PISTORIO (Misto-MPA). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA). Signor Presidente, signor Ministro, nell'anticiparle il voto favorevole alla proposta di risoluzione n. 1, che porta come prima firma quella del presidente Gasparri, intendo serenamente esprimerle il mio apprezzamento non soltanto per lo stile e la serietà dell'approccio da lei tenuto in questa relazione, ma anche per il merito, il contenuto di questo atto che, come ha ben detto, è andato al di là della ordinaria amministrazione di quello che forse questo atto le imponeva.
Ho ritrovato nel suo intervento molti dei contenuti e della sensibilità istituzionale che avevo riscontrato qualche giorno fa, quando lei aveva inteso incontrarci per cominciare ad anticipare i temi di un intervento di riorganizzazione del sistema giustizia che costituisce una priorità dell'azione di Governo alla quale lei è chiamato con una responsabilità elevatissima.
Ricordo che già nella scorsa legislatura, una legislatura complicata, in cui quest'Aula del Parlamento conosceva un equilibrio precario e una fibrillazione permanente che rendeva ogni votazione una sorta di corrida, con schieramenti opposti per responsabilità di Governo e di opposizione, sulla giustizia, sul tema così delicato in cui il nostro Paese conosce una tensione ormai quasi ventennale (perché attorno alla giustizia si è definito molto del dibattito politico e della nuova organizzazione del sistema politico), si rintracciò uno spazio di dialogo e l'opposizione, nella quale allora militavo, contribuì alla revisione dei cosiddetti decreti Castelli e ad una riscrittura che certo ne modificava i contenuti, ma senza stravolgerne in modo assoluto l'impostazione, perché questo Paese non può, ad ogni cambio di maggioranza, mettere in discussione i propri assetti e perché si cominciava a percepire che sulla giustizia un cammino stava iniziando.
Oggi le condizioni politiche e la forza della maggioranza consentono al Governo di dispiegare per intero la sua capacità riformatrice attorno a questo tema essenziale per la nostra convivenza civile.
Io credo che l'equilibrio che lei ha manifestato, signor Ministro, assolutamente straordinario vista la giovane età che apprezzo come risorsa aggiuntiva ma che poteva costituire un limite per un ruolo così delicato, cercando il dialogo con le forze politiche in Parlamento, le dia la possibilità di costruire un sistema equilibrato.
Per quanto ci riguarda, siamo estremamente d'accordo su una giustizia che metta in pieno equilibrio accusa e difesa e che garantisca la terzietà del giudice; mi piace la sua espressione "sacro recinto", quando definisce l'indipendenza e l'autonomia della magistratura. Quindi, le chiedo di essere all'altezza di questa premessa, senza cedere alle tentazioni oltranziste che ogni tanto nel nostro schieramento tentano di farsi largo e che poi impediscono soluzioni equilibrate.
Come le ho già detto, vogliamo un processo penale che ponga mano al sistema delle garanzie a favore del cittadino, ma che garantisca la effettività della sanzione, la certezza della pena, che non può essere elusa con meccanismi ed espedienti dilatori, seppure garantiti dalle norme processuali.
Nella sua impostazione ho apprezzato anche l'orgogliosa rivendicazione delle sue radici territoriali, che sono anche le mie, ed il mettere in sintonia l'azione decisa, ancor più decisa di contrasto alla criminalità organizzata, di cui ha menato giustamente vanto anche nella replica, con i fermenti di novità, di responsabilità, di coraggio civile che stanno segnando la nostra Regione e che spero si allarghino in modo compiuto a tutte le aree del Paese infiltrate in modo insopportabile dalla criminalità organizzata, che non lascia indenni anche le altre parti del Paese.
Sono premesse che ci vedono sereni nell'affidare la guida di questo processo alla sua responsabilità, signor Ministro, tenendo ben conto anche dell'esperienza culturale dalla quale lei proviene, che, secondo me, costituisce una giusta cautela rispetto a visioni troppo faziose su un tema così delicato.
È importantissimo - e lei lo ha già fatto - dare la giusta attenzione alla riforma del processo civile, perché non c'è alcun dubbio che le incertezze e le lungaggini che contraddistinguono questa parte dell'amministrazione della giustizia hanno effetti negativi sull'attività economica nel suo complesso, in modo particolare nelle aree più marginali del Paese.
Credo che ci siano in Parlamento (ed ho apprezzato anch'io l'attenzione e la sensibilità con la quale quest'Aula ha partecipato al dibattito) tutte le risorse per costruire una riforma per gran parte condivisa, anche nelle scelte più difficili.
Credo non si debba considerare un tabù il tema della separazione delle carriere, che considero tema aperto; anche le ragioni di chi sostiene che una separazione delle funzioni ampia e serrata possa essere sufficiente per mantenere il pubblico ministero nell'ambito della cultura della giurisdizione costituiscono un tema aperto che consiglierei al Governo di affrontare con libertà di giudizio. Infatti, attorno a questo tema, insieme a quello del nuovo rapporto tra procura della Repubblica e polizia giudiziaria, si può costruire un sistema efficace, che metta chiaramente in campo la garanzia del cittadino rispetto all'invasività insopportabile di un'azione investigatrice indiscriminata, ma che non privi le ragioni dell'accusa degli strumenti per garantire il perseguimento dei reati.
Concludo con queste riflessioni brevi ma assolutamente oneste, che contano pure sulla sua disponibilità al dialogo, signor Ministro, anche in termini di attenzione alle considerazioni di una parte politica come la nostra, di limitata consistenza in Parlamento, ma che, muovendosi in una realtà delicatissima come quella del Mezzogiorno, ha una sensibilità straordinaria ai temi della legalità.
Signor Ministro, se lei rilegge il punto 5) del programma della coalizione con il quale si è conquistato il Governo di questo Paese, nelle politiche relative allo sviluppo del Mezzogiorno vedrà che vi è inserito anche l'aspetto essenziale del contrasto definitivo alla criminalità organizzata, che noi vogliamo sradicata dai nostri territori, perché costituisce il più grave handicap allo sviluppo del nostro sistema economico e sociale.
Per queste ragioni, signor Ministro, il mio è un voto convinto di sostegno alla sua azione ed a quella del Governo in quest'opera di riforma della giustizia, mantenendo salde queste premesse. Voterò pertanto in senso favorevole alla proposta di risoluzione che porta la firma del senatore Gasparri.
Prendo atto con piacere che su questo tema la maggioranza vede un consenso allargato alle questioni della riforma, con il contributo importante del Gruppo dell'UDC e degli autonomisti. C'è quindi una sensibilità con gli amici autonomisti, sudtirolesi e valdostani, ed è importante che lei abbia saputo cogliere questo aspetto rilevante, facendo prevalere i punti di contatto rispetto a quelli che avrebbero potuto determinare un dissenso. È un altro atto di intelligenza politica che mi rassicura circa una chiusura non preconcetta sulle proprie posizioni.
Esprimerò quindi un voto davvero convinto anche sulla risoluzione presentata dal senatore D'Alia. (Applausi dai Gruppi Misto-MPA e UDC-SVP-Aut).