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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 136 del 28/01/2009


Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

BEVILACQUA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il 14 dicembre 2008, con l'entrata in vigore dell'orario per il nuovo anno di Trenitalia, il gruppo FS ha ritenuto di velocizzare il collegamento Roma-Reggio Calabria per rispondere ad una domanda di mobilità tra le due aree che, nel corso dell'ultimo anno, è quasi raddoppiata. A tal fine ha previsto due nuovi treni veloci ETR 600 Frecciargento: il primo, con partenza da Reggio Calabria alle ore 6.46 e diretto a Roma Termini, ferma a Lamezia Terme, Paola e Napoli; il secondo, con partenza da Roma alle ore 17 ed arrivo a Reggio Calabria alle 22.14, effettua le stesse fermate;

questa scelta se, da una parte, offre una mobilità più veloce lungo la seconda parte della dorsale tirrenica, riducendo la percorrenza di un'ora su un tragitto di circa 644 chilometri (Roma-Reggio Calabria), dall'altra, esclude il territorio di Vibo Valentia, unica provincia calabrese attraversata dal nuovo ETR 600, nella quale non vengono effettuate fermate;

considerato che la stazione di Vibo Valentia-Pizzo, principale scalo ferroviario della provincia, rappresenta uno snodo importante per tanti pendolari ma, soprattutto, per lo sviluppo economico di un territorio a vocazione prettamente turistica,

si chiede di sapere se Il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire con urgenza, per quanto di propria competenza, al fine di garantire anche alla provincia di Vibo Valentia di usufruire di un servizio di particolare utilità, quale i collegamenti ferroviari.

(4-01057)

PERDUCA - Ai Ministri degli affari esteri, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della gioventù - Premesso che:

i programmi di cooperazione Esperti associati e giovani funzionari delle organizzazioni internazionali (JPO & AEs) e Fellowship e UNV (United Nations Volunteers) Internship, promossi dall'United Nations Department of Economic and Social Affairs (UN/DESA) e dal Ministero degli affari esteri, rappresentano per i giovani cittadini italiani gli unici canali di accesso a posizioni lavorative retribuite all'interno del sistema delle Nazioni Unite;

numerose testimonianze raccolte negli anni in riferimento a tali programmi hanno sollevato dubbi rispetto alla procedura di selezione dei candidati;

i criteri di selezione elencati nel sito di UN/DESA, relativi a nazionalità, titoli accademici, conoscenza delle lingue straniere ed età, risultano molto generici, mentre le specializzazioni definite come "più marcate" (esperto in materia di alimentazione, ambiente, economia dello sviluppo, diritti umani, eccetera) a giudizio degli interroganti, non sembrano costituire parametri aggiuntivi di giudizio, ma piuttosto criteri ridondanti rispetto alle qualifiche generiche (giurista, economista);

molti candidati in possesso di tutti i requisiti elencati nel sito di UN/DESA non sono mai stati convocati ai colloqui di selezione;

ai candidati non convocati per le interviste viene solitamente inviata una lettera in cui non viene fornito alcun esaustivo riscontro circa le motivazioni dell'esito negativo della candidatura presentata, impedendo di fatto la possibilità di correggere e migliorare le proprie competenze coerentemente con i criteri di selezione effettivamente utilizzati dall'UN/DESA,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei criteri effettivi di selezione dei candidati ai suddetti programmi, dal momento che quelli elencati nel sito di UN/DESA non appaiono sufficienti per poter giungere ad una selezione equa dei candidati;

se intendano fornire un chiarimento circa la mancata conformità della procedura di selezione alla legge n. 241 del 1990 in materia di procedimento amministrativo e, in particolare, all'articolo 3 riguardante la necessità di "motivazione del provvedimento", in quanto la genericità dei criteri sopra citati e la conseguente incapacità dell'ufficio in esame di fornire una giustificazione, si traduce di fatto nella carenza di motivazione del provvedimento amministrativo;

se ritengano che sussistano degli estremi dell'eccesso di potere quale vizio di legittimità dell'atto amministrativo, nella misura in cui, procedendo alla selezione dei candidati sulla base dei suddetti generici ed aleatori criteri, si giunge alla disparità di trattamento dei singoli candidati, in quanto la commissione esaminatrice, dovendo comunque proseguire con la selezione, applica in maniera difforme uno stesso criterio di valutazione, o applica criteri diversi per i singoli candidati.

(4-01058)