ALFANO, ministro della giustizia. In premessa, ringraziato il Presidente della Repubblica per la costante attenzione rivolta, con equilibrio e saggezza, alle tematiche della giustizia, comunica che il Governo ha intenzione di presentare un emendamento al disegno di legge in materia di sicurezza che preveda il gratuito patrocinio dello Stato per le vittime di violenze sessuali. La giustizia italiana civile e penale presenta un desolante quadro di inefficienze e ritardi, di cui la lentezza dei procedimenti costituisce il problema principale; si tratta di una vera e propria emergenza nazionale, che influisce negativamente sullo stesso sviluppo economico del Paese. È intenzione del Governo procedere pertanto alle necessarie riforme ordinamentali e processuali per restituire dignità e credibilità al settore, con un approccio globale alle problematiche della giustizia. L'Esecutivo si concentrerà in particolare su alcuni obiettivi: garantire un'effettiva parità tra accusa e difesa e rendere concretamente operanti i principi del giusto processo, tenendo in considerazione sia le esigenze investigative che il rispetto della dignità della persona; assicurare una ragionevole durata dei processi, che consenta di smaltire l'enorme quantità di procedimenti arretrati; prevedere un adeguato sistema di controlli per verificare la professionalità dei magistrati, per valutare con serenità e pacatezza le loro eventuali responsabilità e per individuare i magistrati chiamati a dirigere gli uffici sulla base delle loro effettive capacità organizzative e gestionali. È necessario inoltre fare in modo che il Ministro della Giustizia possa riappropriarsi della funzione organizzativa che la Costituzione gli attribuisce, attraverso norme che gli consentano di monitorare l'andamento del servizio reso ai cittadini e di adottare gli opportuni correttivi, senza che questo si trasformi mai in un'indebita ingerenza nell'attività giurisdizionale; è evidente infatti che l'autonomia ed indipendenza dei magistrati non può scindersi dall'efficienza del servizio reso. In questa prospettiva è stato sottoscritto un protocollo di intesa con il Ministro per la pubblica amministrazione per la realizzazione di programmi di innovazione digitale; altri progetti riguardano l'estensione a tutti gli uffici giudiziari delle migliori pratiche messe in atto in alcune procure e l'adozione di metodi di più stringente controllo della spesa basati sulla gestione per obiettivi e sull'analisi costi-benefici. La realtà penitenziaria italiana è caratterizzata da un crescente e preoccupante sovraffollamento, che ha da tempo vanificato gli effetti dell'indulto del 2006; il Governo ha pertanto provveduto all'adozione di misure straordinarie finalizzate ad ottenere un aumento della capienza delle infrastrutture penitenziarie e ad individuare maggiori risorse economiche da destinare a questo fine. Inoltre si è operato e s'intende operare per perseguire i compiti rieducativi della pena e rispettare la dignità dei detenuti: segnala a tale proposito l'intervento specifico per le detenute madri di minori di tre anni. Il regime speciale di detenzione previsto dall'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario ha continuato a svolgere efficacemente la sua funzione di prevenzione; è tuttavia intenzione del Governo provvedere a rendere ancora più stabile questo meccanismo, anche al fine di ovviare agli annullamenti dei provvedimenti ministeriali ex articolo 41-bis disposti dai tribunali di sorveglianza. In tema di riforma delle professioni, da anni al centro del dibattito, è intenzione del Ministero della giustizia garantire un accesso più efficiente e selettivo alle cosiddette professioni protette e una coerente disciplina del praticantato, attraverso un organica riforma del settore che coinvolga direttamente gli ordini professionali dei notai, dei commercialisti e, in particolar modo, degli avvocati. Vi è anche l'intenzione di procedere ad una riforma radicale della magistratura onoraria, che rappresenta una preziosa risorsa per la giurisdizione e che dovrà trovare in tempi brevi un'adeguata collocazione nell'ambito dell'ordinamento. Nei primi otto mesi di attività l'Esecutivo ha varato un'importante progetto di riforma della giustizia civile, al fine di migliorarne la qualità ed accelerarne i tempi di funzionamento, ma soprattutto si è adoperato, in campo penale, per garantire strumenti sempre più efficaci al contrasto alla criminalità organizzata, che si continuerà a portare avanti con la massima determinazione. Da quest'ultimo punto di vista il Senato ha giocato un ruolo importante attraverso le modifiche introdotte al decreto-legge in materia di sicurezza, che hanno permesso l'adozione di importanti misure antimafia di carattere patrimoniale. Il decreto-legge e il successivo disegno di legge in materia di sicurezza hanno introdotto inoltre strumenti significativi di contrasto alla criminalità diffusa, tra cui l'impiego delle Forze armate per il controllo del territorio, le norme in materia di tutela degli anziani e dei portatori di minorazione fisica, psichica o sensoriale e quelle per il rafforzamento della tutela del decoro urbano. Un apposito decreto-legge ha affrontato infine il problema della mancanza di personale nelle cosiddette sedi disagiate e di frontiera, attraverso l'impiego dello strumento degli incentivi economici; si è tenuto conto, in questo caso, sia dell'opportunità di non destinare allo svolgimento di funzioni monocratiche magistrati che non abbiano superato almeno la prima valutazione di professionalità, sia del principio dell'inamovibilità dei giudici. Tuttavia, nel caso in cui tale strumento dovesse rivelarsi insufficiente, il Parlamento dovrà riflettere su eventuali limitazioni, oggettive ed eccezionali, del principio di inamovibilità, al fine di scongiurare la paralisi degli uffici in difficoltà. (Prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP, UDC-SVP-Aut e Misto-MPA). Consegna agli atti un documento sull'andamento dei servizi giudiziari.