione.

PRESIDENTE. E' stato chiesto che la discussione delle conclusioni della Giunta sia sospesa fino a quando la Conferenza dei Capigruppo ne deliberi nuovamente la calendarizzazione. (Commenti dai banchi dell'opposizione).

ZANDA (PD). Il comma 6 dell'articolo 93 del Regolamento prevede l'indicazione della sospensione. Il Senato può essere chiamato a votare solo su un termine temporale preciso e non con riferimento alla indefinita decisione futura di un organo che, peraltro, ha compiti totalmente diversi dal valutare il permanere o meno delle condizioni che giustificherebbero la sospensione. Ritiene al proposito che non si possa indicare un rinvio superiore alla settimana. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Prima si voterà la questione sospensiva, poi si formalizzerà la durata della sospensione. (Commenti dai banchi dell'opposizione).

AUGELLO, relatore. Non parteciperà alla votazione della proposta di sospensione, in quanto, avendo approfondito la questione ed avendo già espresso come presidente del comitato inquirente un parere convinto e motivato, riterrebbe incongruo condividere la richiesta di una ulteriore pausa di riflessione. (Applausi dal Gruppo PD).

 

Dopo votazione per alzata di mano e controprova mediante procedimento elettronico, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato respinge la questione sospensiva proposta dal senatore Gasparri. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.

SANNA (PD). Si riconosce totalmente nelle conclusioni approvate dalla Giunta con la massima trasparenza e regolarità ed offrendo tutte le garanzie di contraddittorio tra le parti.

COMPAGNA (PdL). Preannuncia la disponibilità a firmare un ordine del giorno che esprima una opinione difforme da quelle che motivano le conclusioni della Giunta. E' infatti riconosciuto dalla stessa relazione della Giunta che per la prima volta nella storia parlamentare d'Italia viene in discussione una questione di ineleggibilità legata al requisito della residenza, che del resto è stato introdotto nella legge elettorale solo nel 2001. Poiché la stessa relazione della Giunta ammette che nella legge n. 459 nel 2001 (la cosiddetta legge Tremaglia) non solo non vi sono indicazioni riguardo all'accertamento del requisito della residenza, ma viene del tutto ignorato il problema del contenzioso, sussistendo quindi dei dubbi sull'elemento che motiva il provvedimento che si chiede di assumere nei confronti del senatore Di Girolamo, è da chiedersi come la Giunta abbia potuto costituirsi in comitato inquirente sull'ineleggibilità del collega ai sensi dell'articolo 10, comma 3, del Regolamento per la verifica dei poteri, senza una preventiva discussione in Aula. L'immunità parlamentare non è un privilegio del singolo parlamentare, ma una prerogativa dell'Assemblea, la quale peraltro è sovrana nei giudizi sulla propria composizione: non è possibile che sulla interpretazione della norma costituzionale in tali materie il plenum ceda la propria sovranità alla Giunta. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

ORSI (PdL). Esprime imbarazzo per la decisione dell'Assemblea di bocciare la richiesta di sospendere la discussione sul pronunciamento della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla contestata elezione del senatore Di Girolamo, pur avendo concorso, come membro della Giunta stessa, alla formazione della proposta di annullamento. La sospensione della discussione avrebbe infatti consentito di attendere che il giudice ordinario qualificasse l'elemento nodale della vicenda, cioè la sussistenza o meno del requisito della residenza richiesto per l'eleggibilità. Intervenendo prima di questo pronunciamento della magistratura, l'Assemblea del Senato delibererebbe con effetti irrevocabili l'estromissione definitiva di un senatore dal Parlamento basandosi su presupposti che potrebbero essere successivamente inficiati da un giudice ordinario. Malgrado la delicatezza del caso, ci si è limitati ad una sterile contrapposizione tra colpevolisti ed innocentisti che lo costringerà, se sarà presentato un ordine del giorno in tal senso, a votare a malincuore contro la deliberazione della Giunta che ha contribuito ad approvare. (Applausi dal Gruppo PdL).

MALAN (PdL). Senza mettere in dubbio che il voto contrario alla questione sospensiva sia stato espresso secondo coscienza, anche se in tal caso ci si sarebbe attesi una maggioranza più schiacciante, bisogna essere consapevoli che la Giunta delle elezioni ha basato la propria decisione su elementi meramente formali che, invece, sarebbe opportuno integrare con una attenta valutazione dei fatti. La legge elettorale n. 459 del 2001 prevede, per l'elettorato passivo presso la circoscrizione Estero, che al momento della presentazione della candidatura si debba risultare residenti all'estero ed è un fatto che il senatore Di Girolamo era in possesso nei termini previsti di una certificazione consolare, seppure successivamente revocata. Ci si è appigliati, per invalidare la sua elezione, ad un vizio di forma, legato ad un errore nella segnalazione del numero civico della sua residenza, che risulterebbe da tale imprecisione collocata in altro municipio. Essendo però la procedura per la richiesta della residenza in Belgio difforme da quella italiana, la non conformità della documentazione presa in esame potrebbe derivare da un equivoco burocratico e non da un deliberato intento di dichiarare una residenza inesistente. Per tali ragioni invita l'Assemblea a non indulgere in contrapposizioni di schieramento, ma di attenersi ad una valutazione più equilibrata dei meri fatti, specialmente tenendo conto della gravità degli effetti che una decisione dell'Assemblea su tale vicenda potrà produrre. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. Avverte che la Presidenza intende gestire i lavori in modo da definire l'argomento in discussione entro la conclusione della seduta.

PASTORE (PdL). La decisione dell'Assemblea sulla revoca della elezione del senatore Di Girolamo appare condizionata da forti pressioni esterne. Le conclusioni della Giunta delle elezioni non possono essere recepite acriticamente, soprattutto tenuto conto del fatto che è in gioco l'estromissione definitiva di un parlamentare e che tale decisione sarà poi irrevocabile. La Giunta, avendo basato il proprio pronunciamento su presupposti opinabili e non potendo inequivocabilmente stabilire che un comportamento illecito si fosse verificato, avrebbe dovuto limitarsi a prendere atto che effettivamente esistevano i documenti comprovanti la residenza all'estero del senatore Di Girolamo alla data della presentazione della candidatura e lasciare che fosse la magistratura ordinaria a pronunciarsi sulla loro validità. Non si può nemmeno dimenticare che in relazione alla medesima vicenda. Nell'occasione a molti sembrò che la richiesta dell'autorità giudiziaria nascondesse obiettivi diversi da quelli dichiarati. L'approvazione delle conclusioni della Giunta consentirebbe oggi di realizzare quegli obiettivi. Preannuncia il proprio voto contrario alla decisione della Giunta delle elezioni.

 

PRESIDENTE. Avverte che è stato presentato l'ordine del giorno G1. (v. Allegato A)

 

Presidenza della vice presidente BONINO

CASSON (PD). Con la presentazione dell'ordine del giorno G1 si intende rinviare la proposta all'esame della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari in attesa che si concluda il procedimento penale pendente a carico del senatore Di Girolamo, riproponendo sostanzialmente la pregiudiziale penale già affrontata dalla medesima Giunta. È evidente tuttavia che gli sviluppi del giudizio penale, riguardando altre vicende, non possono avere alcuna influenza sulle conclusioni cui la Giunta è pervenuta al termine di una lunga istruttoria, cioè che il senatore Di Girolamo non era residente in Belgio al momento della presentazione della candidatura e che pertanto, mancando uno dei requisiti richiesti dalla legge, la sua elezione deve essere annullata. Appaiono peraltro infondati i timori circa il possibile arresto del senatore Di Girolamo a seguito della sua decadenza dalla carica, in quanto la procura ha concluso le indagini e non sussiste più il pericolo di inquinamento delle prove che era alla base della richiesta di custodia cautelare. È opportuno pertanto che l'Aula recuperi il buon senso e non perda credibilità di fronte ai cittadini, accogliendo la proposta della Giunta e dimostrando che tutti sono uguali di fronte alla legge. (Applausi dal Gruppo PD).

 

Presidenza del presidente SCHIFANI

VETRELLA (PdL). Gli argomenti addotti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari per giustificare la richiesta di annullamento dell'elezione del senatore Di Girolamo non appaiono esenti da dubbi. Finché questi dubbi non verranno sciolti è pertanto opportuno rispettare la scelta degli elettori che hanno dato il proprio voto al senatore Di Girolamo.

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.

DE GREGORIO (PdL). L'ordine del giorno G1 non intende smentire la decisione della Giunta, ma semplicemente rinviare tale decisione alla stessa Giunta affinché si sospenda l'attività di verifica in attesa che sia terminato il procedimento penale a carico del senatore Di Girolamo e si giunga quindi al pieno accertamento dei fatti da parte dell'autorità giudiziaria. Trattandosi di una vicenda estremamente delicata e permanendo il rischio degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Di Girolamo, su cui il Senato si è già espresso in senso contrario, appare opportuno che l'Assemblea assuma un atteggiamento profondamente garantista. Auspica pertanto l'approvazione dell'ordine del giorno G1. (Applausi dal Gruppo PdL).

SANNA (PD). Con la stessa serenità con cui il Senato a suo tempo ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Di Girolamo, non riscontrandone i presupposti, si può oggi affermare che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è pervenuta al completo accertamento dei fatti di propria competenza ed ha concluso, quasi all'unanimità, che il senatore Di Girolamo non possedeva i requisiti per essere candidato nella circoscrizione Estero. Il contenuto dell'ordine del giorno G1 sembra riproporre la questione sospensiva respinta poc'anzi dall'Aula e, sconfessando il lavoro compiuto dalla Giunta, chiede una sospensione dell'attività di verifica, senza tener conto del fatto che il procedimento penale è ininfluente rispetto all'oggetto di pertinenza della Giunta. Oggi l'Aula, con il proprio voto, deve dimostrare di essere all'altezza del potere che le viene attribuito dall'articolo 66 della Costituzione; altrimenti, sarebbe meglio modificare la Costituzione e attribuire ad un altro giudice il compito di valutare i titoli di ammissibilità dei parlamentari. Il Gruppo Partito Democratico voterà pertanto contro l'ordine del giorno G1. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

CUFFARO (UDC-SVP-Aut). Annuncia che non esprimerà un voto dal quale potrebbe dipendere, a seguito della decadenza dalla carica di senatore, l'arresto del senatore Di Girolamo, essendo palesemente infondate le ragioni che hanno portato a formulare nei suoi confronti la richiesta di una misura restrittiva della libertà personale. (Applausi dal Gruppo PdL).

ZANDA (PD). Chiede che l'Aula si esprima con voto segreto sull'ordine del giorno G1, ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento, essendo evidente che si tratta di un voto che riguarda una persona.

 

PRESIDENTE. Non vi sono dubbi sul fatto che l'Aula si esprimerà con voto segreto.

BELISARIO (IdV). Il Gruppo Italia dei Valori ritiene che l'ordine del giorno G1 sia al limite dell'ammissibilità, in quanto non appare possibile che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, che in questo caso ha agito come un organo giurisdizionale, si pronunci nuovamente su un oggetto su cui si è già pronunciata; né si può riproporre in Aula una questione sospensiva che è stata poc'anzi bocciata. Sarebbe stato più corretto presentare un ordine del giorno contrario alle conclusioni della Giunta. L'Italia dei Valori sostiene comunque le suddette conclusioni della Giunta e voterà pertanto contro l'ordine del giorno G1. (Applausi dal Gruppo IdV).

QUAGLIARIELLO (PdL). L'ordine del giorno non intende smentire le conclusioni della Giunta, né tanto meno delegittimare il suo operato, ma richiede l'acquisizione di ulteriori dati e certezze su una questione di grande delicatezza. Non si tratta dunque di obiezioni astratte e formalistiche, ma della ricerca di una soluzione equilibrata, che eviti di smentire la decisione precedentemente assunta dal Senato quando, su proposta della stessa Giunta, ha negato l'autorizzazione ad eseguire misure cautelari nei confronti del senatore Di Girolamo. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni. Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).

 

LEGNINI (PD). Chiede al Presidente di verificare scrupolosamente la presenza delle 20 firme di senatori, che devono essere necessariamente apposte in calce all'ordine del giorno. (Vivaci proteste dai banchi della maggioranza).

 

PRESIDENTE. Verifica la regolarità delle firme apposte. (Alcuni senatori dell'Italia dei Valori espongono cartelli di protesta. Proteste dai banchi della maggioranza. Richiami del Presidente. Vivaci scambi di battute tra i senatori Pedica e Stiffoni).

Avverte che, qualora l'ordine del giorno fosse respinto, si riterrebbero approvate le conclusioni della Giunta nel senso di annullare l'elezione del senatore Nicola Paolo Di Girolamo.

 

Con votazione a scrutinio segreto, adottata ai sensi dell'art.113, comma 3, del Regolamento, il Senato approva l'ordine del giorno G1. (Vivi, prolungati applausi dal Gruppo PdL. Proteste dai banchi dell'opposizione. Richiami del Presidente).

Discussione del documento:

(Doc. IV-ter, n. 5) Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti del senatore Costantino Garraffa

 

Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari

PRESIDENTE. Ricorda che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato all'unanimità di proporre all'Assemblea di ritenere che il fatto oggetto del procedimento a carico del senatore Garraffa concerne opinioni espresse nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare e di dichiarare, pertanto, l'insindacabilità delle stesse ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

 

IZZO, relatore. Si rimette alla relazione scritta.

 

Il Senato approva la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.

GARRAFFA (PD). Ricorda che le denunce contenute negli atti di sindacato ispettivo relativi all'Ente autonomo fiera del Mediterraneo hanno avuto puntuale riscontro nei fatti ed esprime solidarietà ai lavoratori coinvolti. (Applausi dal Gruppo PD).

 

Presidenza della vice presidente BONINO

Costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere in un conflitto di attribuzione sollevato dal Tribunale di Ancona - II sezione civile

 

Approvazione delle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari

PRESIDENTE. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha concluso che il Senato debba costituirsi in giudizio dinanzi alla Corte costituzionale, per resistere nel conflitto di attribuzione sollevato dal tribunale di Ancona, in relazione alla deliberazione con cui l'Assemblea, nella seduta del 26 novembre 2003, ha dichiarato che i fatti oggetto di un procedimento civile pendente nei confronti del signor Augusto Cortelloni, senatore all'epoca dei fatti, concernevano opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle proprie funzioni.

 

Il Senato approva le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. La Presidenza si intende pertanto autorizzata a dare mandato per la difesa del Senato all'Avvocatura dello Stato.

Sulla nomina dei componenti della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi

PERDUCA (PD). Sottolineando che il mancato funzionamento della Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi costituisce una patente violazione della legalità costituzionale, ricorda che il Presidente del Senato si era impegnato a nominare i due componenti non designati da un Gruppo parlamentare. (Applausi della senatrice Poretti).

 

PRESIDENTE. Riproporrà la questione al Presidente e, se necessario, in Conferenza dei Capigruppo.

Sull'esito di una votazione

LIVI BACCI (PD). Nella seduta pomeridiana di ieri, per un mero errore materiale non ha espresso il voto favorevole sulla proposta di risoluzione n. 4 (testo corretto).

Sul Resoconto stenografico della seduta pomeridiana del 28 gennaio

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Nel resoconto stenografico della seduta pomeridiana di ieri non sono state riportate alcune sue interruzioni, in cui denunciava l'ambigua posizione del Partito Democratico in merito all'ipotesi di sopprimere numerosi tribunali minori. Chiede dunque che il resoconto venga integrato, inserendo tali commenti.

PRESIDENTE. I commenti non sono stati riportati nel resoconto stenografico in quanto pronunciati fuori microfono.

CHIURAZZI (PD). Precisa che non c'è nessuna ambiguità nella proposta di razionalizzare i tribunali minori portata avanti dal Partito Democratico: è casomai la posizione di alcuni esponenti della maggioranza ad essere ambigua e preoccupante. (Commenti del senatore Benedetti Valentini).

PRESIDENTE. La Presidenza non è in grado di contraddire quanto riportato dal resoconto stenografico. Ad ogni modo la precisazione del senatore Benedetti Valentini ed il contenuto del suo rilievo politico saranno riportati nel resoconto stenografico della seduta odierna.

Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

 

La seduta termina alle ore 13,50.