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Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 136 del 28/01/2009


Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Bianconi, Caliendo, Carrara, Caselli, Castelli, Ciampi, Ciarrapico, Davico, Dell'Utri, Delogu, Di Giacomo, Firrarello, Giovanardi, Mantica, Mantovani, Martinat, Massidda, Palma, Pera, Piccioni, Pisanu, Sanciu e Viespoli.

 

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Rutelli, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Cabras, per attività dell'Assemblea parlamentare NATO; Chiti, Boldi, Crisafulli, Giaretta, Marcenaro, Nessa, Russo, Santini e Saro, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Ministro giustizia

Ministro sempl. normativa

Presidente del Consiglio dei ministri

(Governo Berlusconi-IV)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, recante misure urgenti in materia di semplificazione normativa (1342)

(presentato in data 28/1/2009 );

C.2044 approvato dalla Camera dei deputati.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Ministro interno

Presidente del Consiglio dei ministri

(Governo Berlusconi-IV)

Conversione in legge del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento nell'anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie (1341)

(presentato in data 27/1/2009 ).

Disegni di legge, nuova assegnazione

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

in sede deliberante

Dep. Foti Tommaso

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti (1269)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio)

C.152 approvato in testo unificato da 8° Ambiente (TU con C.1182, C.1239);

Già assegnato, in sede referente, alla 13ª Commissione permanente(Ambiente)

(assegnato in data 28/01/2009).

Governo, trasmissione di atti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 9 gennaio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8 della legge 12 giugno 1990, n. 146, recante «Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali», copia delle seguenti ordinanze:

n. 155T, emessa dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a e alla 11a Commissione permanente (n. 43);

n. 4/2008, emessa dal Ministro dello sviluppo economico. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a e alla 11a Commissione permanente (n. 44).

Garante del contribuente, trasmissione di atti

Il Presidente del Garante del contribuente per la provincia autonoma di Bolzano, con lettera in data 9 gennaio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta dal medesimo Garante nell'anno 2008.

 

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente (Atto n. 121).

 

Mozioni

BELISARIO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, GIAMBRONE, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO - Il Senato,

premesso che:

l'idrogeno solforato (H2, o acido solfidrico) è un acido estremamente velenoso e una prolungata esposizione ad esso può rivelarsi mortale per l'essere umano;

in particolare, l'idrogeno solforato, classificato ad alte concentrazioni come veleno e paragonabile nei suoi effetti al cianuro, a basse dosi di emissione può causare disturbi neurologici, respiratori, motori, cardiaci e potrebbe essere collegato ad una maggiore ricorrenza di aborti spontanei nelle donne. In alcuni casi i danni vengono considerati irreversibili, tanto è vero che da alcune recenti ricerche di carattere scientifico è emersa la potenzialità dell'idrogeno solforato a stimolare la comparsa del cancro al colon retto;

in natura, l'idrogeno solforato si forma per decomposizione delle proteine contenenti zolfo da parte dei batteri e si trova nei gas di , nel greggio e nel , rappresentando anche il sottoprodotto di alcune attività industriali quali la raffinazione del petrolio;

tutte le operazioni di trattamento dei prodotti petroliferi, a qualsiasi livello, hanno la possibilità di emettere quantità più o meno abbondanti di idrogeno solforato, sia sotto forma di disastri accidentali, sia sotto forma di continuo rilascio nell'ambiente, durante le fasi di estrazione, di stoccaggio, lavorazione e trasporto del petrolio. Anche durante le varie fasi di de-sulfurizzazione esistono forti possibilità di perdite di idrogeno solforato a causa di inevitabili logorii e corrosione. I contenitori di stoccaggio, peraltro, possono rilasciare idrogeno solforato a causa della normale volatilizzazione del prodotto, a causa di cambiamenti di volume dovuti al modificarsi della temperatura fra il giorno e la notte, o durante le operazioni di riempimento;

l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) consiglia di fissare il limite di rilascio di idrogeno solforato a 0,005 parti per milione (ppm);

negli Stati Uniti il Governo federale raccomanda un limite di 0,001 ppm con limiti differenti fissati da Stato a Stato (ad esempio la California pone il limite dello 0,002 ppm, ed il Massachussetts dello 0,006);

in Italia, il limite massimo di rilascio di idrogeno solforato, secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale del 12 luglio 1990, recante le "Linee Guida per il contenimento delle emissioni degli impianti industriali e la fissazione dei valori minimi di emissione", è di 5 ppm per l'industria non petrolifera e 30 ppm per quella petrolifera, nonostante sia ormai noto nella letteratura medica e scientifica che quest'ultimo valore è non solo seimila volte più alto dei valori raccomandati dall'OMS già applicati negli USA, ma anche causa di danni irreversibili per la salute umana;

in un documento scientifico, redatto recentemente dai docenti del Department of Mathematics, California State University at Northrige, Los Angeles e del Department of Biomathematics della David Geffen School of Medicine, University of California, Los Angeles, vengono illustrati gli effetti prodotti sulla salute degli esseri umani dall'idrogeno solforato come sottoprodotto del processo di idro-desulfurizzazione del petrolio, anche alla luce dei progetti ENI ad Ortona, in Abruzzo, ove è prevista la realizzazione di un Centro oli simile a quello situato nella città di Viggiano, in Basilicata;

l'analisi medico-scientifica mostra come anche un contatto quotidiano con basse dosi di idrogeno solforato dell'ordine di grandezza delle normali immissioni nell'atmosfera da un centro idro-desulfurizzazione (come quello di Viggiano), possa essere ad alta tossicità sia per la salute umana che per quella animale e vegetale. Lo studio, inoltre, fa menzione di incidenti che hanno riguardato alcuni pozzi in Basilicata come quelli di Policoro (Matera) e Monte Li Foi (Potenza) con due incidenti rilevanti nel e nel che hanno riguardato il Centro oli di Viggiano: incidenti gravissimi, sui quali non sono stati mai forniti i dati relativi all'emissione dell'idrogeno solforato, denotando insufficienti azioni di monitoraggio ambientale, prevenzione del rischio e screening medici costanti sulla popolazione residente che, come quella residente in prossimità del centro oli, ha presentato diversi esposti alla magistratura contro i dirigenti dell'ENI;

la possibilità di venire in contatto con l'idrogeno solforato aumenta notevolmente per le popolazioni in vicinanza dei centri di lavorazione del petrolio e ad oggi sorprende constatare come manchino dati ufficiali di rilevazione dell'idrogeno solforato in Basilicata ed in Val d'Agri;

si rileva al riguardo che nelle vicinanze dei centri di lavorazione del petrolio i livelli di idrogeno solforato possono essere 300 volte maggiori che in una normale altra città e che le centraline di monitoraggio presenti in Val d'Agri e nei pressi del centro oli di Viggiano diffondono esclusivamente i dati relativi ad alcuni parametri, ma non quelli relativi all'idrogeno solforato, i quali ultimi non si conosce se vengano o meno rilevati e da chi;

a tale riguardo si rileva, inoltre, che nella sopra citata Val d'Agri si estrae l'80 per cento del petrolio italiano e che da una ricerca curata dall'Università della Basilicata, pubblicata dall'International Journal Food Science and Technology risulta che nel miele prodotto nella Val D'Agri si trovano alti tassi di benzeni ed alcoli e tale fatto potrebbe provocare pesanti contraccolpi, oltre che sull'ambiente e sulla salute, anche sul tessuto economico dell'area interessata dalle produzioni di tale alimento;

considerato che:

il modo più efficace di contrastare gli effetti dell'idrogeno solforato è quello di adottare misure di carattere preventivo che prevedano severe regolamentazioni che proibiscano la costruzione di pozzi petroliferi, oleodotti associati e qualsiasi industria di trattamento e lavorazione del petrolio in zone abitate e, soprattutto un radicale irrigidimento del limiti di rilascio di idrogeno solforato, in linea con quanto consigliato dall'OMS;

in Italia, nella sola regione Basilicata, circa il 70 per cento del territorio è coperto da permessi estrattivi, mentre in altri Paesi come gli Stati Uniti d'America è imposto il divieto di estrarre il petroli nei parchi, nei grandi laghi, a 160 chilometri dalla costa, ovvero sull'85 per cento del territorio nazionale e in Norvegia, dove l'estrazione del petrolio avviene in mare, non è possibile attivare le procedure di trivellazione se non a distanza di 50 chilometri dalla costa,

impegna il Governo:

a porre in essere ogni atto di competenza, anche di carattere normativo, finalizzato ad adeguare i livelli di rilascio di idrogeno solforato attualmente previsti dal citato decreto ministeriale del 12 luglio 1990 in linea con quanto raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità;

ad adottare ogni opportuna iniziativa, anche normativa, tesa a salvaguardare la salute delle popolazioni residenti nelle aree esposte alle emissioni di idrogeno solforato ed ove sussistono attività estrattive, di lavorazione e di stoccaggio di prodotti petroliferi.

(1-00084)

Interrogazioni

PIGNEDOLI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il 5 dicembre 2008, a seguito di intense precipitazioni piovose si è verificato, in provincia di Reggio Emilia, il cedimento completo della sede della strada statale 63 valico del Cerreto al chilometro 43, per una lunghezza di circa 90 metri;

la distruzione della strada ha provocato l'isolamento delle frazioni di Cerreto Alpi e della stazione sciistica di Cerreto Laghi;

il fenomeno franoso si è verificato all'interno di un dissesto molto più ampio che coinvolge l'intero versante su cui si colloca anche l'abitato di Piagneto e che si estende fino al sottostante torrente Biola;

il danno e la gravità della frana sono tali da non consentire un ripristino della strada statale 63 in tempi brevi;

per ripristinare i collegamenti si è reso necessario prevedere un percorso alternativo in corrispondenza di un vecchio tracciato attraverso un efficace e tempestivo intervento del dipartimento ANAS in collaborazione stretta con i Servizi di difesa del suolo e protezione civile della Provincia e la costante presenza attiva del Comune di Collagna;

il ripristino del tratto stradale comporta un consolidamento generale del versante essendo collocato in un'area classificata nella Carta inventario del dissesto come frana attiva;

il non intervenire immediatamente sulla frana significherebbe consentire l'evoluzione della frana per arretramento della nicchia coinvolgendo l'area a monte del dissesto,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per consentire il consolidamento dell'area interessata dalla frana nei pressi del chilometro 43 della strada statale 63 valico del Cerreto;

quali siano i tempi previsti per gli interventi di consolidamento della predetta frana e per il pieno ripristino della viabilità sulla strada statale;

con quali risorse intendano provvedere ai predetti lavori di consolidamento della frana e alla riapertura della strada statale 63.

(3-00499)

PETERLINI, FOSSON - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

nel 1999 era stato indetto un concorso ordinario ed uno riservato (corso-concorso) per tutti gli ordini di scuola, a1 fine di ottenere l'abilitazione all'insegnamento e di poter così accedere ad un posto di ruolo;

in Italia non si tenevano tali concorsi da dieci anni e, anche per tale motivo, si era venuta a creare una situazione di precariato "storico";

numerosi insegnanti italiani e valdostani in particolare hanno sostenuto dei concorsi e conseguito l'abilitazione all'insegnamento, ottenendo chi da subito la nomina in ruolo, chi l'iscrizione nelle graduatorie permanenti;

il 19 marzo 2007 è stato pubblicato il decreto dirigenziale per l'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie permanenti, trasformate dalla legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006) in graduatorie ad esaurimento. Il decreto prevedeva 30 giorni di tempo per presentare la domanda di inclusione, aggiornamento/trasferimento di provincia. Potevano includersi, con il recupero della posizione e del punteggio, anche coloro che, nel precedente aggiornamento, non avevano prodotto domanda di permanenza. Coloro che erano inseriti nella prima fascia mantenevano il diritto ad essere presenti in due province. Tali graduatorie ad esaurimento sono servite per le immissioni in ruolo e per le supplenze annuali e fino al termine dell'attività didattica;

dal 2007 ad oggi per gli aspiranti insegnanti è stato possibile inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento con riserva solo se iscritti ai corsi abilitanti all'insegnamento secondario ed artistico (S.S.I.S. - COBASLID - Didattica della musica), alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria e per i docenti ammessi ai corsi speciali abilitanti del decreto ministeriale 85 del 2005. Costoro, finché non si fosse sciolta la riserva con il conseguimento del titolo abilitante, non avrebbero potuto essere immessi in ruolo od aspirare a contratti a tempo determinato annuali grazie allo scorrimento della graduatoria provinciale. Avrebbero potuto solo accedere alle supplenze attraverso la terza fascia delle graduatorie d'istituto riservate ai non abilitati. È per questo che risulta particolarmente odioso il ritardo nello svolgimento dei corsi abilitanti di cui sono responsabili gli Atenei, che tra l'altro hanno lucrato imponendo tasse universitarie nell'ordine dei 2.500/2.800 euro;

tra le innovazioni introdotte nel provvedimento a seguito dell'emanazione della legge n. 296 del 2006 e della sentenza n. 11 del 2007 della Corte costituzionale, vi è la riapertura dei termini così da consentire, per l'ultima volta, l'iscrizione alle graduatorie permanenti, trasformate in graduatorie ad esaurimento. Nel biennio scolastico 2009/2011 è possibile solo aggiornare il punteggio o trasferire la propria posizione in altra provincia, ma in "coda" a tutte le fasce. Tutti gli aventi titolo devono presentare domanda, sia per permanere nelle graduatorie, sia per confermare l'iscrizione con riserva, pena la cancellazione definitiva dalle graduatorie medesime;

in Italia vi sono degli insegnanti (cinque in Valle d'Aosta) che, per loro disattenzione, non si sono iscritti in tali graduatorie pur avendo sostenuto i concorsi con esito positivo. Si apprende, inoltre, che a breve il Ministero permetterà, a chi ha fatto regolare domanda, di sciogliere la riserva,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda attivarsi onde inserire nell'attuale graduatoria, ovviamente in coda a chi ha presentato regolare domanda, coloro che sono rimasti fuori dalle precedenti graduatorie permanenti, avendo essi il titolo per insegnare.

(3-00500)

BAIO, BASSOLI, MAZZUCONI, VIMERCATI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

molti comuni della Brianza, in particolar modo Vedano al Lambro, Villasanta, Concorezzo, Agrate Brianza, Vimercate e Camparada (Monza e Brianza), da tempo subiscono disagi e disservizi in merito al recapito della posta, i quali compromettono non solo la comunicazione ordinaria, ma anche il puntuale pagamento di bollette e bollettini vari;

i disagi sono attribuibili ad una riorganizzazione del servizio postale che ha accorpato i vari centri di distribuzione, per la quale gli addetti al recapito della posta partono dall'ufficio centrale della nuova provincia, e alla mancanza di personale atto a coprire la zona interessata;

nonostante le amministrazioni comunali abbiano più volte sollecitato gli uffici postali centrali di competenza, al fine di trovare una soluzione, prospettando anche una denuncia per interruzione di pubblico servizio, ad oggi i disservizi permangono;

considerato che:

Poste Italiane Spa è partecipata dal Ministero dell'economia e delle finanze per il 65 per cento e per il restante 35 per cento dalla Cassa depositi e prestiti Spa;

nel sito internet di Poste italiane http://www.poste.it si legge quanto segue: "Poste Italiane è un servizio pubblico con un'importante funzione sociale: il Servizio universale. Presente in tutte le zone d'Italia, ha attivato una rete di 14.000 uffici postali, oltre 200 centri di smistamento per pacchi e corrispondenza, oltre 46.000 addetti al recapito, 2.700 ATM, 38.000 POS, 17 collegamenti aerei quotidiani, oltre 40.000 veicoli"; e ancora: "Poste Italiane è presenza indispensabile per i cittadini, per le piccole e medie imprese, per le grandi aziende, per le Amministrazioni Pubbliche. Ogni cliente rappresenta una richiesta specifica e un confronto necessario a livello nazionale e internazionale per migliorare i servizi e i prodotti offerti." ( http://www.poste.it ),

si chiede di sapere:

i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di propria competenza, non intendano sollecitare l'amministrazione di Poste Italiane Spa, al fine di incrementare l'organico richiesto;

se i Ministri non intendano attivarsi per risolvere quanto prima i disagi e i pregiudizi procurati ai cittadini e alle imprese dei comuni interessati, garantendo che i servizi pubblici siano reali e l'offerta, prima di versare su prodotti commerciali, si incentri su un personale e una organizzazione idonei a rispondere alle richieste dei cittadini.

(3-00501)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

BEVILACQUA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il 14 dicembre 2008, con l'entrata in vigore dell'orario per il nuovo anno di Trenitalia, il gruppo FS ha ritenuto di velocizzare il collegamento Roma-Reggio Calabria per rispondere ad una domanda di mobilità tra le due aree che, nel corso dell'ultimo anno, è quasi raddoppiata. A tal fine ha previsto due nuovi treni veloci ETR 600 Frecciargento: il primo, con partenza da Reggio Calabria alle ore 6.46 e diretto a Roma Termini, ferma a Lamezia Terme, Paola e Napoli; il secondo, con partenza da Roma alle ore 17 ed arrivo a Reggio Calabria alle 22.14, effettua le stesse fermate;

questa scelta se, da una parte, offre una mobilità più veloce lungo la seconda parte della dorsale tirrenica, riducendo la percorrenza di un'ora su un tragitto di circa 644 chilometri (Roma-Reggio Calabria), dall'altra, esclude il territorio di Vibo Valentia, unica provincia calabrese attraversata dal nuovo ETR 600, nella quale non vengono effettuate fermate;

considerato che la stazione di Vibo Valentia-Pizzo, principale scalo ferroviario della provincia, rappresenta uno snodo importante per tanti pendolari ma, soprattutto, per lo sviluppo economico di un territorio a vocazione prettamente turistica,

si chiede di sapere se Il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire con urgenza, per quanto di propria competenza, al fine di garantire anche alla provincia di Vibo Valentia di usufruire di un servizio di particolare utilità, quale i collegamenti ferroviari.

(4-01057)

PERDUCA - Ai Ministri degli affari esteri, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della gioventù - Premesso che:

i programmi di cooperazione Esperti associati e giovani funzionari delle organizzazioni internazionali (JPO & AEs) e Fellowship e UNV (United Nations Volunteers) Internship, promossi dall'United Nations Department of Economic and Social Affairs (UN/DESA) e dal Ministero degli affari esteri, rappresentano per i giovani cittadini italiani gli unici canali di accesso a posizioni lavorative retribuite all'interno del sistema delle Nazioni Unite;

numerose testimonianze raccolte negli anni in riferimento a tali programmi hanno sollevato dubbi rispetto alla procedura di selezione dei candidati;

i criteri di selezione elencati nel sito di UN/DESA, relativi a nazionalità, titoli accademici, conoscenza delle lingue straniere ed età, risultano molto generici, mentre le specializzazioni definite come "più marcate" (esperto in materia di alimentazione, ambiente, economia dello sviluppo, diritti umani, eccetera) a giudizio degli interroganti, non sembrano costituire parametri aggiuntivi di giudizio, ma piuttosto criteri ridondanti rispetto alle qualifiche generiche (giurista, economista);

molti candidati in possesso di tutti i requisiti elencati nel sito di UN/DESA non sono mai stati convocati ai colloqui di selezione;

ai candidati non convocati per le interviste viene solitamente inviata una lettera in cui non viene fornito alcun esaustivo riscontro circa le motivazioni dell'esito negativo della candidatura presentata, impedendo di fatto la possibilità di correggere e migliorare le proprie competenze coerentemente con i criteri di selezione effettivamente utilizzati dall'UN/DESA,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei criteri effettivi di selezione dei candidati ai suddetti programmi, dal momento che quelli elencati nel sito di UN/DESA non appaiono sufficienti per poter giungere ad una selezione equa dei candidati;

se intendano fornire un chiarimento circa la mancata conformità della procedura di selezione alla legge n. 241 del 1990 in materia di procedimento amministrativo e, in particolare, all'articolo 3 riguardante la necessità di "motivazione del provvedimento", in quanto la genericità dei criteri sopra citati e la conseguente incapacità dell'ufficio in esame di fornire una giustificazione, si traduce di fatto nella carenza di motivazione del provvedimento amministrativo;

se ritengano che sussistano degli estremi dell'eccesso di potere quale vizio di legittimità dell'atto amministrativo, nella misura in cui, procedendo alla selezione dei candidati sulla base dei suddetti generici ed aleatori criteri, si giunge alla disparità di trattamento dei singoli candidati, in quanto la commissione esaminatrice, dovendo comunque proseguire con la selezione, applica in maniera difforme uno stesso criterio di valutazione, o applica criteri diversi per i singoli candidati.

(4-01058)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

 

 


A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

  

7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):

 

 

3-00500, dei senatori Peterlini e Fosson, sull'iscrizione di candidati alle graduatorie permanenti per l'insegnamento.