CASSON (PD). Signor Presidente del Senato, signori senatori, signori del Governo, abbiamo letto attentamente la relazione del Ministro della giustizia e lo abbiamo ascoltato ora con altrettanta attenzione. Abbiamo atteso fino alla fine di sentire qualche proposta concreta e precisa: ma invano.
Quando, nella prima parte della relazione, vengono analizzate le cause di inefficienze e disfunzioni (gravi e intollerabili) del sistema giustizia, troviamo soltanto delle frasi accettabili anche per noi, perfino condivisibili nella loro semplicità e forse nella loro banalità. Così come ampiamente noti sono i dati negativi riferiti sia al settore civile che a quello penale, citati nella seconda parte della sua relazione.
Quello che però ci sconcerta e ci lascia profondamente delusi è il vuoto che emerge dalla parte della relazione dedicata alle prospettive future, ai rimedi, ai necessari interventi.
Signor Ministro, quando, ormai circa nove mesi fa, si è presentato in quest'Aula il Presidente del Consiglio dei ministri per illustrare il suo programma di Governo, abbiamo avuto modo di sottolineare l'assenza - rimarco "l'assenza" - di qualsiasi proposta, di qualsiasi progettualità relativamente al pianeta giustizia. E ci eravamo preoccupati. Ma quando, il mese successivo, lei è venuto in Commissione giustizia, a norma di Regolamento, ad illustrare il suo programma sulla giustizia, da parte nostra c'è stata, per così dire, l'apertura di una linea di credito, sottolineata da tutti i senatori del Partito Democratico intervenuti nel dibattito. E c'è stata l'attesa di un suo passo in avanti, di una sua proposta complessiva per fare uscire la giustizia da questo stato di catalessi.
La stessa speranza abbiamo nutrito quando, come Partito Democratico, ci siamo incontrati con lei e con i suoi collaboratori, poco prima di Natale 2008 e in quella occasione le abbiamo consegnato la nostra piattaforma sulla giustizia, disegni di legge specifici, già presentati per la gran parte in questo Senato, su tutti i temi e i settori nevralgici del sistema giustizia, tra cui: processo civile; processo penale; codice penale; intercettazioni telefoniche; effettività della pena; accelerazione dei tempi processuali; criminalità organizzata di stampo mafioso; ordinamento forense; giudici di pace; giudici onorari; e, soprattutto, un disegno di legge per una sorta di rivoluzione nel mondo giudiziario: quello sull'ufficio del processo, sui manager negli uffici giudiziari, sull'informatizzazione, sulla modifica del sistema delle notifiche, sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.
Presidenza della vice presidente MAURO (ore 17,48)
(Segue Casson). Ma, evidentemente la nostra fiducia sembra essere stata mal riposta: non solo perché alle nostre proposte non è stata data alcuna risposta, neanche un cenno, nemmeno oggi; ma soprattutto perché, nella sua relazione odierna, non c'è alcuna prospettiva, non c'è alcun segnale concreto di cambiamento: pare che vogliate continuare così come avete fatto dal 2001 al 2006 e come, fatta salva la breve parentesi prodiana, avete continuato a fare in questi circa nove mesi di vostro Governo, all'esito dei quali state partorendo il classico topolino (e forse neanche quello).
È per questo che noi abbiamo predisposto, per il momento e per questa sede, una risoluzione, proprio perché ci rendiamo conto dell'insoddisfazione profonda verso quanto ci avete detto e prospettato oggi. Non ci siamo limitati, e non vogliamo limitarci, a semplici critiche; crediamo in una pars construens, che in effetti riproponiamo, come Partito Democratico, a lei, al Governo e a tutto il Parlamento.
Signor Ministro, sono perfino condivisibili alcune delle sue critiche al sistema giudiziario, alla sua inefficienza, le sue critiche al correntismo in magistratura e ai suoi effetti deleteri. È condivisibile anche il suo richiamo all'articolo 110 della Carta costituzionale, così come ai princìpi della cooperazione internazionale. Ma è un discorso monco, il suo, gravemente monco. Ci siamo un po' sorpresi, infatti, nel non sentire alcun riferimento ad altri principi costituzionali fondamentali; al ruolo avuto dall'opposizione nella redazione e nell'approvazione di norme sulla criminalità organizzata di stampo mafioso, particolarmente in questo Senato; agli effetti dell'introduzione nel nostro ordinamento del cosiddetto lodo Alfano-Berlusconi, di cui forse qualcuno si vergogna o preferisce dimenticarsi; e vi siete dimenticati anche della recente vicenda del terrorista condannato e non estradato Cesare Battisti.
A quest'ultimo proposito, mi si consenta una specifica considerazione, perché è proprio il caso di dire che chi semina vento raccoglie tempesta. Per anni e anni, avete delegittimato in ogni modo, in ogni occasione, in ogni ambito, il nostro sistema giudiziario e la magistratura. E ora, con il rifiuto dell'estradizione di Cesare Battisti da parte del Brasile, vi sorprendete se qualcuno, all'estero, ha creduto alle vostre insensate accuse, alla delegittimazione e ai dubbi che avete seminato sul nostro Stato di diritto, sulla nostra Costituzione, sulle nostre istituzioni. E questo, con i casi di Marina Petrella e di Cesare Battisti, è il secondo schiaffo, in questa materia e in tempi ristretti, che è stato dato al nostro Paese: a lei, signor Ministro, al nostro Governo, ma anche, di conseguenza, a tutti noi. (Commenti dei senatori Fazzone e Mazzaracchio). È questa una grave responsabilità politica che ricade su di voi.
Noi siamo convinti che bisogna uscire da questa sorta di autodistruzione, di costante e grave peggioramento dello stato della nostra giustizia. Ma per fare ciò occorre venir fuori dalla polemica fine a se stessa e affrontare nel concreto problemi e cause. Noi, come Partito Democratico, ci crediamo e lo stiamo facendo. Noi, con la nostra proposta di risoluzione, vi proponiamo una strada e degli strumenti precisi e adeguati. E invitiamo il Governo, lei, signor Ministro, a dare seguito a quanto lei stesso ha scritto in una pagina della sua relazione, una pagina che peraltro oggi è saltata, non è stata nemmeno considerata in quest'Aula del Senato. Si tratta forse di una dimenticanza freudiana perché, in questa pagina lei parlava di un «disegno strategico», di necessarie riforme di sistema e ordinamentali, di fondamentali interventi, di un «approccio globale al tema giustizia» e indicava alcuni degli interventi che sarebbero necessari. Se ne è però dimenticato, per questo lapsus forse freudiano.
Allora, quali sono questi vostri interventi? Quali sono le vostre riforme di sistema e ordinamentali? Lei stesso scrive e dice: «Il problema è cosa fare e come farlo»; invece, ci troviamo di fronte al nulla, perché nulla ci dite. Quel vostro accenno al «disegno strategico», al vostro «approccio globale al tema giustizia» ci fa rimanere in istituzionale apprensione: che vuol dire? E in che cosa si concretizza? Poiché ricordiamo tutti i vostri disegni strategici del passato e del recente passato, volti a delegittimare il sistema giudiziario e a prolungarne l'agonia senza proporre alcun rimedio, ma privilegiando interventi sporadici a tutela dell'uno o dell'altro, mi consenta, signor Ministro, non possiamo assolutamente concordare con la prospettiva delineata dal suo Governo in tema di giustizia.
All'inizio di questa legislatura lei ci ha consegnato in Commissione giustizia un preoccupato, anzi preoccupatissimo rapporto sullo stato della macchina giudiziaria in Italia, rapporto redatto da alti dirigenti del suo Ministero. Partiamo allora da lì. Si investa in personale, in strutture, in innovazione. Ma per davvero! Non tagliando le risorse destinate al sistema giustizia e al comparto sicurezza. Si prendano in mano le riforme pensate e programmate, e che sintetizziamo nella nostra proposta di risoluzione.
Il Partito Democratico non si chiude a riccio, non sbatte la porta in faccia a nessuno, ha formulato proposte precise e concrete. Su tutto ciò ci vogliamo confrontare, su tutto ciò vogliamo dialogare. E per fare ciò ci rivolgiamo al Parlamento, che è sovrano.
Non ci resta in questa sede allora che presentare il testo della nostra proposta di risoluzione e ribadire che le comunicazioni odierne del Ministro della giustizia non forniscono soluzioni idonee a risolvere i gravi problemi della giustizia italiana e non indicano nemmeno una strada percorribile per far uscire la macchina della giustizia dal tunnel dell'inefficienza e soprattutto della negazione di diritti fondamentali di ogni cittadino. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fleres. Ne ha facoltà.