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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 136 del 28/01/2009


Interrogazioni

PIGNEDOLI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il 5 dicembre 2008, a seguito di intense precipitazioni piovose si è verificato, in provincia di Reggio Emilia, il cedimento completo della sede della strada statale 63 valico del Cerreto al chilometro 43, per una lunghezza di circa 90 metri;

la distruzione della strada ha provocato l'isolamento delle frazioni di Cerreto Alpi e della stazione sciistica di Cerreto Laghi;

il fenomeno franoso si è verificato all'interno di un dissesto molto più ampio che coinvolge l'intero versante su cui si colloca anche l'abitato di Piagneto e che si estende fino al sottostante torrente Biola;

il danno e la gravità della frana sono tali da non consentire un ripristino della strada statale 63 in tempi brevi;

per ripristinare i collegamenti si è reso necessario prevedere un percorso alternativo in corrispondenza di un vecchio tracciato attraverso un efficace e tempestivo intervento del dipartimento ANAS in collaborazione stretta con i Servizi di difesa del suolo e protezione civile della Provincia e la costante presenza attiva del Comune di Collagna;

il ripristino del tratto stradale comporta un consolidamento generale del versante essendo collocato in un'area classificata nella Carta inventario del dissesto come frana attiva;

il non intervenire immediatamente sulla frana significherebbe consentire l'evoluzione della frana per arretramento della nicchia coinvolgendo l'area a monte del dissesto,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per consentire il consolidamento dell'area interessata dalla frana nei pressi del chilometro 43 della strada statale 63 valico del Cerreto;

quali siano i tempi previsti per gli interventi di consolidamento della predetta frana e per il pieno ripristino della viabilità sulla strada statale;

con quali risorse intendano provvedere ai predetti lavori di consolidamento della frana e alla riapertura della strada statale 63.

(3-00499)

PETERLINI, FOSSON - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

nel 1999 era stato indetto un concorso ordinario ed uno riservato (corso-concorso) per tutti gli ordini di scuola, a1 fine di ottenere l'abilitazione all'insegnamento e di poter così accedere ad un posto di ruolo;

in Italia non si tenevano tali concorsi da dieci anni e, anche per tale motivo, si era venuta a creare una situazione di precariato "storico";

numerosi insegnanti italiani e valdostani in particolare hanno sostenuto dei concorsi e conseguito l'abilitazione all'insegnamento, ottenendo chi da subito la nomina in ruolo, chi l'iscrizione nelle graduatorie permanenti;

il 19 marzo 2007 è stato pubblicato il decreto dirigenziale per l'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie permanenti, trasformate dalla legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006) in graduatorie ad esaurimento. Il decreto prevedeva 30 giorni di tempo per presentare la domanda di inclusione, aggiornamento/trasferimento di provincia. Potevano includersi, con il recupero della posizione e del punteggio, anche coloro che, nel precedente aggiornamento, non avevano prodotto domanda di permanenza. Coloro che erano inseriti nella prima fascia mantenevano il diritto ad essere presenti in due province. Tali graduatorie ad esaurimento sono servite per le immissioni in ruolo e per le supplenze annuali e fino al termine dell'attività didattica;

dal 2007 ad oggi per gli aspiranti insegnanti è stato possibile inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento con riserva solo se iscritti ai corsi abilitanti all'insegnamento secondario ed artistico (S.S.I.S. - COBASLID - Didattica della musica), alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria e per i docenti ammessi ai corsi speciali abilitanti del decreto ministeriale 85 del 2005. Costoro, finché non si fosse sciolta la riserva con il conseguimento del titolo abilitante, non avrebbero potuto essere immessi in ruolo od aspirare a contratti a tempo determinato annuali grazie allo scorrimento della graduatoria provinciale. Avrebbero potuto solo accedere alle supplenze attraverso la terza fascia delle graduatorie d'istituto riservate ai non abilitati. È per questo che risulta particolarmente odioso il ritardo nello svolgimento dei corsi abilitanti di cui sono responsabili gli Atenei, che tra l'altro hanno lucrato imponendo tasse universitarie nell'ordine dei 2.500/2.800 euro;

tra le innovazioni introdotte nel provvedimento a seguito dell'emanazione della legge n. 296 del 2006 e della sentenza n. 11 del 2007 della Corte costituzionale, vi è la riapertura dei termini così da consentire, per l'ultima volta, l'iscrizione alle graduatorie permanenti, trasformate in graduatorie ad esaurimento. Nel biennio scolastico 2009/2011 è possibile solo aggiornare il punteggio o trasferire la propria posizione in altra provincia, ma in "coda" a tutte le fasce. Tutti gli aventi titolo devono presentare domanda, sia per permanere nelle graduatorie, sia per confermare l'iscrizione con riserva, pena la cancellazione definitiva dalle graduatorie medesime;

in Italia vi sono degli insegnanti (cinque in Valle d'Aosta) che, per loro disattenzione, non si sono iscritti in tali graduatorie pur avendo sostenuto i concorsi con esito positivo. Si apprende, inoltre, che a breve il Ministero permetterà, a chi ha fatto regolare domanda, di sciogliere la riserva,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda attivarsi onde inserire nell'attuale graduatoria, ovviamente in coda a chi ha presentato regolare domanda, coloro che sono rimasti fuori dalle precedenti graduatorie permanenti, avendo essi il titolo per insegnare.

(3-00500)

BAIO, BASSOLI, MAZZUCONI, VIMERCATI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

molti comuni della Brianza, in particolar modo Vedano al Lambro, Villasanta, Concorezzo, Agrate Brianza, Vimercate e Camparada (Monza e Brianza), da tempo subiscono disagi e disservizi in merito al recapito della posta, i quali compromettono non solo la comunicazione ordinaria, ma anche il puntuale pagamento di bollette e bollettini vari;

i disagi sono attribuibili ad una riorganizzazione del servizio postale che ha accorpato i vari centri di distribuzione, per la quale gli addetti al recapito della posta partono dall'ufficio centrale della nuova provincia, e alla mancanza di personale atto a coprire la zona interessata;

nonostante le amministrazioni comunali abbiano più volte sollecitato gli uffici postali centrali di competenza, al fine di trovare una soluzione, prospettando anche una denuncia per interruzione di pubblico servizio, ad oggi i disservizi permangono;

considerato che:

Poste Italiane Spa è partecipata dal Ministero dell'economia e delle finanze per il 65 per cento e per il restante 35 per cento dalla Cassa depositi e prestiti Spa;

nel sito internet di Poste italiane http://www.poste.it si legge quanto segue: "Poste Italiane è un servizio pubblico con un'importante funzione sociale: il Servizio universale. Presente in tutte le zone d'Italia, ha attivato una rete di 14.000 uffici postali, oltre 200 centri di smistamento per pacchi e corrispondenza, oltre 46.000 addetti al recapito, 2.700 ATM, 38.000 POS, 17 collegamenti aerei quotidiani, oltre 40.000 veicoli"; e ancora: "Poste Italiane è presenza indispensabile per i cittadini, per le piccole e medie imprese, per le grandi aziende, per le Amministrazioni Pubbliche. Ogni cliente rappresenta una richiesta specifica e un confronto necessario a livello nazionale e internazionale per migliorare i servizi e i prodotti offerti." ( http://www.poste.it ),

si chiede di sapere:

i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di propria competenza, non intendano sollecitare l'amministrazione di Poste Italiane Spa, al fine di incrementare l'organico richiesto;

se i Ministri non intendano attivarsi per risolvere quanto prima i disagi e i pregiudizi procurati ai cittadini e alle imprese dei comuni interessati, garantendo che i servizi pubblici siano reali e l'offerta, prima di versare su prodotti commerciali, si incentri su un personale e una organizzazione idonei a rispondere alle richieste dei cittadini.

(3-00501)