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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 136 del 28/01/2009


SALTAMARTINI (PdL). Signora Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, credo che la relazione del Ministro della giustizia abbia dimostrato in modo inequivocabile i passi che l'attuale maggioranza ha compiuto a livello legislativo per assicurare maggiore giustizia e sicurezza nel nostro Paese.

Intervengo, signor Ministro, per sottolineare l'importantissimo risultato che in questi giorni la Polizia giudiziaria di Roma ha acquisito giungendo all'identificazione degli autori materiali - almeno così sembra dai primi accertamenti svolti - dei gravissimi fatti che si sono verificati nell'area della capitale e, in particolare, nella cittadina di Guidonia.

Signor Ministro, credo che le importanti attività di indagine svolte dalla polizia giudiziaria debbano ora trovare uno sviluppo successivo con i giudizi direttissimi e abbreviati, norme che abbiamo approvato qui, all'inizio di questa legislatura, con il decreto-legge n. 92 del 2008.

Credo che non sia neppure del tutto inconferente svolgere una riflessione, de iure condendo, se sia giusto che gli autori di questi gravissimi reati, fermati o arrestati addirittura in flagranza di reato, possano godere di uno sconto di pena di un terzo con il giudizio abbreviato. Così come credo, de iure condendo, che si debba rivalutare la posizione sostanziale e strumentale delle parti lese e, in particolare, l'azione per il risarcimento del danno non patrimoniale derivante dal reato.

Anche sul tema del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche si dovrà fare un ulteriore approfondimento, perché la discrezionalità dell'autorità giudiziaria non possa giungere a casi come quelli che sono stati segnalati in questi giorni, per cui gli autori di gravissimi reati non solo non sono stati puniti e perseguiti secondo un rigore necessario in relazione ai fatti compiuti, ma soprattutto non si sono applicate quelle norme che il Parlamento ha approvato, appunto, nei recentissimi provvedimenti.

Vede, signor Ministro, lei ha sottolineato come nel nostro Paese si sia avviata una prassi di interpretazione costituzionale per cui le funzioni del Ministro della giustizia sono solo quelle di occuparsi degli uffici o delle fotocopiatrici, perché evidentemente il ruolo del Consiglio superiore della magistratura si è esteso anche a funzioni - che dovrebbero riguardare l'attività di un Ministro della giustizia - di indirizzo sul sistema giudiziario. Cosa diversa è l'autonomia della magistratura e la sua soggezione unicamente alla legge.

Signor Ministro, nel sistema a più antica vocazione giurisprudenziale che è il common law, sulla base del quale la magistratura inglese ha costruito, nell'arco di circa 900 anni, un vero e proprio ordinamento giuridico, oltre un secolo fa, con i Judicature Acts, è stato costruito il sistema della House of Lords, che svolge funzioni parallele alla nostra Corte di cassazione; ebbene, in Inghilterra nessuno potrebbe concepire che l'ordinamento e la giurisdizione si sottraggano al vincolo di ubbidire ed eseguire esattamente i precetti normativi che il Parlamento di quel Paese approva.

Anche intervenendo sulle riforme che riguardano la nostra Costituzione, ritengo che si debbano adeguare i princìpi costituzionali al processo accusatorio e, quindi, ad elementi di certezza e di efficienza del sistema giudiziario del nostro Paese. Quando, nel 1948, fu costruito l'attuale sistema, lo sfondo su cui si mossero i Padri costituenti era il processo inquisitorio di quell'epoca. Credo che dovremmo modificare le norme processuali previste in Costituzione, perché un processo celere e soprattutto una giustizia efficiente che non comprime i diritti inviolabili di difesa dei cittadini è un'esigenza essenziale per la dignità, la civiltà e la certezza dei rapporti giuridici del nostro Paese.

Quindi, signor Ministro, la prego di continuare con la sua opera e andare avanti fino in fondo, perché la maggioranza e questo Parlamento la sosterranno nel suo percorso, perché ci viene richiesto non solo dagli elettori del nostro Paese, ma soprattutto dai fondamentali elementi e della storia di civiltà che l'Italia rappresenta nel contesto internazionale. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mugnai. Ne ha facoltà.